Forze speciali americane in Libia contro l'avanzata dello Stato islamico

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di New York Times, Washington Post, Echos, Pais.
Forze speciali americane in Libia contro l'avanzata dello Stato islamico

PANORAMA INTERNAZIONALE


 

Gli Stati Uniti hanno schierato le Forze speciali in Libia in vista di un'offensiva contro l'Isis

Washington, 13 mag 08:37 - (Agenzia Nova) - Il Pentagono ha inviato nuclei delle Forze speciali statunitensi presso due avamposti nella Libia orientale e occidentale già alla fine del 2015, con l'incarico di stabilire contatti e alleanze locali e preparare il terreno per una possibile offensiva contro lo Stato islamico (Isis). Lo riferisce la "Washington Post", che cita fonti anonime della Difesa Usa secondo cui 25 operatori delle Forze speciali Usa sono attualmente impegnati in missione a Misurata e Bengasi. L'inserimento di nuclei sotto copertura in un paese dilaniato dal settarismo riflette la preoccupazione della Casa Bianca per la crescente presenza dello Stato islamico in territorio libico. Da mesi il Pentagono appronta piani per una possibile campagna militare contro l'organizzazione terroristica in quel paese nordafricano, che conta diverse migliaia di combattenti a Sirte e in altre aree del paese. Le rivelazioni in merito alla presenza militare statunitense sul terreno, sostiene il quotidiano Usa, "segnano un'accelerazione verso una nuova campagna militare in Libia".

Leggi l’articolo del Washington Post

 

Europa all'italiana

Londra, 13 mag 08:37 - (Agenzia Nova) - L'Italia, osserva il settimanale britannico "The Economist" nella rubrica "Charlemagne", dedicata agli affari europei, è un paese che consegue risultati più modesti rispetto alle proprie possibilità; i suoi presidenti del Consiglio, deboli o poco seri, non hanno lasciato il segno. L'iperattivo e giovane Matteo Renzi, al governo da due anni, ha promesso di cambiare le cose. Ora ha un piano per l'Europa. Più o meno funziona così: primo, riguadagnare credibilità; secondo, sottolineare le credenziali europeiste; terzo, proporre una visione alternativa. Renzi ha un approccio che non si adatta alla lenta costruzione di alleanze necessaria per ottenere qualcosa a Bruxelles; il suo problema maggiore, però, è in casa. Gli elettori italiani hanno perso il tradizionale euroentusiasmo e il quadro economico è fosco. Se sopravviverà al referendum di ottobre, la sua strategia potrebbe iniziare a funzionare: una storia attraente per un'Europa senza leadership, quasi una favola.

Leggi l’articolo dell’Economist

 

La produzione industriale dell'eurozona cala a sorpresa nel mese di marzo

New York, 13 mag 08:37 - (Agenzia Nova) - La produzione industriale dell'area euro ha segnato una contrazione inattesa nel mese di marzo, concludendo il primo trimestre 2016 con il secondo dato mensile negativo consecutivo. L'output industriale dei paesi che hanno adottato l'euro è calato dello 0,8 per cento a marzo rispetto al mese di febbraio, stando ai dati pubblicati da Eurostat nella giornata di ieri. la produzione di beni di consumo non durevoli è calata sempre a marzo dell'1,9 per cento, quella di beni durevoli dell'1,1 per cento. Il dato segue quelli deludenti giunti nell'ultima settimana da Germania, Francia e Italia. Secondo Marco Valli, capo economista per l'eurozona di UniCredit, la tendenza della produzione industriale resta comunque moderatamente espansiva.

Leggi l’articolo del Bloomberg Business Week

 

Se fallisce l’onestà fallisce l’Europa

Berlino, 13 mag 08:37 - (Agenzia Nova) - Gli storici sanno spiegare in un modo o in un altro il crollo degli imperi: il più delle volte succede per colpa di un allargamento geografico o militare, scrive l’opinionista Jochen Bittner sul quotidiano “die Zeit”. Ma qual è il fattore o la concatenazione di cause che potrebbe portare al tramonto dell'Europa Unita? Ad oggi, uno scenario appare assai plausibile: il 23 giugno prossimo i cittadini britannici potrebbero votare a favore della Brexit, l’uscita dall’Unione Europea. Il loro esempio indurrebbe anche altre nazioni a fare un’analisi dei costi e dei benefici dell’appartenenza al sistema comunitario. Tra questi paesi figura senza dubbio l'Italia, schiacciata economicamente dai vincoli comunitari e in prima linea di fronte ai flussi migratori estivi dal Nord Africa, senza che dai paesi europei vicini giunga un aiuto concreto. Già oggi, secondo un sondaggio, il 48 per cento dei cittadini italiani si dice a favore dell’uscita dalla Ue. Poiché l’Italia, diversamente dalla Gran Bretagna, è un paese dell’euro, un voto a favore dell’uscita dalla Ue creerebbe una reazione apocalittica sui mercati finanziari. Gli operatori di borsa potrebbe iniziare a speculare contro l’appartenenza del Belpaese alla Ue, portando conseguentemente il paese fortemente indebitato a non potersi più finanziare sui mercati. Nel caso di un fallimento dell’Italia, i piani di salvataggio dell’euro non basterebbero. Il paese dovrebbe uscire dall’Unione monetaria: situazione che scatenerebbe a sua volta una lunga serie di speculazioni sul successivo paese destinato all’uscita.

Leggi l’articolo del Die Zeit

 

 

POLITICA


 

L'Italia adotta le unioni civili omosessuali

Parigi, 13 mag 08:37 - (Agenzia Nova) - Jacques Hubert-Rodier, editorialiste diplomatico del quotidiano economico francese "Les Echos", torna oggi venerdì 13 maggio sull'approvazione in Italia della legge che consente le unioni civili per le coppie omosessuali: un passo, scrive il giornalista francese, che se da un lato allinea la Penisola agli ordinamenti civili della maggior parte dei grandi paesi dell'Europa Occidentale, dall'altro è ancora fonte di grandi polemiche tra i partiti politici e nella società italiani.

Leggi l’articolo del Echos

 

In Italia è l'ora della grande riforma istituzionale

Parigi, 13 mag 08:37 - (Agenzia Nova) - Il quotidiano economico francese "Les Echos" pubblica oggi, venerdì 13 maggio, un articolo in cui il suo corrispondente da Roma, Olivier Tosseri, riassume la storia ed il senso delle riforme istituzionali avviate in Italia, che dovrebbero dare al paese la stabilità che gli manca e che nel prossimo mese di ottobre saranno sottoposte al voto degli italiani in un referendum a cui il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha legato il proprio futuro politico. Tuttavia le semplici parole "riforma istituzionale", nota Tosseri, in Italia risvegliano il fantasma dell'uomo forte che impone alla democrazia una deriva autoritaria e Renzi non sfugge a questi sospetti, anche se non sta introducendo un regime presidenziale all'americana o semi-presidenziale alla francese ma solo un parlamentarismo razionalizzato.

Leggi l’articolo dell’Echos

 

Italia, un sindaco del M5S accusato di abuso d'ufficio

New York, 13 mag 08:37 - (Agenzia Nova) - Federico Pizzarotti, sindaco della città di Parma ed esponente del Movimento 5 Stelle, partito anti-establishment dall'impronta marcatamente giustizialista, è oggetto di indagine da parte della magistratura per la nomina dello scorso anno alla direzione del Teatro Regio, con l'ipotesi di reato di abuso d'ufficio. Le indagini riguardano in particolare la nomina del direttore generale Barbara Meo e della sua consulente Barbara Minghetti alla guida del teatro lirico cittadino. Sul suo profilo Facebook, il sindaco si è detto tranquillo per un "atto dovuto a seguito degli esposti del Partito democratico". Sabato scorso un altro sindaco del Movimento, il livornese Filippo Nogarin, ha annunciato di essere indagato per bancarotta fraudolenta in relazione alla municipalizzata cittadina preposta alla raccolta dei rifiuti.

Leggi l’articolo del New York Times

 

 

ECONOMIA


 

Italia, la stagnazione minaccia la sopravvivenza delle piccole imprese

New York, 13 mag 08:37 - (Agenzia Nova) - Il malessere dell'economia italiana, ferma ai livelli di pil del 1999, minaccia la sopravvivenza delle piccole aziende del paese, scrive il "Wall Street Journal", e a lungo termine potrebbe addirittura minare la coesione dell'eurozona, un'area valutaria caratterizzata da tensioni e squilibri sempre più profondi. Gli economisti stimano che nel primo trimestre dell'anno l'economia italiana sia cresciuta appena dello 03 per cento rispetto ai tre mesi precedenti: un tasso inferiore alla metà rispetto al totale dell'eurozona, dove pure la crescita è stentata. L'economia italiana è cresciuta in tutto dello 0,8 per cento nel 2015, il primo risultato positivo in quattro anni. Entro la fine del quarto trimestre, però, la terza economia dell'eurozona pareva aver già esaurito il proprio slancio, e questo nonostante fattori esogeni assai favorevoli quali il calo dei pezzi del petrolio, la svalutazione dell'euro e le politiche espansive della Banca centrale europea (Bce). I problemi dell'Italia, scrive però il quotidiano, hanno natura strutturale. Nei suoi primi anni di mandato, il premier Matteo Renzi ha provato a dare una scossa al paese avviando un ambizioso programma di riforma, partendo dal mercato del lavoro: i risultati di tale sforzo sono stati, almeno sul fronte economico, assai limitati. "Il cavallo non beve", ha scritto Lorenzo Bini Smaghi in un recente editoriale sul "Corriere della Sera". I prestiti bancari espressi in funzione del pil sono inferiori del 10 per cento ai livelli pre-crisi, le vendite di abitazioni del 30 per cento. L'industria opera al 60 per cento della capacità. L'iniezioen di liquiddità mensile di 80 miliardi di euro operato dalla Bce ha aiutato soprattutto le grandi aziende, che dispongono di canali efficaci per accedere a prestiti a basso tasso d'interesse e sfruttare la debolezza dell'euro per alimentare le esportazioni. La galassia delle piccole aziende, spesso a conduzione familiare, vivono invece una congiuntura critica: la deflazione impedisce loro di aumentare i prezzi, e il peso della tassazione e dei vincoli burocratici è in continuo aumento. Proprio questo peso gravoso, che erode i margini di utile, ha progressivamente ridotto la produttività delle piccole e medie imprese sino a un livello inferiore del 10 per cento alla media europea. "Non si tratta di qualcosa che le politiche monetarie possano cambiare", avverte Guntramm Wolff, direttore del think tank Bruegel Institute. Nelle attuali condizioni, numerosissime aziende italiane di piccole dimensioni non possono far altro che provare a sopravvivere alla giornata. altre hanno già gettato la spugna.

Leggi l’articolo del Wall Street Journal

 

Generali vede i profitti calare ma resta fiducioso sugli obbiettivi

Parigi, 13 mag 08:37 - (Agenzia Nova) - Il difficile clima finanziario ha pesato sui risultati di Generali nel primo trimestre 2016: ieri giovedì 12 maggio ha presentato risultati netti in calo del 13,8 per cento a 588 milioni di euro; una performance inferiore ai 632 milioni che la media degli analisti si attendeva. Il "numero tre" europeo del settore assicurativo ha visto anche il suo risultato operativo calare del 12,3 per cento a 1,1 miliardi di euro ed il volume di affari diminuire dell'1,1 per cento a 19,7 miliardi. Come conseguenza, il titolo Generali ha chiuso alla Borsa di Milano con un calo del 3,97 per cento. Il gruppo tuttavia è riuscito ad ottenere un rendimento dei fondi propri (RoE) superiore al 13 per cento, in linea con gli obbiettivi del suo piano strategico ed il suo direttore generale e finanziario, Alberto Minali, ieri ha potuto dichiarare che Generali conferma le scelte fatte ed gli obbiettivi che si è posto per l'intero 2016.

Leggi l’articolo dell’Echos

 

Energie rinnovabili: Eni investirà un miliardo di euro in tre anni

Parigi, 13 mag 08:37 - (Agenzia Nova) - L'italiana Eni prosegue la sua strategia di diversificazione: nel corso dell'assemblea generale degli azionisti, ieri giovedì 12 maggio, l'amministratore delegato Claudio Descalzi ha dichiarato che "nei prossimi tre anni gli investimenti nelle energie rinnovabili arriveranno a 500 milioni di euro nelle attività e nello sviluppo dei progetti e ad altri 500 milioni nella ricerca, per un totale di un miliardo". I primi progetti nelle energie rinnovabili del gruppo petrolifero italiano saranno realizzati in Italia, in Pakistan ed in Egitto, vicino ad infrastrutture già esistenti al fine di "avere maggiori sinergie industriali, logistiche, contrattuali e commerciali con le attività tradizionali", ha spiegato De Scalzi.

Leggi l’articolo della Tribune

 

 

SOCIETA’


 

Italia: recuperate in Ucraina le opere trafugate dal museo Castelvecchio di Verona

Madrid, 13 mag 08:37 - (Agenzia Nova) - I 17 quadri del valore complessivo di circa 16 milioni di euro trafugati lo scorso novembre dal museo Castelvecchio di Verona, sono stati recuperati in Ucraina. Lo ha annunciato in un comunicato il ministro dell'Interno italiano, Angelino Alfano, il quale si è congratulato con i Carabinieri e la polizia per il "lungo lavoro di indagine, coordinato dalla magistratura e con la collaborazione degli investigatori locali". Da parte sua, il presidente ucraino Petro Poroshenko ha ringraziato la polizia di frontiera e la procura militare per la "brillante operazione" che, ha sottolineato, "ricorda al mondo l'impegno efficiente dell'Ucraina contro i traffici illeciti e la corruzione". Il sindaco di Verona, Flavio Tosi, ha dichiarato di aver "tirato un grande respiro di sollievo" e di essere "felice", perché "un pezzo della città torna ai suoi cittadini e al mondo intero". Oltre a cinque tele di Tintoretto, tra le opere rubate figuravano anche quadri di Pisanello, Jacopo Bellini, Andrea Mantegna, Giovanni Francesco Caroto, Hans de Jode e Benini.

Leggi l’articolo del Pais

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