Le unioni civili e il ritorno di Riccardo Muti alla Scala

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Bloomberg, New York Times, Monde, Daily Telegraph, Mundo.
Le unioni civili e il ritorno di Riccardo Muti alla Scala

L’Italia dà luce verde alla creazione di unioni civili aperte agli omosessuali

Parigi, 12 mag - (Agenzia Nova) - La Camera dei Deputati italiana mercoledì 11 maggio ha approvato con 369 voti a favore e 193 contrari la legge per la creazione di unioni civili aperte alle coppie omosessuali nell'ultimo grande paese dell'Europa occidentale che non riconosceva loro alcuno status; il voto rende definitiva la legge che era stata già approvata nello scorso mese di febbraio anche dal Senato. Il governo di Matteo Renzi aveva posto sul testo la questione di fiducia e ieri il premier sul suo account Facebook ha scritto: "Oggi è un giorno di festa per molte persone. Pdr coloro che finalmente si sentono riconosciuti. Abbiamo scritto un'altra pagina importante dell’Italia che vogliamo. E lo abbiamo fatto ponendo la questione di fiducia perché ogni ulteriore ritardo non era più tollerabile dopo anni di tentativi abortiti". L'articolo con la notizia dell'approvazione della legge sulle unioni civili in Italia sul quotidiano francese "Le Monde" è affiancato da una mappa dei diritti degli omosessuali nel mondo.


Padoan, l'Europa sta diventando una "brutta parola" a causa della crisi migratoria e degli altri problemi

New York, 12 mag - (Agenzia Nova) - "Europa" sta diventando una "brutta parola" a causa della crisi migratoria e delle crescenti diseguaglianze tra paesi membri che rischiano di spaccare il continente, ha dichiarato ieri il ministro delle Finanze italiano, Pier Carlo Padoan, nel corso di un evento organizzato dalla Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers), istituita 25 anni fa a seguito del crollo del Muro di Berlino. Con l'eurozona ancora alle prese con gli strascichi della crisi del debito, il Continente si trova ora a fronteggiare una sfida dagli effetti potenzialmente ancor più distruttivi, quella dei flussi migratori che rischiano di causare la fine della libera circolazione entro l'area di Schengen. "Se Schengen dovesse fallire, l'effetto sarebbe assai più distruttivo di una crisi dell'eurozona", ha avvertito Padoan. Stando agli ultimi dati dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati, la rotta migratoria europea che attraversa l'Italia è oggi più trafficata di quella greca, come non accadeva dall'aprile 2015. Nei primi quattro mesi del 2016, infatti, 27.926 migranti sono sbarcati in Italia, e 26228 in Grecia.


L'Italia deve scegliere tra l'euro e la sopravvivenza economica

Londra, 12 mag - (Agenzia Nova) - Il tempo stringe per l'Italia, bloccata in una deflazione da debiti e alle prese con una crisi bancaria che non può affrontare con i vincoli dell'unione monetaria, scrive Ambrose Evans-Pritchard, editorialista del quotidiano britannico "The Telegraph". Dal picco della crisi il prodotto interno lordo si è ridotto del nove per cento e la produzione industriale del 25; ogni anno la percentuale del debito rispetto al Pil sale. Lo stimolo della Banca centrale europea svanirà prima che il paese riuscirà a uscire dalla stagnazione. La finestra globale si sta chiudendo; la Federal Reserve presto rialzerà i tassi e l'Italia precipiterà in una nuova crisi.


L'Italia resta un "bambino problematico" nonostante gli sforzi di Renzi

New York, 12 mag - (Agenzia Nova) - Per quanto si affanni, il premier italiano Matteo Renzi non pare in grado di proiettare la terza economia dell'eurozona tra le più dinamiche del Continente. il progresso sul fronte della riforme e della crescita nel Belpaese sono stati tardivi, a causa delle inefficienze sistemiche, dell'indebitamento, della pressione fiscale e della montagna di crediti in sofferenza accumulati dalle banche. Secondo Marco Wagner, economista della tedesca Commerzbank, l'Italia resta e continuerà probabilmente ad essere un "bambino problematico all'interno dell'eurozona": "Il vero problema dell'economia italiana e del suo sistema bancario", spiega Wagner, "sono i fondamentali. Si tratta di problemi strutturali, e non ciclici, e perciò sono destinati a non essere superati a breve". Nonostante l'economia italiana abbia probabilmente conseguito una modesta crescita per il quinto trimestre consecutivo, scrive "Bloomberg", il prodotto interno lordo resta inferiore di otto punti percentuali ai massimi pre-crisi: un divario inferiore soltanto a quello dell'economia greca. Il pil complessivo dell'eurozona, di contro, è già tornato al livello pre-crisi, mentre le economie di Germania e Francia lo hanno da tempo superato. La ripresa italiana resta più debole di quella dei paesi vicini, e le stime di crescita già modeste, sono state recentemente ridimensionate dalla Commissione europea, che prevede un calo delle esportazioni. Quel che è peggio, scrive "Bloomberg", il governo Renzi deve fare i conti con una situazione del settore bancario nazionale che appare sempre più grave, e che è difficile gestire quando si è già gravati da un rapporto tra debito pubblico e pil del 132,4 per cento. Secondo Cathal Kennedy, economista per l'Europa presso Rbc Capital Market, Roma deve accelerare urgentemente gli sforzi tesi a ripristinale i canali per al concessione di credito all'economia reale.


Riccardo Muti dirigerà alla Scala 12 anni dopo

Madrid, 12 mag - (Agenzia Nova) - Il direttore d'orchestra italiano Riccardo Muti tornerà al Teatro alla Scala di Milano dopo oltre 11 anni di assenza con due spettacoli della Chicago Symphony Orchestra -, il 20 e il 21 gennaio 2017. E' la prima volta che Muti ritorna nello storico teatro milanese dopo le sue dimissioni come direttore, nel 2005. Il maestro era stato direttore del tempio della lirica mondiale dal 1986, ma aveva deciso di lasciare l'incarico a causa "dell'ostilità manifestata chiaramente" dalle persone con le quali ha lavorato per quasi 20 anni, in un periodo caratterizzati da scioperi continui da parte dei musicisti e dei dipendenti del teatro. Muti sarà presente alla Scala anche il 5 giugno prossimo per l'inaugurazione di una mostra organizzata dal teatro e a lui dedicata, in occasione del suo 75esimo compleanno.


Panorama internazionale

 

Il premier francese Emmanuel Macron (foto LaPresse)

La Ue mostra i pugni a Erdogan

Berlino, 12 mag - (Agenzia Nova) - L’Unione Europea mostra i pugni al presidente turco Recep Tayyip Erdogan e rimanda alle calende greche la liberalizzazione del visto per i cittadini turchi tanto voluta da Ankara. Ieri alcuni esponenti dell’Unione Europea hanno rimarcato che la Turchia deve prima soddisfare tutte le condizioni poste dalla Ue e modificare le sue leggi contro il terrorismo prima di ottenere il libero accesso dei suoi cittadini all'Ue. L’abolizione del visto per i cittadini turchi prevista per fine giugno, infatti, sembra sempre meno probabile. Il presidente del Parlamento Europeo, Martin Schulz, ha dichiarato alla radio tedesca “Deutschlandfunk” che è “del tutto fuori discussione” che il Parlamento Europeo avvii le consultazioni se Ankara non ha prima soddisfatto tutte le condizioni per ottenere la libertà dal visto, specialmente alla luce del fatto che la protezione dei dati e il pacchetto anti-terrorismo - due aspetti fondamentali dell’accordo - non solo non sono state soddisfatte, ma non sono nemmeno state affrontate e discusse”, ha concluso Schulz.


Francia, Macron potrebbe annunciare a giugno la sua candidatura alle presidenziali del 2017

Parigi, 12 mag - (Agenzia Nova) - Secondo le notizie diffuse ieri mercoledì 11 maggio dal sito web di informazione politica "Mediapart" e dalla radio "Bfm", e riprese dal quotidiano "Le Figaro", il giovane e controverso ministro dell'Economia Emmanuel Macron sarebbe pronto ad lanciare la propria candidatura alle elezioni presidenziali della primavera del 2017: Macron, che recentemente ha fondato un nuovo movimento politico battezzato "En Marche!" ("In Marcia!", ndr) da lui stesso definito "né di destra né di sinistra", farebbe il suo annuncio il 10 giugno prossimo precisano le due fonti. Secondo le quali le intenzioni del ministro dell'Economia sarebbero note all'attuale presidente della Repubblica, Francois Hollande, il quale pure intenderebbe ricandidarsi anche se non ha ancora sciolto ufficialmente la sua riserva. "Mediapart" sostiene che ci sarebbe persino un accordo tra i due: Macron sarebbe pronto, nel caso che non riuscisse a superare il primo turno elettorale, a spostare su Hollande il suo sostegno al secondo turno di ballottaggio. Il sito web della radio "Bfm" ha rivelato il contenuto di due mail inviate da ambienti vicini a Macron che invitano i suoi sostenitori ad eventi per la raccolta di fondi: "Abbiamo bisogno concreto di finanziamenti; per dare un'idea, servono 18 milioni di euro per una campagna presidenziale in Francia" è scritto nel messaggio di invito. Il ministro ha "formalmente smentito" le informazioni; uno dei suoi più stretti collaboratori, il deputato Pascal Terrasse, ha dichiarato all'agenzia di stampa "France Presse" (Afp) che le voci diffuse "non hanno senso", pur ammettendo che "molti stanno spingendo Macron a candidarsi" ma spiegando che ciò sarebbe "prematuro". E' vero, ricorda il "Figaro", che il ministro dell'Economia è stato uno dei pochi membri del governo a partecipare ad una discretissima riunione all'Eliseo, il 2 aprile scorso, per preparare la campagna 2017 dell'attuale presidente; ma è pure vero, aggiunge il quotidiano conservatore, che negli ultimi tempi si sono moltiplicati gli episodi di frizioni sotterranee tra Macron ed il suo primo ministro Manuel Valls, che anche lui secondo diversi commentatori nutrirebbe ambizioni "presidenziali" nel caso che la candidatura di Hollande non dovesse concretizzarsi a causa dei deludenti risultati del suo quinquennato.


Presidenziali Usa: Trump ha soffiato il Partito repubblicano a Ryan?

New York, 12 mag - (Agenzia Nova) - Cinque anni fa, il repubblicano Paul Ryan ha avuto il suo momento di gloria alla Camera dei rappresentanti Usa, quando la neonata maggioranza conservatrice ha approvato la sua proposta di bilancio federale per gli Stati Uniti. Il documento di Ryan era in qualche modo rivoluzionario: chiedeva profondi tagli al programma Medicare, amato dalla maggioranza degli elettori, prima che questo dimostrasse i suoi gravi problemi di sostenibilità; esprimeva preoccupazione per la deriva del debito pubblico, divenuta oggi una questione nazionale; e ipotizzava di consegnare la gestione del programma di sussidi sanitari agli assicuratori privati. All'epoca, un solo repubblicano si oppose pubblicamente al disegno di legge: si trattava di Donald Trump, il magnate delle costruzioni che allora era noto come star del reality show "The celebrity apprentice". Oggi Trump è candidato di fatto del Partito repubblicano alla presidenza Usa, carica che ha conquistato a suon di primarie nonostante l'aperta ostilità del suo partito. Ryan ha fatto strada a sua volta: oggi è presidente della Camera, e dunque la figura più importante dell'establishment repubblicana; pare però, scrive Dvid A Fahrenthold, che Trump "gli stia soffiando il partito da sotto i piedi". Oggi i due si incontreranno a Washington nel tentativo di ristabilire l'unità del Partito, diviso proprio dall'ascesa del movimento populista di Trump. Ryan, scrive anche il "New York Times", è diviso tra il desiderio di riunificare il partito, e l'imperativo di tutelare la tradizionale agenda conservatrice che lui stesso, dal 2008 in poi, ha contribuito a plasmare.


Usa, la classe media è in crisi in tutto il paese

Washington, 12 mag - (Agenzia Nova) - La crisi della classe media statunitense si sta consumando non soltanto nelle aree più problematiche del paese, come la Rust Belt, l'Appalachia e il profondo Sud, ma anche nella quasi totalità delle aree metropolitane del paese stando a un nuovo studio pubblicato dal Pew Research Centre che contribuisce a spiegare l'insoddisfazione dell'elettorato nei confronti delle politiche economiche dell'era Obama, spesso e volentieri attribuita dal presidente alla "propaganda" del fronte conservatore. Pew aveva reso noto già lo scorso dicembre che la maggioranza dei cittadini Usa non vive più in condizioni economiche identificabili con quelle della classe media: uno sviluppo dettato da decenni di profondi mutamenti demografici, aumento delle diseguaglianze di reddito, declino dell'industria manifatturiera, erosione della stabilità finanziaria delle famiglie e ristagno dei salari. I nuovi dati diffusi dal centro di ricerca, però, spostano l'attenzione dalle aree del paese storicamente depresse e più colpite dalla crisi del 2008, alla totalità del territorio nazionale, evidenziando come il crollo della classe media costituisca ormai uno sviluppo generalizzato. La percentuale di adulti statunitensi che vivono in abitazioni per famiglie a medio reddito ha segnato un calo a Washington, New York, San Francisco, Atlanta e Denver, tra le altre. cali di proporzioni simili o addirittura superiori si registrano nelle aree urbane del Midwest, una delle regioni del paese dove la classe media ha sempre costituito una porzione preponderante della popolazione complessiva. E sta addirittura "appassendo", scrive la "Washington Post", negli hub tecnologici, nelle cittadine militari, nelle comunità universitarie e nelle città della Sun Belt. Lo studio di Pew definisce il declino della classe media statunitense "un fenomeno locale pervasivo". Lo studio di Pew prende in esame i dati dell'anagrafe Usa relativi a 229 centri urbani dove vivono circa i tre quarti della popolazione statunitense complessiva. In ben 203 dei 229 centri urbani interessati dallo studio, la percentuale dei cittadini appartenenti alla classe media ha segnato un marcato declino tra il 2000 e il 2014. Pew definisce "classe media" le famiglie con redditi superiori di due terzi e sino a due volte la media nazionale, vale a dire un reddito annuo compreso tra 42 mila e 125 mila dollari. A rendere ancor più preoccupante il declino rilevato da Pew, è il fatto che dal 2000 il reddito medio usa è calato, e dunque il reddito familiare minimo che qualifica la classe media è a sua volta inferiore.


Putin: la Russia è in grado di spezzare qualsiasi blocco, non solo quello energetico

Mosca, 12 mag - (Agenzia Nova) - La Russia supererà qualsiasi blocco, non solo quello dell'energia. Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin. "In breve tempo la Russia è riuscita a spezzare il blocco energetico della Crimea", ha affermato il presidente russo nel corso di una teleconferenza dedicata alla fornitura di energia alla Penisola, durante la quale ha annunciato l'avvio dei lavori per il quarto ponte energetico tra la Crimea e il Territorio di Krasnodar. Secondo il presidente, è ancora necessaria una modernizzazione dell'economia energetica della Crimea, obiettivo cui verranno destinati 50 miliardi di rubli (670 milioni di euro) fino al 2020.

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