L'Italia come la Grecia: l'Ue prevede una forte ondata migratoria dal Nordafrica

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Financial Times, New York Times, Figaro, Washington Post...

 

L'Italia come la Grecia: l'Ue prevede una forte ondata migratoria dal Nordafrica

PANORAMA INTERNAZIONALE


 

La barriera al Brennero provoca tensioni tra Roma e Vienna

Londra, 14 apr 08:31 - (Agenzia Nova) - Esponenti del governo italiano, riferisce il "Financial Times", hanno attaccato il piano austriaco per la costruzione di una barriera anti-rifugiati al passo del Brennero. Per Sandro Gozi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega agli affari europei, "i problemi non si risolvono innalzando mura improvvisate, ma devono essere affrontati con spirito costruttivo. Vienna dovrebbe riconsiderare la sua decisione che si fa beffe dello spirito e della legge degli accordi europei così come dell'amicizia tra Italia e Austria". Il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, e quello degli Esteri, Paolo Gentiloni, hanno scritto una lettera alla Commissione per chiedere se l'iniziativa austriaca sia compatibile con l'accordo di Schengen.

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L'Ue teme una nuova ondata migratoria dalla Libia

New York, 14 apr 08:31 - (Agenzia Nova) - L'Unione Europea potrebbe subire un'ondata migratoria dal Nordafrica pari a quella che lo scorso anno ha investito la Grecia. Lo ha dichiarato il presidente dell'Unione, Donald Tusk, aggiungendo che Italia e Malta, i paesi più esposti alla crisi, potrebbero aver bisogno dell'aiuto diretto dei loro vicini. "Il numero di migranti in Libia è allarmante", ha detto Tusk al parlamento europeo di Strasburgo nella giornata di ieri. "Questo significa che dobbiamo essere pronti a dimostrare solidarietà a Malta e all'Italia nel caso dovessero chiedercela". La Commissione europea stima che nel solo mese di marzo 15 mila migranti abbiano attraversato il Mediterraneo dalla Libia all'Italia. Oltre un milione di immigrati sono giunti in Europa lo scorso anno, perlopiù attraverso al rotta balcanica, ora meno praticabile a seguito dell'accordo sottoscritto da Bruxelles con la Turchia. Proprio commentando i termini di quell'accordo, oggetto di pesanti critiche da parte delle organizzazioni umanitarie, Tusk ha riconosciuto che il testo dell'intesa pone interrogativi di natura etica e legale. "L'accordo con la Turchia non è perfetto e siamo pienamente consapevoli dei suoi rischi e delle debolezze", ha detto il presidente dell'Ue. "Abbiamo fatto tutto il possibile per garantire che l'accordo garantisca il rispetto della dignità umana, ma tutto dipenderà da come verrà implementato".

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Francia, il premier Valls vuole vietare il velo islamico anche all'università

Parigi, 14 apr 09:41 - (Agenzia Nova) - Torna d'attualità in Francia il dibattito sul velo islamico, bandito dai luoghi pubblici ormai da cinque anni: in un'intervista il primo ministro Manuel Valls ha dichiarato che "sarebbe necessaria" una legge che ne vieti l'uso anche nelle università, uno dei pochi spazi dove è ancora tollerato questo capo di abbigliamento; il velo, a suo parere, è un simbolo sia "dell'asservimento delle donne musulmane" che "una rivendicazione politica dell'Islam militante". Una presa di posizione, quella del premier, che però ha immediatamente trovato contrari diversi suoi ministri: il fuoco di fila delle dichiarazioni contrarie è stato aperto dal segretario di Stato all'Insegnamento superiore ed alla ricerca, Thierry Mandon, secondo cui il velo nelle università "non è un problema" e che quindi "non è il caso di creare problemi dove non ce ne sono". A rincarare la dose è intervenuta la stessa ministra dell'Educazione nazionale, Najat Vallaud-Belkacem: la quale, dopo aver fatto una distinzione tra il semplice velo che copre la testa ed il niqab, il velo integrale che nasconde il viso e l'intero corpo delle donne e che in Francia "è vietato negli spazi pubblici e dunque anche all'università", ha sostenuto che una legge contro il velo sarebbe "contraria alla libertà religiosa" garantita ai cittadini in età adulta e danneggerebbe anche gli istituti universitari francesi che accolgono migliaia di studenti stranieri provenienti da paesi musulmani. Tuttavia il quotidiano "Le Figaro" ricorda come ogni anno vengano registrati in media cinque casi in istituti come la Sorbona, Sciences Po di Aix-en-Provence, l'università Parigi-13 o l'Istituto di Tecnologia di Sceaux: diversi professori si sono rifiutati di tenere lezione in presenza di studentesse velate; questi "incidenti", amplificati dai media, hanno di volta in volta riattizzato il dibattito soprattutto dopo gli attentati a Parigi del gennaio e del novembre 2015. A corredo della pagina speciale dedicata alla polemica, il quotidiano conservatore pubblica una raccolta di testimonianze di studentesse universitarie di religione islamica, che rivendicano la loro libertà di scelta e di fede; e propone ai suoi lettori un sondaggio a favore o contro il velo islamico nelle università.

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Spagna: arrestato l'uomo che fornì le armi ad Amedy Coulibaly per la strage nel supermercato di Parigi

Madrid, 14 apr 09:41 - (Agenzia Nova) - La polizia spagnola ha arrestato nella provincia di Malaga Antoine Denevi, l'uomo che avrebbe fornito armi ad Amedy Coulibaly, il terrorista che il 7 gennaio 2015 ha attaccato un supermercato ebraico a Parigi, due giorni dopo gli attentati nella sede della rivista satirica Charlie Hebdo. Su Denevi, 27 anni, pesava un mandato di cattura europeo: l'uomo è accusato di traffico di armi e di appartenenza ad un'organizzazione criminale. Il giudice spagnolo Eloy Velasco ha stabilito ieri la sua detenzione incondizionata. Insieme a Denevi, originario di Calais (Francia), sono stati arrestate altre due persone, una di nazionalità serba e l'altra montenegrina. Denevi ha negato qualsiasi accusa e ha accettato di essere consegnato alle autorità francesi. Il procuratore spagnolo è pronto ad autorizzare il trasferimento dopo aver confermato che non c'è alcuna indagine a carico del sospetto in Spagna.

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ECONOMIA


 

La produzione industriale dell'eurozona registra un brusco calo

Washington, 14 apr 08:31 - (Agenzia Nova) - L'industria ha contribuito in maniera determinante alla crescita economia dell'eurozona nel primo trimestre dell'anno, ma a febbraio ha registrato una contrazione su base mensile pari allo 0,8 per cento. il dato, riferito da Eurostat, riflette in particolare il brusco calo della produzione di beni non durevoli come energia e beni di consumo. Tutte e quattro le principali economie dell'eurozona - Germania, Francia, Italia e Spagna - hanno visto calare il loro output su base mensile; il dato annuo resta comunque largamente positivo, grazie all'incremento dell'1,9 per cento registrato a gennaio.

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Italia, l'Ue concederà più tempo per la vendita dei quattro istituti bancari in dissesto

New York, 14 apr 08:31 - (Agenzia Nova) - L'Unione Europea concederà più tempo all'Italia per vendere quattro piccole casse di risparmio soccorse lo scorso anno, prorogando l'iniziale scadenza fissata per aprile al prossimo mese di settembre. Lo ha dichiarato Roberto Nicastro, nominato presidente di Banca Marche, Banca Etruria, CariFe e CariChieti lo scorso anno, dopo che lo Stato le ha salvate dalla bancarotta. Nicastro ha dichiarato durante un'audizione parlamentare che l'ultimo confronto con le autorità europee è stato "estremamente costruttivo", e che diverse banche e private equity italiane e internazionali sono interessate ad acquistare i quattro istituti.

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L'industria italiana della moda costruirà legami con l'Iran

New York, 14 apr 08:31 - (Agenzia Nova) - L'Italia è divenuta ieri il primo paese a promuovere una maggiore presenza della propria industria della moda in Iran dopo la revoca delle sanzioni internazionali che gravavano su quel paese. I due paesi hanno sottoscritto un accordo durante la visita a Teheran del premier italiano Matteo Renzi, che prevede il rafforzamento dell'interscambio commerciale e della cooperazione proprio in quel settore. L'accordo è stato sottoscritto da Sistema Moda Italia (Smi), associazione che rappresenta un settore dal fatturato complessivo di 52 miliardi di euro l'anno, e dall'equivalente iraniana, Teheran Garment Union (Tgu), che rappresenta oltre 20 mila realtà aziendali e imprenditoriali. L'accordo ha come obiettivo quello di sviluppare il processo di reciproca internazionalizzazione delle imprese che operano nel tessile moda dei due Paesi. Alcuni analisti stimano che l'Iran, un paese di 80 milioni di abitanti, conti almeno tre milioni di individui ad alto reddito acquirenti abituali di beni di lusso.

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SOCIETA’


 

Belgio, lotta al terrorismo: perché non ispirarsi all'esperienza italiana?

Bruxelles, 14 apr 08:31 - (Agenzia Nova) - A quasi un mese dagli attentati del 22 marzo scorso a Bruxelles, il quotidiano belga "Le Soir" pubblica oggi un'analisi in cui, aldilà dello "stato di emergenza", passa in rassegna le misure concrete prese dai paesi europei per lottare contro il terrorismo e constata con sgomento la debolezza delle istituzioni e l'anacronismo delle azioni intraprese. L'autrice dell'analisi, Mariapaola Cherchi, avvocato del Foro di Bruxelles e fondatrice del Movimento dei cittadini europei per la giustizia, suggerisce piuttosto di cercare ispirazione dalla lotta condotta dalle autorità italiane contro le Brigate rosse e contro la mafia.

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