Renzi a Teheran e il muro del Brennero

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Wall Street Journal, New York Times, Les Echos, Washington Post
Renzi a Teheran e il muro del Brennero

Italia, la Camera approva la riforma costituzionale del governo Renzi

New York, 13 apr - (Agenzia Nova) - Il governo italiano del premier Matteo Renzi ha superato lo scoglio dell'ultimo voto parlamentare sulla riforma costituzionale che ridimensionerebbe le dimensioni e le prerogative del Senato della Repubblica, archiviando così il bicameralismo perfetto. La riforma di rango costituzionale è stata approvata ieri in via definitiva dalla Camera dei deputati: dal momento che l'approvazione da parte delle due Camere è avvenuta a maggioranza semplice, anziché dei due terzi, l'effettiva adozione della riforma è ora vincolata all'esito di un referendum che dovrebbe tenersi nel mese di ottobre. La riforma del Senato è stata definita da Renzi "la madre di tutte le riforme: il premier ha vincolato la durata del proprio mandato e di quello del suo governo al buon esito del processo di modifica del Testo costituzionale.

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Brennero: un muro anti-immigrati nel cuore dell'Europa

Parigi, 13 apr - (Agenzia Nova) - "Un simbolo inutile: un muro di 250 metri che l'Austria vuole costruire al Brennero non fermerà niente, avrà solo l'effetto di demolire il buon senso e la fiducia": così il quotidiano francese "Les Echos", riprendendo un commento de "La Repubblica", accompagna la notizia che l'Austria ha iniziato a costruire una barriera ed un posto di frontiera al Brennero sull'autostrada che collega all'Italia per impedire il passaggio dei migranti. Inoltre, fa notare "Les Echos" citando "Il Corriere della Sera", questo muro ricorda che fu nel passato il frazionamento del "piccolo mondo" della regione del Tirolo che si estende a cavallo tra i due paesi. Quel che il nuovo sbarramento di confine certamente ostacolerà sarà invece il flusso di 42 milioni di tonnellate di merci e di 2 milioni di camion che attraversano questo valico, una delle principali arterie dell'economia europea: chiudere il Brennero significa asfissiare l'Europa, non solo l'Austria e l'Italia ma anche la Baviera, l'intera Germania, la Poloia, la Repubblica Ceca e l'Ungheria. Ed è questo il motivo per cui anche Berlino è preoccupata dal soprassalto isolazionista che a Vienna si è impadronito della coalizione di governo tra socialdemocratici (Spo) e democristiani (Övp): davanti alla marea del voto populista e di estrema destra che minaccia di rovesciarla, la "grosse koalition" austriaca sembra infatti aver perduto la bussola dei suoi valori fondamentali.

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Renzi a Teheran, Italia e Iran firmano importanti accordi commerciali

Washington, 13 apr - (Agenzia Nova) - Italia e Iran hanno firmato ieri una serie di importanti accordi bilaterali durante la visita a Teheran del premier italiano Matteo Renzi. Gli accordi, riferisce l'agenzia di stampa "Irna", includono un memorandum d'intesa per la cooperazione tra la compagnia energetica italiana Enel e National Iranian Gas Export Company. Enel ha reso noto che l'accordo getta le basi per le possibili collaborazioni future nel campo del gas naturale, del gas naturale liquido (Gnl) e delle relative infrastrutture, oltre a forme di scambio delle informazioni, di studi, analisi e formazione del personale. Altri accordi bilaterali riguardano la produzione di componenti per auto da parte del gruppo italiano Danieli e un contratto con la società degli aeroporti di Milano (Sea) per la ristrutturazione di un aeroporto domestico a Teheran; un altro settore oggetto di accordi tra i due paesi, riferisce "Irna", è la promozione del turismo. Ali Reza Daemi, vice ministro dell'Energia iraniano, ha dichiarato che i due paesi hanno concordato la realizzazione di diversi impianti solari, geotermici e a biomassa; la compagnia italiana Saipem ha annunciato un memorandum d'intesa con Razavi Oil and Gas Development Company per lo sfruttamento del giacimento di gas di Toos, 100 chilometri a nord-est di Mashhad. "Prima delle sanzioni l'Italia era il principale partner commeeciale europeo dell'Iran, e vogliamo che torni a rivestire quel ruolo", ha dichiarato il presidente iraniano Hassan Rouhani durante la cerimonia di benvenuto in onore del premier italiano Renzi.

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La crisi del settore bancario italiano non può essere risolta con una mera iniezione di denaro

New York, 13 apr - (Agenzia Nova) - Gli investitori hanno reagito con scetticismo ieri all'annuncio del fondo di garanzia "Atlante" da 5-6 miliardi di euro, co-partecipato dallo Stato italiano attraverso la Cassa Depositi e Prestiti, che garantirà l'inoptato degli aumenti di capitale delle banche in difficoltà e comprerà crediti in sofferenza. I titoli delle banche italiane che parteciperanno direttamente al fondo - prime tra tutte UniCredit e Intesa Sanpaolo, che dovrebbero contribuire con un miliardo di euro ciascuna - hanno incassato pesanti ribassi in Borsa, e i titoli delle banche più piccole hanno vissuto una giornata di forte volatilità. Sul "Wall Street Journal", Paul J. Davies giustifica la reazione dei mercati: "Le difficoltà di un piccolo istituto bancario a raccogliere capitale hanno spinto l'Italia sull'orlo di una grave crisi di fiducia. La risposta del governo è stata quella di sbattere le teste tra loro e spingere l'intera industria finanziaria ad accollarsi il problema dei crediti deteriorati da 360 miliardi di euro". Il fondo di garanzia annunciato ieri, sostiene Davies, rischia di apparire una soluzione di ripiego, una sorta di scorciatoia per evitare una necessaria quanto dolorosa riforma sistemica. Il fondo Atlante "dovrebbe contenere una crisi sistemica, ma il successo dell'iniziativa dipende dalla riforma del sistema fallimentare a lungo promessa dal governo, che consentirebbe l'inizio del vero lavoro di smaltimento delle sofferenze". In molti, scrive Davies, si chiedono quanto denaro sia necessario a fugare ogni dubbio in merito alla crisi delle sofferenze bancarie italiane. La risposta, secondo l'opinionista, esiste già: "Servirebbero circa 45 miliardi di euro per coprire il costo della svalutazione dei crediti inesigibili al 20 per cento del loro valore nominale", afferma l'economista, che sottolinea come "rapportati a questa cifra, i 5 o 6 miliardi del nuovo fondo appaiono inadeguati". Va inoltre aggiunto che questi dati non tengono conto degli immobili posti a garanzia di questi crediti, specie nel Nord Italia: "Il vero problema, per i creditori italiani, è sempre stato quello di mettere le mani su questi collaterali", che sono per l'appunto beni non mobili. In Italia, sottolinea Davies, una procedura di bancarotta richiede in media sette anni, contro i due o tre anni del resto d'Europa. In alcune zone del Meridione i tempi si dilatano ulteriormente, sino a giungere a 15 anni o più. E' anche e soprattutto per questa ragione, sottolinea l'autore dell'editoriale, che l'Italia ha accumulato il suo attuale monte di sofferenze, e non è ancora riuscita a invertire la tendenza. Il governo ha anticipato alle istituzioni che sostengono il nuovo fondo che varerà un decreto in materia la prossima settimana. "Si tratta di un passaggio critico", avverte Davies: senza un intervento drastico in materia di diritto fallimentare, "qualunque sforzo di risanamento delle sofferenze è destinato a fallire".

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Il piano bancario di Renzi non è abbastanza ambizioso

Londra, 13 apr - (Agenzia Nova) - In evidenza sul "Financial Times" il piano salva-banche italiano. La rubrica di analisi "Lex" lo considera "un buon inizio". Il primo compito del fondo Atlante è comprare azioni di nuova emissione che gli istituti di credito più deboli non potrebbero vendere ad altri: "un passo nella giusta direzione". Un obiettivo più grande è prevenire il ripetersi di un ciclo di interazione tra debito sovrano e debito bancario. Il fondo, in sintesi, è il benvenuto, ma deve aumentare il suo potere di acquisto, visto che i prestiti non performanti ammontano a 360 miliardi di euro. Un editoriale non firmato, attribuibile alla direzione, osserva che il fondo è progettato per far fronte a due problemi: ovviare al rifiuto degli azionisti privati di versare denaro in banche regionali inefficienti e indebitate e rientrare nelle regole europee. Atlante potrebbe rivelarsi utile nella ricapitalizzazione della Banca Popolare di Vicenza, ma non è chiaro se possa fare molto di più, sia perché la sua dotazione è limitata, sia perché la distribuzione è illogica: trae risorse da banche forti e ben gestite per darle a quelle piccole e inefficienti. Il piano, inoltre, confida nella riforma delle norme sulla bancarotta e la storia recente dell'Italia non fa ben sperare in un rapido cambiamento. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, merita credito per aver affrontato il problema, ma deve fare di più, è la conclusione.

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PANORAMA INTERNAZIONALE

 

Pablo Iglesias, leader del partito spagnolo Podemos (foto LaPresse)


 

Spagna: Sanchez invita Iglesias a "non dare una seconda possibilità a Rajoy"

Madrid, 13 apr 09:39 - (Agenzia Nova) - Nonostante il fallimento dei recenti colloqui per l'investitura a premier, il leader del Partito socialista spagnolo (Psoe), Pedro Sanchez, ha chiesto ieri al segretario generale di Podemos, Pablo Iglesias, di "sbloccare" la situazione politica, rendendo possibile la formazione di un "governo trasversale e rappresentativo" formato da Psoe, Podemos e Ciuadadanos" e "non dare una seconda opportunità al premier uscente Mariano Rajoy" tramite le nuove elezioni generali che quasi certamente saranno convocate il 26 giugno prossimo. Il segretario generale dei Socialisti si è rivolto ieri mattina a tutti i deputati e senatori ribadendo che continuerà "fino all'ultimo minuto" a cercare un accordo a tre con i partiti emergenti spagnoli che, insieme al Psoe, rappresentano "le forze del cambiamento" in Spagna. Sanchez ha nuovamente escluso qualsiasi possibilità di un accordo con il Partito popolare (Pp) di Rajoy. "Non c'è alcun accordo possibile", ha affermato.

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Usa, l'Fbi ha pagato hacker professionisti per accedere ai dati dell'iPhone

Washington, 13 apr 09:39 - (Agenzia Nova) - Il Federal Bureau of Investigation statunitense (Fbi) ha pagato hacker professionisti affinché infrangessero le barriere di sicurezza dell'iPhone utilizzato da uno degli attentatori di San Bernardino. Lo riferiscono fonti anonime citate dai principali quotidiani statunitensi, secondo cui l'agenzia federale Usa ha impiegato le informazioni trasmesse dagli hacker per creare un software in grado di accedere ai dati personali degli apparecchi prodotti da Apple senza innescare i meccanismi di sicurezza che ne cancellerebbero la memoria. Al termine di un braccio di ferro durato settimane con l'azienda di Cupertino, che rifiutava di fornire una "backdoor" di accesso ai propri apparecchi telefonici citando il diritto alla privacy dei suoi clienti, l'Fbi aveva annunciato di ave ricevuto "una offerta di aiuto da parte di soggetti terzi". Stando alle ultime informazioni, e com'era del resto prevedibile, le cose sono andate diversamente. La sfida, per l'Fbi, non era quella di "scoprire il codice pin a 4 cifre del telefono dell'attentatore, ma di disattivare un sistema di sicurezza che cancella la memoria interna dell'apparecchio dopo dieci tentativi di inserimento della password falliti. Il governo Usa dovrà ora decidere se riferire ad Apple il sistema utilizzato per violare la sicurezza degli iPhone. La decisione spetterà probabilmente alla Casa bianca.

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Brasile: presidente Camera Cunha, i risultati del voto sull'impeachment domenica sera

Rio de Janeiro, 13 apr 09:39 - (Agenzia Nova) - L'esito della votazione alla Camera dei deputati sull'ammissibilità del procedimento di impeachment nei confronti della presidente brasiliana, Dilma Roussef, dovrebbe essere noto entro domenica sera. Lo ha dichiarato ieri il presidente della Camera, Eduardo Cunha (Partito del movimento democratico - Pmdb), durante una conferenza stampa; Cunha ha spiegato che la votazione, in programma domenica, durerà all'incirca quattro ore. Il presidente della Camera ha poi riferito che sono in fase di valutazione misure di sicurezza supplementari e ha già assicurato che l'accesso all'aula della Camera sarà limitato. Venerdì, ha informato il presidente della Camera, i lavori saranno aperti con il discorso dei due autori della denuncia contro Rousseff e l'intervento della difesa della presidente. Sarà concesso loro un massimo di 25 minuti per esporre le proprie argomentazioni. Dopo di che, ciascuno dei 25 partiti rappresentati in aula e i leader di maggioranza e minoranza avranno a disposizione del tempo per il dibattito. Le operazioni di voto avranno inizio domenica alle 14.

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Libia: il ministro degli Esteri italiano Gentiloni visita Tripoli e promette aiuti umanitari

Rio de Janeiro, 13 apr 09:39 - (Agenzia Nova) - Il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, si è recato in visita ieri a Tripoli, in Libia, e ha espresso il sostegno del governo italiano al nuovo governo di unità nazionale del paese, promettendo anche aiuti umanitari. "Sono felice di essere a Tripoli per (...) sostenere il governo di unità nazionale di Fayez al Sarraj", ha scritto il ministro su un social network prima di atterrare nella capitale libica. Quella di ieri è stata la prima visita di un leader occidentale in Libia dopo la costituzione di un governo di unità nazionale, il mese scorso, esito di anni di difficili negoziati mediati dall'Onu e di una guerra civile che ha provocato la morte di migliaia di persone. Dopo un incontro con il primo ministro libico, Fayez al Sarraj, i due leader hanno diffuso un comunicato congiunto nel quale sottolineano l'importanza dell'unione delle due nazioni per superare la difficile crisi del paese nordafricano. L'Italia ha voluto "dare un messaggio di sostegno a livello politico, umanitario ed economico. Il nostro incontro ha gettato le basi per la costruzione di vari fronti di cooperazione bilaterale che si tradurranno nei prossimi giorni in argomenti specifici", ha affermato Gentiloni. A sua volta, Sarraj ha ricordato la sfida della crisi migratoria e ha sottolineato che "esiste con l'Italia una relazione molto profonda che il paese intende rafforzare".

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Per l’Fmi la Brexit provocherebbe “danni enormi”

Berlino, 13 apr 09:39 - (Agenzia Nova) - L’uscita del Regno Unito dall'Unione Europea, la cosiddetta “Brexit,” provocherebbe “enormi danni regionali e globali”, ha avvertito ieri il Fondo Monetario Internazionale (Fmi), secondo cui “già ora il referendum previsto per il 23 giugno prossimo sull’appartenenza del paese alla Ue ha suscitato negli investitori una grande insicurezza”. “E’ difficile immaginare come (la Brexit, ndr) potrebbe rivelarsi uno scenario positivo”, ha dichiarato l’economista capo dell’Fmi, Maurice Obstfeld: “Una Brexit potrebbe causare gravi danni regionali e globali poiché spezzerebbe rapporti commerciali costituiti molti anni fa”.

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