Riina a Porta a Porta e la ripresa dei flussi migratori verso l'Italia

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Handelsblatt, Echos, Times, Mundo, Journal do Brasil
Riina a Porta a Porta e la ripresa dei flussi migratori verso l'Italia

Italia: polemiche per un'intervista televisiva al figlio dell'ex boss di Cosa Nostra Totò Riina

Madrid, 7 apr - (Agenzia Nova) - Ha suscitato grandi polemiche in Italia la partecipazione di Salvo Riina, figlio del celebre bosso di Cosa Nostra Totò Riina, ieri sera alla trasmissione "Porta a Porta", sulla rete televisiva di Stato Rai 1. Per la prima volta "siamo in grado di vedere da dentro come funziona un famiglia mafiosa. Vogliamo conoscere la storia e questo è il motivo per cui abbiamo fatto questa intervista". Con queste parole il conduttore del programma, Bruno Vespa, ha giustificato la presenza del controverso ospite, prima di lasciare spazio a una conversazione registrata con Salvo Riina, durane la quale il figlio del boss ha raccontato la sua infanzia "in una famiglia diversa". Riina junior ha inoltre presentato il suo libro "Riina Family Life", prossimamente in vendita in Italia. La Commissione parlamentare antimafia ha convocato per oggi il presidente della Rai, Monica Maggioni, e l'amministratore delegato, Antonio Campo Dall'Orto, affinché forniscano spiegazioni in merito alla questione. Il presidente della commissione antimafia, Rosy Bindi, aveva chiesto in precedenza la sospensione della messa in onda dell'intervista, molto pubblicizzata negli ultimi giorni. Bindi ha definito la comparsa sulla televisione pubblica del figlio di un boss mafioso come un atto di "negazionismo".


I flussi migratori verso l'Italia aumentano di nuovo

Parigi, 7 apr - (Agenzia Nova) - "I flussi migratori hanno ormai la dimensione di un esodo biblico, l'Europa deve comprendere che si tratta di una crisi strutturale", afferma il sottosegretario agli Interni italiano Filippo Bubbico citato dal quotidiano francese "Les Echos": nei primi tre mesi dell'anno, 18 mila persone sono sbarcate sulle coste dell'Italia, 10 mila nel solo mese di marzo, con un balzo dell'80 per cento rispetto allo stesso periodo del 2015; in proiezione, il 2016 sarà un anno record con 270 mila arrivi dopo i 153 mila dell'anno scorso ed i 170 mila registrati alla fine del 2014. I flussi migratori aumentano, ma cambiano anche: i siriani e gli iracheni hanno ceduto il passo essenzialmente ai nigeriani, gambiani e senegalesi che arrivano per motivi più economici che politici. Loro quindi non possono far parte del piano europeo di ripartizione di 160 mila profughi tra i differenti paesi dell'Unione Europea: un piano che comunque è ad un punto morto soprattutto a causa della persistenza di "posizioni di chiusura, di egoismi nazionali e di opportunismi politici da parte di alcuni partner Ue" accusa Bubbico in un'intervista a Olvier Tosseri, corrispondente da Roma di "Les Echos". "I leader europei", prosegue il sottosegretario italiano, "devono provare di essere all'altezza della situazione per raccogliere insieme questa immane sfida": l'Italia chiede una riforma del Trattato di Dublino per salvare il sistema Schengen di libera circolazione; vorrebbe un rafforzamento dell'agenzia Frontex per proteggere le frontiere esterne dell'Unione Europea; ed auspica il rilancio della cooperazione Ue con i paesi di origine dei migranti, sull'esempio degli accordi già firmati tra l'Italia e l'Egitto, la Tunisia, il Marocco, la Nigeria ed il Gambia per il rimpatrio dei migranti che non hanno titolo per restare sul suolo europeo. Tutto ciò anche se, come fa notare il capo della missione dell'Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) in Italia Federico Soda, al momento "la preoccupazione maggiore resta la Libia, che non ha ancora un governo stabile".


Tirannia al Cairo

Londra, 7 apr - (Agenzia Nova) - Una delegazione egiziana è giunta a Roma con la speranza di placare le autorità italiane e la famiglia di Giulio Regeni; dovrà lavorare molto, osserva un editoriale non firmato del quotidiano britannico "The Times", attribuibile alla direzione. Il presidente egiziano, Abd al-Fattah al-Sisi, ha promesso all'Italia la verità, ma finora dall'Egitto è arrivata solo confusione. Se si trattasse di un caso isolato, il suo regime potrebbe sperare di cavarsela, ma da quando l'ex capo dell'esercito è salito al potere con un colpo di Stato, tre anni fa, ha autorizzato una repressione spietata dei nemici, reali e immaginari.


Italia, il sistema bancario alla prova del nove

Berlino, 7 apr - (Agenzia Nova) - La fusione tra il Banco Popolare e la Banca Popolare di Milano, che ha generato il terzo maggiore Istituto di credito in Italia, ha solo due settimane di vita. E da quel momento le due banche hanno perso quota sulla Borsa di Milano, cedendo rispettivamente il 27 e il 19,6 per cento. Anche gli altri titoli bancari italiani, inclusi quelli dei due maggiori Istituti di credito, Unicredit e Intesa Sanpaolo, hanno subito nuove flessioni. Ma questo non è l’unico problema: i crediti in sofferenza pesano sempre più sui bilanci delle banche italiane. Gli esperti sostengono che la Banca centrale europea (Bce) voglia accelerare i tempi: gli analisti di Bnp Paribas mettono in guarda da un crescente rischio sistemico. Per questo il premier italiano Matteo Renzi sta cercando delle soluzioni per superare la crisi permanente del settore bancario. Un nuovo fondo di investimento potrebbe proteggere le banche in crisi e affrontare il problema dei crediti in sofferenza: inoltre, un meccanismo di garanzia potrebbe assicurare i futuri aumenti di capitale.


Vaticano: il Papa spera di essere invitato a visitare il Venezuela

Rio de Janeiro, 7 apr - (Agenzia Nova) - Papa Francesco è "pronto a visitare il Venezuela, ma deve essere invitato", ha riferito il nunzio apostolico nel paese sudamericano, Aldo Giordano, dopo una conversazione con il Santo Padre. "Ho espresso l'auspicio del popolo venezuelano di una visita del Papa, ho visitato tutte le diocesi del paese e tutti me lo chiedono, giovani, adulti e persino i bambini. Dobbiamo pregare Dio che questa visita avvenga presto", ha dichiarato Giordano, citato dal quotidiano "Jornal do Brasil". L'arcivescovo ha poi riferito che Papa Francesco è a conoscenza dell'attuale situazione in cui si trova il paese sudamericano e ha rivolto un appello al dialogo nel paese. Giorni fa, nel suo messaggio di Pasqua, il Pontefice ha esortato il Venezuela "a lavorare per il bene comune, la promozione e la cultura dell'incontro, della giustizia e del rispetto reciproco".

 


Panorama internazionale

 

foto LaPresse


 

Paesi Bassi: gli olandesi bocciano l'accordo commerciale Ue-Ucraina

Londra, 7 apr - (Agenzia Nova) - In evidenza sulla stampa del Regno Unito, dove è in corso il dibattito sull'appartenenza all'Unione Europea, il referendum dei Paesi Bassi sugli scambi commerciali tra l'Ue e l'Ucraina: gli elettori olandesi, con un'affluenza che ha superato il quorum del trenta per cento, si sono espressi, nella proporzione di quasi uno su due, contro l'accordo commerciale, infliggendo un altro duro colpo all'Unione e incoraggiando i sostenitori della Brexit. Il primo ministro, Mark Rutte, che aveva offerto un cauto e tardivo sostegno all'intesa, ha dovuto ammettere che la ratifica non sarà scontata. Sul quotidiano "The Telegraph" un commento di Nigel Farage, leader del Partito per l'indipendenza del Regno Unito (Ukip), secondo il quale il movimento referendario olandese conferma che i cittadini comuni, attraverso la democrazia diretta di internet, stanno sottraendo potere alle elite europeiste.


La Commissione europea rivela il piano di riforma del sistema di asilo

Londra, 7 apr - (Agenzia Nova) - La Commissione europea, riferisce la stampa britannica, ha delineato un piano di riforma della normativa sull'asilo, aprendo la strada a una gestione più centralizzata, che alleggerisca la responsabilità degli Stati membri di frontiera. Tra le modifiche al regolamento di Dublino proposte da Bruxelles c'è anche l'abolizione della facoltà dei paesi nordici, come il Regno Unito, di espellere i richiedenti asilo nel porto di primo ingresso. L'Unione Europea sta cercando di rafforzare i suoi confini, attraversati illegalmente da 1,8 milioni di migranti l'anno scorso. “Il sistema attuale non è sostenibile”, ha dichiarato il vice-presidente della Commissione Frans Timmermans. “La mobilità delle persone diventerà un elemento fondamentale del 21esimo secolo”, ha spiegato il commissario agli Interni della Ue, Dimitris Avramopoulos.


Il progetto Nord Stream rivela una curiosa vicinanza di Berlino a Mosca

Berlino, 7 apr - (Agenzia Nova) - Matthias Warnig è molto coraggioso, o forse un inguaribile ottimista: l’amministratore delegato del consorzio del gasdotto Nord Stream sta preparando il suo nuovo progetto di gasdotto in maniera così naturale e spontanea che a qualcuno potrebbe sembrare un'impresa del tutto ordinaria. In realtà il Nord Stream 2 è uno dei progetti infrastrutturali più controversi del nostro tempo, e rischia di dividere ancora di più l’Europa: secondo alcuni, infatti, dopo la crisi migratoria e la crisi dell’euro, proprio il nuovo gasdotto potrebbe rappresentare la terza e decisiva causa del crollo politico dell'Unione europea. Oltre ai gasdotti sottomarini inaugurati nel novembre 2011, Nord Stream prevede in futuro la posa di altri due condotti dalla Russia alla Germania, bypassando così l’Ucraina e tutto l’Est Europa: alla luce delle tensioni con Mosca, però, Kiev, Varsavia e Praga non accettano che la Germania intenda avviare una simile impresa in accordo con la Russia.


Francia-Germania, un vertice per salvare le apparenze

Parigi, 7 apr - (Agenzia Nova) - Il 18esimo consiglio dei ministri franco-tedesco in programma oggi 7 aprile a Metz permetterà ai due paesi di salvare le apparenze? Se lo chiede il quotidiano progressista "Le Monde" presentando il vertice bilaterale a cui il presidente francese Francois Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel si presentano attorniati ciascuno da una quindicina di ministri dei rispettivi governi e nella cui agenda ci sono diversi temi sui quali i due paesi negli ultimi tempi non sono riusciti a nascondere la propria discordia: la sicurezza e la lotta al terrorismo, la crisi migratoria, la gestione dell'economia tra rigore e ripresa, le politiche dell'occupazione, il futuro della zona euro.


Usa, il presidente Obama dichiara guerra al grande business

Washington, 7 apr - (Agenzia Nova) - Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha negoziato a più riprese con la grande imprenditoria statunitense nel corso dei suoi due mandati alla Casa bianca, spesso alleandosi con le grandi aziende per promuovere l'azione della sua amministrazione su fronti come l'immigrazione e la liberalizzazione del commercio internazionale. A meno di un anno dalla fine della sua carriera presidenziale, però, Obama si è scrollato di dosso ogni esitazione ed ha adottato quella che Juliet Eilperin e Jim Tankersley della "Washington Post" definiscono una posizione marcatamente "anti-business", tracciando un ponte verso la retorica populistica che otto anni fa lo proiettò alla Casa bianca. Questa svolta appare evidente in una serie di controverse decisioni adottate dall'amministrazione questa settimana, a partire dall'intervento del dipartimento del Tesoro in materia di "inversione fiscale", che ha fatto naufragare la fusione da 150 miliardi di dollari del colosso farmaceutico Usa Pfizer con Allergan, un affare con cui la prima tentava di sottrarsi al fisco statunitense. Ieri il dipartimento del Lavoro ha finalizzato una norma che obbliga i broker impegnati nella vendita di fondi e altri prodotti finanziari previdenziali ad anteporre l'interesse del cliente al loro. Da ultimo, sempre ieri il dipartimento di Giustizia Usa ha annunciato che si opporrà con una causa legale alla fusione di due giganti mondiali dei servizi petroliferi, Halliburton e Baker Hughes. L'amministrazione Obama ha giustificato le tre iniziative con l'esigenza di tutelare la classe media statunitense. Secondo Jeff Zients, direttore del National Economic Council, le iniziative di Obama "hanno scontato un'immensa opposizione da parte degli interessi speciali e dei loro alleati repubblicani al Congresso". Secondo le due opinioniste della "Washington Post", più che una battaglia contro i poteri forti, le tardive iniziative di Obama sono tentativi da parte del presidente di far leva sulla sua autorità per agevolare il Partito democratico in vista delle elezioni presidenziali di novembre.

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