La gioventù italiana in fuga e la proposta di Alfano sui migranti

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Echo, Financial Times, Figaro, New York Times, Echos
La gioventù italiana in fuga e la proposta di Alfano sui migranti

L'Italia chiede un intervento "in stile greco" per respingere i migranti

Londra, 5 apr - (Agenzia Nova) - Intervistato dal "Financial Times", il ministro dell'Interno italiano, Angelino Alfano, chiede aiuto all'Unione Europea sull'emergenza migrazioni, avvertendo che, senza una più severa politica dei ritorni, il sistema collasserà. Secondo l'esponente del governo di Roma, l'Ue dovrebbe concludere accordi coi paesi africani, da dove proviene la maggioranza dei migranti che approdano in Italia, offrendo sostegno economico in cambio del rientro degli emigranti e della prevenzione di nuove partenze.


Renzi inghiottito in un caso di petrolio

Parigi, 5 apr - (Agenzia Nova) - Il corrispondente da Roma del quotidiano francese "Les Echos", Olivier Tosseri, ripercorre le ultime tappe dell'inchiesta sul petrolio in Basilicata che ha portato alle dimissioni della ministra dello Sviluppo economico Federica Guidi, in un articolo pubblicato stamattina martedì 5 aprile nel quale sottolinea il timore del governo di Matteo Renzi che la vicenda possa avere una ricaduta negativa sulle elezioni comunali del prossimo giugno.


Italia, la tua gioventù sta scappando!

Bruxelles, 5 apr - (Agenzia Nova) - Nel corso degli ultimi 20 anni, quasi mezzo milione di italiani tra i 18 ed i 39 anni hanno lasciato il loro paese per andare a cercare fortuna all'estero, in particolare in quei paesi europei come il Regno Unito, la Germania o la Francia che sono più dinamici sul piano economico; e queste sono solo le cifre ufficiali: il reale numero dei giovani emigrati è molto più elevato, probabilmente due volte maggiore. Perché così tanti giovani italiani scappano dall'Italia? Il quotidiano economico belga "L'Echo" analizza il fenomeno alla ricerca delle sue cause: innanzitutto, i drammatici dati della disoccupazione giovanile, soprattutto in questo momento di debole ripresa dell'economia dopo anni di recessione. Poi c'è la diffusa corruzione e la pratica tutta italiana della raccomandazione per accedere al mercato del lavoro; e infine l'assenza di offerta di lavori qualificati. Secondo "L'Echo", per invertire la tendenza è necessaria una strategia che miri a ri-dinamizzare l'economia dell'Italia ed a ristabilirne la capacità di attirare i migliori; ma per far questo sono necessarie riforme in molteplici campi, e ci vuole del tempo. In attesa di queste riforme e dei loro effetti, i giovani italiani continueranno a cercare di costruirsi un futuro altrove; perché nessun primo ministro, nemmeno il più entusiasta ed il più giovane della storia d'Italia, li può persuadere a restare.


Contro il terrorismo, l'Italia punta sull'esperienza nella lotta anti-mafia

Parigi, 5 apr - (Agenzia Nova) - L'Italia finora è stata risparmiata dagli attentati di matrice islamica, ma comunque già da tempo sta affrontando il problema rappresentato dalla presenza di reti jihadiste sul suo territorio. Contro il terrorismo il paese punta sull'esperienza accumulata nei trent'anni passati grazie alla lotta contro le Brigate Rosse e contro le mafie, ma comunque spinge per una maggiore integrazione degli organi giudiziari a livello europeo ed in particolare chiede che le prove raccolte in un paese Ue siano utilizzabili nei processi che si tengono negli altri paesi, cosa che finora non è possibile fare.


Caso Regeni: gli investigatori egiziani rinviano una visita a Roma

New York, 5 apr - (Agenzia Nova) - Gli investigatori egiziani impegnati a far luce sul sequestro e l'uccisione del ricercatore italiano Giulio Regeni hanno rinviato a tempo indefinito un viaggio in Italia per discutere i progressi nelle indagini sulla morte del 28 italiano, rinvenuto senza vita alla periferia del Cairo lo scorso febbraio. I funzionari egiziani si sarebbero dovuti recare a Roma il 5 aprile; la visita è stata inizialmente rimandata al 7 aprile, e infine a data da destinarsi. Le autorità egiziane non hanno fornito alcuna spiegazione ufficiale in proposito. Un funzionario dell'Interno egiziano ha confermato a all'agenzia di stampa"Reuters" che Regeni era effettivamente sorvegliato dai servizi di sicurezza egiziani, ma ha negato che ciò provi la colpevolezza di questi ultimi, come sostenuto da diverse organizzazioni egiziane e internazionali per i diritti umani.


Panorama internazionale

 

Continuano gli scontri nella regione di Nagorno-Karabakh  (foto LaPresse)


 

Francia, il premier Valls lancia l'allarme: il salafismo "sta vincendo la battaglia" in seno all'Islam francese

Parigi, 5 apr - (Agenzia Nova) - Invitato a chiudere la giornata di conferenze e dibattiti su "L'islamismo ed il ritorno del populismo in Europea" organizzato dal forum "Le Sursaut" in partenariato con il quotidiano conservatore "Le Figaro", il primo ministro francese ieri lunedì 4 aprile non ha mascherato le sue parole: mostrando un atteggiamento fermo, il premier ha lanciato l'allarme sull'avanzata nell'Islam di Francia dell'ideologia salafita, che a suo parere "può portare al radicalismo ed al terrorismo"; Valls ha anche stigmatizzato l'uso del velo islamico, affermando che esso "non è un accessorio di moda ma uno strumento di asservimento delle donne".


Germania: per Schaeuble i Panama Papers arrivano al momento giusto

Berlino, 5 apr - (Agenzia Nova) - Secondo il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble (Cdu), le rivelazioni sulle migliaia di società di comodo a Panama “sono arrivate al momento giusto”, poiché daranno man forte alla lotta contro l’evasione fiscale, sostenuta dallo stesso ministro. Entro la metà di questo mese, infatti, il tesoriere di Berlino presenterà la sua nuova proposta per combattere l’evasione. “Prendiamo al balzo questa palla e continuiamo a giocarla”, ha dichiarato il portavoce di Schaeuble a Berlino. I cosiddetti “Panama Papers” non costituirebbero una sorpresa, ma contribuiscono in maniera determinante ad aumentare le pressioni sui paradisi fiscali in tutto il mondo. “Bisogna far luce su questo sottobosco di furfanti che cerca di imbrogliare il fisco”, ha dichiarato Schaeuble, il quale al prossimo incontro del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) e della Banca Mondiale dal 15 al 17 aprile a Washington affronterà la questione della trasparenza fiscale internazionale e delle iniziative da intraprendere contro gli affari finanziari illegali.


Regno Unito: Cameron, la sicurezza economica con l'Ue o un salto nel buio

Londra, 5 apr - (Agenzia Nova) - "Immaginate un mondo in cui una compagnia aerea britannica non fosse autorizzata a volare tra Roma e Parigi; in cui gli agricoltori britannici fossero soggetti a tariffe se esportassero più carne bovina in Europa; in cui le grandi compagnie di telecomunicazioni e le case automobilistiche britanniche andassero incontro a tariffe se tentassero di vendere beni e servizi ai consumatori europei. Questo è il mondo in cui potremmo svegliarci se lasciassimo l'Europa". Inizia così un articolo del primo ministro del Regno Unito, David Cameron, pubblicato oggi dal quotidiano "The Telegraph". Al centro delle sue argomentazioni per la permanenza nell'Unione Europea la sicurezza economica. Lo stesso giornale pubblica un sondaggio dal quale emerge che tali argomenti stanno funzionando, mentre non hanno avuto effetto gli attentati di Bruxelles: rispetto al mese scorso il consenso per lo schieramento europeista è salito di quattro punti percentuali, al 51 per cento, contro il 44 per cento del fronte della Brexit, che ha perso cinque punti. Sempre in materia di economia, la stampa segnala che l'attività nel settore delle costruzioni è cauta in vista del referendum di giugno (l'indice Markit/Cips è rimasto stabile rispetto al mese scorso); che l'azienda aerea Airbus ha avvertito i suoi quindicimila dipendenti britannici che la Brexit metterebbe a rischio i suoi piani di investimento nel paese e che una ricerca di Haggier Partners evidenzia che quasi il 70 per cento degli assicuratori, intermediari e fornitori di servizi di Londra teme conseguenze negative per il settore assicurativo. Prosegue, inoltre, il dibattito sull'impatto dell'eventuale uscita dall'Ue sul servizio sanitario nazionale: Vote Leave ha risposto agli allarmi dei giorni scorsi affermando che la Gran Bretagna per curare i cittadini comunitari paga 700 milioni di sterline all'anno in più di quanto riceva per le cure dei britannici in altri paesi membri. Da una ricerca di Indeed Hiring Lab, riferita da "The Times", effettuata in quindici Stati membri, emerge che il Regno Unito è la prima o seconda destinazione per i migranti comunitari in cerca di lavoro, mentre i britannici sono i meno propensi a trasferirsi: la libertà di circolazione per la Gran Bretagna si rivela una strada a senso unico. Infine, Stanley Johnson, padre di Boris e voce autorevole dei "green Tory", i conservatori più sensibili sulla tutela dell'ambiente, ha espresso preoccupazione per gli effetti dell'eventuale Brexit sulla normativa ambientale: l'approccio conservatore più tradizionale potrebbe essere incoraggiato e gli standard potrebbero abbassarsi.


Usa, la Corte Suprema riafferma il principio "una persona, un voto"

New York, 5 apr - (Agenzia Nova) - La Corte Suprema degli Stati Uniti ha sancito ieri all'unanimità che gli Stati dell'Unione possono continuare ad assegnare i seggi legislativi sulla base del totale della popolazione, anziché limitare la rappresentazione agli elettori effettivi, escludendo categorie come immigrati irregolari e detenuti. La sentenza della Corte, in primo piano sulla stampa statunitense, rappresenta una sconfitta per i conservatori, impegnati nel tentativo di ridefinire i criteri attraverso i quali sin dagli anni Sessanta vengono tracciate le mappe politiche del paese. La causa era stata inizialmente intentata da un gruppo di attivisti conservatori del Texas, a cui parere il computo ai fini della rappresentatività delle categorie che non godono del diritto di voto costituisce una violazione della Costituzione. Escludere dalla "mappa legislativa" del Texas e di altri Stati queste categorie di persone avrebbe significato incrementare significativamente la rilevanza del voto bianco rurale, uno dei principali bacini di consenso del fronte conservatore in marcato declino demografico. Di contro, il metodo attuale favorirebbe i grandi centri urbani di orientamento democratico, dove la popolazione complessiva cresce a ritmi sostenuti per l'afflusso degli immigrati privi del diritto di voto e dei loro figli. La Corte Suprema ha confermato la validità dell'attuale metodo di computo della popolazione citando i precedenti storici nell'interpretazione della Carta fondamentale, un approccio tipico del Common Law anglosassone. La Corte ha però sottolineato che nessuno Stato dell'Unione sta discutendo una riduzione della base demografica di rappresentatività degli organi elettivi, e pertanto "non esiste la necessità di stabilire" se tale pratica sarebbe o meno costituzionale. Ad oggi il Texas, come gran parte degli altri Stati dell'Unione, basa il proprio sistema elettivo sui dati dell'anagrafe, che conteggia il "numero complessivo" degli abitanti. Una manciata di Stati, però, opera già alcune modifiche: le Hawaii, ad esempio, escludono dal computo complessivo della popolazione a fini elettorali gli studenti all'estero e i militari di stanza nell'Arcipelago, ma iscritti ai registri elettorali di altri Stati dell'Unione.


I ministri degli Esteri di Russia e Germania discutono delle crisi nel Nagorno-Karabakh e in Ucraina

Mosca, 5 apr - (Agenzia Nova) - I ministri degli esteri di Russia e Germania, Sergej Lavrov e Frank Walter Steinmeier, hanno discusso telefonicamente delle crisi nel Karabakh, regione contesa tra Armenia e Azerbaigian teatro di scontri armati sempre più violenti, e si sono detti contrari a soluzioni militari, invitando le parti a dar prova di moderazione. Lo ha riferito il ministero degli Esteri della Federazione Russa, precisando che il colloquio si è tenuto su iniziativa della parte tedesca. I ministri hanno espresso "seria preoccupazione per la rapida escalation della situazione sulla linea di contatto nel Nagorno-Karabakh, la quale ha già portato a numerose vittime anche tra la popolazione civile", si legge nel comunicato diffuso dal ministero russo. Lavrov e Steinmeier "hanno sostenuto unanimemente che il confronto nella regione non può avere una soluzione militare e si sono pronunciati a favore della moderazione tra le parti, per un cessate il fuoco immediato e per il riavvio del processo di negoziato sotto gli auspici del Gruppo di Minsk".

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