C'è un problema al Brennero. L'Austria schiera l'esercito al confine

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Bloomberg Business Week, New York Times, Financial Times, Monde.
C'è un problema al Brennero. L'Austria schiera l'esercito al confine
PANORAMA INTERNAZIONALE

 

Migrazioni, l'Austria schiera l'Esercito al confine con l'Italia

New York, 4 apr 08:29 - (Agenzia Nova) - L'Austria intende schierare i militari al valico del Brennero, al confine con l'Italia, in vista del probabile riorientamento dei flussi migratori da Medio Oriente e Nordafrica verso l'Italia per effetto dell'accordo tra Ue e Turchia. L'Austria, che ha introdotto controlli più rigidi alle frontiere a partire dallo scorso febbraio, ma le parole pronunciate sabato dal ministro della Difesa Hans Peter Doskozil sembrano preannunciare una posizione ancora più dura. "Dal momento che i confini esterni dell'Ue non sono ancora protetti efficacemente, l'Austria implementerà presto controlli più rigidi. Ciò si tradurrà in massicci controllo di confine al Brennero con l'impiego di soldati", ha detto il ministro.

Leggi l’articolo del New York Times

 

Un nuovo intervento occidentale incombe sulla Libia

Washington, 4 apr 08:29 - (Agenzia Nova) - Il claudicante debutto del nuovo governo libico di unità nazionale, la scorsa settimana, ha portato i paesi occidentali assai più vicini a un nuovo intervento militare diretto in quel paese nordafricano, risolvendo almeno in parte l'ostacolo della sua legittimità sul piano del diritto internazionale. Fayez Serraj, il tecnocrate libico scelto quale primo ministro nell'ambito del processo di pace delle Nazioni Unite, è giunto a Tripoli dalla Tunisia mercoledì scorso; nonostante non siano mancati frangenti di tensione - il "governo" islamista di Tripoli, non disconosciuto dalla comunità internazionale, rifiuta di farsi da parte - l'evento è stato salutato dall'Occidente come la fine della frattura politica interna al paese. Gli Stati Uniti e i loro principali alleati europei, inclusi Italia, Francia e Regno Unito, avevano posto proprio l'insediamento del nuovo governo quale precondizione per il lancio di un doppio sforzo militare di stabilizzazione del paese nordafricano, preda della frammentazione e del settarismo sin dalla deposizione del leader libico Muammar Gheddafi, nel 2011. I tentativi dell'Occidente di contrastare il radicamento dello Stato islamico e il traffico di esseri umani in Libia, scrive la "Washington Post", dovrà fare i conti proprio con le tensioni tra le varie milizie libiche che si contendono il controllo del territorio, e che generano uno scenario potenzialmente esplosivo. La portata della minaccia costituita da una Libia senza controllo è però troppo grande per essere ignorata: basti pensare che nel paese, poco distante dalle coste dell'Italia, lo Stato islamico conta già una forza di circa 8 mila uomini, e un enclave territoriale di fatto localizzato nelle città di Sirte, Ajdabiya, Sabrata e Derna. Per il momento, il Pentagono Usa sta lavorando al coordinamento delle forze speciali statunitensi con quelle di Francia e Regno Unito, tutte già operative nel territorio libico. Ben Fishman, ex funzionario responsabile della Libia dell'amministrazione Obama, afferma che la campagna militare statunitense in Libia sarà assai più circoscritta rispetto a quella in Siria. Tra le altre cose, sottolinea la "Washington Post", l'Africa Command dovrà affrontare la sfida di una operazione in una regione che manca delle infrastrutture militari statunitensi presenti invece in Medio Oriente.

Leggi l’articolo del Washington Post

 

 

POLITICA


 

Italia: le dimissioni del ministro Guidi minacciano l'autorità e l'agenda riformatrice di Renzi

New York, 4 apr 08:29 - (Agenzia Nova) - Le dimissioni del ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi per un presunto conflitto d'interessi costituiscono una minaccia all'autorità del premier italiano Matteo Renzi e alla sua agenda riformatrice, proprio alla vigilia di alcuni voti rilevanti da parte dei cittadini. Lo scrive l'agenzia "Bloomberg", che cita Francesco Galietti, della società di consulenza romana Policy Sonar. "E' il peggior momento possibile" per i problemi politico-giudiziari del governo, afferma Galietti: "C'è un ministro che si dimette perché accusato di aver favorito figure del settore energetico proprio alla vigilai di un referendum sull'energia". L'analista politico si riferisce al referendum del 17 aprile, che riguarda la scadenza e il rinnovo delle concessioni per l'estrazione di gas e petrolio presso i giacimenti italiani offshore. Secondo Galietti, la vicenda del presunto conflitto d'interessi indebolisce il governo italiano proprio quando quest'ultimo inizia a soffrire un calo della popolarità e mentre il suo sforzo riformatore perde slancio. Il prossimo giugno il governo Renzi dovrà affrontare il test delle elezioni amministrative in grandi città come Roma, Milano, Torino e Napoli; a ottobre, invece, il premier intende tenere il referendum sulla "madre di tutte le riforme" del governo, quella relativa al superamento del bicameralismo perfetto. L'ultimo sondaggio condotto dall'istituto Ixe prima delle dimissioni di Guidi, e pubblicato venerdì, attribuiscono al Partito democratico del premier italiano il 34,1 per cento dei consensi. Sergio Fabbrini, direttore della Luiss School of Government, sostiene che Renzi debba trovare il modo di disinnescare al più presto la controversia, perché ha finito per coinvolgere anche Maria Elena Boschi, ministro delle Riforme costituzionali e la figura del governo a lui più vicina. "Boschi è la n.2 di Renzi", sottolinea Fabbrini. "(Il primo ministro, ndr) Doveva spezzare il qualche modo il legame tra lei e Guidi", dal momento che da partiti di opposizione come il Movimento 5 Stelle già giungevano richieste di doppie dimissioni.

Leggi l’articolo del Bloomberg Business Week

 

L’opposizione italiana chiede le dimissioni di Renzi per l’affaire Guidi

Berlino, 4 apr 08:29 - (Agenzia Nova) - Anche il premier italiano Matteo Renzi è finito nell’occhio del ciclone dello scandalo relativo al presunto conflitto d'interessi attribuito al ministro dimissionario dello sviluppo economico, Federica Guidi. Venerdì scorso, infatti, l’opposizione ha chiesto le dimissioni del presidente del Consiglio. La sera prima il ministro Guidi aveva rassegnato le dimissioni, dopo essere stata accusata di aver favorito indebitamente il suo compagno, indagato per traffico d'influenze, nell'ambito della concessione per lo sfruttamento di un giacimento petrolifero.

Leggi l’articolo dello Stern

 

Italia: la destra populista guadagna terreno e si candida alla successione di Berlusconi

Madrid, 4 apr 08:29 - (Agenzia Nova) - Il profondo disagio delle classi medie, un fenomeno molto diffuso in Occidente, alimenta l'avanzata del populismo. In Italia, governata dal centrismo-riformatore di Matteo Renzi, è in corso una dura disputa per conquistare il "voto del malcontento". Nella destra, guidata da oltre 20 anni da Silvio Berlusconi, è in corso un "tentativo di assalto populista" di cui è protagonista il giovane leader della Lega Nord, Matteo Salvini, sostenuto dai suoi alleati le cui radici affondano nel post-fascismo. Si tratta, sostiene il quotidiano, di una strategia politica ma anche di una lotta per conquistare la leadership dell'area politica di centro-destra.

Leggi l’articolo del Vanguardia

 

 

ECONOMIA


 

Italia, il tasso di disoccupazione sale inaspettatamente

Londra, 4 apr 08:29 - (Agenzia Nova) - Il tasso di disoccupazione italiano, riferisce il "Financial Times", è aumentato inaspettatamente a febbraio, salendo all'11,7 per cento, al di sopra dell'11,5 previsto dagli analisti. Il settore manifatturiero, tuttavia, ha concluso il primo trimestre con una nota positiva, stando all'indice dei direttori d'acquisto di marzo, salito a 53,5.

Leggi l’articolo del Financial Times

 

Crisi d'autorità alla Confindustria

Parigi, 4 apr 08:29 - (Agenzia Nova) - "Polemizzare è un lusso, ci vuole sia il cambiamento che la continuità"; le prime parole del nuovo presidente degli industriali italiani, Vincenzo Boccia, rivelano qual'è la sua prima priorità: riconciliare una Confindustria divisa senza inimicarsi nessuno. Il proprietario di una impresa familiare di arti grafiche originario di Salerno, nel sud del paese, ha ottenuto una vittoria molto stretta sul suo rivale di Bologna, Alberto Vacchi, per 100 voti contro 91: uno scarto minimo che dimostra le tensioni che attraversano una organizzazione in crisi di autorità, di rappresentatività e di idee. Dopo la debole presidenza di Giorgio Squinzi e l'arrivo al potere di Matteo Renzi che vede nella concertazione sociale un freno più che un sostegno alla sua azione riformatrice, Confindustria ha bisogno di un nuovo slancio.

Leggi l’articolo dell’Echos

 

Vivendi vicina all'accordo per il controllo di Mediaset Premium

New York, 4 apr 08:29 - (Agenzia Nova) - Vivendi Sa, il gruppo mediatico francese controllato da Vincent Bollore, è vicina a un accordo per l'acquisizione di una quota di controllo della pay tv di Mediaset Spa, nell'ambito di una più vasta alleanza tesa a sfidare la concorrenza di Sky Plc in Europa. L'accordo tra Vivendi e Mediaset potrebbe essere ufficializzato già questa settimana, secondo fonti anonimi citate dall'agenzia "Bloomberg". L'accordo prevederebbe uno swap di quote di partecipazione del 5 per cento tra i due gruppi. Dal momento che il valore di mercato di Vivendi è sei volte superiore a quello di Mediaset, quest'ultima compenserebbe lo scambio con la vendita di una quota di maggioranza di Mediaset Premium.

Leggi l’articolo del Bloomberg Business Week

 

 

SOCIETA’


 

Migranti: aumento senza spiegazioni degli arrivi in Italia

Parigi, 4 apr 08:29 - (Agenzia Nova) - Il fatto resta un mistero: dal mese di gennaio ben 18.234 migrant‭i sono sbarcati sulle coste italiane nelle isole di Lampedusa e di Sicilia; si tratta di 8 mila persone più che nello stesso periodo del 2015, che d'altra parte aveva visto una diminuzione degli arrivi rispetto al 2014. Se questa tendenza dovesse confermarsi allo stesso ritmo nei mesi a venire, quest'anno potrebbero essere fino a 300 mila le persone che sbarcheranno nella Penisola, cioè tre volte quelle arrivate l'anno scorso. L’Unione Europea pensava di aver fatto tutto il necessario per risolvere la crisi migratoria grazie al controverso accordo stretto con la Turchia. Si sarebbe tentati, scrive oggi sul quotidiano francese "Le Monde" il corrispondente da Roma Philippe Ridet, di spiegare la ripresa del traffico di migranti attraverso il Canale di Sicilia a partire dalle coste libiche, tunisine e in misura minore egiziane, con il principio dei vasi comunicanti. Ma se i profughi che arrivano in Grecia sono in stragrande maggioranza siriani, iracheni ed afgani che fuggono dalle zone di guerra, i migranti che arrivano in Italia sono invece africani che cercano di sottrarsi alla miseria: il 15 per cento dei nuovi arrivi vengono dalla Nigeria, il 12 per cento dal Gambia; l'8 per cento dal Senegal, dalla Costa d'Avorio, dal Mali e dalla Guinea, il 5 per cento dalla Somalia, il 3 per cento dall'Eritrea e dal Marocco. L’Italia dunque deve di nuovo affrontare un fenomeno antico che credeva di essere riuscita a controllare, proprio quando invece temeva arrivi massicci sulla rotta dell’Adriatico in provenienza dalla Grecia e dall'Albania. L'unica buona notizia è che, mentre in passato i migranti africani affrontavano la traversata del Mediterraneo su imbarcazioni di fortuna, ora il loro viaggio avviene in condizioni più sicure; Carlotta Sami, la portavoce dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i profughi (Hcr) citata dal "Monde", ha fatto notare come i rapporti della Guardia costiera stiano registrando l'utilizzo di "battelli meglio equipaggiati": "E' certamente un elemento positivo per quel che riguarda la sicurezza dei migranti", ha affermato. Ad ogni modo, di fronte ad una situazione che rischia di diventare una nuova emergenza, il governo di Roma sta facendo pressioni sui partner europei perché tengano fede alle promesse fatte al vertice Ue del novembre 2015 a Malta: un accresciuto sostegno finanziario in favore dell'Africa subsahariana. "Il 2015 è stato un anno da dimenticare", sentenzia Carlotta Carlotta Sami: "L'Unione Europea non ha saputo gestire l'emergenza". Ridet conclude chiedendosi dubbioso: l'Europa sarà meglio preparata nel 2016?

Leggi l’articolo del Monde

 

Transparency International boccia gli eserciti che contribuiscono alle missioni di pace Onu

New York, 4 apr 08:29 - (Agenzia Nova) - Le forze armate dei 30 paesi che contribuiscono maggiormente alle missioni di pace delle Nazioni Unite sono anche le più suscettibili alla corruzione, stando a uno studio pubblicato ieri dall'organizzazione Transparency International, nota per la sua classifica della corruzione nelle istituzioni degli Stati. Tra le forze armate dei paesi monitorati da Transparency International, soltanto l'Italia ha ottenuto un voto maggiore di "D" in una scala di valutazione che va da "A" ad "F". Sei forze armate, quelle di Burkina Faso, Camerun, Ciad, Egitto, Marocco e Togo, hanno ottenuto il voto più basso. Bangladesh, Etiopia e India, i tre principali protagonisti delle missioni di pace Onu - assieme forniscono 25.200 tra militari e agenti di sicurezza, circa un quarto del totale - hanno rimediato rispettivamente due "D" e una "E". Tra le storture denunciate da Transparency International figura la generale scarsità di pratiche anti-corruzione istituzionalizzate e la carenza di addestramento del personale. Lo studio, che non cita casi di corruzione specifici, segue di pochi mesi l'ultimo scandalo che ha coinvolto i caschi blu dell'Onu, relativo a presunti casi di abusi sessuali e pedofilia nella Repubblica Centrafricana, risalenti al 2013.

Leggi l’articolo del New York Times

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