Il passo di Papa Francesco verso i lefebvriani

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Monde, Bloomberg, Welt, Figaro.
Il passo di Papa Francesco verso i lefebvriani

Libia: l'Italia preoccupata di ritrovarsi in prima linea

Parigi, 25 mar - (Agenzia Nova) - L'Italia scruta con crescente apprensione ciò che avviene sulle coste della Libia: con il ritorno del bel tempo, il timore è che il flusso di migranti riprenda con più ampiezza di prima. E tuttavia il governo italiano è anche preoccupato per il crescente attivismo di alcuni paesi europei, Francia e Gran Bretagna in testa, che premono per un'azione militare in Libia ed avrebbero già uomini sul terreno: il presidente del Consiglio italiano Matto Renzi, infatti, respinge l'idea di un intervento che non sia richiesto da un legittimo governo libico, non abbia la copertura di un mandato delle Nazioni Unite e non sia appoggiato da un'ampia coalizione internazionale che comprenda anche alcuni paesi arabi.


Mogherini: “Nessun europeo è più europeo dell’altro”

Berlino, 25 mar - (Agenzia Nova) - Dopo gli attacchi terroristici di Bruxelles, l’Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari europei e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, critica la reazione al terrorismo in un’intervista al quotidiano tedesco “die Welt”. “La Ue sa benissimo cosa si deve fare, purtroppo, però, non sta succedendo niente”, commenta la diplomatica italiana. “Adesso dobbiamo finalmente agire: proprio qui ho sotto gli occhi le conclusioni di un incontro tra i capi di Stato e di governo risalente al 21 settembre 2001, poco dopo gli attentati negli Stati Uniti. Nei documenti si legge che la collaborazione e lo scambio di informazioni fra tutti i servizi segreti della Ue deve essere migliorato: si parla di squadre investigative comuni e del fatto che tutti gli Stati membri debbano condividere sistematicamente ed immediatamente le informazioni con l’Europol. Questo era stato deciso 15 anni fa. Il problema è che a queste decisioni devono seguire i fatti: noi sappiamo cosa dobbiamo fare ma dobbiamo farlo". E’ chiaro, sottolinea Mogherini, che "un aspetto importante è il conflitto in Siria non ancora risolto, ma noi abbiamo soprattutto un problema interno: dobbiamo avere a che fare con cittadini europei che compiono gli attentati. Ed è proprio per questo motivo che i vari servizi segreti devono condividere le informazioni”.


Banco popolare-Bpm, è ancora troppo presto per celebrare il matrimonio

New York, 25 mar - (Agenzia Nova) - L'Italia sembra finalmente in procinto di assistere a una fusione tra istituti bancari, ma resta ancora molto da fare per risolvere le gravi storture del settore bancario italiano, scrive Duncan Mavin in un'editoriale per l'agenzia "Bloomberg". La fusione tra Banco popolare Sc e Banca popolare di Milano Scarl (Bpm) unisce infatti una banca dal bilancio relativamente debole a una che invece gode di una posizione di relativa forza. In aggiunta, Banco popolare progetta un aumento di capitale da un miliardo di euro: i due istituti sostengono che l'entità combinata avrà un healthy capital ratio del 13,7 per cento, mentre il monte delle sofferenze bancarie verrà portato in linea con quelli degli altri grandi istituti di credito del paese. La riuscita della fusione potrebbe anche costituire l'innesco per un ulteriore consolidamento del settore bancario italiano. Secondo Mavin, queste aspettative vanno prese con la dovuta dose di scetticismo. Anzitutto, scrive l'opinionista, "non è chiaro se e come un singolo accordo spianerà davvero la strada a una serie di altre iniziative simili". E' vero che lo scorso anno il governo è intervenuto per rimuovere alcuni degli ostacoli al consolidamento bancario, ma Popolare e Bpm ancora non soddisfano i criteri di governance e capitale fissati dalla Banca centrale europea per un istituto bancario post-fusione. L'Eurotower, insomma, è stata flessibile, ma non è detto lo sarà anche in futuro. In secondo luogo, qualora si verificassero davvero altri accordi tra banche italiane, "non è detto che questi produrrebbero necessariamente i guadagni in termini di efficienza auspicati dai regolatori". Popolare e Bpm, ad esempio, affermano di poter conseguire un risparmio pari al 10 per cento dei loro costi combinati. Si tratta di un dato significativo, che per ora, però, è soltanto ipotetico. Quanto al beneficio apportato dalle sinergie all'utile combinato, invece, la previsione è di un "deludente" 1 per cento. E al di là della mera questione delle fusioni, conclude Mavin, il settore bancario italiano resta soggetto a un problema enorme: quello costituito dai circa 360 miliardi di euro di crediti deteriorati che gravano sui bilanci degli istituti di credito.


Egitto, la polizia assicura di aver identificato gli assassini di Giulio Regeni

Parigi, 25 mar - (Agenzia Nova) - La polizia egiziana ieri giovedì 24 marzo ha affermato di aver identificato gli assassini dello studente italiano Giulio Regeni: sarebbero quattro membri di una gang criminale "specializzata nel sequestro di stranieri a scopo di furto, facendosi passare per ufficiali di polizia"; i quattro sono stati "uccisi in uno scontro a fuoco", ha precisato il ministero degli Interni egiziano. La polizia egiziana afferma anche di aver ritrovato nell'abitazione della sorella di uno dei quattro membri della gang "uno zainetto rosso contenente un portafogli di pelle, un passaporto a nome di Giulio Regeni, la sua tessera con foto dell'Università americana del Cairo e la sua tessera dell'Università di Cambridge".


Papa Francsco fa un passo verso i lefebvriani

Parigi, 25 mar 08:38 - (Agenzia Nova) - Contrariamente alle attese, Papa Francesco starebbe tendendo la mano ai discepoli di monsignor Marcel Lefebvre: a qualche giorno dal 25esimo anniversario della morte del vescovo che si oppose ad alcuni orientamenti del Concilio Vaticano II dando vita nel 1970 alla Confraternita sacerdotale San Pio X, il suo successore alla guida della congregazione, monsignor Bernard Fellay, ha affermato che il dialogo è discretamente ripreso con la Curia sin dal luglio 2015. Tuttavia monsignor Fellay ha precisato che il riconoscimento non è imminente e che il dialogo è "lento" e "prenderà del tempo" a causa di una certa "reciproca sfiducia".


Panorama internazionale

 

Obama e Castro a Cuba (foto LaPresse)


 

L'Ue ammette mancanza di coordinamento nella lotta contro il terrorismo

Madrid, 25 mar - (Agenzia Nova) - L'Europa ha recitato ieri un timido "mea culpa" per la mancanza di coordinamento nella lotta contro il terrorismo, scrive il quotidiano "El Pais". Due giorni dopo gli attacchi che hanno scosso Bruxelles, con oltre 30 morti e circa 300 feriti di cui molti in gravissime condizioni, i ministri dell'Interno dell'Unione Europea (Ue) si sono riuniti nella capitale belga e hanno ammesso di non aver attuato le misure di sicurezza concordate dopo gli attentati dello scorso novembre a Parigi, e rinnovato la promessa a conseguire urgentemente un maggiore coordinamento. Tuttavia, gli errori che emergono dalle indagini sugli attentati di martedì, che hanno portato alle dimissioni, non accettate, di due ministri del governo belga, "offuscano qualsiasi impegno politico".


Attentati di Bruxelles: il governo belga sull'orlo della crisi

Bruxelles, 25 mar - (Agenzia Nova) - Le falle nei servizi di prevenzione e sicurezza rivelate dopo gli attentati del 22 marzo a Bruxelles hanno portato il governo belga sull'orlo della crisi politica: ieri giovedì 24 hanno presentato le proprie dimissioni il ministro dell'interno, il nazionalista fiammingo (N-VA) Jan Jamcon, e quello della Giustizia, il centrista (Cd&V) Koen Geens. Il primo ministro Charles Michel non ha potuto far altro che respingerne le dimissioni, tenendo conto della situazione di emergenza che il Belgio sta ancora vivendo; ma resta da vedere, scrive il quotidiano "Le Soir", per quanto ancora sia tenibile la posizione dei due ministri mentre a tutti i livelli istituzionali si sta svolgendo un "vergognoso scaricabarile". Il premier ha assicurato che "sarà fatta chiarezza" sulle vicende oggetto negli ultimi giorni di feroci polemiche e che la sede sarà il Parlamento, dove oggi i due ministri appariranno davanti alla commissione Terrorismo e dove successivamente ci sarà una riunione congiunta delle commissioni Interni, Giustizia ed Esteri per ascoltare anche il ministro degli Esteri, il riformatore (Mr) Didier Reynders. In questo momento, fa notare il caporedattore Cristophe Berti nell'odierno editoriale del principale quotidiano francofono, il Belgio non potrebbe sopportare che al caos seguito agli attentati di martedì si aggiunga il caos di una crisi di governo dagli esiti assai incerti; tuttavia gli attacchi terroristici hanno fatto emergere il malfunzionamento non soltanto dei servizi segreti, ma anche delle varie forze di polizia e dell'amministrazione della giustizia: un malfunzionamento che purtroppo è una costante nelle istituzioni statali del Belgio. E' necessaria quindi, sostiene "Le Soir", una commissione parlamentare d'inchiesta che accerti le responsabilità di quanti avrebbero dovuto impedire a dei noti terroristi di agire indisturbati; ma il governo ha anche il dovere, intima l'editoriale, di correggere le storture e le falle nei servizi di sicurezza, per restaurare nell'opinione pubblica quella fiducia nelle istituzioni che in questo momento è al livello più basso della storia recente del paese.


La Germania si prepara ad un possibile attacco terroristico

Berlino, 25 mar - (Agenzia Nova) - In caso di catastrofi, l’intervento delle forze di sicurezza e delle Istituzioni deve avvenire in tempi rapidissimi, e tutti devono essere preparati. Per questa ragione il governo e le amministrazioni tedesche hanno approntato piani di emergenza per la polizia e per gli ospedali che dettano esattamente i ruoli e le risposte da adottare in caso di crizi. L’ospedale centrale della Bundeswehr a Coblenza, ad esempio, è specializzato nel trattamento delle lesioni da esplosione, e si mobiliterebbe nel caso di un attentato sul territorio nazionale. Per i grandi interventi di ordine pubblico viene impiegata la polizia antisommossa, che si mobilità già in occasione di manifestazioni, incontri calcistici o per le visite di Stato. Il gruppo speciale GSG9 è specializzato nella lotta contro il terrorismo e nella liberazione degli ostaggi.


Usa, il Senato pronto a imporre nuove sanzioni all'Iran

New York, 25 mar - (Agenzia Nova) - Il Senato federale degli Stati Uniti, controllato dal Partito repubblicano, si prepara a varare nuove sanzioni economiche a carico delle aziende che aiutano Teheran a ottenere le tecnologie duali necessarie a proseguire lo sviluppo del suo programma missilistico. L'iniziativa poggia una una proposta della senatrice del New Hampshire Kelly Ayotte, battezzata "Iran Ballistic Missile Sanctions Act 2016". Un progetto parallelo, sponsorizzato dal senatore Mark Kirk e da 15 altri senatori repubblicani, incluso il presidente del Senato Mitch McConnel, elenca una serie di altre sanzioni a carico della Repubblica islamica, giustificate dalle "azioni destabilizzanti" dell'Iran in Medio Oriente e dalle sue "violazioni dei diritti umani" domestiche. La bozza di legge imporrebbe sanzioni a qualunque attività economica controllata per almeno il 25 per cento dalle Guardie della Rivoluzione dell'Iran. Il "Wall Street Journal" sostiene le iniziative sanzionatorie del Partito repubblicano, ma sottolinea che l'amministrazione del presidente Usa Barack Obama potrebbe ostacolarle, nel timore che possano compromettere l'accordo internazionale sul programma nucleare iraniano approvato appena sei mesi fa.


La gita ideologica di Obama a L'Avana

Washington, 25 mar - (Agenzia Nova) - La vera natura della visita di Barack Obama a Cuba, scrive l'opinionista Charles Krauthammer sulla “Washington Post”, emerge con chiarezza dal contrasto tra le immagini degli attentati di Bruxelles e quelle contemporanee del presidente Usa che faceva la ola con il suo omologo Raul Castro durante una partita di baseball a L'Avana. Da una parte, scrive Krauthammer, c'era il mondo reale, quello dell'ascesa globale del terrorismo. Dall'altra, “il mondo delle fantasie di Obama, dove corteggiare un paese geopoliticamente insignificante (Cuba, ndr), ottenendo in cambio assolutamente nulla sul fronte della democrazia e dei diritti umani, è considerato un successo seminale della diplomazia americana”. Più che un viaggio teso a definire il lascito della presidenza Obama, quello a Cuba è stata “una passerella”. Quando le bombe hanno sconvolto la capitale del Belgio, diverse voci hanno chiesto a Obama di interrompere anticipatamente il suo viaggio e tornare negli Usa. Sarebbe stato un errore, riconosce l'opinionista: “Un presidente degli Stati Uniti non può lasciare che tre terroristi dettino il suo itinerario”. Senza contare che la tappa successiva del viaggio di Obama, l'Argentina, “è davvero importante, tanto più che quel paese ha eletto un governo amico che ha rotto col passato peronista”. Certo è, aggiunge Krauthammer, che il presidente Usa avrebbe potuto esibire il buon gusto di fare a meno del baseball. Obama ha trascorso i suoi due mandati presidenziali sostenendo che la minaccia del terrorismo mi matrice islamica – ribattezzato “estremismo violento” - sia stata sostanzialmente esagerata, e che ciò abbia contaminato i valori dell'Occidente e la sua politica estera. Il presidente ha dichiarato unilateralmente la fine della guerra al terrorismo, e da allora ha fatto di tutto per condurla in segreto e silenziosamente. Spesso ricorda che in un anno muoiono più cittadini statunitensi in vasca da bagno che negli attentati. Per sette anni, però, “il mondo ha testardamente rifiutato di adeguarsi ai pacifici sogni del presidente”, e si è giunti al punto che lo Stato islamico “è nel pieno di una campagna di infiltrazione europea” che ha potuto condurre praticamente indisturbato. A tal fine, l'organizzazione terroristica ha addestrato uno zoccolo duro di 400-500 terroristi rigorosamente addestrati, un decimo dei circa 5 mila jihadisti che hanno fatto ritorno dalla jihad in Siria e Iraq. Il rischio, tanto inquietante quanto taciuto da Obama e dalle leadership europee, è che l'Isis si prepari a scatenare “una vera e propria guerriglia armata in Europa”. A uno scenario simile e ai tragici attentati di Bruxelles, conclude Krauthammer, Obama ha dedicato 51 secondo del suo discorso di commiato a L'Avana, durato 35 minuti.

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