C'è una battaglia tra donne per ripulire Roma

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di New York Times, Soir, Financial Times, Parisien.
C'è una battaglia tra donne per ripulire Roma

POLITICA


 

Battaglia tra donne per ripulire Roma

Londra, 23 mar 08:31 - (Agenzia Nova) - Una madre lavoratrice e una madre in attesa stanno emergendo come le principali candidate al ruolo di sindaco di Roma, riferisce il quotidiano britannico "The Times". Si tratta, rispettivamente, di Virginia Raggi, 37 anni, avvocato, esponente del Movimento 5 Stelle, e di Giorgia Meloni, 39 anni, leader di Fratelli d'Italia. Entrambe, benché non potrebbero essere più diverse, promettono un giro di vite contro la corruzione e la cattiva gestione della città. A proposito di amministrazioni locali, riporta "The Telegraph", un regolamento del Comune di Firenze, volto a frenare la proliferazione di fast food etnici e mini-market, ha stabilito che i nuovi negozi di alimentari del centro storico dovranno avere almeno il settanta per cento di prodotti toscani, una restrizione che riapre il dibattito sull'equilibrio tra salvaguardia delle tradizioni e integrazione degli immigrati. Su "The Independent", infine, la battaglia dell'Associazione dei comuni dimenticati, quelli con meno di cinquemila abitanti, contro l'accorpamento in entità più grandi.

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Attentati Bruxelles: Renzi reclama un "patto europeo per la libertà e la sicurezza"

Bruxelles, 23 mar 08:31 - (Agenzia Nova) - Il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, dopo gli attentati che hanno provocato a Bruxelles una trentina di morti e circa 200 feriti ha proposto un "patto europeo per la libertà e la sicurezza". "Oggi hanno colpito il Belgio ma anche la capitale dell’Unione Europea", ha detto Renzi a Roma: "Non è il momento degli sciacalli, ma neppure quello delle colombe". "Questa volta è necessario che l'Europa vada fino in fondo, investendo in una struttura unitaria per la sicurezza e la difesa; unitaria" ha ripetuto il capo del governo italiano ricordando che i paesi europei parlano di una difesa comune sin dal lontano 1954, ma senza alcun risultato concreto. "I servizi di sicurezza devono lavorare insieme di più e meglio, con una collaborazione costante, puntuale e continua", ha insistito Renzi: "L’Italia purtroppo ha una certa esperienza da offrire in materia", ha proseguito ricordando la lotta condotta contro il terrorismo delle Brigate Rosse e contro la mafia. Il capo del governo italiano ha anche parlato della probabilità che gli autori degli attentati di Bruxelles siano cittadini europei e non arrivati da fuori: "La minaccia è globale ma gli assassini sono locali" ha detto; "Il nemico dunque non è solo all'esterno, lontano da noi, il nemico si nasconde anche nel cuore delle città europee, nelle periferie delle nostre capitali". Per questo motivo, ha detto Renzi, la lotta contro questo nemico si deve fare "con i militari ma anche con i maestri elementari; con le forze di polizia ma anche con le forze sociali se vogliamo recuperare almeno la prossima generazione".

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PANORAMA INTERNAZIONALE


 

Attentati Bruxelles, le destre europee puntano l'indice contro le politiche dell'accoglienza e i confini aperti

New York, 23 mar 08:31 - (Agenzia Nova) - I leader delle destre europee hanno rivolto una bordata di critiche alle politiche dell'Unione Europea in materia di integrazione, accoglienza e migrazioni, dopo i sanguinosi attentati jihadisti di ieri a Bruxelles. Nel Regno Unito Mike Hookem, portavoce per la difesa del Partito per l'indipendenza del Regno Unito (Ukip), ha chiesto in una conferenza stampa la chiusura dei confini tra gli Stati dell'eurozona. Geert Wilders, politico anti-islamico e fondatore del Partito per la libertà olandese (Pvv), sotto processo con l'accusa d'aver istigato all'odio contro la minoranza marocchina nel suo paese, ha chiesto a sua volta la chiusura dei confini: "E' tempo di agire. Per prima cosa dobbiamo chiudere i nostri confini nazionali e arrestare tutti i jihadisti cui abbiamo stupidamente concesso di tornare dalla Siria. Dobbiamo anche dire alla gente la verità: la causa di tutti questi spargimenti di sangue è l'Islam. Dobbiamo de-islamizzare l'Occidente, è l'unico modo per tutelare le nostre vite e proteggere la nostra libertà". La leader de Front national francese, Marine Le Pen, ha dichiarato dal Quebec, dove si trovava in visita, che la responsabilità di attentati come quelli di Bruxelles è dell'Europa, che non ha preso abbastanza sul serio la minaccia del fondamentalismo di matrice islamica. Due leader della Lega nord italiana, Gian Marco Centinaio e Massimiliano Fedriga, hanno a loro volta puntato l'indice contro l'Ue: "Siamo stupefatti e attoniti per le vite spezzate dall'odio islamico. Non stiamo rispondendo, le istituzioni europee sono deboli e fragili (...) e stanno voltando lo sguardo dall'altra parte, consentendo questi massacri". Vlaams Belang, leader dell'estrema destra belga, ha inviato un appello al premier Charles Michel tramite Twitter: "Per favore, chiudi i confini. Non possiamo fermare il terrorismo se rimangono aperti". Come sottolinea il "Wall Street Journal", proprio l'opportunità o meno di rivedere la politica dei confini aperti all'interno dell'area Schengen - un vero e proprio simbolo del progetto unitario europeo - è alla base di una frattura sempre più profonda in seno alla politica del Vecchio continente. Alle formazioni di destre ed euroscettiche si contrappone la linea dettata da capi di Stato e di governo come il cancelliere tedesco Angela Merkel, che dopo gli attentati di ieri ha dichiarato: "La nostra forza sta nell'unione. Le nostre società libere dimostreranno di essere più forti del terrorismo". Dichiarazioni di questo tenore, scrive però il quotidiano Usa, più che rassicurare riportano alla mente le immagini degli attentati di Parigi dello scorso novembre e quelle degli epocali flussi migratori che per un anno si sono riversati sul Continente.

Leggi l’articolo del Time

 

Iraq, l'amministrazione Obama è intervenuta per accelerare i lavori di manutenzione della diga di Mosul

New York, 23 mar 08:31 - (Agenzia Nova) - Il segretario di Stato Usa, John Kerry, ha incontrato il primo ministro iracheno Haider al Abadi a Davos il 21 gennaio scorso, spronandolo, per consegnargli una nota del presidente statunitense Barack Obama. La missiva confidenziale di Obama, riferisce il "New York Times", non riguardava la guerra allo Stato islamico o la piaga delle divisioni settarie, ma un rischio più circoscritto e di natura differente: quello posto dal disastroso deterioramento strutturale della diga di Mosul, la più grande dell'Iraq, il cui collasso avrebbe causato un disastro ambientale e messo in pericolo la vita di decine di migliaia di persone. L'intervento personale del presidente Obama, di cui la stampa Usa è venuta a conoscenza soltanto questa settimana, dimostra i timori di Washington per la tenuta del governo Abadi, che rischiava a sua volta di essere spazzato via da un'eventuale crollo dell'infrastruttura strategica irachena. Il 2 marzo scorso, anche su pressione degli Stati Uniti, il governo di Baghdad ha assegnato un contratto per la riparazione della diga. Ad occuparsi dei lavori sarà il Gruppo italiano Trevi, nell'ambito di un contratto da 296 milioni di dollari.

Leggi l’articolo del New York Times

 

Giappone, i ministri dell'Agricoltura del G7 si incontreranno a Niigata

Tokyo, 23 mar 08:31 - (Agenzia Nova) - Il ministero giapponese dell'Agricoltura e delle risorse ittiche e forestali ha presentato ieri il programma dell'incontro tra i ministri dell'Agricoltura del G7, che si terrà a Niigata il 23 e 24 aprile prossimi. L'incontro si è tenuto per la prima volta in Italia nel 2009, e da allora si tiene ogni sette anni. In cima all'agenda del prossimo incontro ci saranno i temi della distribuzione delle risorse alimentari e del mutamento climatico.

Leggi l’articolo del Asahi Shimbun

 

 

ECONOMIA


 

La Bce chiede i dettagli della fusione Banco/Bpm

Parigi, 23 mar 08:31 - (Agenzia Nova) - Secondo una "fonte vicina alla Banca centrale europea" (Bce) citata dall'agenzia di stampa "Reuters" ripresa dal quotidiano economico francese "Les Echos", la Bce ha chiesto a Banco Popolare ed a Banca Popolare di Milano (Bpm) maggiori dettagli sulla loro fusione: secondo la fonte citata, la Bce non ha ancora dato il suo accordo al matrimonio, contrariamente a quanto in precedenza avevano dichiarato alcune fonti italiane. Le due banche hanno presentato un piano strategico modificato, dotato di misure per il rafforzamento dei fondi propri; ma il costo esatto ed i dettagli delle misure in progetto non sono ancora stati resi noti. L'istituto di Francoforte vuole costringere le banche italiane a ripulire i loro bilanci e minaccia di esercitare un controllo diretto delle aziende in difficoltà per portare a buon fine il risanamento del sistema bancario del paese e rilanciare la concessione di crediti all'economia italiana.

Leggi l’articolo dell’ Echos

 

Generali progetta di vendere le sue partecipazioni immobiliari

Parigi, 23 mar 08:31 - (Agenzia Nova) - Generali starebbe pensando di vendere una serie di sue partecipazioni nel settore immobiliare, secondo quanto hanno fatto sapere fonti vicine alla principale società italiana di assicurazioni; secondo le fonti citate, il progetto non è che allo stadio iniziale. Da parte sua il quotidiano finanziario italiano "Il Sole 24 Ore" ha scritto che l'operazione, battezzata "Stardust", riguarderebbe un portafogli di 69 proprietà immobiliari per un valore totale di un miliardo di euro: l'operazione dovrebbe partire entro la fine dell'anno ed avrebbe già suscitato l'interesse di quattro investitori.

Leggi l’articolo dell’ Echos

 

Gli italiani si interrogano sulle intenzioni di Bolloré

Londra, 23 mar 08:31 - (Agenzia Nova) - Gli ultimi sviluppi in Telecom Italia, con le dimissioni da amministratore delegato di Marco Patuano, riaprono le questioni sulle intenzioni di Vincent Bolloré e del suo gruppo Vivendi, ora impegnato anche in trattative con Mediaset. L'imprenditore francese opera da tempo in Italia; la sua ultima campagna, però, ha colto di sorpresa il governo e la comunità imprenditoriale; c'è una diffusa frustrazione per la sua "strisciante scalata" della compagnia telefonica senza pagare un premio di acquisizione. La vicenda si colloca in un più ampio contesto: l'anno scorso le fusioni e acquisizioni realizzate da investitori stranieri hanno raggiunto il valore record di 50 miliardi di euro.

Leggi l’articolo del Financial Times

 

 

SOCIETA’


 

L'Italia recupera opere d'arte rubate dal magazzino di un antiquario britannico

Parigi, 23 mar 08:31 - (Agenzia Nova) - Il ministro italiano della Cultura e dei Beni archeologici, Dario Franceschini, martedì 22 marzo ha presentato alla stampa una parte delle numerose opere d'arte restituite all'Italia nello scorso mese di gennaio dopo esser state ritrovate in un deposito in Svizzera di proprietà dell'antiquario britannico Robin Symes. Al termine di una lunga e complessa indagine internazionale di polizia erano state rinvenuti nel deposito alcuni container con decine di migliaia di pezzi archeologici trafugati di eccezionale qualità e del valore complessivo di molti milioni di euro.

Leggi l’articolo del Parisien

 

Armani rinuncia all'utilizzo di pellicce animali

Berlino, 23 mar 08:31 - (Agenzia Nova) - In futuro la casa di moda italiana Armani non userà più pellicce di animali per confezionare i suoi abiti. La nuova politica del marchio di lusso italiano è il risultato della collaborazione con la “Fur Free Alliance” (Ffa), la più grande coalizione al mondo di organizzazioni animaliste contro l’utilizzo delle pellicce animali. Già nella collezione autunno-inverno 2016 non saranno utilizzati pellicce e pellami di animale, e nemmeno la pelliccia di coniglio (lapin). “Sono contento di poter annunciare che il gruppo Armani rinuncerà del tutto all’utilizzo delle pellicce animali nelle sue collezioni”, ha fatto sapere lo stilista Giorgio Armani.

Leggi l’articolo dell’Handelsblatt

 

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