L'omicidio di Giulio Regeni secondo Sisi

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Guardian, Echos, Financial Times, Monde
L'omicidio di Giulio Regeni secondo Sisi

Come l'Italia si è disamorata dell'Ue

Londra, 17 mar - (Agenzia Nova) - La fiducia degli italiani nell'Unione Europea è in calo da circa dieci anni, osserva il "Financial Times": l'introduzione dell'euro prima e l'austerità poi sono state determinanti. Ora si è aggiunta l'emergenza rifugiati. Secondo l'Ipsos dal 2010 è scesa dal 73 al 40 per cento. Il cambiamento dell'opinione pubblica ha indotto il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ad assumere un tono più polemico con Bruxelles rispetto ai suoi predecessori, una scelta che potrebbe essere controproducente: combattere l'euroscetticismo con l'euroscetticismo è un gioco pericoloso, sintetizza una fonte diplomatica.


A Lampedusa, Gérard Larcher deplora l’assenza di "soluzioni"

Parigi, 17 mar - (Agenzia Nova) - La giornalista Hélène Bekmezian ha accompagnato la visita di una delegazione parlamentare francese all'Isola di Lampedusa, domenica 13 e lunedì 14 marzo. Stando al suo resoconto pubblicato dal quotidiano "Le Monde" ieri mercoledì 16, al termine della visita di 48 ore il presidente del Senato francese, Gérard Larcher, autorevole esponente della destra "classica" de I Repubblicani (LR, ex-Ump), si è reso conto che non esistono "facili soluzioni" al rebus che l'ondata migratoria sta ponendo all'Unione Europea.


Al Sisi ipotizza che siano stati i suoi nemici politici a uccidere Regeni

Londra, 17 mar - (Agenzia Nova) - Il presidente dell'Egitto, Abdel Fatah al-Sisi, riferiscono i quotidiani britannici "The Guardian" e "The Times", ha ipotizzato che siano stati i suoi nemici politici a torturare e uccidere Giulio Regeni, il dottorando italiano dell'Università di Cambridge, allo scopo di destabilizzare e isolare il paese, impegnato nella lotta contro il terrorismo. Il leader egiziano ha assicurato che Il Cairo intensificherà la cooperazione con le autorità italiane per chiarire la vicenda e punire i colpevoli.


Donald e Silvio davanti allo specchio

Parigi, 17 mar - (Agenzia Nova) - Sul quotidiano economico francese "Les Echos" l'editorialista Jacques Hubert-Rodier oggi giovedì 17 marzo traccia una similitudine tra l'ascesa politica negli Stati Uiti del miliardario Donald Trump e la parabola di S‎ilvio Berlusconi: aldilà delle paure della classe media bianca che teme di diventare una minoranza e che Trump solletica quando lancia le sue provocazioni sull'immigrazione, sull'Islam o sulle donne, il re dell'immobiliare newyorkese parla alla pancia degli elettori quando evoca il ritorno del "sogno americano" sciorinando la sua fortuna e le sue lussuose dimore; proprio come a suo tempo fece Berlusconi. Trump sarà capace di ripetere il successo di Silvio, che tuttora detene il record di longevità al potere in Italia dalla nascita della Repubblica nel 1946? La corsa alla Casa bianca è ancora lunga.


Berlusconi, Renzi e Papa Francesco al capezzale di Marco Pannella

Parigi, 17 mar - (Agenzia Nova) - Il quotidiano francese "Le Monde" ha pubblicato mercoledì 16 marzo un ritratto del leader radicale Marco Pannella, molto malato, attraverso cui il corrispondente da Roma Philippe Ridet ha tratteggiato un riassunto della vita politica italiana degli ultimi 50 anni ed un'analisi dell'Italia di oggi.


 

Panorama internazionale

 

Dilma Roussef


 

Junker: “La Turchia non è pronta per la Ue”

Berlino, 17 mar - (Agenzia Nova) - In un’intervista al quotidiano “Handelsblatt”, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker parla del successo dei partiti populisti in Europa e in Germania, della crisi dei profughi e dell’accordo di Bruxelles con la Turchia per arginare l'ondata migratoria. “L’ascesa del partito euroscettico AfD mi spaventerebbe solo se non conoscessi così bene la Germania: AfD è soltanto uno scivolone, che io tuttavia non voglio sminuire. Il risultato di AfD è sintomatico di questi tempi difficili: se i problemi sono particolarmente grandi, per alcuni le risposte più semplici sembrano le più credibili", spiega Juncker, che aggiunge: "Mi preoccupa di più il fatto che alcuni politici dei partiti tradizionali cerchino di rincorrere i populisti: questo modo di fare è pericoloso. Nei partiti tedeschi ci sono alcuni politici che utilizzano le stesse espressioni e lo stesso risentimento xenofobo di AfD". Quanto alla crisi migratoria, l presidente della Commissione europea riconosce che la cancelliera Angela Merkel "si trova in una situazione particolarmente difficile: quando promuove una soluzione europea, si contrappone allo spirito del tempo e deve operare un lavoro difficile e continuo di persuasione”.


Per Marion Maréchal-Le Pen, il matrimonio omosessuale "apre la strada alla poligamia"

Parigi, 17 mar - (Agenzia Nova) - La "numero tre" del Front national (Fn) francese, Marion Maréchal-Le Pen, ieri mercoledì 16 marzo ha partecipato ad un evento elettorale organizzato dagli alleati italiani della Lega Nord, nell'ambito della corsa a sindaco di Milano: nella conferenza stampa congiunta la giovane esponente rampante del Fn si è abbandonata, secondo i quotidiani di sinistra "Le Monde" e "Libération" ma anche secondo il giornale conservatore "Le Figaro", ad una serie di dichiarazioni provocanti, soprattutto quando ha espresso l'opinione che il matrimonio omosessuale rischia di "aprire la strada alla poligamia".


Usa, il presidente Obama sfida il Senato nominando un nuovo giudice per la Corte Suprema

New York, 17 mar - (Agenzia Nova) - Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha sfidato l'opposizione del Senato federale a maggioranza repubblicana, nominando Merrick B. Garland 113mo giudice della Corte Suprema nel posto lasciato vacante dal conservatore Antonin Scalia, morto nel sonno il mese scorso. Obama ha optato per una figura ben nota ai circoli legali di Washington e apprezzata da entrambi gli schieramenti politici: un moderato, come anticipato da fonti della Casa bianca nelle scorse settimane. Ciò non è bastato a blandire la maggioranza repubblicana al Senato, che sin dalla morte di Scalia chiede che a nominare il successore sia il prossimo presidente degli Stati Uniti, data la scadenza imminente del mandato di Obama e gli effetti di un drastico mutamento degli equilibri interni alla Corte Suprema sulla campagna elettorale in corso nel paese. “Ho optato per una nomina riconosciuta non soltanto come una tra le più fini menti legali del paese, ma anche come una persona che infonde nel suo lavoro uno spirito di decenza, modestia, integrità ed eccellenza”, ha dichiarato il presidente annunciando la nomina. Il senatore Mitch McConnel del Kentucky, leader della maggioranza repubblicana al Senato, ha però ribadito che quest'ultima non ha intenzione di concedere un'audizione al candidato di Obama, né di votare la conferma della sua nomina. McConnel ha pubblicamente proclamato la bocciatura della nomina di Garland, e lo ha persino chiamato personalmente al telefono per spiegargli che non lo riceverà a Capitol Hill. “Il popolo degli Stati Uniti potrebbe benissimo eleggere un presidente che deciderà di porre il giudice Garland all'attenzione del Senato. Oppure potrebbe nominare un profilo completamente differente. In ogni caso, la nostra posizione è chiara: date voce al popolo”, ha dichiarato il leader repubblicano.


Presidenziali Usa, il Partito repubblicano punta a fermare Trump alla Convention

New York, 17 mar - (Agenzia Nova) - Il rito bizantino della Convention presidenziale repubblicana potrebbe costituire l'estrema quanto irrituale chance per il Partito e la sua establishment di affondare la campagna del candidato conservatore di maggior successo, l'outsider Donald Trump. Il magnate delle costruzioni è in netto vantaggio rispetto al suo diretto inseguitore, Ted Cruz, ma potrebbe fallire l'impresa di conquistare la maggioranza assoluta dei delegati (1.237) necessari ad ottenere la nomina presidenziale prima della convention del 18 luglio. Se ciò dovesse accadere, l'establishment di partito avrebbe l'occasione di selezionare gli 80 delegati che si recheranno a Cleveland per l'evento tramite un macchinoso sistema applicato ad ogni singolo Stato; la dirigenza dell'Old Grand Party (Gop) avrebbe un'ultima possibilità di sbarrare la strada a Trump, anche se di fatto, questo significherebbe ignorare l'esito delle primarie. Contemplando tale prospettiva, lo stesso Trump ha avvertito ieri che negargli la nomina nel caso emergesse chiaramente vincitore alle primarie rischierebbe di scatenare “sommosse” attorno al sito della convention.


Brasile: le forze dell'ordine accusano la presidente Rousseff di aver agito per evitare l'arresto di Lula

Rio de Janeiro, 17 mar - (Agenzia Nova) - La polizia federale ha raccolto prove che dimostrerebbero come la presidente brasiliana Dilma Rousseff abbia offerto un incarico ministeriale al suo predecessore, Luis Inacio Lula da Silva, al solo fine di evitare il possibile arresto dell'ex presidente, indagato nell'ambito dell'inchiesta anti-corruzione Lava-Jato, e ostacolare in questo modo le indagini degli inquirenti. In una conversazione telefonica tra Lula e Rousseff, divulgata ieri pomeriggio e ora al vaglio della Corte federale di Curitiba, la presidente rassicura l'ex capo dello Stato che l'invio preventivo "dell'accettazione dell'incarico" ministeriale lo metterebbe al sicuro dalla giustizia. Dal momento che al momento non è stato ancora emesso alcun mandato di cattura a carico dell'ex presidente, Rousseff spiega a Lula che il documento dovrà essere utilizzato solo "se necessario". La conversazione è stata registrata nel primo pomeriggio di ieri dalla polizia federale, poche ore prima dell'annuncio ufficiale della nomina di Lula alla carica di nuovo ministro della Casa Civil. Il palazzo presidenziale di Planalto ieri sera ha emesso una nota nella quale afferma che la presidenza si adopererà per punire i responsabili della divulgazione della conversazione privata, che il comunicato definisce una "flagrante violazione" della legge e della Costituzione federale. Dopo la divulgazione delle conversazioni e l'annuncio ufficiale della nomina di Lula, molti manifestanti sono scesi in strada in almeno 16 Stati e nel Distretto federale per manifestare contro il governo. Le principali manifestazioni hanno avuto luogo a San Paolo e Brasilia. I manifestanti contro e pro-Lula si sono scontrati di fronte alla casa dell'ex presidente, a Sao Bernardo do Campo, nello Stato di San Paolo.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi