"Stampubblica" e la relazione tra debito e banche

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Financial Times, Monde, Pais, Bloomberg.
"Stampubblica" e la relazione tra debito e banche

Padoan, le forze euroscettiche potrebbero amplificare gli effetti di una eventuale “Brexit”

New York, 3 mar - (Agenzia Nova) - Gli effetti della possibile uscita del Regno Unito dall'Europa a seguito del referendum fissato per il mese di giugno potrebbero essere “moltiplicati” dalla crescente ondata euroscettica che attraversa il continente. Lo ha dichiarato il ministro delle Finanze italiano, Pier Carlo Padoan, in una intervista concessa ieri a “Bloomberg Television”. “Non dimentichiamo – ha sottolineato il ministro – che in Europa abbiamo una proliferazione di partiti euroscettici, e talvolta assistiamo anche all'ascesa di governi euroscettici”.


Italia: Renzi, un soffio d'aria fresca per la politica italiana

Madrid, 3 mar - (Agenzia Nova) - Sono passati due anni da quando Matteo Renzi ha assunto l'incarico alla guida del governo italiano, scrive il quotidiano "El Pais". In quasi 70 anni di storia repubblicana, gli italiani hanno assistito all'avvicendarsi di ben 63 governi diversi. In questo senso, il più grande merito di Renzi è quello di aver raggiunto il terzo anno di governo "senza aver ottenuto la vittoria alle urne", dal momento che il suo Esecutivo è nato dalle dimissioni forzate del precedente primo ministro (Enrico Letta) e dalla designazione dellìex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Matteo Renzi, sostiene il quotidiano, si prepara a far fronte a un anno difficile. La riforma del lavoro attira ancora pochi investitori; la disoccupazione cala marginalmente, ma la crescita del paese non guadagna slancio e, cosa più importante, l'urgente riforma del settore finanziario rischia di rovinare i piani di Renzi, che intende vincere le prossime elezioni generali che si terranno entro e non oltre il 2018. In ogni caso, conclude il quotidiano, Matteo Renzi ha portato una ventata d'aria fresca nella politica italiana, e se riuscirà a porre fine al bicameralismo perfetto "avrà contribuito alla vita politica italiana molto più della maggior parte dei suoi predecessori".


Le banche gonfie di debito pubblico indeboliscono l'Italia nel confronto con la Germania

New York, 3 mar - (Agenzia Nova) - L'ipotesi che l'Europa possa imporre un limite al debito sovrano posseduto dalle banche ha fatto scattare il campanello d'allarme nel primo mercato obbligazionario dell'eurozona, l'Italia. Il premier italiano Matteo Renzi ha avvertito il mese scorso che opporrà il veto a qualunque proposta in tal senso, ponendosi così in aperto contrasto con la Germania. Ad oggi, i titoli di debito pubblico italiano costituiscono il 10,4 per cento del totale degli asset bancari del Belpaese, più che in qualunque altro paese europeo; in Germania la percentuale è di appena il 3,2 per cento. Introdurre un limite significherebbe “alterare l'equilibrio del sistema bancario italiano”, ha dichiarato Francesco Boccia, un parlamentare del Partito democratico (Pd) di cui Renzi è segretario. “Le banche faticano già a concedere prestiti alle piccole e medie imprese. Sarebbe il colpo definitivo”, ha ammonito l'esponente del Pd. Disporre di istituzioni finanziarie disposte a finanziare il debito pubblico è vitale per qualunque paese, scrive “Bloomberg”, e in particolare per l'Italia, il cui debito pubblico ammonta a 2.170 miliardi di euro, più di qualunque altro paese europeo e una cifra pari al 133 per cento del prodotto interno lordo nazionale. La Germania ritiene che la connessione troppo stretta tra i paesi indebitati e le loro banche sia all'origine della crisi del debito che ha travolto il Continente. Per l'Italia, proposte come quella di limitare il debito pubblico detenuto dalle banche, ad esempio al 25 per cento del loro capitale complessivo, equivalgono a “pura follia”, come ha dichiarato il presidente di Economia reale Mario Baldassarri. La questione dell'eccessiva concentrazione di debito pubblico nei bilanci delle banche, però, presenta un altro aspetto meno discusso ma altrettanto rilevante: mentre il costo di rifinanziamento del debito pubblico italiano è calato significativamente nell'arco dell'ultimo anno, le quotazioni azionarie delle banche del Belpaese sono crollate dall'inizio del 2016. E poiché queste banche posseggono quote così rilevanti del portafogli obbligazionario italiano, “la vulnerabilità del debito sovrano italiano è aumentata esponenzialmente nel corso degli ultimi anni”: le banche, spiega Francesco Galietti di Policy Sonar, “sono entità quotate, e per questo sono oggetto di continue valutazioni da parte di investitori e agenzie di rating”: esporre in maniera così rilevante il debito pubblico italiano a queste entità, sottolinea “Bloomberg”, aggiunge un problematico fattore di rischio al debito pubblico del Belpaese.


Italia, nasce il gruppo editoriale "Stampubblica"

Parigi, 3 mar - (Agenzia Nova) - Tutti i giornali francesi riportano la notizia del giorno nel mondo dei media in Italia: la fusione dei gruppi editoriali L'Espresso ed Itedi, rispettivamente posseduti dalla famiglia De Benedetti e Agnelli e proprietari di due dei principali quotidiani quotidiani italiani, "La Repubblica" e "La Stampa", nonché di una fitta rete di pubblicazioni regionali. Solo il quotidiano progressista "Le Monde", tuttavia, accende il riflettore sul progressivo disimpegno dall'Italia della famiglia Agnelli che ha annunciato, contemporaneamente alla fusione, di voler vendere il 20 per cento del gruppo editoriale Rcs, editore del "Corriere della Sera", primo quotidiano della Penisola e "salotto buono" della borghesia settentrionale italiana. Il corrispondente da Roma del "Monde" Philippe Ridet nota infatti come la famiglia torinese che ancora controlla il gruppo automobilistico Fiat Chrysler Automobiles (Fca), ormai quotata negli Stati Uniti, con la sede centrale in Olanda e la sede fiscale in Gran Bretagna, stia tagliando uno degli ultimi cordoni che la legano all’Italia. "La Stampa" era considerata come il portavoce ufficiale degli Agnelli, consacrava generosamente doppie pagine alla vicissitudini della Fiat, alle vittorie della Ferrari in Formula 1 ed a quelle della Juventus nel campionato di calcio di Serie A. Ora la fusione che dà vita al nuovo colosso editoriale soprannominato "Stampubblica" va a completare la strategia di Sergio Marchionne: da un lato concentrare le attività industriali del gruppo Fca nel settore automobilistico; dell'altro puntare su investimenti a forte redditività come il recente acquisto della società statunitense di ri-assicurazione Partner Re. Gli Agnelli dunque, conclude il "Monde", in Italia hanno definitivamente voltata pagina.


Fiat Chrysler mette "La Stampa" dentro "La Repubblica"

Londra, 3 mar - (Agenzia Nova) - I gruppi editoriali che pubblicano i quotidiani italiani "La Repubblica" e "La Stampa" si fondono, la più importante operazione di consolidamento del settore dalla rivoluzione digitale, riferiscono sulla stampa britannica "Financial Times" e "The Guardian". Lo hanno annunciato Fiat Chrysler, che controlla il 77 per cento di Itedi, società editrice del giornale di Torino, e Cir Holding, cui fa capo il Gruppo Espresso. La fusione sarà completata entro il 30 giugno e le testate manterranno le loro edizioni.


Panorama internazionale

 

Il ministro dell'Economia francese, Emmanuel Macron (foto LaPresse)


 

Attacco alla stabilità dell'Ue

Berlino, 3 mar - (Agenzia Nova) - Dopo l'incontro di venerdì scorso con il premier italiano Matteo Renzi, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha "cantato le lodi" del Belpaese: "Roma ci ispira", ha dichiarato con grande entusiasmo Juncker. Tra l'Italia e la Commissione ci sarebbe una grande concordanza di vedute. Con i suoi "dolci sussurri" però, scrive il quotidiano "Handelsblatt", Juncker edulcora la realtà: il rapporto tra Roma e Bruxelles è teso, e la ragione, ovviamente, è lo stato dei conti pubblici italiani. Renzi ha teso fino al limite le direttive di bilancio dell'eurozona: "L'Italia vuole sfruttare tutti gli spazi di manovra permessi dal patto di stabilità", ha dichiarato Gianni Pittella, capogruppo dei Socialisti europei (S&D) al Parlamento Europeo. Ma non è solo l'Italia ad aver problemi con il tetto al debito: anche altri Stati stanno oltrepassando i limiti: "Al momento si sta verificando un attacco concentrato al patto di stabilità e di crescita", ha messo in guardia il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble (Cdu).


Francia e Gran Bretagna decisi a rafforzare la cooperazione militare

Parigi, 3 mar - (Agenzia Nova) - E' sui campi di battaglia della Somme che oggi giovedì 3 marzo si ritroveranno il presidente francese François Hollande ed il primo ministro David Cameron per il 34esimo vertice bilaterale franco-britannico marcato dalle commemorazioni della Grande Guerra: un secolo dopo i sanguinosi combattimenti, i due statisti oggi ad Amiens intendono riaffermare come, a dispetto della minaccia di uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea, la cooperazione bilaterale nel settore della difesa resterà una costante storica. Potenze militari oggi dominanti in Europa, Francia e Gran Bretagna anche in caso di "Brexit" vogliono dimostrare che i legami tra le rispettive forze armate saranno comunque rafforzati: "Sarà annunciato un nuovo progetto franco-britannico nel settore della Difesa che comporterà investimenti del valore di diversi miliardi di euro", ha anticipato il ministero degli Esteri di Londra. Inoltre nei prossimi mesi si svolgeranno in Gran Bretagna le prime esercitazioni del corpo di spedizione franco-britannico nato dopo la firma degli accordi di Lancaster House firmati nel 2010.


Regno Unito: Brexit, un voto per la distruzione; allarme Rolls-Royce sull'occupazione

Londra, 3 mar - (Agenzia Nova) - Sempre in evidenza sulla stampa britannica il dibattito, prevalentemente incentrato sui temi economici, sull'appartenenza del Regno Unito all'Unione Europea, il cui futuro sarà deciso da un referendum in programma il 23 giugno. Guy Hands, finanziere di private equity che fa parte del forum Ft City Network, ha acceso la discussione prevedendo che la Brexit non solo andrebbe contro gli interessi della Gran Bretagna, ma che scatenerebbe il caos politico e finirebbe per provocare la rottura dell'Ue e la guerra in Europa. L'amministratore delegato di Rolls-Royce Motor Cars, gruppo Bmw, in una lettera ai dipendenti britannici ha avvertito che l'uscita dall'Ue farebbe aumentare costi e prezzi, con possibili ripercussioni sulla "base occupazionale" della compagnia. Stuart Rose, leader dello schieramento Britain Stronger in Europe, ha ipotizzato un aumento del costo del lavoro in caso di Brexit.


Il ministro dell'Economia della Francia manda un doppio avvertimento sulla Brexit al Regno Unito

Londra, 3 mar - (Agenzia Nova) - In un'intervista al "Financial Times" in vista del vertice anglo-francese, il ministro dell'Economia della Francia, Emmanuel Macron, avverte che, in caso di uscita del Regno Unito dall'Unione Europea, la relazione tra i due paesi cambierebbe significativamente, anche a causa dei nuovi ostacoli al commercio. Secondo l'esponente del governo di Parigi, la Brexit potrebbe far naufragare anche l'accordo di Le Touquet, grazie al quale la Gran Bretagna può effettuare i controlli alle frontiere in territorio francese tenendo i migranti indesiderati a Calais. Macron, inoltre, facendo eco all'invito rivolto dal premier britannico, David Cameron, alle compagnie francesi affinché attraversino la Manica, ha detto che la Francia, a sua volta, stenderebbe i tappeti rossi per accogliere i banchieri in fuga dalla City in caso di Brexit.


Medio Oriente, gli Stati sunniti del Golfo proclamano Hezbollah una organizzazione terroristica

Washington, 3 mar - (Agenzia Nova) - Il Consiglio di Cooperazione del Golfo (Gcc), blocco di paesi sunniti guidati dall'Arabia Saudita, ha formalmente designato il partito militante libanese Hezbollah un'organizzazione terroristica, e così inasprito ulteriormente le tensioni regionali già innescate dalla rivalità tra Riad e la potenza sciita della regione, l'Iran, di cui Hezbollah è un fondamentale alleato. La decisione del Consiglio giunge due settimane dopo la decisione dell'Arabia Saudita di cancellare il programma da 4 miliardi di dollari di aiuti militari destinati alle forze di sicurezza libanesi: una decisione criticata dal “New York Times” in un editoriale firmato da Anne Barnard, che sottolinea come così facendo Riad non faccia che spalancare ulteriormente il Libano all'influenza di Teheran. Alla decisione dell'Arabia Saudita i paesi del Gcc avevano subito reagito raccomandando ai loro cittadini di lasciare il Libano. Il Libano era riuscito sino a poco tempo fa a sottrarsi dagli effetti più distruttivi della rivalità tra Arabia Saudita e Iran; il coinvolgimento di Hezbollah nel conflitto in Siria, divenuto catalizzatore dei confronti settari e per l'egemonia regionale, ha però rotto questo precario equilibrio. Un durissimo comunicato del Gcc accusa Hezbollah di “atti ostili” nei sei stati del blocco: Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Kuwait e Oman. Il segretario dell'organizzazione, Rashid al Zayani, ha accusato il partito libanese di reclutare terroristi e contrabbandare armi ed esplosivi “in flagrante violazione della sovranità, della sicurezza e della stabilità (dei paesi del Gcc, ndr)”. Tutti i leader di Hezbollah e le associazioni consociate ricadono nella nuova designazione terroristica. Per il momento, dalla leadership del partito sciita libanese non è giunto alcun commento, L'Arabia Saudita e gli altri paesi sunniti del Golfo hanno interrotto le relazioni diplomatiche con l'Iran lo scorso gennaio.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi