"La fortuna volta le spalle a Renzi", scrive il Ft

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Wall Street Journal, Financial Times, Les Echos,Washington Post, Spiegel.
"La fortuna volta le spalle a Renzi", scrive il Ft

La fortuna volta le spalle a Renzi; aumentano i problemi in Italia e all'estero

Londra, 16 feb - (Agenzia Nova) - Il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, riferisce il "Financial Times", ha presentato una sintesi autocelebrativa dei suoi due anni di governo: il tasso di disoccupazione si è ridotto, l'economia ha ricominciato a crescere, le tasse sono diminuite, gli investimenti stranieri sono aumentati. Non ha detto però che la fortuna gli ha voltato le spalle: il giovane leader deve fare i conti con problemi in patria e all'estero – dalla debolezza della ripresa all'Isis – che minacciano di travolgerlo.


Nubi di tempesta di addensano all'orizzonte del bilancio italiano

New York, 16 feb - (Agenzia Nova) - Il quadro delle già malconce finanze pubbliche italiane potrebbe peggiorare ulteriormente nel caso l'economia proseguisse la parabola di rallentamento esibita negli ultimi trimestri, scrive il “New York Times”. Il rischio, in questo caso, è che i mercati puniscano l'Italia prima ancora che il premier Matteo Renzi possa negoziare un allentamento dei vincoli di bilancio con l'Unione Europea. Nell'ultimo trimestre del 2015, ricorda il quotidiano, il pil del Belpaese è cresciuto di appena lo 0,1 per cento su base mensile, e le previsioni ufficiali di una crescita annua dell'1,6 per cento nel 2016 appaiono già del tutto superate. Potrebbero deludere anche le entrate fiscali, e in questo caso risulterebbe anche a rischio l'obiettivo di Renzi di ridurre il debito pubblico per la prima volta in otto anni. Brutte notizie giungono anche dal fronte delle privatizzazioni, su cui Roma contava per ridurre il rapporto debito-pil di qualche decimo di punto percentuale: quest'anno, avvertono i funzionari di governo, le privatizzazioni delle ferrovie e del controllo aereo subiranno probabilmente una battuta d'arresto a causa delle avverse condizioni di mercato. Renzi stava già duellando con Bruxelles per ottenere maggiori margini di manovra prima di questi sviluppi negativi: un responso alle richieste italiane dovrebbe giungere dall'Unione entro la prossima estate.


Nuove regole per la scelta del capo degli industriali italiani

Parigi, 16 feb - (Agenzia Nova) - Il padronato italiano è alla ricerca del suo nuovo leader: Giorgio Squinzi, eletto nel 2012, quest'anno conclude il suo mandato e lunedì 15 febbraio è iniziata la procedura per trovargli un successore, con nuove regole per la scelta del nuovo presidente di Confindustria. La competizione tra i possibili candidati si annuncia feroce, sullo sfondo delle rivalità tra le diverse associazioni regionali che raccolgono 116 imprese con 4.200.000 dipendenti. Il quotidiano francese "Les Echos" elenca alcuni possibili nomi: in testa a tutti soprattutto Alberto Vacchi, da 20 anni alla testa della multinazionale Ima, e Vincenzo Boccia, proprietario di un'azienda di arti grafiche. Confindustria, scrive il corrispondente da Roma Olivier Tosseri, appare divisa dopo la debole presidenza di Squinzi, che si è barcamenata tra i differenti interessi locali e tra le divergenti necessità dei grandi gruppi e delle piccole e medie imprese indebolite dalla recessione che ha colpito duramente l'Italia. I dossier che il nuovo presidente di Confindustria dovrà affrontare sono numerosi, avendo come principale interlocutore il presidente del Consiglio Matteo Renzi che ha rinunciato alla concertazione sociale per portare avanti le sue riforme. Dall’applicazione del Job Act alla spinosa questione dell'introduzione di un salario orario minimo, passando per la perdita di posti di lavoro legata alla crescente informatizzazione delle attività, il prossimo leader degli industriali dovrà sostenere la timida ripresa economica italiana che sembra già rallentare: dovrà insomma avere la stoffa di un vero capo, una grande capacità di comunicazione che invece mancava al suo predecessore. Ma soprattutto dovrà godere dell'appoggio dei grandi gruppi controllati dallo Stato: saranno infatti Enel, Eni e Finmeccanica i veri king-maker.


Il problema delle banche italiane è che sono tutte sulla stessa barca

New York, 16 feb - (Agenzia Nova) - Un detto ormai abusato dice che se non si riesce a onorare un debito di 1.000 euro contratto con una banca si ha un problema, ma se il debito sale a un milione, il problema è della banca. In Italia, scrive il “Wall Street Journal”, tutte le banche anno un problema; e questo, spiega il quotidiano statunitense, non a causa del livello eccessivo di crediti deteriorati accumulato dal sistema bancario del Belpaese, quanto perché anche le banche italiane più sane sono preda di un sistema che le obbliga a sobbarcarsi parte delle passività di quelle in dissesto. Questo sistema, che anziché tutelare gli elementi più solidi del sistema li sacrifica sull'altare degli anelli più deboli per assicurarne a tutti i costi la sopravvivenza, impensierisce anche grandi banche some Intesa Sanpaolo e Mediobanca, che pure hanno una buona capitalizzazione e stanno lavorando efficacemente alla riduzione dei loro stock di debiti non performanti. Le azioni delle banche italiane hanno agganciato un rialzo nella giornata di ieri, ma il problema di fondo non cambia, sottolinea il “Wall Street Journal”: quando una banca italiana affonda – come nel caso di Monte dei Paschi – trascina sott'acqua anche le altre. Lo scorso novembre, il salvataggio di quattro banche italiane in difficoltà non è passato attraverso le tasche dei contribuenti, ma è costato a Intesa Sanpaolo 380 milioni di euro, a UniCredit 280 milioni e a Banco Popolare 114 milioni. Un altro problema sistemico è l'enorme livello di obbligazioni bancarie detenuto dai risparmiatori privati italiani, in molti casi sotto forma di junior bond o altri prodotti finanziari ad alto rischio. La diffusione di questi dati ha scatenato un putiferio, e spinto il governo a creare un nuovo fondo di compensazione da 100 milioni di euro, ancora una volta a carico delle banche più sane. Gli sforzi di risanamento ci sono stati, riconosce il quotidiano, anche da parte di Mps, che però sconta un cumulo di sofferenze pari a un terzo del totale dei prestiti concessi. Per Mps e per il sistema bancario italiano in generale, conclude il “Wall Street Journal”, urge una soluzione rapida che non trasformi il dissesto di alcuni istituti in una grave crisi sistemica. Sul lungo termine, “la riforma e il consolidamento” rappresentano la via maestra. Nel breve, però, è necessario isolare e risolvere la crisi di istituti come Mps, che fanno da catalizzatore per le paure del mercato, senza che a pagarne il prezzo siano i contribuenti e le banche più virtuose.


Una spinta alle banche italiane

Parigi, 16 feb - (Agenzia Nova) - Mario Draghi ha smentito davanti al Parlamento europeo le notizie secondo cui la Bce si preparerebbe ad acquistare titoli di crediti deteriorati delle banche italiane: una voce in tal senso è circolata tenacemente lunedì 15 febbraio e l'agenzia di stampa "Reuters" ha persino evocato dei contatti in corso con il Tesoro italiano. Draghi invece ha spiegato che le banche potrebbero presentare agli sportelli della Bce dei crediti cartolarizzati come garanzie in cambio di liquidità e che la stessa Bce potrebbe accettare dei titoli di qualità un po' minore facendo pagare una penalità ("haircut").


 

Panorama internazionale

 

Angela Merkel


 

Draghi: un negoziato pasticciato sull'appartenenza britannica all'Ue potrebbe danneggiare l'area dell'euro

Londra, 16 feb - (Agenzia Nova) - A due giorni dal vertice di Bruxelles, il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, riferisce il quotidiano "The Independent", ha dichiarato che il negoziato sull'appartenenza del Regno Unito all'Unione Europea ha raggiunto il suo momento cruciale e ammesso che il rischio di una rottura dell'Ue è concreto. Il primo ministro britannico, David Cameron, riportano "Financial Times" e "The Telegraph", ha lanciato l'ultimo tentativo di abbattere le resistenze della Francia sulle tutele per gli Stati esterni all'area dell'euro, mentre il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha avvertito che un esito ambiguo della trattativa potrebbe avere "implicazioni di natura sistemica", che "non sarebbero positive per l'unione monetaria". Fonti diplomatiche di "The Guardian" parlano di riserve sulla bozza di accordo anche da parte di Portogallo, Belgio, Lussemburgo e Italia. Lo stesso giornale raccoglie il parere dell'economista di Capital Economics Jennifer McKeown, secondo la quale la Brexit nuocerebbe anche agli altri paesi membri dell'Ue, con l'aumento dell'immigrazione e la riduzione degli investimenti e dell'influenza globale.


Francia, Manuel Valls traccia un confine tra le sinistre "irriconciliabili"

Parigi, 16 feb - (Agenzia Nova) - Invitato a partecipare ad un raduno di militanti del Partito socialista (Ps) nella sua circoscrizione elettorale a Corbeil-Essonnes, il primo ministro francese Manuel Valls ha rivendicato la giustezza delle scelte fatte dal suo governo, dalla riforma costituzionale alla politica economica passando per la posizione "umana ma ferma" sull'immigrazione, e si è detto contrario alle primarie di tutte le formazioni di sinistra per la scelta di un candidato unico alle elezioni presidenziali del 2017. Secondo Valls, infatti, in Francia ormai ci sono due "sinistre irreconciliabili": da una parte il Ps ed i suoi alleati di governo, dall'altra i vari partitini e movimenti di estrema sinistra; due sinistre, afferma il primo ministro, che ormai hanno una visione antitetica su tutte le questioni vitali che la Francia deve affrontare.


Ue: le richieste di asilo raddoppiano arrivando a 1,2 milioni

Londra, 16 feb - (Agenzia Nova) - Le richieste di asilo nell'Unione Europea sono più che raddoppiate l'anno scorso, arrivando a 1,2 milioni, secondo i dati delle Nazioni Unite, in evidenza sul quotidiano britannico "The Times". Sull'aumento ha inciso il maggior numero di domande presentate da siriani, afgani, iracheni e albanesi. Serbia e Kosovo hanno ricevuto più richieste; a seguire Germania (441 mila), Ungheria (174 mila) e Svezia (156 mila). L'Italia ha registrato oltre 77 mila domande; la Francia più di 74 mila, i Paesi Bassi quasi 40 mila e il Regno Unito circa 35 mila.


Usa, il Senato si prepara a una battaglia epocale per gli equilibri politici nella Corte Suprema

Washington, 16 feb - (Agenzia Nova) - Il leader della maggioranza repubblicana al Senato federale statunitense, Mitch McConnel, ha ribadito la richiesta al presidente Usa, Barack Obama, di rimettere al prossimo presidente la nomina del successore di Antonin Scalia, giudice conservatore della Corte Suprema morto all'improvviso nel sonno dopo una battuta di caccia in Texas. La morte improvvisa di Scalia, figura prominente della massima autorità giudiziaria statunitense, ha già mutato gli equilibri all'interno della Corte, dove i giudici progressisti superano ora quelli di orientamento conservatore; la battaglia per la successione, però, ha avuto anche un effetto prorompente sulla campagna in vista delle elezioni presidenziali di novembre, e si preannuncia un evento determinante in vista del voto per il rinnovo parziale del Senato, dove i Repubblicani giocano in difesa in Stati “vulnerabili” come New Hampshire, Pennsylvania, Ohio e Wisconsin. Dall'inizio del suo mandato, McConnel ha fatto tutto il possibile per garantire la sopravvivenza della maggioranza repubblicana oltre le prossime elezioni, e il suo muro contro muro con la Casa Bianca sulla nomina del nuovo giudice della Corte Suprema appare ora un inchino alla base conservatrice del suo partito. La posizione di McConnel è supportata all'unanimità dal suo partito, ma espone i Repubblicani all'accusa di accantonare gli obblighi costituzionali del Senato – cui spetta la conferma della nomina presidenziale del prossimo giudice – sulla base di meri calcoli elettorali.


Siria: Merkel sostiene la richiesta di una "no fly zone"

Berlino, 16 feb - (Agenzia Nova) - Il governo di Ankara ha ricevuto il sostegno della cancelliera tedesca Angela Merkel alla richiesta di imporre una "no-fly zone" sui cieli della Siria settentrionale. In un'intervista al quotidiano "Stuttgarter Zeitung", la Cancelliera si è detta favorevole alla creazione di una fascia di protezione per i civili nel nord del paese. "Nella situazione attuale sarebbe utile avere una zona su cui non può volare nessuna parte coinvolta nel conflitto, e cioè una sorta di no-fly zone", ha dichiarato Merkel. Questa iniziativa, ha chiarito però la Cancelliera, andrebbe concordata col governo siriano e coi suoi alleati, rimi tra tutti Russia e Iran. "Se si riuscisse a trovare una soluzione simile tra la coalizione anti-Assad e i sostenitori del leader siriano, potremmo fare un passo avanti", ha aggiunto la leader della Cdu.

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