Renzi in partenza per l'Argentina e il caso Regeni

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Clarìn, Financial Times, Guardian, Bloomberg, Vanguardia
Renzi in partenza per l'Argentina e il caso Regeni

L'economia italiana è cresciuta a stento nell'ultimo trimestre del 2015

Londra, 15 feb - (Agenzia Nova) - Il prodotto interno lordo italiano, riferisce il "Financial Times", è cresciuto solo dello 0,1 per cento nell'ultimo trimestre dell'anno scorso, un dato che alimenta la preoccupazione per la debole ripresa, dopo tre anni di recessione. Il risultato dei tre mesi finali del 2015 è stato inferiore alle aspettative degli economisti, dello 0,3 per cento, e ha determinato un'espansione per l'intero anno dello 0,7 per cento, contro lo 0,8 previsto.

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Argentina: al via domani la visita del premier italiano Matteo Renzi

Buenos Aires, 15 feb - (Agenzia Nova) - L'Argentina è una delle patrie degli italiani all'estero. Tuttavia, ricorda il quotidiano "Clarin", dalla visita nel 1998 dell'allora primo ministro Romano Prodi, nessun capo del governo italiano si è più recato in Argentina. Anche per questa ragione si preannuncia importantissima la visita a Buenos Aires del premier italiano Matteo Renzi. Il presidente argentino Mauricio Macri riceverà il suo collega domani: i due leader visiteranno i cantieri dei lavori per la linea metropolitana Sarmiento, un'opera monumentale che Macri vuole rilanciare e nella quale vuole ampliare la partecipazione della società italiana Ghella. Renzi viaggia con cinque funzionari, e dopo aver visitato Sarmiento terrà una riunione con Macri alla Casa Rosada, alla quale seguirà un pranzo di lavoro. Per l'Argentina, tra i partecipanti all'incontro ci saranno Susana Malcorra (ministro degli esteri), Marcos Pena (capo di Gabinetto), Fulvio Pompeo (segretario per gli Affari strategici) e l'ambasciatore dell'Italia a Buenos Aires, Teresa Castaldo. La visita di Renzi all'Argentina ,scrive il quotidiano, costituirà l'occasione per rilanciare un rapporto storico e promuovere la cooperazione in vari campi. I due governi hanno già in programma una serie di visite reciproche dei ministri nei prossimi mesi che avranno il compito di firmare accordi in materia di cultura, difesa, lotta alla corruzione, e commercio.

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Germania e Italia avvertono che il flusso di rifugiati siriani proseguirà per anni

New York, 15 feb - (Agenzia Nova) - La crisi dei rifugiati europea proseguirebbe per anni anche nella remota eventualità di un accordo di pace che ponga fine al conflitto siriano. Un giorno dopo l'accordo parziale per un cessate il fuoco in Siria raggiunto dalle principali potenze mondiali, già in bilico di fronte al possibile intervento di truppe di terra da paesi come l'Arabia Saudita, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il ministro degli Esteri italiano Paolo Gentiloni sono tornati a sottolineare l'importanza della cooperazione con la Turchia per evitare che i profughi varchino i confini esterni dell'Ue, e a criticare la creazione di muri e barriere tra i paesi membri dell'Unione. "Se illudiamo l'opinione pubblica che esista una soluzione rapida alla questione migratoria vediamo qualcosa di velenoso", ha dichiarato il ministro italiano durante la Conferenza sulla sicurezza di Monaco, venerdì scorso. Gentiloni ha sottolineato che mettere in discussione Schengen potrebbe rendere impossibile una nuova apertura in futuro. Per la Germania, però, la crisi appare sempre più grave: già 80.754 migranti hanno attraversato il Mediterraneo dall'inizio dell'anno, perlopiù in Grecia.

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Italia: governo e Unesco presentano i caschi blu della cultura

Madrid, 15 feb - (Agenzia Nova) - L'Italia e l'Unesco presenteranno domani a Roma i "caschi blu della cultura", una nuova task force operativa nel paese europeo la cui missione principale è quella di preservare il patrimonio artistico danneggiato dalle guerre o dalle catastrofi naturali. Alla cerimonia, che si terrà presso le Terme di Diocleziano, parteciperanno, oltre al ministro dei Beni culturali italiano, Dario Franceschini, anche il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, e il direttore generale dell'Unesco, Irina Bokova. Al termine della presentazione sarà firmato un accordo internazionale con l'agenzia delle Nazioni Unite per la realizzazione di un centro di formazione per "i caschi blu della cultura" nella città italiana di Torino. La creazione di questa task force è stata approvata dall'Unesco lo scorso 17 ottobre.

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Egitto sotto accusa per l'omicidio Regeni

Londra, 15 feb - (Agenzia Nova) - Si sono svolti nel suo paese natale, Fiumicello, in provincia di Udine, i funerali di Giulio Regeni, il dottorando italiano dell'Università di Cambridge ucciso in Egitto, riferiscono i quotidiani britannici "The Times", "The Guardian" e "The Telegraph". Sono emersi, inoltre, altri particolari sulle torture subite dal giovane: le scosse elettriche ai genitali, una pratica che avvalora l'ipotesi della responsabilità dei servizi di sicurezza. Il caso scuote l'Europa e mette a rischio le relazioni tra l'Italia e l'Egitto: il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, ha detto che l'amicizia tra i due paesi potrà sopravvivere solo se sarà fatta luce sulla vicenda.

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Panorama internazionale

 

Antonin Scalia (foto LaPresse)


 

La regia in Europa

Berlino, 15 feb - (Agenzia Nova) - Nel giro di sei mesi, la Germania da comandante d'Europa si è trasformata nel suo più grande postulante: fino ad oggi, infatti, il governo di Berlino non è riuscito ad imporre la sua strategia per la risoluzione alla crisi dei profughi nei più importanti paesi della Ue, scrive l'opinionista Nikolas Busse sul quotidiano "Frankfurter Allgemeine Zeitung". "Una delle più grandi sconfitte di Merkel è non essere riuscita ad ottenere un aiuto più consistente dalla Francia". Anche durante la crisi dell'euro - che ha gettato un'ombra nei rapporti tra Berlino e Parigi - continua Busse, il motore franco-tedesco aveva funzionato a pieno ritmo. Anche altri paesi come l'Austria e la Svezia non credono più al disegno della cancelliera e cercano la soluzione nell'isolamento nazionale. E' chiaro che Berlino ha sottovalutato le conseguenze della politica delle frontiere aperte e troppo tardi ha capito che gli altri Stati europei non sono pronti a contribuire al progetto. Tutto questo fa capire che il potere della Germania in Europa forse non è così esteso come molti credono.

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Regno Unito: Hammond, il negoziato con l'Ue si deciderà all'ultimo momento

Londra, 15 feb - (Agenzia Nova) - Intervistato dalla Bbc, a pochi giorni dal cruciale vertice di Bruxelles del 18 e 19 febbraio, il segretario agli Esteri del Regno Unito, Philip Hammond, ha detto che il negoziato con l'Unione Europea si deciderà all'ultimo momento. Per il ministro sono stati fatti progressi la scorsa settimana, ma restano ancora da chiarire diversi punti; a suo parere è nell'interesse di tutti che la questione si definisca il più presto possibile. Il governo Cameron punta a un referendum sull'appartenenza il 23 giugno, prima della probabile ondata migratoria estiva. L'intesa, comunque, potrebbe non riuscire a tenere il governo unito: esponenti dell'esecutivo, secondo fonti del quotidiano "The Telegraph", potrebbero schierarsi per la Brexit annunciandolo, poco dopo la chiusura del summit europeo, durante un evento organizzato per venerdì sera da Grassroots Out. Tra i possibili schierati sul fronte del "no", "The Times" non esclude Boris Johnson, sindaco di Londra, dopo che ha affermato che "non c'è motivo di aver paura" di lasciare l'Ue. Dall'opposizione, riferiscono "The Guardian" e "The Independent", si attende un attacco del leader del Labour, Jeremy Corbyn, contro il "freno d'emergenza" all'immigrazione mediante la restrizione dei benefit per i lavoratori immigrati comunitari, ritenuta discriminatoria dal politico laborista. Dall'estero si è registrato ("The Independent") l'intervento del segretario di Stato Usa, John Kerry, che ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno un grande interesse nella riuscita del negoziato e nella permanenza di un Regno Unito forte in un'Ue forte. Dal mondo imprenditoriale, riporta "The Guardian", due figure di spicco del settore del trasporto aereo, Carolyn McCall, amministratrice delegata di EasyJet, e Peter Long, ex ad del gruppo Tui, hanno messo in guardia dal possibile aumento delle tariffe dei voli in caso di Brexit. Un editoriale non firmato del "Financial Times", attribuibile alla direzione, si sofferma, invece, sulla City di Londra: la conclusione del commento è che la capitale finanziaria non ha niente da guadagnare dall'uscita dall'Ue.

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Belgio, rimessa in discussione la legge sull'eutanasia

Bruxelles, 15 feb - (Agenzia Nova) - La Commissione nazionale belga sulla bioetica domani martedì 16 febbraio si pronuncerà sulla questione, diventata di attualità in Belgio, dell'eutanasia su pazienti che ne fanno richiesta a causa delle loro sofferenze psichiche: gli esperti sono infatti divisi sulla incurabilità di alcune malattie psichiche; i sostenitori della legge che in Belgio ha depenalizzato l'eutanasia temono che un pronunciamento negativo della Commissione bioetica possa rimettere in questione l'intero impianto della legge.

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Usa: la morte del giudice Antonin Scalia demolisce gli equilibri politici

New York, 15 feb - (Agenzia Nova) - In primo piano sulla stampa statunitense l'improvvisa morte del giudice della Corte Suprema statunitense Antonn Scalia. Il giudice 79enne, figura prominente della Corte Suprema nominato nel 1986 dall'allora presidente Ronald Reagan, è morto nel sonno dopo una battuta di caccia presso un ranch nel Texas. La morte del giudice italoamericano, fulcro dell'attivismo conservatore della Corte Suprema Usa, getta nello scompiglio gli equilibri politici del paese in un momento già delicatissimo a causa della campagna per le elezioni presidenziali di novembre. L'annuncio della morte di Scalia ha già scatenato una guerra politico-istituzionale dalle conseguenze imprevedibili. Il presidente Barack Obama, pur prossimo alla scadenza del suo secondo e ultimo mandato, ha già annunciato di voler ricorrere ai propri poteri costituzionali per nominare un nuovo giudice della Corte Suprema che ne ribalterebbe gli equilibri politici. Il Congresso federale a maggioranza repubblicana, invece, sottolinea l'irritualità di una decisione dalle implicazioni politiche così profonde alla vigilia di un cambio di consegne alla Casa Bianca, e chiede che farsi carico della nomina sia il prossimo presidente degli Stati Uniti. Per comprendere la portata della contesa in atto, basti pensare che Scalia è stato l'ago della bilancia di tutti maggiori pronunciamenti della Corte Suprema Usa negli ultimi anni, dall'aborto sino ai matrimoni gay, dal finanziamento privato della politica sino al ruolo del potere esecutivo; pochi giorni fa, la Corte aveva sospeso l'implementazione delle politiche ambientali varate dall'amministrazione presidenziale che avrebbero duramente colpito l'industria del carbone e gli Stati da essa dipendenti. Anche nell'attesa del suo successore, gli equilibri del massimo organo giudiziario statunitense appaiono fondamentalmente mutati a favore dell'ala progressista della Corte. Senza Scalia, infatti, la Corte conta ora tre membri conservatori contro quattro progressisti; l'ottavo, Anthony Kennedy, è una figura moderata. Ma il vuoto più grande lasciato da Scalia, sottolinea in un editoriale la “Washington Post”, è quello ideologico: Scalia era “l'avatar intellettuale” di un movimento conservatore che aveva perso di petto non solo la moderna giurisprudenza statunitense, ma l'evoluzione del paese in senso lato. Il conservatorismo giurisprudenziale di Scalia incarnava “la visione di una società che decide in merito alle grandi questioni attraverso il processo democratico, e non tramite la delega a nove giudici non eletti”.

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Siria, Aleppo epicentro di una guerra mondiale in miniatura

New York, 15 feb - (Agenzia Nova) - Il presidente russo Vladimir Putin e quello statunitense, Barack Obama, si sono confrontati telefonicamente nella giornata di ieri concordando una maggior cooperazione tra i due paesi nel contesto della crisi siriana. Lo hanno confermato ieri funzionari di entrambi i paesi, secondo cui i due capi di Stato hanno discusso l'implementazione di un cessate il fuoco in Siria. I comunicati ufficiali diffusi dai governi dei due paesi, però, evidenziano la gravità dello stallo diplomatico in atto: il Cremlino ha comunicato che la telefonata è avvenuta su iniziativa di Washington, e che i due leader hanno concordato di “intensificare la cooperazione attraverso le agenzie diplomatiche ed altre entità” per giungere a implementare il cessate il fuoco negoziato a Monaco la scorsa settimana. Il comunicato della Casa Bianca, invece, cita soltanto la discussione di corridoi umanitari per le aree della Siria assediate dalle forze leali al presidente Bashar al Assad. “In particolare – recita il comunicato – Obama ha enfatizzato l'importanza che la Russia giochi un ruolo costruttivo cessando la campagna aerea contro le forze dell'opposizione moderata in Siria”. Nonostante la conferenza sulla sicurezza di Monaco dei giorni scorsi si sia conclusa con un piano per la cessazione parziale delle ostilità nel paese mediorientale, molti analisti dubitano che l'accordo sia anche parzialmente realistico, dato il vantaggio di cui godono sul campo le forze regolari siriane, appoggiate dall'aviazione russa, e il possibile intervento militare terrestre di paesi come Arabia Saudita e Turchia, decisi a deporre il presidente siriano. Secondo “Bloomberg News”, a puntare su una soluzione negoziata al conflitto ora è la Russia di Putin, che punta a mettere al sicuro i successi conseguiti sul campo dopo mesi di bombardamenti. Per la Russia, tenere in piedi i colloqui di pace significa consolidare la posizione di Assad e scongiurare l'intervento militare diretto di Turchia e Arabia Saudita a sostegno dei ribelli. Per la “Washington Post”, però, la scommessa negoziale non ha conseguito alcun risultato sul campo, dove anzi è in corso una ulteriore escalation: nel fine settimana la Turchia ha bombardato le postazioni dei curdi oltre il confine siriano, confermando che quello siriano è ormai terreno di una “guerra per procura” tra potenze contrapposte dove a contare è soltanto la definizione degli equilibri di potere regionali.

Continua a leggere l'articolo del Wall Street Journal

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