Il caso Regeni e la scommessa di Matteo Renzi sul lavoro

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di New York Times, Guardian, Nouvel Observateur, Libre Belgique, Welt.
Il caso Regeni e la scommessa di Matteo Renzi sul lavoro

Il giovane italiano ucciso in Egitto ha subito violenze “disumane”

New York, 8 feb - (Agenzia Nova) - Giulio Regeni, il 28enne italiano ucciso in Egitto in circostanza ancora da chiarire, ha subito violenze “disumane, animalesche” da parte dei suoi aguzzini. E' quanto ha denunciato domenica il ministro italiano, dopo la seconda autopsia condotta sul cadavere del ragazzo che era scomparso al Cairo. Il ministro dell'Interno italiano, Angelino Alfano, ha dichiarato ieri in una intervista a Sky Tv di essere ancora senza fiato dopo le notizie apprese dagli esperti forensi. Gli esiti dell'autopsia sono già stati trasmessi alle autorità giudiziarie italiane. Nel frattempo, il governo di Roma ha rinnovato le proprie richieste di collaborazione al governo egiziano. Regeni, che si trovava in Egitto per un dottorato, conduceva studi sul mondo del lavoro e sindacale del paese nordafricano, e collaborava con uno pseudonimo col quotidiano italiano di sinistra “Il Manifesto”. Cresce il sospetto che il 28enne possa essere stato sequestrato e torturato per le sue amicizie riconducibili all'attivismo egiziano laico e di sinistra. L'Egyptian Association for Rights and Freedoms ha documentato nel solo 2015 314 sparizioni di attivisti laici o islamisti in Egitto: molti degli individui scomparsi sono poi risultati agli arresti, ma almeno cinque son ostati rinvenuti senza vita, in alcuni casi con inequivocabili segni di tortura sul corpo. Dall'inizio del 2016 l'organizzazione ha documentato 35 sparizioni sospette.

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In Europa il premier italiano pecca di ambizione

Berlino, 8 feb - (Agenzia Nova) - Matteo Renzi è convinto di voler mettere fine all'era dell'austerità e crede che Spagna e Portogallo lo sosterranno. Si tratta però di una visione oltremodo ottimistica, scrive l'opinionista Florian Eder sul quotidiano tedesco "die Welt". Affinché lo scenario in cui spera Renzi si concretizzi, infatti, il leader dei Socialisti spagnoli Pedro Sanchez dovrebbe riuscire a formare un governo di sinistra in Spagna. La coalizione di minoranza di sinistra in Portogallo, invece, dovrebbe cercare la prova di forza con la Commissione Europea. E Matteo Renzi, scrive l'opinionista, dovrebbe imparare a trasformare le rivendicazioni in risultati tangibili: il premier italiano "ha ancora poca dimestichezza dei meccanismi dell'apparato di Bruxelles", e così "ha dovuto prendere lezioni da Jean-Claude Jucnker", il quale gli avrebbe scritto una lettera infuocata. L'Italia ha ottenuto di non conteggiare gli aiuti alla Turchia nel deficit di bilancio. Ma Renzi vuole ancora di più, e cioè escludere dal calcolo del deficit tute le spese per i profughi. Una richiesta che la Commissione ritiene "spudorata".

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L'occupazione riparte in Italia: Matteo Renzi ha quindi vinto la sua scommessa?

Parigi, 8 feb - (Agenzia Nova) - Anche se è ancora aldisopra della barra del 10 per cento, il tasso di disoccupazione in Italia ha registrato un calo straordinario: Matteo Renzi ha quindi vinto la sua scommessa? In un articolo pubblicato dal "Nouvel Observateur" la corrispondente da Roma Marcelle Padovani mette in dubbio che il risultato sia dovuto principalmente alla riforma del mercato del lavoro fortemente voluta dal capo del governo italiano.

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E' moribonda la più vecchia banca del mondo

Bruxelles, 8 feb - (Agenzia Nova) - La banca italiana Monte dei Paschi di Siena (Mps), creata nel 1472, è con l'acqua alla gola appesantita d miliardi di crediti a rischio mentre i clienti abbandonano la nave accrescendone le difficoltà. A Siena gli abitanti di preoccupano per la sorte dell'istituto, che è vitale per l'economia locale. Il quotidiano belga "La LIbre Belgique" pubblica sulle vicende di Mps un reportage ed un'analisi.

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I pantaloni di Renzi

Londra, 8 feb - (Agenzia Nova) - L'esperto di moda e stile del quotidiano britannico "The Guardian" si sofferma sui pantaloni del presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, criticati perché troppo corti. A suo parere, non è la lunghezza il problema, ma il taglio troppo aderente, senza peso e volume. Inoltre, con le caviglie in vista, bisogna stare molto attenti alla scelta di calze e scarpe.

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Panorama internazionale

 

Marco Rubio (foto LaPresse)


 

Regno Unito: Cameron, la Brexit porterebbe la "giunga" di Calais nell'Inghilterra del sud

Londra, 8 feb - (Agenzia Nova) - Politica europea sempre in evidenza sulla stampa britannica. Tra i temi ricorrenti la divisione del fronte antieuropeista, evidenziata dall'unico parlamentare dell'Ukip, il Partito per l'indipendenza del Regno Unito, Douglas Carswell. Tre gruppi, il dominante Vote Leave e i minori Leave.EU e Grassroots Out (Go), si contendono la leadership della campagna per la Brexit. Diviso è anche il Partito conservatore del primo ministro, David Cameron, sotto pressione da parte dell'ala euroscettica e accusato di ignorare le istanze della base. Il sindaco di Londra, Boris Johnson, esponente di spicco dei Tory, in un articolo pubblicato su "The Telegraph", sottolinea che entrambi gli schieramenti hanno argomentazioni a loro favore e che servono chiarimenti da parte del presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk. Un commento del quotidiano "The Independent" si sofferma sul voto delle minoranze: neri, asiatici, arabi e persone di razza mista sono stati il dieci per cento dei votanti alle politiche del 2015 e hanno fatto la differenza in numerosi collegi. Sull'immigrazione, il premier, riporta "The Telegraph", ha avvertito che in caso di uscita dall'Unione Europea, la Francia non permetterebbe più al Regno Unito di effettuare controlli a Calais e la "giungla" si sposterebbe dell'Inghilterra del sud. L'idea del "freno d'emergenza" per arginare l'afflusso migratorio, riferisce "The Guardian", piace al ministro degli esteri dell'Austria, Sebastian Kurz, che intende chiedere al cancelliere, Werner Faymann, non solo di votare a favore della proposta nel prossimo vertice europeo, ma anche di adottare la misura appena possibile.

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Germania: la Cdu chiede un ulteriore inasprimento del diritto di asilo

Berlino, 8 feb - (Agenzia Nova) - Mentre la Grande Coalizione di Berlino litiga sul pacchetto di asilo II, il vice-presidente della Cdu, Thomas Strobl, chiede un ulteriore inasprimento del diritto di asilo. L'ex vice-segretario nazionale della Cdu chiede che in futuro il permesso di soggiorno sia concesso solamente ai profughi presenti in Germania da cinque anni o a determinate condizioni. "Il diritto di poter rimanere in Germania per un periodo illimitato non può essere a costo zero", ha dichiarato Strobl, secondo cui le regole attuali non rappresentano un incentivo all'integrazione ma solamente un ostacolo. "Il passaggio dalla protezione temporanea al diritto di soggiorno illimitato ci potrà essere solo dopo cinque anni e dovrà essere legato a precise condizioni di integrazione: solo così è possibile incentivare davvero l'integrazione", ha concluso il Cristiano-democratico.

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L'Europa necessita di un ministero delle Finanze comune

Berlino, 8 feb - (Agenzia Nova) - In un contributo per il quotidiano tedesco "Sueddeutsche Zeitung", il governatore della Banca Centrale francese, Francois Villeroy de Galhau, e il presidente di Bundesbank, Jens Weidmann, chiedono l'applicazione delle riforme e una più stretta collaborazione e integrazione all'interno dell'Europa. "Oggi l'Europa è di fronte ad un bivio: la crisi non è ancora del tutto superata e in molti Stati membri la disoccupazione è ancora alta. Bisogna trovare risposte alla minaccia del terrorismo e ai massicci flussi di profughi", sottolineano i due funzionari. Sia in Francia che in Germania, sono in molti ad avvertire, in questa come in altre questioni, un grave deficit di solidarietà europea. Alcuni "stanno addirittura mettendo in discussione il progetto Europa, e in molti Stati membri si osserva un rafforzamento delle tendenze nazionaliste". Per gli europeisti convinti, scrivono Galhau e Weidmann, "il futuro dell'Europa non può stare in una rinazionalizzazione, quanto nell'ulteriore rafforzamento dei principi comunitari". Quello che lega gli europei "sono valori condivisi, un modello sociale equo e una moneta solida. Queste sono le carte vincenti che dobbiamo giocare", scrivono i due economisti sul quotidiano.

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Presidenziali Usa, Rubio inciampa nel dibattito prima delle primarie in New Hampshire

New York, 8 feb - (Agenzia Nova) - Marco Rubio, senatore della Florida al primo mandato che ha ottenuto un risultato inatteso alle primarie repubblicane dell'Iowa, piazzandosi terzo a poca distanza dagli outsider Ted Cruz e Donald Trump, potrebbe aver compromesso il suo buon inizio a causa della pessima performance al dibattito tra candidati conservatori di sabato. Rubio è stato il bersaglio dei candidati governatori – in particolare quello del New Jersey, Chris Christie – che sono alla disperata ricerca di una rimonta e dell'affermazione come alfieri dell'establishment del partito. Christie ha attaccato il 40enne di origini cubane dichiarando che dietro le sue abilità retoriche si cela una totale inesperienza, e che eleggendolo i cittadini Usa ripeterebbero l'errore commesso eleggendo Barack Obama, che nel 2008 serviva a sua volta come senatore al primo mandato. Anziché sfoggiare le sue abilità dialettiche, però, Rubio è parso insicuro ed esitante, e lo stesso ha fatto quando è stato messo di fronte agli avversari di partito ai suoi cambi di direzione in materie cruciali come l'immigrazione: tanto da dare l'idea, secondo un'analisi pubblicata oggi dal “Wall Street Journal”, che dietro le capacità dialettiche di Rubio si celi soprattutto una attenta preparazione mnemonica. Non è ancora chiaro, scrive invece il “New york times”, se la cattiva esibizione del giovane senatore gli costerà l'obiettivo di trasformare le primarie in una corsa a tre contro Trump e Cruz, che lo consacrerebbe solo rappresentante della linea ufficiale del partito. Nel frattempo i due outsider possono tirare un sospiro di sollievo: Ancora saldamente in testa ai sondaggi di gradimento dell'elettorato conservatore, hanno superato lo scoglio del dibattito senza particolari ostacoli.

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Kaplan: "I russi non possono risolvere da soli la crisi siriana"

Berlino, 8 feb - (Agenzia Nova) - L'esperto di relazioni internazionali e geostrategia Robert D. Kaplan, intervistato dal quotidiano tedesco "die Welt", analizza il complesso quadro di crisi globale. Kaplan crede che nonostante tutti gli ostacoli, Angela Merkel stia adottando la linea giusta in materia di immigrazione. Kaplan non crede alla vittoria di Putin nel conflitto siriano e mette in guardia dal pericolo rappresentato dalla Corea. Il ritorno di Putin sulla scena mondiale rappresenta una dimostrazione di forza e il segnale di un nuovo equilibrio mondiale? "La sua azione è calcolata, ma il futuro sarà nero: l'economia russa basata sulle materie prime sta collassando. Dobbiamo temere più i punti di debolezza della Russia che i suoi punti di forza: uno scenario simile a quello della Jugoslavia, dove il Caucaso e altre zone periferiche si staccano perché il Cremlino è sempre più sotto pressione. Abbiamo già visto la rottura di piccoli e medi Stati in Africa Occidentale e in Medio Oriente, ma anche i confini russi e cinesi potrebbero essere a rischio", spiega Kaplan. I russi non potranno mai risolvere la crisi siriana da soli, sostiene l'accademico, a cui parere il conflitto siriano si protrarrà ancora per diversi anni. Gli europei dovranno rassegnarsi al controllo della Russia sulla Crimea, ma "non possono in alcun modo sospendere le sanzioni fino a quando non sarà stato preso un accordo sul futuro dell'Ucraina".

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