Renzi conta su Sanchez per la sua battaglia a Bruxelles

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Zeit, New York Times, Monde, Abc
Renzi conta su Sanchez per la sua battaglia a Bruxelles

Italia: Renzi spera che un possibile governo socialista spagnolo possa aiutarlo nella battaglia contro Bruxelles

Madrid, 5 feb - (Agenzia Nova) - Il primo ministro italiano, Matteo Renzi, non ha mai avuto una buona intesa con il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy. Per questo, scrive il quotidiano "Abc", il premier italiano spera che un governo di sinistra guidato dal segretario generale del Partito socialista spagnolo (Psoe), Pedro Sanchez, possa inaugurare una nuova fase politica in Spagna e agevolare la battaglia dell'Italia in Europa per una maggiore flessibilità nei conti pubblici. Da mesi, infatti, Renzi è impegnato in un braccio di ferro con Berlino e Bruxelles, per cercare di spostare il focus della politica economica dal rigore imposto dalla Germania alla flessibilità italiana. Sulla questione si sono tuttavia pronunciati il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, e il commissario francese Pierre Moscovici, affermando che in Italia non c'è alcun margine di ulteriore flessibilità. Il premier italiano è però convinto che "i venti in Europa stanno cambiando" e che il governo italiano potrebbe contare sulla Spagna, se sarà guidata da Sanchez, così come sul Regno Unito. "Le concessioni alla Gran Bretagna per evitare la Brexit o il tentativo spagnolo di Sanchez indicano che l'Europa può trovare il bandolo della matassa accogliendo la sfida della crescita e non trincerarsi dietro gli zero virgola", ha affermato il premier.

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Segni di tortura sul ragazzo italiano ucciso in Egitto, Roma convoca l'ambasciatore del Cairo

New York, 5 feb - (Agenzia Nova) - Le autorità italiane hanno convocato l'ambasciatore egiziano a Roma ieri, chiedendo piena collaborazione nelle indagini sulla morte di Giulio Regeni, il ragazzo italiano trovato senza vita tra Il Cairo e Alessandria. Regeni, studente 28enne di Politica e studi internazionali presso l'Università di Cambridge, era scomparso il 25 gennaio in Egitto, dove si trovava in visita all'American University in Cairo per condurre ricerche accademiche. Stando alla procura generale egiziana, il corpo senza vita del ragazzo presenta i segni di una violenta tortura ed è parzialmente carbonizzato. Le autorità giudiziarie italiane hanno chiesto che la salma venga restituita all'Italia per agevolare le indagini. La tragica morte dello studente italiano ha anche spinto una delegazione di imprenditori italiani a concludere anticipatamente la loro visita al paese nordafricano.

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La morte dello studente italiano al Cairo crea tensioni tra Italia e Egitto

Berlino, 5 feb - (Agenzia Nova) - La morte di uno studente italiano al Cairo ha creato tensioni politiche tra l'Italia e l'Egitto. Il corpo del 28enne Giulio Regeni, che riportava evidenti tracce di torture e percosse, è stato ritrovato mercoledì. Il corpo del ragazzo presentava numerosi segni di coltellate e ustioni da sigarette, tagli alle orecchie e tracce di percosse che fanno pensare ad una "morte lenta", hanno dichiarato le autorità. Il corpo è stato ritrovato in un fosso nella città di Giseh, a 20 chilometri di distanza dal Cairo. A Roma è stato convocato l'ambasciatore egiziano: l'Italia intera è sconcertata e si aspetta la massima cooperazione nel chiarimento del crimine così come una partecipazione degli esperti italiani all'autopsia.

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Ducati, il gran ritorno dei bolidi

Parigi, 5 feb 08:29 - (Agenzia Nova) - Il marchio italiano di moticilette Ducti nella sua storia recente ha rischiato di fallire, ma ora è tornato in pista: forte del sostegno del suo nuovo proprietario, la casa automobilistica tedesca Audi, l'azienda di Borgo Panigale ora punta a sedurre i motociclisti più giovani e meno attratti dalle grandi cilindrate e sogna nuovi record.

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La campagna d’Italia di Michel Onfray

Parigi, 5 feb - (Agenzia Nova) - "Penser l’islam" ("Pensare l'Islam", ndr), la nuova opera del filosofo francese Michel Onfray, è uscito giovedì 4 febbraio in Italia: 160 pagine e venduto a 10 euro, la casa editrice Ponte alle Grazie ha organizzato per il breve saggio una diffusione eccezionale, sia nelle librerie che nelle edicole. I lettori francesi lo potranno leggere solo a partire dal 16 marzo prossimo: secondo Onfray, "in Francia non è più possibile dibattere" della religione islamica.

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Panorama internazionale

 

Julian Assange (foto LaPresse)


 

Regno Unito: l'Onu si pronuncia a favore di Assange sulla presunta detenzione illegale

Londra, 5 feb - (Agenzia Nova) - In evidenza sulla stampa britannica l'esito dell'inchiesta delle Nazioni Unite sul caso Julian Assange: la conclusione, accolta in modo critico dai commenti, è che il fondatore di WikiLeaks sia vittima di "detenzione arbitraria". L'uomo, che ha trovato accoglienza nell'ambasciata dell'Ecuador a Londra nel 2012, per evitare l'estradizione in Svezia per essere interrogato su denunce per reati sessuali (accuse che respinge), ha sostenuto in un esposto contro la Svezia e il Regno Unito di essere detenuto arbitrariamente perché non può lasciare la sede diplomatica senza essere arrestato. L'Onu gli ha dato ragione. Oggi Assange dovrebbe chiedere ai due paesi la revoca del mandato di arresto e la restituzione del passaporto affinché possa uscire dall'ambasciata.

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Regno Unito: picco di consenso per la campagna per l'uscita dall'Ue

Londra, 5 feb - (Agenzia Nova) - In primo piano sul quotidiano britannico "The Times" un sondaggio di YouGov sull'appartenenza del Regno Unito all'Unione Europea: il 45 per cento degli elettori risulta pronto a votare per lasciare l'Ue, contro il 36 per cento dei sostenitori della permanenza; è il massimo vantaggio finora registrato dal fronte antieuropeista. In evidenza su "The Guardian" e "Financial Times", invece, le stime sull'impatto, piuttosto modesto, del "freno di emergenza" ai benefit per i lavoratori immigrati comunitari: secondo i dati dell'Hm Revenue & Customs, l'agenzia delle entrate, nel periodo 2013-14 hanno chiesto crediti di imposta 84 mila famiglie provenienti dall'Ue, molto meno di quanto affermato dal primo ministro, David Cameron, che ha parlato del 40 per cento dei cittadini Ue (quindi più di 600 mila degli 1,5 milioni registrati nel sistema di contribuzione dell'assicurazione nazionale). Più significativo, stando alle previsioni della banca di investimenti Goldman Sachs, riportate da "The Independent", sarebbe l'effetto della cosiddetta Brexit sulla sterlina, che potrebbe deprezzarsi fino al venti per cento, scendendo, nello scenario peggiore, a 1,15 contro il dollaro e a 1,05 contro l'euro. Lo stesso giornale dà conto dell'incontro a Downing Street tra il premier Cameron e la sua omologa norvegese, Erna Solberg, che ha toccato anche la questione europea: la Norvegia fa parte dell'Associazione europea di libero scambio ma non dell'Ue, una soluzione che, per la leader di Oslo, non funzionerebbe per la Gran Bretagna. Sulla bozza di accordo per un "nuovo assetto" si è pronunciato anche il presidente della Francia, François Hollande, per il quale il pacchetto di riforme offerto non è negoziabile e Londra non otterrà ulteriori concessioni. Tra i temi, infine, le divisioni interne al governo, al Partito conservatore e al campo antieuropeista, in cui operano due gruppi principali, Vote Leave e Leave.ue, e altri minori; il primo membro dell'esecutivo a sfidare Cameron e a schierarsi per la Brexit potrebbe essere il segretario alla Cultura, John Whittingdale.

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Regno Unito: Sadiq Khan, il musulmano cosmopolita che si prepara a governare Londra

Londra, 5 feb - (Agenzia Nova) - La scelta di Sadiq Khan come candidato del Labour alle elezioni per il sindaco di Londra e il suo successo nei sondaggi di opinione, osserva il settimanale britannico "The Economist", hanno sfidato le aspettative. Attualmente, secondo un'indagine di YouGov, il deputato laborista, che ha posizioni più moderate rispetto alla leadership di Jeremy Corbyn, è in vantaggio sull'avversario conservatore Zac Goldsmith col 45 per cento dei consensi contro il 35. Il suo principale punto di forza è che rappresenta bene la città che vuole governare, comprese le sue contraddizioni.

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Francia, l'ambientalista Nicolas Hulot rifiuta di entrare al governo

Parigi, 5 feb - (Agenzia Nova) - Si complica il rimpasto del governo francese, che era in programma già prima delle elezioni regionali del 6 e 13 dicembre scorsi e che ora è diventato urgente dopo le dimissioni della ministra della Giustizia Christiane Taubira in dissenso sull'inserimento nel progetto di riforma costituzionale del ritiro della nazionalità ai terroristi con doppia cittadinanza anche se nati in Francia: l'ambientalista Nicolas Hulot ha rifiutato l'offerta del presidente della Repubblica Francois Hollande di un ministero dell'Ecologia e dell'Energia tagliato su misura per lui, con più poteri e più competenze. Lo staff dell'ex inviato speciale del presidente per il Pianeta ha reso pubblico il rifiuto giovedì 4 febbraio con un breve tweet: "Nicolas Hulot non entrerà nel governo. Egli comunque ringrazia il presidente per la fiducia che continua ad accordargli". Offrendogli un ministero nel corso dell'incontro di mercoledì 3, Hollande pensava di prendere tre piccioni con una fava, scrive il quotidiano conservatore "Le Figaro": nominare un'autorevole personalità della società civile che raccoglie grandi consensi; dimostrare di essere interessato all'ecologia in vista delle lezioni presidenziali del 2017 per le quali avrà bisogno dell'elettorato verde; scoraggiare un'eventuale candidatura dello stesso Hulot su cui si concentrano le pressioni e le speranze di un mondo ecologista diviso e moribondo. Se Hulot avesse accettato, l'attuale ministra dell'Ecologia Ségolène Royal avrebbe potuto ereditare il posto del ministro degli esteri Laurent Fabius, destinato alla presidenza del Consiglio costituzionale, dando quindi inizio al valzer delle poltrone ministeriali. Resta aperta la questione della partecipazione al governo del partito Europa ecologia-I Verdi (Eelv), che oscilla tra la solidarietà alla coalizione governativa e le tentazioni frontiste con i partitini dell'estrema sinistra; la leader di Eelv Emmanuelle Cosse vorrebbe un ministero, ma teme che accettando spianerebbe la strada agli ecologisti "scissionisti" che alla vigilia delle elezioni regionali sono usciti dal partito schierandosi apertamente con il Partito socialista: "governativi" convinti, Hollande non potrebbe dir loro di no.

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Presidenziali Usa: Clinton e Sanders si contendono l'etichetta di vero progressista

New York, 5 feb - (Agenzia Nova) - Lo scontro tra i candidati democratici alla presidenza degli Stati Uniti si è fatto incandescente ieri, durante l'ultimo dibattito pubblico prima delle primarie del New Hampshire. L'ex segretaria di Stato Hillary Clinton e il socialista Bernie Sanders si sono scambiati duri attacchi contendendosi il titolo di “vero progressista” e cercando di distanziarsi da Wall Street. Clinton, da un lato, ha accusato l'avversario di aver presentato al paese un'agenda utopistica destinata al fallimento; a un certo punto, ha definito “l'insinuazione” di Sanders secondo cui la sua vicinanza a Wall Street le impedirebbe di contrastare in maniera adeguata le pratiche finanziarie rischiose una “scaltra calunnia”. Sanders, dal canto proprio, ha ricordato come la Clinton si sia spesso auto-definita “una moderata”, e dunque non possa appropriarsi del titolo di “progressista” che, come dimostrato dalla primarie in Iowa, è la chiave per accedere al voto dell'elettorato democratico più giovane. Il senatore del Vermont ha anche dichiarato che un vero progressista “non accetterebbe mai donazioni per milioni di dollari da Wall Street”. Il dibattito si è svolto a cinque giorni dalle primarie in New Hampshire che, almeno stando ai sondaggi, vede Sanders in netto vantaggio sulla sua avversaria, dopo aver quasi pareggiato in Iowa.

Continua a leggere l'articolo del New York Times

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