Rohani in Italia e la riforma del settore bancario

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Bloomberg, Handesblatt, New York Times, Faz, Times.
Rohani in Italia e la riforma del settore bancario

Il presidente iraniano Rouhani visita l'Italia, grande attesa per gli accordi commerciali

New York, 26 gen - (Agenzia Nova) - Il presidente iraniano Hassan Rouhani è atterrato ieri in Italia, tappa iniziale della sua prima visita ufficiale in Europa, con la prospettiva di firmare contratti multimiliardari tesi a modernizzare l'economia di Teheran piegata da anni di draconiane sanzioni finanziarie. Il presidente iraniano è accompagnato da una delegazione di 120 tra ministri e dirigenti aziendali. Anche se la visita ha un elevato profilo diplomatico, a dominare le prime pagine dei giornali saranno probabilmente gli accordi economici e commerciali: Teheran, ad esempio, ha annunciato l'intenzione di acquistare 160 velivoli prodotti in Europa, perlopiù da Airbus. Fonti del governo di Roma citate dal “New York Times” hanno riferito alla vigilia della visita che le compagnie italiane prevedono la firma di almeno una dozzina di importanti accordi con l'Iran per un importo complessivo di 17 miliardi di dollari in diversi settori, inclusi quelli energetico, infrastrutturale e siderurgico. Gli accordi dovrebbero imprimere un'accelerazione all'arrancante economia italiana e beneficiare così anche il governo del premier Matteo Renzi, che aspira a fare nuovamente dell'Italia il primo partner commerciale di Teheran, com'era prima dell'imposizione delle sanzioni. Rouhani, un riformista eletto nel 2013 e convinto sostenitore dell'intesa sul nucleare con le maggiori potenze globali, culminata nella revoca delle sanzioni, è ansioso di presentare ai cittadini iraniani i benefici della linea del compromesso, e intende promuovere il ruolo di Teheran come attore regionale di primo piano e referente fondamentale nel contesto della crisi siriana.

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Rouhani in Italia: l'accordo nucleare è un "miracolo politico"

Berlino, 26 gen - (Agenzia Nova) - Secondo il presidente iraniano Hassan Rouhani, l'accordo nucleare del gruppo 5+1 con l'Iran è stato un "miracolo politico". Lo stesso metodo dovrebbe essere usato per trovare soluzioni in Medio Oriente e in Nord Africa per una pace duratura, ha dichiarato ieri Rouhani al termine dell'incontro con il premier italiano Matteo Renzi a Roma. ""La sicurezza nella nostra regione non è raggiungibile con interventi militari ma attraverso la politica", ha sottolineato il presidente iraniano ieri in Italia, prima tappa del viaggio ufficiale in Europa che segue la revoca delle sanzioni internazionali imposte a Teheran. Con la presenza dell'Iran sulla scena internazionale diventa più facile vincere la lotta contro il terrorismo, ha dichiarato il premier italiano Matteo Renzi, secondo cui l'accordo sul nucleare dell'Iran rappresenta "un primo passo verso una nuova era di pace e benessere non solo in Iran ma nell'intera regione".

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Unioni gay, l'Italia vuole recuperare

Berlino, 26 gen - (Agenzia Nova) - L'Unione Europea chiede ormai da molto tempo all'Italia di adeguarsi ai paesi vicini in materia di diritti civili delle coppie omosessuali: questa settimana il Senato proverà a recepire l'istanza di Bruxelles discutendo una legge sulle unione civili. Tuttavia nel Belpaese c'è una forte opposizione e i contrari si appellano a papa Francesco. Il progetto della senatrice Monica Cirinnà dei Socialdemocratici di Renzi (Pd) è orientato al modello tedesco e, diversamente dalle leggi in Francia e Irlanda, non vuole equiparare le unioni civili ai matrimoni tradizionali ma vuole dare una certezza del diritto alle altre coppie. "Lo Stato ha il dovere di mettere sotto la propria protezione questi gruppi e i loro 100 mila bambini", ha dichiarato Cirinnà.

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Il populista Grillo molla gli elettori per tornare sul palco

Londra, 26 gen - (Agenzia Nova) - Il comico che guida il secondo partito d'Italia è stanco del ruolo e si prepara a tornare sul palco, riferisce il quotidiano britannico "The Times" a proposito di Beppe Grillo, leader del Movimento 5 stelle. Il fondatore della forza anti-sistema ha spiegato di non volersi ritirare dalla politica, ma di voler fare "un passo di lato" per riprendersi la libertà di cui il suo umorismo ha bisogno.

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L'Italia non può più permettersi di rinviare la riforma del settore bancario

New York, 26 gen - (Agenzia Nova) - Negli ultimi anni l'Europa si è quasi assuefatta al panico finanziario. L'ultimo fattore di preoccupazione, però – scrive in un editoriale non firmato la direzione di “Bloomberg News” - non sono la Grecia, Cipro o il Portogallo, ma un peso massimo economico del Continente, l'Italia. L'Europa in generale, scrive l'editoriale, è stata troppo lenta a risolvere i problemi e le storture del proprio sistema bancario, e l'Italia lo è stata in particolar modo. L'improvvisa ondata di vendite che ha affondato le quotazioni azionarie degli istituti di credito italiani dimostra, secondo l'editoriale, che un intervento risolutivo sul fronte delle sofferenze bancarie, per quanto doloroso, “non è più rinviabile”. L'Italia e Bruxelles stanno discutendo un piano, come confermato dal ministro delle Finanze italiano, Pier Carlo Padoan, dal palcoscenico di Davos, dove si è tenuto l'annuale Forum economico mondiale. I due interlocutori, però, “devono finire di parlare e passare all'azione”. “Non è più possibile fingere” che i problemi siano limitati agli istituti minori, come quelli soccorsi dal governo lo scorso novembre: “Questo genere di compiacenza – ammonisce la direzione di “Bloomberg” – è stato superato dalla richiesta di informazioni rivolta dalla Banca centrale europea a sei banche”. Tra queste, Monte dei Paschi di Siena (Mps), il più antico istituto di credito italiano il cui valore di mercato si è dimezzato prima di un parziale recupero, alla fine della scorsa settimana. Quello di Mps “è un caso estremo”, concede “Bloomberg”, ma “non di molto”. La percentuale di crediti non performanti sul totale emesso dal sistema bancario italiano, infatti, è del 17 per cento, più di quattro volte la media europea: un quadro pessimo, e questo senza considerare il fatto che sul fronte delle sofferenze, le banche europee versano generalmente in uno stato peggiore rispetto a quelle statunitensi. L'unica risposta possibile a un problema di tale entità “è la creazione di una “bad bank” che assorba questi crediti deteriorati, “cosicché il resto del sistema possa ristabilire la propria salute e il proprio ruolo di cinghia di trasmissione del credito necessaria alla crescita economica”. Il nodo più difficile, ovviamente, resta l'allocazione delle perdite accumulate dal sistema: l'Unione Europea si è data nuove norme che richiedono agli azionisti e ai creditori di sopportare gran parte di questo peso; Bruxelles insiste anche affinché Roma limiti l'indebitamento pubblico, ma il premier Matteo Renzi “si è opposto sinora ad alcune delle richieste avanzate dalla Commissione europea”. Per superare queste divergenze è necessaria, secondo l'editoriale, “maggior flessibilità da entrambe le parti”. Bruxelles deve riconoscere che il premier italiano sta tentando, nonostante la forte opposizione domestica, a proporsi come “il riformatore pro-mercato e fiscalmente responsabile di cui il paese ha bisogno”. E' insomma “l'alleato che vuole l'Europa”, almeno sul fronte economico. Attendere ulteriormente sarebbe pericoloso, conclude l'editoriale: “L'Italia ha un tessuto imprenditoriale vibrante e eccellenti prospettive di lungo termine, ma entrambi sono minacciati da un sistema finanziario irriformato. L'ultima cosa di cui l'Europa ha bisogno è del peggioramento della crisi in una delle sue maggior economie, proprio mentre la Bce fatica a rilanciare la domanda ed evitare la trappola della deflazione”.

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Panorama internazionale

 

Uno degli attentatori di Parigi in un video di rivendicazione dello Stato islamico


 

Cameron e Merkel vogliono la riforma della Ue

Berlino, 26 gen - (Agenzia Nova) - Il premier britannico David Cameron e la cancelliera tedesca Angela Merkel concordano che in vista del referendum britannico sull'appartenenza all'Unione Europea, tutti gli Stati membri devono impegnarsi più a fondo per una riforma sostanziale delle condizioni dell'ppartenenza all'Unione. E' quanto riferito ieri sera dall'Ufficio di presidenza di Cameron al termine di una telefonata tra i due capi di governo. E' vero che da dicembre ci sono stati alcuni passi avanti, tuttavia prima del prossimo vertice di febbraio bisognerà ancora fare molto per trovare "la soluzione più adatta", si legge nella nota. Attualmente sono in corso colloqui tra la Ue e Londra: Cameron spera di giungere ad un accordo al vertice europeo di Bruxelles il prossimo 18 e 19 febbraio.

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Attentati di Parigi: il Belgio sapeva che degli estremisti cercavano armi

Bruxelles, 26 gen - (Agenzia Nova) - Secondo a stampa belga i servizi segreti del Belgio sapevano sin dal 2012 che un gruppo di estremisti islamici, quelli che poi hanno messo a segno le stragi del 13 novembre scorso a Parigi, stavano preparando qualcosa e a questo scopo cercavano armi ed esplosivi: lo dimostrerebbe una lettera della Sureté de l'Etat (la Sicurezza dello Stato, ndr) dell'11 aprile di quell'anno alla procura federale del Belgio, in cui venivano segnalati movimenti sospetti nell'appartamento a Bruxelles di Gelel Attar, il cittadino belga di origini marocchine che il 15 gennaio scorso è stato arrestato a Casablanca dalla polizia del Marocco e accusato di essere coinvolto negli attentati di Parigi.

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Regno Unito: la Camera dei Comuni apre un'inchiesta sul sistema fiscale dopo il caso Google

Londra, 26 gen - (Agenzia Nova) - In evidenza sulla stampa britannica il caso Google. La commissione Tesoro della Camera dei Comuni ha annunciato l'apertura di un'inchiesta sul sistema fiscale dopo la conclusione dell'accordo che permetterà al colosso della Silicon Valley di versare all'agenzia delle entrate del Regno Unito solo 130 milioni di sterline, pagando in pratica un'aliquota del tre per cento. L'indagine non riguarderà specificamente la compagnia, ma intende accertare se l'Hm Revenue & Customs stia facendo abbastanza per contrastare l'evasione. L'intesa tra l'Hmrc e Google, giudicata opaca da diversi esperti, potrebbe preludere ad altre; tra le aziende firmatarie potrebbero esserci LinkedIn, Facebook ed eBay. Nel clima di polemiche Downing Street ha preso le distanze dal cancelliere dello Scacchiere, George Osborne, che aveva definito l'accordo "un grande successo": "È un passo avanti ma c'è ancora da fare", ha dichiarato un portavoce del primo ministro, David Cameron.

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Spagna: Rajoy e Rivera decidono di negoziare per garantire la governance

Madrid, 26 gen - (Agenzia Nova) - Il primo ministro spagnolo uscente, Mariano Rajoy (Partito popolare - Pp) e il presidente di Ciudadanos, Albert Rivera, hanno concordato ieri durante una conversazione telefonica che le delegazioni dei due partiti esploreranno soluzioni e degli accordi per garantire la governabilità e avviare la nuova legislatura. Gli incontri, hanno stabilito i due leader, inizieranno solo dopo il secondo turno di colloqui con il re Filippo VI, a partire da oggi. I 123 deputati del Pp e i 40 di Ciudadanos non sono sufficienti per formare un governo. Rivera, che spera di parlare nelle prossime ore con il leader socialista, Pedro Sanchez, cercherà quindi di mediare tra Pp e Partito socialista (Psoe) per formare un Esecutivo di minoranza in grado di avviare una agenda riformista. Come alternativa a un patto del Psoe con Podemos, Rivera propone a Socialisti e Popolari di allearsi per dare vita a una larga maggioranza intorno a un programma di riforme che possa segnare il ritmo della legislatura. Il leader di Ciudadanos ha ribadito nella sua conversazione con Rajoy la necessità, per questa legislatura, "delle riforme profonde di cui la Spagna ha bisogno": solo dopo aver ottenuto garanzie in proposito, ha spiegato Rivera, Ciudadanos acconsentirà all'astensione per la formazione di un nuovo governo.

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Usa, corte proscioglie Planned Parenthood per la vendita di tessuto fetale e incrimina gli autori dei video incriminanti

New York, 26 gen - (Agenzia Nova) - Colpo di scena negli Usa nel processo a carico di Planned Parenthood, la più grande lobby abortista statunitense che gestisce 700 cliniche sul territorio degli Stati Uniti. Un grand jury di Houston, in Texas, ha deciso di prosciogliere l'associazione, accusata di aver venduto tessuto fetale a centri di ricerca medica statunitensi per ricavarne denaro. La corte ha invece condannato a sorpresa David Daleiden e Sandra Merritt, autori dei video diffusi lo scorso anno che avevano destato scandalo: nei video, medici di Planned Parenthood discutono della vendita di organi dei feti e paiono praticare aborti ben oltre i limiti massimi consentiti per legge, su feti già pienamente sviluppati. Il grand jury, però, ha condannato proprio Daleiden, 26 enne fondatore del gruppo anti-abortista Center for Medical Progress, accogliendo la linea dell'associazione abortista, secondo cui i video erano stati montati per risultare fuorvianti. L'associazione aveva dichiarato di cedere tessuto fetale ai centri di ricerca in accordo con le norme di legge, ma ha poi annunciato che d'ora in poi lo farà a titolo gratuito, senza accettare alcun rimborso per le spese.

Continua a leggere l'articolo del Wall Street Journal

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