La morte di Ettore Scola e le banche italiane in rosso

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli del Monde, Wall Street Journal, Echos, Times
La morte di Ettore Scola e le banche italiane in rosso

Morte di Ettore Scola, maestro del grottesco e della nostalgia

Parigi, 20 gen - (Agenzia Nova) - Gran parte della stampa di lingua francese dà grande risalto alla morte, avvenuta martedì 19 gennaio, del regista cinematografico italiano Ettore Scola, alla cui figura ed alla cui opera tutte le maggiori testate dedicano ampie pagine di ritratti e commenti, spesso con richiami in apertura della prima pagina.

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Ue: si aggrava lo scontro sull'immigrazione, Renzi prende di mira Merkel

Londra, 20 gen - (Agenzia Nova) - Il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, sarà a Berlino la prossima settimana per incontrare la cancelliera tedesca, Angela Merkel. A pochi giorni dalla visita, riferisce il quotidiano britannico "The Times", c'è tensione tra Italia e Germania: il governo Renzi, sotto pressione da parte dei partiti euroscettici, denuncia l'insufficiente azione dell'Unione Europea per ricollocare i migranti e trattamenti diversi riservati ai diversi paesi membri. Roma, riporta il "Financial Times", ha polemizzato anche con Bruxelles recentemente; l'ambasciatore presso l'Ue, Stefano Sannino, considerato troppo morbido, sta per essere sostituito da Carlo Calenda, che non proviene dalla carriera diplomatica.

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A Roma, Renzi si affida ad uno dei suoi amici fiorentini

Parigi, 20 gen - (Agenzia Nova) - Matteo Renzi ama i suoi amici: sa come aiutarli per essere meglio aiutato da loro. Se Marco Carrai diventerà, come è stato anticipato dalla stampa italiana, il responsabile dell’Agenzia di sicurezza informatica istituita dal primo ministro per lottare contro il terrorismo online, il giovane uomo d'affari andrà a a rinfoltire il cerchio ristretto di fiorentini che circonda il presidente del Consiglio a Palazzo Chigi a Roma: tutti sono cresciuti sulle rive dell'Arno ed hanno conosciuto Renzi quando presiedeva la Provincia di Firenze (2004-2009) o quando è stato sindaco di quella città (2009-2014); e lui ha potuto testarne le capacità e la fedeltà. Clientelismo? Privatizzazione del potere? Si chiede sul quotidiano francese "Le Monde" il corrispondente da Roma Philippe Ridet, per subito rispondere che il "cerchio magico" di fiorentini illustra piuttosto la mancanza di fiducia del primo ministro nei confronti delle istituzioni parlamentari e soprattutto verso i parlamentari del suo stesso Partito democratico che devono la loro elezione all'ex segretario Pier Luigi Bersani, scomparso dalla scena politica dopo il suo fallimento del 2013. Come aveva promesso, Renzi ha "rottamato" Bersani; ha anche promesso di farla finita con le vecchie abitudini politiche della Penisola: ma questo, conclude Ridet, sembra assai più difficile da fare.

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L'Italia offrirà assistenza finanziaria agli investimenti in Iran

New York, 20 gen - (Agenzia Nova) - Il governo italiano intende offrire sino a 8 miliardi di euro sotto forma di finanziamenti alle compagnie intenzionate a investire in Iran, in previsione di una quadruplicazione delle esportazioni nazionali verso quel paese a seguito della revoca delle sanzioni internazionali. L'Italia, che prima delle sanzioni era uno dei principali partner economici e commerciali della Repubblica islamica, si sta preparando a recuperare la propria relazione privilegiata con Teheran. Il viceministro dell'Economia italiano, Carlo Calenda, ha già visitato l'Iran lo scorso novembre in occasione di un evento teso a far incontrare 400 aziende italiane con potenziali partner in quel paese. Il viceministro ha annunciato che tornerà in Iran periodicamente per verificare i progressi delle aziende italiane.

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Sergio Gatti: le banche italiane al centro di una tempesta borsistica

Parigi, 20 gen - (Agenzia Nova) - Il corrispondente da Roma del quotidiano economico francese "Les Echos", Olivier Tosseri, intervista il direttore generale di Federcasse, Sergio Gatti, sulla tempesta Borsistica che ha investito il settore bancario italiano. Oltre all'analisi della situazione, Gatti presenta gli obietttivo del progetto di autoriforma in dieci punti elaborato dalle Banche di credito cooperativo, che nelle prossime settimane il governo italiano tradurrà in un decreto legislativo: in sostanza sarà creata una "banca madre", una società per azioni con licenza bancaria, a cui aderiranno tutti i 363 istituti locali di credito cooperativo detenendone complessivamente ameno il 51 per cento del capitale per preservare la propria indipendenza e controllandone i vertici operativi; in cambio la "banca madre" assicurerà la loro stabilità e si accollerà i loro "crediti a rischio. La riforma dunque vedrà la nascita del terzo polo bancario della Penisola dopo Intesa Sanpaolo ed UniCredit, e il suo patrimonio sarà al 100 per cento italiano.

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Panorama internazionale

 

Barack Obama (foto LaPresse)


 

Francia, nuove divisioni a sinistra sulla laicità

Parigi, 20 gen - (Agenzia Nova) - Dopo il ritiro della nazionalità ai terroristi anche se nati in Francia, e dopo la politica economica, il primo ministro Manuel Valls ha risvegliato un nuovo terreno di discordia in seno alla sinistra francese: la laicità. E al centro della polemica c'è un organismo dello Stato, l'Osservatorio sulla laicità: parlando ad un dibattito organizzato dal Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche di Francia (Crif) Valls ha criticato il direttore dell'Osservatorio, Jean-Louis Bianco, per la sua eccessiva tendenza a sottoscrivere appelli insieme ai più disparati rappresentanti delle varie religioni; alcuni dei quali, secondo il premier, sono partecipi del "nauseabondo" clima antisemita che negli ultimi anni si è creato nel paese, ad esempio con la campagna di boicottaggio anti-Israele che lo stesso Valls vorrebbe "limitare". Il primo ministro poi ha stigmatizzato in particolare un collaboratore dell'Osservatorio, Nicolas Cadène, il quale a sua volta aveva attaccato Elisabeth Badinter per un'intervista nella quale la filosofa aveva rivendicato il diritto di criticare l'origine islamica del terrorismo jihadista senza timore di essere accusata di "islamofobia". Le dichiarazioni del premier socialista hanno fatto esplodere una polemica che finora era in qualche modo rimaste confinate sui social media, con prese di posizione pubbliche da parte di esponenti dei partiti della maggioranza governativa e di intellettuali organici alla sinistra. Polemiche che, citando un deputato socialista, il quotidiano progressista "Le Monde" ha riassunto in due distinte "scuole di pensiero sulla laicità": da una parte coloro che mettono l'accento sulla difesa dei diritti umani e sull'anti-razzismo; e dall'altra quanti prediligono un approccio "più repubblicano", ritenendo che il "diritto alla differenza" non diventi anche una "differenza dei diritti". Al centro dello scontro tuttavia c'è la reticenza a parlare dell'Islam, della religione islamica e soprattutto dell'ispirazione islamica del terrorismo che sta insanguinando la Francia: su questo la sinistra francese è profondamente divisa; e su questo l'Osservatorio sulla laicità diretto da Jean-Louis Bianco ha molto da lavorare.

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Francia, il numero di atti anti-musulmani è triplicato nel 2015

Parigi, 20 gen - (Agenzia Nova) - Il ministro francese dell'Interno, Bernard Cazeneuve, in un'intervista pubblicata oggi mercoledì 20 gennaio ha denunciato che nel 2015 in Francia sono triplicati gli atti anti-musulmani, mentre gi atti anti-semiti sono rimasti "ad un livello assai elevato". Secondo il ministro, l'anno scorso si sono registrati circa 400 gesti ed incidenti di varia natura la cui ispirazione era anti-Islam; mentre i fatti anti-ebraici, pur essendo leggermente diminuiti, sono stati un po' più di 800. Non sono stati risparmiati neppure i luoghi di culto ed i cimiteri cristiani, obbiettivo di oltre 800 attacchi o offese di varia natura nel corso del 2015.

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Il presidente del Consiglio europeo Tusk avverte che l'Europa ha due mesi per risolvere la crisi migratoria

New York, 20 gen - (Agenzia Nova) - Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha avvertito ieri che l'Unione Europea “ha non più di due mesi” per trovare una soluzione alla crisi migratoria, o in caso contrario andrà incontro al collasso dell'Area Shengen. Tusk si è rivolto al parlamento di Strasburgo facendosi portavoce della crescente frustrazione di Bruxelles e di Berlino, il paese che costituisce la meta privilegiata delle centinaia di migliaia di profughi e migranti economici diretti in Europa. Tusk ha citato il summit del Consiglio europeo del 17 e 18 marzo prossimi come “ultimo momento utile per verificare se la nostra strategia funzioni (quella dei ricollocamenti dei richiedenti asilo tra i vari paesi Ue, sinora fallimentare, ndr)”.

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Germania: nel 2015 raddoppiate le espulsioni dal paese

Berlino, 20 gen - (Agenzia Nova) - L'anno scorso quasi 21 mila stranieri sono stati espulsi dalla Germania: è quanto si evince dai dati del ministero dell'Interno di Berlino. Il dato è quasi doppio rispetto a quello del 2014. Dai 16 lander tedeschi sono stati espulsi in tutto 20.888 cittadini stranieri, contro i 10.884 dell'anno precedente. Molte delle persone tenute a lasciare il paese sarebbero espatriate volontariamente: il ministero parla di 37.220 persone, quasi il 90 per cento proveniente da Albania, Kosovo, Serbia e altri paesi dei Balcani. Un totale di 58.108 immigrati respinti, dunque, ha lasciato la Germania.

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Usa, la Corte Suprema si esprimerà in merito all'intervento del presidente Obama contro le espulsioni di clandestini

Washington, 20 gen - (Agenzia Nova) - La Corte Suprema degli Stati Uniti ha accettato ieri di esprimersi in merito al piano del presidente Barack Obama per bloccare l'espulsione di oltre quattro milioni di immigrati clandestini, criticato dalla maggioranza repubblicana al Congresso come estraneo alle sue prerogative costituzionali. La Corte si esprimerà così in merito alla delicatissima questione delle prerogative presidenziali proprio in concomitanza con le primarie di partito in vista delle elezioni per la Casa Bianca di novembre. E' stata la Corte stessa ad alzare il profilo del caso, accettando di stabilire se il presidente abbia violato con le proprie decisioni la clausola del “take care”, che gli impone di prestare la massima attenzione a che le leggi vengano eseguite esattamente come promulgate dalle Camere. Obama ha giustificato i suoi decreti con l'esigenza di superare lo stallo che paralizza il dibattito del Congresso in materia di immigrazione. Il suo piano, battezzato “Deferred Action for Parents of Americans and Lawful Permanent Residents (Dapa), offre un percorso di regolarizzazione del soggiorno negli Usa a talune categorie di immigrati clandestini, ed ha diviso i candidati alla presidenza: i Repubblicani si sono impegnati a revocare subito il piano se eletti alla Casa Bianca; i Democratici promettono addirittura di espanderlo ad altre categorie di immigrati.

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