La Ferrari in Borsa e l'ora della verità per Renzi

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Les Echos, Bloomberg, Wall Street Journal, Independent
La Ferrari in Borsa e l'ora della verità per Renzi

2016, l'ora della verità per Matteo Renzi

Parigi, 4 gen - (Agenzia Nova) - Matteo Renzi non si stanca mai di ripeterlo: "E' arrivato il momento per l'Italia di girare pagina". Nel racconto entusiasta, in politica come in economia, che costituisce la trama di ciascuna sua dichiarazione, "il paese è ripartito e le promesse finalmente sono onorate": Renzi nel 2016 dovrà dimostrare che il capitolo dei tre anni e passa di recessione è definitivamente chiuso e che ora si apre quello di una crescita stabile e durevole, anche se per ora è fragile. Quanto al suo vasto progetto di "rivoluzionare l'Italia", è a metà del guado: a febbraio festeggerà i due anni a Palazzo Chigi, mentre all'orizzonte già incombono le elezioni amministrative nelle grandi città; il presidente del Consiglio dunque ha imperativamente bisogno di ottenere i risultati concreti delle sue tanto vantate riforme. Sul quotidiano economico francese "Les Echos" il corrispondente da Roma, Olivier Tosseri, elenca luci ed ombre del bilancio del governo Renzi: le riforme strutturali stanno iniziando a dare i loro frutti ed il programma di privatizzazioni è stato rilanciato; ma la disoccupazione resta ancora alta e negli ultimi mesi si sono moltiplicati i terreni di frizione con la Commissione europea, dallo sforamento degli obbiettivi di bilancio alla gestione dell'emergenza immigrazione fino allo scontro sulle banche in crisi. "Dobbiamo restare attenti ai conti pubblici, ma non alle virgole" aveva commentato Renzi dopo le elezione spagnole, aggiungendo che "il populismo si combatte con una Europa differente" e notando come "quelli che sono rimasti attaccati alle politiche di rigore senza crescita hanno perso il posto": se si tratti di un consiglio a sé stesso o di una premonizione si vedrà in primavera con le elezioni a Torino, Napoli, Milano e Roma, dove la vittoria è estremamente difficile per il suo Partito democratico. C'è infatti il rischio di un primo serio infortunio elettorale per un Renzi che non è più "rottamatore" e che non è ancora completamente "riformatore"; e in Italia, per la sua economia come per il suo presidente del Consiglio, nel 2016 "o la va o la spacca".

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Il sindaco di Venezia vende pezzi d'arte per far fronte al debito cittadino

New York, 4 gen - (Agenzia Nova) - Il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, ha lanciato dopo la sua elezioni, lo scorso giugno, una dolorosa “operazione verità” in merito al preoccupante stato delle finanze cittadine: la Serenissima naviga in acque cattivissime, ed anzi, rischia di colare a picco, zavorrata da un debito di 60 milioni di euro. Per far fronte all'indebitamento cittadino, il sindaco di centrodestra ha lanciato una serie di proposte controverse, inclusa la vendita di alcuni dei gioielli custoditi nei musei cittadini della città lagunare, inclusi capolavori di Gustav Klimt e Marc Chagall.

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Lo scorporo della Ferrari accende i riflettori sul rilancio di Fca

New York, 4 gen - (Agenzia Nova) - L'ad di Fiat Chrysler Automobiles (Fca), Segio Marchionne, sta per scoprire cosa significhi gestire il gruppo senza gli utili generati dalla vendita delle supercar di lusso più prestigiose al mondo. Ieri, infatti, Fca ha distribuito l'80 per cento del capitale azionario di Ferrari ai propri azionisti, e così facendo, la casa di Maranello è divenuta a tutti gli effetti un'azienda indipendente. Il mese scorso Marchionne ha cercato di convincere gli investitori che il valore di Ferrari aumenterà ulteriormente dopo lo scorporo; perdere Ferrari, però, porrà al centro dell'attenzione gli sforzi di rilancio di Fca del manager italo-canadese, che dovrebbe passare attraverso i marchi Maserati, Alfa Romeo e Jeep.

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I rifiuti tossici della camorra causano tassi di mortalità da cancro più elevati nell'area di Napoli

Londra, 4 gen - (Agenzia Nova) - Una ricerca dell'Istituto superiore di sanità commissionata dal Parlamento italiano ha confermato che i tassi di mortalità per cancro nell'area di Napoli e Caserta sono più alti della norma a causa dei rifiuti tossici occultati da decenni dalla camorra. Il rapporto, riferiscono i quotidiani britannici "The Independent" e "The Times", attribuisce l'incidenza superiore alla media di malattie tumorali, specialmente nei bambini, all'esposizione ad agenti contaminanti ambientali emessi da discariche illegali o da combustioni incontrollate di rifiuti urbani e pericolosi. Di una sporcizia di tutt'altro genere parla "The Guardian", che racconta i problemi causati dagli escrementi degli uccelli a Roma.

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Il Vaticano critica lo show di Capodanno della Rai

Londra, 4 gen - (Agenzia Nova) - Il Vaticano, riferiscono i quotidiani britannici "The Times" e "The Telegraph", ha aperto una polemica sull'emittente pubblica televisiva italiana in seguito alle trasmissioni di Capodanno, segnate da una bestemmia, dall'annuncio della mezzanotte al momento sbagliato e dalla rivelazione del finale dell'ultimo film della saga di "Guerre stellari". Per "L'osservatore romano", voce della Santa Sede, la Rai è "fuori controllo".

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Panorama internazionale

 

Artur Mas, presidente della regione Catalogna (foto LaPresse)


 

Europa, allarme anti-jihadista

Madrid, 4 gen - (Agenzia Nova) - L'arresto in Belgio di sei persone che avevano pianificato un attacco jihadista a Bruxelles a Capodanno conferma, secondo il quotidiano spagnolo "El Pais", la validità e la necessità di mantenere un elevato livello di allerta anti-terrorismo per prevenire attentati sanguinari come quello del 2015. La popolazione europea deve essere consapevole che l'obiettivo del jihadismo è di "paralizzare e trasformare lo stile di vita abituale di un continente che ha impiegato secoli per raggiungere un tale livello di libertà individuale e convivenza democratica". Lo "Stato di allerta", quindi, è una "misura di prevenzione nei confronti di un pericolo reale e concreto". È essenziale, secondo il quotidiano, che i diversi Stati compiano quanto prima "i passi necessari affinché la lotta delle forze di sicurezza contro il jihadismo sia efficace". E, in parallelo, è urgente che il "coordinamento europeo", soprattutto in materia di condivisione delle informazioni, sia "il più efficace possibile".

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Regno Unito: Cameron esortato a rivedere le relazioni con l'Arabia Saudita e criticato per il silenzio sulle esecuzioni

Londra, 4 gen - (Agenzia Nova) - Relazioni tra Regno Unito e Arabia Saudita in evidenza sul quotidiano britannico "The Independent", dopo le esecuzioni a Riad. Il primo ministro della Gran Bretagna, David Cameron, non ha ancora commentato pubblicamente l'accaduto e le organizzazioni per i diritti umani, a cominciare da Reprieve, lo esortano a parlare. I leader dei liberaldemocratici e dei verdi, Tim Farron e Natalie Bennett rispettivamente, chiedono inoltre al premier di chiarire la vicenda del sostegno britannico alla nomina dell'Arabia Saudita nel Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. Le due principali forze di opposizione, il Labour e il Partito nazionale scozzese (Snp), esortano Downing Street a rivedere i rapporti col paese del Golfo. Per la direzione, che si esprime attraverso due editoriali non firmati, i leader politici dovrebbero condannare in ogni occasione la pena di morte; tuttavia, per quanto il regime saudita sia ripugnante, la sua caduta potrebbe essere perfino peggiore; pertanto è necessario fare il possibile per sostenere il processo di riforma. Per Robert Fisk, storico corrispondente dal Medio Oriente, Riad non ha molto di cui preoccuparsi perché nessuno Stato ha l'autorità morale o la volontà di opporsi alle sue atrocità.

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Catalogna: il "no" di Cup condanna Mas a dimettersi o a convocare nuove elezioni regionali

Madrid, 4 gen - (Agenzia Nova) - Il partito catalano Candidatura di Unità popolare (Cup) ha tenuto fede alla sua principale promessa elettorale e ha deciso di non sostenere la candidatura di Artur Mas per un nuovo mandato alla guida della Generalitat della Catalogna. La formazione anti-capitalista e anti-sistema ha concordato con il proprio Consiglio politico tenutosi ieri a Barcellona che i 10 deputati Cup presso il parlamento regionale si asterranno se dovesse tenersi un'assemblea plenaria per l'investitura di Mas nei prossimi giorni. Se entro il 10 gennaio non vi sarà alcun accordo per eleggere un nuovo presidente, si renderà necessario convocare nuove elezioni regionali che si dovranno tenere entro la prima settimana di marzo. Cup ha voluto chiarire che la decisione non rappresenta un rifiuto del processo indipendentista catalano, ma solo della figura di Artur Mas - associata a tagli e corruzione - come volto e guida dell'iter di secessione dalla Spagna. Per questo i dirigenti del partito hanno chiesto alla coalizione guidata da Mas, Junts pel Sì, di "fare il prossimo passo" durante questa settimana per raggiungere a un accordo sull'investitura di un nuovo presidente regionale. Alcuni deputati di Cup hanno ricordato che dopo le elezioni del 27 settembre scorso, Mas ha affermato in varie occasione che non sarebbe stato un ostacolo al cammino verso l'indipendenza. "E' il momento di dimostrarlo", hanno affermato i rappresentanti del piccolo partito. Per il momento, però, questa opzione sembra essere esclusa, e tutto fa pensare che saranno convocate nuove elezioni regionali. I dirigenti del partito di Mas, Convergenza democratica della Catalogna (Cdc) hanno ribadito alla stampa spagnola che "non c'è nessun candidato alternativo" ad Artur Mas, dal momento che "non è una questione di persone, ma di ciò che lui rappresenta". Sinistra Repubblicana (Erc - partito alleato di Cdc nella coalizione Junt pel Sì) terrà oggi un assemblea nazionale per analizzare e discutere la situazione a seguito del rifiuto opposto da Cup.

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Usa, allevatori armati occupano un edificio pubblico per chiedere l'usufrutto delle terre di proprietà dello Stato federale

Washington, 4 gen - (Agenzia Nova) - La disputa per l'usufrutto degli appezzamenti pubblici da parte degli allevatori statunitensi dell'Ovest ha assunto una piega inattesa: ieri un gruppo di attivisti armati, guidati dal rancher Ammon Bundy, ha occupato il Malheur National Wildlife Refuge, 30 miglia a sudest di Burns, in Oregon, a sostegno di due allevatori condannati al carcere con l'accusa di aver appiccato il fuoco ad appezzamenti pubblici, sempre per protesta. Alcuni degli occupanti, tutti armati, sostengono di essere pronti a occupare il rifugio a tempo indefinito, e dissuadono le autorità dall'intervenire con la forza per operare uno sgombero. Lo sceriffo della Contea di Harney, David M. Ward, ha dichiarato alla stampa che le autorità stanno monitorando la situazione, e ha spiegato che gli occupanti "sono arrivati nella contesa sostenendo di voler aderire a milizie per la protezione dei rancher locali". In realtà, ha accusato lo sceriffo, gli uomini armati "hanno motivazioni differenti, puntano a rovesciare il governo della contea e a innescare un movimento sull'intero territorio degli Stati Uniti". La reazione degli allevatori dell'Oregon all'iniziativa degli uomini armati è stata variegata: sabato gli allevatori hanno tenuto una manifestazione a Burns, una cittadina di appena 3 mila abitanti, a favore dei due arrestati che ha visto coinvolte. diverse centinaia di persone. Proprio al termine della manifestazione, Bundy e dozzine di altri allevatori armati hanno annunciato l'occupazione dell'edificio pubblico: "Siamo qui perché la gente ormai ha subito sin troppi abusi. Le loro risorse e le loro terre sono state loro sottratte, al punto di gettarli letteralmente nella povertà", ha dichiarato Bundy, il quale ha avvertito che gli occupanti non esiteranno a far ricorso alle armi per difendersi, e che qualunque escalation di violenza sarebbe responsabilità delle autorità e dello Stato.

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Usa, il presidente Obama pronto ad agire da solo sul controllo delle armi da fuoco

New York, 4 gen - (Agenzia Nova) - Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, si prepara ad aggirare il congresso sul tema delle restrizioni all'acquisto e alla detenzione delle armi da fuoco, proprio mentre il Texas autorizza i suoi cittadini a portare in pubblico le armi legalmente detenute. Obama incontrerà oggi la procuratrice generale degli Stati Uniti, Loretta Lynch, in vista dell'adozione di una serie di provvedimenti esecutivi che aumenterà il numero dei reati e delle forme di violenza domestica che comporteranno un bando all'acquisto delle armi da fuoco. Ad oggi la legge federale proibisce già l'acquisto di armi a persone condannate per violenza domestica ai danni di coniugi o conviventi, ma Obama intende estendere il provvedimento agli stalker e alle persone soggette a ordinanze restrittive temporanee. In passato, però – sottolinea il “Wall Street Journal” – questo genere di iniziative da parte del presidente Obama ha sempre sortito effetti contrari a quelli sperati, scatenando un boom di acquisti di armi da fuoco da parte di cittadini preoccupati dalle incombenti limitazioni.

Continua a leggere l'articolo del Wall Street Journal

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