I soldati italiani a Mosul e la morte di Licio Gelli

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Monde, Financial Times, Bloomberg, Spiegel e New York Times
I soldati italiani a Mosul e la morte di Licio Gelli

L'Italia “estranea” in Europa per le sue posizioni su Russia e migrazioni

New York, 17 dic - (Agenzia Nova) - Il premier italiano Matteo Renzi rischia di ingaggiare uno scontro frontale con gli altri partner europei al summit di venerdì su temi fondamentali che vanno dalle migrazioni, al sistema bancario sino alle sanzioni alla Russia. Il meeting di fine anno dei leader dell'Ue programmato per venerdì si concentrerà soprattutto sulla crisi migratoria continentale e sul futuro dell'adesione del Regno Unito all'Ue. Negli ultimi mesi, l'Italia è stata aspramente criticata dall'Unione Europea e da diversi suoi vicini per non aver identificato i migranti sbarcati sulle sue coste, come previsto dai regolamenti comunitari. E' probabile che a questo proposito Renzi sfiderà l'Unione chiedendo il superamento degli accordi di Dublino e la piena condivisione dell'onere dell'accoglienza tra i paesi europei. Per quanto riguarda la regolamentazione del sistema bancario, l'Italia si trova al centro dell'attenzione per il recente piano di salvataggio di quattro istituti di credito che ha imposto perdite a azionisti e obbligazionisti junior. Infine, il governo italiano del premier Renzi ha destato stupore la scorsa settimana chiedendo ai partner europei che le sanzioni imposte alla Russia dopo l'annessione della Crimea non vengano rinnovate senza un dibattito approfondito tra i paesi dell'Unione.

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L’Italia manda i suoi soldati a proteggere la diga di Mosul

Parigi, 17 dic - (Agenzia Nova) - L’Italia invierà 450 militari a difendere la diga di Mosul: occupata nel giugno del 2014 dai miliziani dello Stato islamico in Iraq e Siria (Isis) e riconquistata nell'agosto dello stesso anno dalle forze curde appoggiate dall'aviazione Usa, la diga è la più importante del paese e fornisce energia ed acqua irrigua ad oltre un milione di persone; dopo anni di trascuratezza, la struttura necessità di una approfondita manutenzione e l'appalto è stato assegnato alla società italiana Trevi. I 450 nuovi soldati italiani si aggiungeranno ai 750 già presenti in Iraq per l'addestramento delle forze locali in funzione anti-Isis.

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Confindustria: la crescita italiana sta perdendo slancio

Londra, 17 dic - (Agenzia Nova) - La crescita italiana sta perdendo slancio; l'economia non riesce a uscire dall'abisso in cui è precipitata con la recessione. La Confindustria, riferisce il "Financial Times", ha corretto al ribasso le sue stime: il prodotto interno lordo dovrebbe aumentare dello 0,8 per cento quest'anno e dell'1,4 per cento nel 2016; gli incrementi previsti in precedenza erano rispettivamente dell'uno e dell'1,5 per cento.

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Eni principale beneficiaria della pace in Libia

New York, 17 dic - (Agenzia Nova) - Nessun paese ha da guadagnare più di Eni dalla riconciliazione tra i due governi libici rivali, scrive “Bloomberg”. La compagnia petrolifera italiana è ancora oggi il principale investitore del paese africano, e in vista della firma in Marocco dell'accordo per un governo di unità nazionale, sta già preparando le sue mosse. L'ad Claudio Descalzi, ha spiegato che l'azienda “sta parlando con tutti: la Compagnia petrolifera nazionale, la banca centrale, ovviamente anche con Tobruk”. Eni è forse l'unica eccezione significativa al caos in cui è calata la Libia e il suo settore petrolifero dopo la deposizione del dittatore Muammar Gheddafi: prima dell guerra civile la compagnia petrolifera italiana produceva nel paese 260 mila barili di petrolio giornalieri,oggi oltre 300 mila.

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Italia: morto l'ex gran maestro della Loggia P2

Berlino, 17 dic - (Agenzia Nova) - L'ex gran maestro della loggia massonica P2, Licio Gelli, è morto. Questa figura coinvolta in molti scandali del dopoguerra italiano è morta ieri all'età di 96 anni nella sua villa ad Arezzo: Gelli, un simpatizzante del fascismo, nel 1970 ha fondato la famigerata loggia massonica Propaganda Due che, negli anni, è stata profondamente radicata nell'establishment italiano e contava diversi politici, giudici, banchieri e rappresentati dell'esercito tra i suoi membri. La loggia P2 è ritenuta responsabile della morte misteriosa del banchiere Roberto Calvi, conosciuto anche come "banchiere di Dio" e appartenente alla P2. Nel 1981 la loggia fu messa al bando e Gelli scappò in Svizzera, dove fu arrestato nel 1982.

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Panorama internazionale

 

Marine Le Pen (foto LaPresse)


 

Francia, foto di esecuzioni dell'Isis su Twitter: messa sotto inchiesta, Marine Le Pen sfida il ministro dell'Interno Cazeneuve

Parigi, 17 dic - (Agenzia Nova) - L'aumento dei consensi del Front national (Fn) alle recentissime elezioni regionali sta avendo in Francia imprevedibili conseguenze: la giornata di mercoledì 16 dicembre è stata scandita da un crescendo di polemiche che, partite da una trasmissione televisiva di analisi politica, sono approdate ad uno scambio senza esclusione di colpi tra la leader frontista Marine Le Pen ed il ministro dell'Interno Bernard Cazeneuve. Tutto è iniziato di prima mattina sulla rete "Bfm", quando il giornalista Jean-Jacques Bourdin ha tracciato un paragone tra il richiamo identitario del Fn e quello esercitato dall'Isis su certi ambienti islamici francesi. Per tutta risposta Marine Le Pen ha scritto sul suo account Twitter, che ha 860 mila follower, che un simile parallelismo è "inaccettabile" ed "immondo"; ed ha postato alcune truculente foto di esecuzioni dell'Isis per rafforzare il concetto della profonda differenza tra i tagliagole islamici ed i milioni di elettori francesi che hanno votato per il Fn. Apriti cielo! Il primo ministro socialista Manuel Valls l'ha accusata di "propositi incendiari"; ed il ministro dell'Interno, il socialista Bernard Cazeneuve, ha mobilitato la polizia: cosicché nel tardo pomeriggio la procura di Nanterre ha annunciato di aver aperto un'inchiesta per "diffusione di immagini violente" contro la leader frontista. La quale comunque ha avuto l'ultima parola in questa stupefacente giornata di scontro politico, sfidando il ministro dell'Interno in un'intervista serale sulla tv "Europe 1": "Cazeneuve vuole mettermi le manette", ha polemicamente chiesto Marine Le Pen, "per aver condannato il paragone fra me ed una organizzazione criminale?". C'è tuttavia da dubitare che queste sue parole porranno fine alla polemica.

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Ue: Merkel esorta Cameron a un ripensamento sui limiti ai benefit per gli immigrati o rischierà l'isolamento

Londra, 17 dic - (Agenzia Nova) - In evidenza sulla stampa britannica il vertice europeo che inizia oggi a Bruxelles. Angela Merkel, cancelliera della Germania, ha avvertito che non sosterrà la permanenza del Regno Unito nell'Unione Europea a qualunque costo, appoggiando proposte che violino il principio della libertà di circolazione delle persone e quello di non discriminazione tra i cittadini europei. Un avvertimento al primo ministro britannico, David Cameron, è arrivato anche dall'ex premier John Major, secondo il quale "flirtare" con la Brexit può portare all'isolamento. Cameron ribadirà la sua richiesta di rapide modifiche ai trattati per consentire alla Gran Bretagna di limitare i benefit sociali per i lavoratori comunitari introducendo un requisito di residenza di quattro anni, andando incontro a un probabile fallimento. Quindi, nella cena di lavoro di stasera cercherà di convincere i suoi partner a dare risposte alle preoccupazioni d'Oltremanica sull'immigrazione. Il "Financial Times", in un editoriale non firmato, attribuibile alla direzione, critica la tattica negoziale scelta: la questione dei benefit agli immigrati è diventata un totem, mentre ci sono altri temi cruciali per gli interessi nazionali, a cominciare dalla tutela dei paesi non appartenenti all'area dell'euro. Gli editoriali di "The Independent" e "The Guardian" osservano che i leader europei hanno problemi più gravi di quelli sollevati da Cameron e che il vertice può essere l'opportunità per una svolta sulla politica per i rifugiati. "The Telegraph" pubblica un nuovo sondaggio di Lord Ashcroft secondo il quale il 47 per cento dell'opinione pubblica è favorevole a lasciare l'Ue, il 38 per cento è contrario e il 14 per cento indeciso.

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La democrazia della Polonia è in pericolo

Berlino, 17 dic - (Agenzia Nova) - La democrazia polacca è in pericolo? La risposta è "sì", scrive l'opinionista Reinhard Veser sul quotidiano "Frankfurter Allgemeine Zeitung", a cui parere per giungere a questa conclusione basta osservare l'operato del nuovo governo di Varsavia. Dalla sua entrata in carica, il nuovo esecutivo polacco "non ha fatto altro che concentrare tutte le sue forze per attaccare giustizia e media, con il chiaro obiettivo di portarli sotto il suo controllo". Un'offensiva accompagnata, secondo l'opinionista, da una retorica da guerra civile, che non lascia spazio ad un confronto obiettivo, perché le critiche ai progetti del governo "vengono tacciate di tradimento della patria". La risposta alla domanda sul futuro della democrazia polacca, tuttavia, prevede anche qualcos'altro, se si considera l'intero panorama politico: è infatti incoraggiante la reazione della società polacca che, nel giro di poche settimane, ha fatto nascere un movimento popolare apartitico la cui capacità di mobilitazione è considerevole.

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Libia: le trappole dell'accordo per un governo di unione nazionale

Parigi, 17 dic - (Agenzia Nova) - Se sarà rispettato il calendario previsto dalle Nazioni Unite, oggi a Skhirat in Marocco dovrebbe essere firmato un accordo politico tra i rappresentanti delle fazioni antagoniste che da sedici mesi hanno fatto precipitare la Libia nel caos: mediato dall'inviato speciale dell’Onu per la Libia Martin Kobler, l'accordo dovrebbe gettare le basi di un governo di unione nazionale la cui prima missione sarà stabilizzare un paese in cui sta mettendo le radici lo Stato islamico (Isis). Ma secondo il corrispondente da Tunisi del quotidiano francese "Le Monde", Frédéric Bobin, l'attesa firma dell'accordo rischia di complicare piuttosto che sciogliere l’imbroglio libico: tra frammentazione delle forze politico-militari, diffidenza nei confronti dell'Onu e della comunità internazionale e ascesa dell'Isis, secondo il "Monde" non c'è molto di cui essere ottimisti. Tanto per cominciare, ricorda Frédéric Bobin, non è chiara la reale rappresentatività dei delegati delle due principali fazioni in lotta per il potere che oggi dovrebbero firmare l'accordo di Skhirat: entrambi i presidenti dei due Parlamenti libici rivali, quello liberal-nazionalista di Tobruk e quello islamista di Tripoli, si oppongono infatti alla firma. Magari la loro opposizione è dovuta unicamente a motivi di ambizione personale, ma intanto in entrambi i campi sta montando un sentimento "anti-Onu" rafforzato dai metodi spicci adottati dall'inviato delle Nazioni Unite Martin Kobler; e attizzato dallo scandalo sull'imparzialità del suo predecessore Bernardino Leon, che mentre era ancora in Libia stava già negoziando una futura carriera negli Emirati Arabi Uniti (Uae) che sono tra i principali sponsor del Parlamento di Tobruk. La forzatura dell'Onu, scrive il giornalista del "Monde", si spiegano con la preoccupazione dei paesi occidentali, ed europei in particolare, per la presenza dell'Isis: per loro è imperativo che si installi in Libia un governo riconosciuto che poi chiami la comunità internazionale a colpire il Califfato a S‏irte. Ma questo scenario ideale, conclude Frédéric Bobin, non può avere successo che in un quadro politico libico autenticamente consensuale: in caso contrario il nuovo governo sarà sì di "unione nazionale", ma in realtà non farà altro che aggravare la frammentazione politica locale ed inasprire il sentimento anti-Onu ed anti-occidentale, indebolendo come risultato l'efficacia della lotte contro i terroristi dell'Isis.

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George Osborne e Philip Hammond: attaccheremo l'Isis su cinque fronti

Londra, 17 dic - (Agenzia Nova) - In un articolo pubblicato sul quotidiano britannico "The Telegraph", George Osborne e Philip Hammond, rispettivamente cancelliere dello Scacchiere e segretario agli Esteri del Regno Unito, illustrano un piano in cinque punti per combattere l'Isis al fianco dei partner internazionali. La prevenzione degli attentati in patria, l'azione diplomatica per risolvere il conflitto siriano, il sostegno umanitario, il contrasto alla propaganda e l'isolamento finanziario sono gli elementi della strategia.

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