I populisti italiani a scuola da Le Pen

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Financial Times, Wall Street Journal, Les Echos, New York Times.
I populisti italiani a scuola da Le Pen

Renzi difende i risultati nella lotta all'evasione fiscale

Londra, 15 dic - (Agenzia Nova) - Il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, ha difeso i risultati del suo governo nella lotta contro l'evasione fiscale, dopo le critiche sull'innalzamento del limite dei pagamenti in contanti. In particolare, riferisce il "Financial Times", Renzi ha ricordato che la "voluntary disclosure" ha permesso di recuperare quasi quattro miliardi di euro.

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I populisti italiani a scuola dal Fn

Parigi, 15 dic - (Agenzia Nova) - "L'onda Le Pen inonderà l'Italia": Matteo Salvini, leader della Lega Nord, esultava la scorsa settimana per il risultato raggiunto al primo turno delle elezioni regionali francesi dalla sua egeria Marine Le Pen. Onda di marea o tsunami, la stampa italiana in questi ultimi giorni si è divisa unicamente sulla scelta della metafora che meglio esprime il naufragio in Francia dei partiti tradizionali ed il timore che l'onda populista attraversi le Alpi. Perché infatti se un elettore francese su tre ha votato per il Front national (Fn), quasi un italiano su due è disposto a dare il suo voto ad un "partito anti-sistema": il Movimento cinque stelle (M5s) di Beppe Grillo è accreditato del 27,6 per cento e la nebulosa della destra estrema composta dalla Lega Nord e dai suoi alleati oscilla intorno al 20 per cento; quanto al centrodestra, il suo DNA è più vicino agli ideali del Fn che ai valori gollisti. Sul quotidiano economico francese "Les Echos" il corrispondente da Roma Olivier Tosseri analizza quello che definisce "l'elemento principale della vita politica" dell'Italia, cioè a suo parere proprio il populismo: ne rintraccia le origini nel modo in cui le elite unificarono la Penisola, richiama l'esempio del fascismo e cita l'esito contraddittorio della stagione di Mani Pulite; per Tosseri, anche Matteo Renzi utilizza dei tratti populisti, ridicolizzando i "professoroni" e puntando il dito sulle elite imprenditoriali e sindacali lontane dai bisogni reali degli italiani. Secondo l'analisi del corrispondente di "Les Echos", più che la Lega nord il principale avversario del partito democratico di Renzi è il M5s, che infatti attenderebbe con fiducia i prossimi appuntamenti elettorali; e conclude affermando che se è ancora troppo preso per dire se l'ondata populista inonderà l'Italia, è certo invece che non rifluirà assai presto.

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Draghi non pone limiti agli interventi della Bce sul fronte dell'inflazione, inizia a convincere gli economisti

New York, 15 dic - (Agenzia Nova) - Il presidente della Banca centrale europea (Bce), Mario Draghi, ha dichiarato ieri che non esistono limiti agli studenti che l'Eurotower potrebbe adottare per riportare il tasso di inflazione dell'eurozona vicino all'obiettivo del due per cento. “Non c'è dubbio”, ha ribadito Draghi, che la Bce debba fare di più per conseguire tale obiettivo. “Il nostro mandato non ci pone limiti in merito alla scelta di strumenti politici o alla modalità del loro impiego. (…) Possiamo sempre riportare l'inflazione al nostro obiettivo. Dobbiamo farlo e lo faremo”, ha proseguito il presidente della Bcan centrale. Le rassicurazioni di Draghi sembrano iniziare a far breccia tra gli economisti: il 60 per cento di quelli consultati dall'agenzia “Bloomberg” afferma che la Bce non avrà bisogno di annunciare ulteriori misure di easing quantitativo, e l'85 per cento che la Bce riuscirà a riportare l'inflazione sotto la soglia del 2 per cento entro la fine del mandato di Draghi, nell'ottobre 2019.

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Italia, per il “New York Times” il Jobs Act di Renzi non sta sortendo gli effetti sperati

New York, 15 dic - (Agenzia Nova) - Il premier italiano Matteo Renzi ha cantato vittoria il mese scorso, quando i dati diffusi dall'Istat hanno registrato un calo del tasso di disoccupazione nazionale ai minimi da tre anni. Renzi ha attribuito il risultato al Jobs Act, la riforma del mercato del lavoro che il suo governo ha introdotto tra gennaio e marzo di quest'anno. Secondo il “New York Times”, però, uno sguardo più approfondito agli indicatori relativi all'occupazione italiana dimostrano che la riforma non ha sortito gli effetti sperati. Dall'inizio dell'anno, scrive il quotidiano, il numero dei posti di lavoro a tempo indeterminato, che la riforma puntava a incrementare, è rimasto perlopiù stabile, mentre quello dei lavori con contratto a termine ha continuato a crescere. Il modesto aumento dell'occupazione complessiva – sostiene l'analisi del quotidiano – più che alla recente riforma del governo Renzi, è dovuto all'aumento dell'età pensionabile da parte dei governi precedenti a quello attuale. Il premier, che ha puntato sul Jobs Act soprattutto per dare maggiori opportunità di impiego stabile ai giovani, resta un entusiastico sostenitore della riforma: “I numeri sono più forti delle opinioni. La disoccupazione un anno fa era al 13 per cento, ora all'11,5 per cento”, ha scritto il premier sul suo sito web il 4 dicembre scorso. La riforma varata dal suo governo semplifica le procedure di licenziamento nelle grandi aziende, concedendo al contempo generosi incentivi alle aziende che assumono a tempo indeterminato secondo un nuovo sistema a tutele progressive. Il “New York Times”, però, sottolinea che tra gennaio e ottobre di quest'anno, con l'economia in leggera crescita, in Italia sono stati creati 83 mila posti di lavoro netti, meno della metà dello scorso anno, quando nello stesso periodo i nuovi posti di lavoro erano stati 174 mila. Se poi anziché ai dati sulla disoccupazione si guarda a quelli relativi all'occupazione, si scopre che in realtà a ottobre essa è calata di 39 mila unità a ottobre, dopo un calo di 45 mila unità a settembre. Secondo il “New York Times”, più che di una nuova legislazione del lavoro, le piccole aziende italiane hanno bisogno di una minore imposizione fiscale, di costi dell'energia inferiori e di un maggiore accesso al credito bancario. Realtà più grandi, come Brembo, che impiega 7.800 dipendenti nel mondo e 2.950 in Italia, esprimono invece un giudizio assai positivo della riforma del governo Renzi, anche se in diversi casi sostengono che essa non abbia influito in maniera determinante nelle decisioni di quest'anno relative alle assunzioni. In definitiva, il calo della disoccupazione registrato dall'Istat riflette secondo il “New York Times” soprattutto il sensibile aumento degli sfiduciati, che hanno rinunciato alla ricerca attiva di un impiego e dunque non figurano nelle statistiche relative alla disoccupazione. Ne è prova, secondo il quotidiano, il fatto che a ottobre la partecipazione alla forza lavoro – occupati e persone alla ricerca di impiego – è calata ai minimi da oltre tre anni. Se valutato sulla base dei risultati conseguiti sino ad ora, insomma, il Jobs Act appare “controverso”, così come lo è il giudizio degli economisti: alcuni affermano che si tratti di una riforma importante per attrarre investimenti stranieri; altri che per incrementare l'occupazione l'Italia debba puntare soprattutto sugli investimenti in istruzione e tecnologia e nella creazione di un ambiente meno ostile all'attività imprenditoriale e produttiva. Una critica comune all'impianto della riforma, infine, è il atto che si applichi solo alle nuove assunzioni e che non riguardi l'impiego pubblico.

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Il gruppo indiano Mahindra acquisisce Pininfarina

New York, 15 dic - (Agenzia Nova) - Il gruppo industriale indiano Mahindra, con sede a Mumbai, ha raggiunto un accordo per l'acquisto della quota di maggioranza di Pininfarina, storica firma del design italiano famoso in particolare per le storiche e illustri collaborazioni con Ferrari, Alfa Romeo e Maserati. L'annuncio ha causato un crollo del 60 percento delle azioni dell'azienda italiana, il cui prezzo unitario è calato a 1,67 euro. L'accordo annunciato ieri prevede che due controllate di Manindra, Tech Mahindra e Mahindra&Mahindra, acquisiscano il 76,06 per cento di Pininfarina al prezzo di 1,10 euro per azione (25 milioni di euro complessivi); il piano prevede anche un'Opa per l'acquisto della rimanente quota di partecipazione entro la fine del 2016.

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Panorama internazionale

Il sergente americano Bowe Bergdahl andrà di fronte alla Corte marziale con l'accusa di diserzione e di aver messo a rischio l'incolumità dei suoi commilitoni nel 2009, quando decise di abbandonare il suo posto di guardia in Afghanistan e finì per farsi catturare dai talebani


 

Hammond e Gentiloni: il Regno Unito e l'Italia insieme per la riforma dell'Ue

Londra, 15 dic - (Agenzia Nova) - L'idea del primo ministro del Regno Unito, David Cameron, di un'Unione Europea a più velocità ha ottenuto un importante sostegno dall'Italia, dopo settimane di negoziati tra Londra e Roma. I ministri degli Esteri dei due paesi, Philip Hammond e Paolo Gentiloni, spiegano in un articolo pubblicato sul quotidiano britannico "The Telegraph", che i loro governi non hanno la stessa visione dell'Europa ma condividono la convinzione che per il futuro dell'Ue serva un approccio più flessibile riguardo all'appartenenza.

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Germania: perché la Merkel trionfa

Berlino, 15 dic - (Agenzia Nova) - La cancelliera tedesca Angela Merkel è conosciuta per avere molti punti di forza, ma l'arte oratoria però non è uno di questi. Per questo, scrive l'opinionista Robert Rossmann sul quotidiano "Sueddeutsche Zeitung", è stato sorprendente vedere come al congresso della Cdu, Merkel abbia presentato la sua politica relativa ai rifugiati con così tanta passione da riuscire a strappare un applauso anche ai delegati che finora avevano sempre respinto la sua linea politica. Un trionfo cui anche la Cancelliera non è troppo abituata. E un successo di cui Merkel aveva grande necessità. Anche nei precedenti congressi di partito ci sono state questioni controverse come il salario minimo, la parificazione fiscale per le coppie di fatto o il fiscal drag, ma nessuno di questi temi ha messo in discussione il cancellierato di Merkel come ha fatto invece l'emergenza immigrazione. L'arrivo di più di un milione di profughi, infatti, rappresenta la più grande sfida per la Germania dopo la riunificazione.

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Francia: l’affabulatore, il terrorismo e l'isteria mediatica

Parigi, 15 dic - (Agenzia Nova) - Il quotidiano progressista francese "Le Monde" torna sulla vicenda che ieri lunedì 14 dicembre ha tenuto banco in Francia: il maestro d'asilo che ha inventato di esser stato aggredito e ferito da un presunto attentatore islamista, provocando un corto circuito mediatico in un paese ancora traumatizzato dagli attentati del 13 novembre a Parigi.

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Usa, uomo accusato di aver ricevuto 9 mila dollari dall'Isis per compier un attentato

Washington, 15 dic - (Agenzia Nova) - L'Fbi ha reso noto ieri d'aver arrestato un uomo del Maryland, accusato d'aver ottenuto almeno 9 mila dollari dallo Stato islamico (Isil) per condurre un attacco terroristico sul suolo statunitense. L'uomo, Mohamed Yousef Elshinawy, di 30 anni, è stato tratto in custodia venerdì presso la propria abitazione. Elshinawy, accusato di aver fornito sostegno materiale a una organizzazione terroristica, di aver mentito alle autorità federali in merito a trasferimenti di denaro e di aver occultato elementi indiziari, ha ammesso dopo l'arresto che il denaro trasferitogli dall'Isis era destinato a “spese operative”, e ha citato ad esempio dell'attentato che stava pianificando l'attacco dello scorso maggio a una mostra di caricature del profeta Maometto a Garland, in Texas. Stando all'Fbi, l'uomo aveva giurato fedeltà all'Isis quest'anno ed era pronto al martirio.

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Usa: il sergente Bowe Bergdahl affronterà la Corte marziale con l'accusa di diserzione

New York, 15 dic - (Agenzia Nova) - Il generale Robert B. Abrams, capo del Comando delle forze dell'Esercito statunitense a Fort Bragg (North Carolina), ha ordinato ieri la comparizione del sergente Bowe Bergdahl di fronte alla Corte marziale con l'accusa di diserzione e di aver messo a rischio l'incolumità dei suoi commilitoni nel 2009, quando decise di abbandonare il suo posto di guardia in Afghanistan e finì per farsi catturare dai talebani, che lo tennero prigioniero per cinque anni. Bergdahl, oggi 29enne, rischia di essere condannato all'ergastolo: una pena assai superiore a quella richiesta dall'ufficiale investigativo dell'Esercito degli Stati Uniti, che all'udienza preliminare di settembre aveva chiesto una sanzione assai meno severa. Nello specifico, il sergente rischia un massimo di cinque anni di reclusione per l'accusa di diserzione, e il carcere a vita nel caso fosse riconosciuto colpevole del reato militare ancor più grave di errata condotta di fronte al nemico, che nello specifico si tradurrebbe in un rischio diretto ai danni dei commilitoni dell'imputato.

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