Renzi "confuso" tra banche ed evasione fiscale

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di New York Times, Financial Times, Jornal do Brasil, Washington Post
Renzi "confuso" tra banche ed evasione fiscale

Il premier italiano Matteo Renzi difende l'intervento in soccorso di 4 istituti bancari

Washington, 11 dic - (Agenzia Nova) - Il premier italiano Matteo Renzi ha difeso ieri il piano varato dal governo per il salvataggio di quattro piccoli istituti di credito tra cui Banca Popolare dell'Etruria, dopo le polemiche per i circa 10 mila detentori di obbligazioni emesse da quegli istituti che hanno visto completamente cancellati i loro risparmi. Uno tra questi, un pensionato di Civitavecchia, si è suicidato dopo aver perso risparmi per circa 100 mila euro. Hanno perso i loro investimenti anche circa 130 mila azionisti. Il premier italiano, però, ha sottolineato che l'intervento del governo da 3,6 miliardi di euro prima dell'entrata in vigore delle norme europee sul “bail in” ha consentito di salvare conti bancari e migliaia di posti di lavoro. Renzi ha spiegato che il governo sta lavorando a una soluzione per queste categorie, pur sottolineando che diversi obbligazionisti potrebbero aver sottovalutato il fattore di rischio.

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L'atteggiamento confuso di Renzi sull'evasione fiscale

Londra, 11 dic - (Agenzia Nova) - L'economia sommersa, di vaste dimensioni (un quinto del prodotto interno lordo, secondo le stime), costituisce da molto tempo uno dei principali fattori di ostacolo alla modernizzazione dell'Italia. Combattere il fenomeno dovrebbe essere l'obiettivo di ogni presidente del Consiglio. Stranamente, osserva un editoriale non firmato del "Financial Times", attribuibile alla direzione, Matteo Renzi sta muovendo un passo nella direzione opposta con l'innalzamento della soglia per i pagamenti in contanti da mille a tremila euro. Il tentativo di creare un vento politico favorevole per sé e il suo partito è scusabile. Renzi resta "un impressionante riformatore" che cerca di rimuovere ostacoli alla crescita. Tuttavia, l'economia nera è uno dei più pesanti fardelli del paese e niente di buono può venire, secondo il quotidiano, da una misura che serve solo ad aggravare il problema.

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Italia, le sofferenze bancarie calano ma il problema strutturale resta

New York, 11 dic - (Agenzia Nova) - Il monte dei crediti deteriorati detenuti dalle banche italiane è calato a ottobre di un miliardo di euro, dopo essere cresciuto ininterrottamente per tre anni nel corso della crisi economica che ha attanagliato il paese. Il calo, però, è dovuto soprattutto alla cessione di portafogli da parte dei creditori, più che a una vera e propria svolta del settore. Ad oggi le sofferenze ammontano a circa 200 miliardi di euro (199 miliardi stando agli ultimi dati di Bankitalia), circa il 18 per cento del credito corporate complessivo emesso dalle banche italiane, e gli analisti non si aspettano una vera inversione di tendenza prima della seconda metà del prossimo anno. Mark Gilbert affronta il tema delle sofferenze bancarie italiane con un editoriale su “Bloomberg”. L'Italia – scrive Gilbert – si è trascinata fuori dalla recessione e nel terzo trimestre ha conseguito una crescita del pil dello 0,8 per cento, ma si tratta comunque di un tasso di crescita dimezzato rispetto a quello dell'eurozona nel suo complesso. Se il governo italiano non troverà una cura efficace per le sofferenze bancarie, che agiscono da palla al piede alla cinghia di trasmissione del credito – avverte l'opinionista – l'economia del Belpaese continuerà a far peggio di quelle dei suoi vicini. Il monte dei crediti bancari italiani in sofferenza, scrive Gilbert, è ancor più terrorizzante quando lo si guarda in prospettiva all'output economico trimestrale: le sofferenze ammontano a 200 miliardi, grosso modo metà di quanto l'economia italiana produce nell'arco di tre mesi. Il problema, sottolinea l'opinionista, non è solo italiano: “Se le banche dei paesi dell'eurozona sono appesantite dalle sofferenze, i tentativi della Banca centrale europea di stimolare la crescita e i prezzi al consumo (…) tramite il quantitative easing sono inevitabilmente destinati al fallimento”.

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Migrazioni: Ue apre procedura di infrazione contro l'Italia

Rio de Janeiro, 11 dic - (Agenzia Nova) - La Commissione europea ha aperto una procedura d'infrazione contro l'Italia, accusando il paese di non aver raccolto le impronte digitali di tutti gli immigrati approdati suo territorio. Con una lettera di messa in mora, primo passo per l'apertura del procedimento, la Commissione invita Italia, Grecia e Croazia a rispettare le norme stabilite dall'Unione Europea in materia di immigrazione. Secondo alcune fonti, la notizia non ha sorpreso il governo italiano dal momento che vi è già stato un intenso scambio di rapporti informativi tra Bruxelles e Roma. L'apertura del procedimento dovrebbe concedere al paese un paio di mesi per correggere i problemi rilevati dalla Commissione, ma se così non fosse, il caso potrebbe passare alla Corte di giustizia europea.

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Italia: la Lombardia vieta burqa e niqab negli uffici pubblici e negli ospedali

Rio de Janeiro, 11 dic - (Agenzia Nova) - Le autorità della regione italiana della Lombardia vogliono vietare l'ingresso di persone con il volto coperto negli uffici pubblici e negli ospedali della regione, e per questo hanno stabilito il "divieto di indossare burqa e niqab, così come passamontagna e caschi integrali", come riferito ieri da fonti del governo regionale. Durante una conferenza stampa, il governatore Roberto Maroni, del partito della Lega Nord, ha confermato la modifica della regolamentazione per l'accesso alle strutture pubbliche della regione. La misura è stata adottata in seguito agli attacchi dei militanti jihadisti lo scorso 13 novembre a Parigi, nei quali hanno perso la vita 130 persone.

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Panorama internazionale

Il Connecticut è pronto a proibire l'acquisto di armi da fuoco ai chiunque figuri nel database antiterrorismo dell'Fbi


 

Francia, feroci polemiche per le dichiarazioni del socialista Bartolone su Pécresse campionessa della "razza bianca"

Parigi, 11 dic - (Agenzia Nova) - Alla fine la campagna elettorale in vista del secondo e decisivo turno delle regionali in Francia, domenica 13 dicembre, è dominata dalle invettive e da feroci polemiche; ma, contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, nulla di tutto ciò riguarda il Front national (Fn) di Marine Le Pen. Protagonista delle ultime infuocate battute pre-elettorali infatti è Claudio Bartolone, presidente socialista dell'Assemblea Nazionale e capolista del Partito socialista (Ps) nella Regione Ile-de-France: in un intervento sul settimanale progressista "le Nouvel Obervateur", Bartolone ha definito come "una candidata che difende la razza bianca" la sua principale rivale alla guida della Regione della capitale Parigi, quella Valérie Pécresse che è capolista della destra "classica" dei Repubblicani (Lr) e che i sondaggi danno testa-a-testa nel rush finale con lo stesso presidente dell'Assemblea Nazionale; in un'area del paese, perdipiù, che da sempre è dominata dalla sinistra. Bartolone ha poi rincarato la dose: "Lei parla come il Fn, vuole fare paura e rimettere nei ranghi la Regione, in uniforme e con un casco in testa". La Précresse gli ha risposto per le rime: "Sono parole abbiette, ho vergogna della politica; se il fine giustifica i mezzi, spero che gli elettori lo puniscano"; ed ha annunciato una denuncia penale. E oltre a lei, è l'intero centro-destra che insorge, affermando che "il presidente dell'Assemblea Nazionale dovrebbe rappresentare tutti i deputati e non può lasciarsi andare ad attacchi di questo tipo". Visibilmente imbarazzato, il primo ministro socialista Manuel Valls da parte sua ha rifiutato di prender parte nella polemica; ma il portavoce di Bartolone ha ribadito i concetti espressi dal suo capo, accusando a sua volta la Pécresse di aver utilizzato argomenti xenofobi nella sua campagna elettorale. Ora c'è chi teme che questa polemica possa mettere a rischio il riporto dei voti del centro-destra sui candidati socialisti e viceversa, in quelle Regioni dove una tale convergenza di "unità repubblicana" è necessaria per sbarrare la strada ad una vittoria del Fn. "Claudio Bartolone prima chiama gli elettori socialisti a votare per i candidati di centro-destra in Nord-Pas de Calais-Piccardia ed in Provenza-Alpi-Costa Azzurra, contro l'estrema destra, e poi in Île-de-France vuol far credere che Valérie Pécresse sia la figlia naturale di Mussolini e di Eva Braun?", si indigna il presidente del partito centrista Udi, Jean-Christophe Lagarde; "Deve scusarsi e ritirare ciò che ha detto", scandisce con durezza.

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Regno Unito: Cameron pronto a cedere sui limiti ai benefit per i lavoratori immigrati comunitari

Londra, 11 dic - (Agenzia Nova) - Il primo ministro del Regno Unito, David Cameron, si sta preparando, secondo fonti del quotidiano britannico "The Guardian", per un compromesso sulla controversa richiesta all'Unione Europea di consentire la limitazione dei benefit per gli immigrati. Il premier, che intende dare la spinta finale ai negoziati in occasione del vertice europeo della prossima settimana, ha già mostrato una certa flessibilità nella lettera con la quale ha presentato le sue istanze al presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk. Ieri, nella conferenza stampa a Varsavia, seguita all'incontro con la sua omologa polacca, Beata Szydło, che non è riuscito a convincere, ha ribadito "l'impegno rispetto all'agenda", ma anche ammesso che alcune proposte sono "difficili e necessitano di ulteriore lavoro" per arrivare a un accordo.

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Regno Unito: la scommessa di Cameron sulla Brexit

Londra, 11 dic - (Agenzia Nova) - La campagna del primo ministro del Regno Unito, David Cameron, per riformare l'Unione Europea è filata più o meno liscia fino a questo mese: il premier, osserva il settimanale britannico "The Economist", è stato abbastanza diplomatico da incontrare tutti gli altri 27 leader prima di mettere le sue carte sul tavolo e al presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha sottoposto degli obiettivi raggiungibili. La sua parola d'ordine è stata flessibilità, ma nonostante ciò l'arnmonia si è rotta intorno alla questione dei limiti ai benefit per gli immigrati. L'Ue è impegnata su diversi fronti di crisi, dai rifugiati al terrorismo, dalla Russia alla Siria alla Grecia. Tuttavia, secondo "Charlemagne", la rubrica dedicata agli affari europei, la minaccia della Brexit, l'uscita della Gran Bretagna, è un problema diverso dagli altri. La rinegoziazione dei termini dell'appartenenza sembra una ferita autoinflitta. Perché Londra dovrebbe godere di un trattamento speciale? Gli europei sono esasperati; gli altri partner internazionali, dagli Stati Uniti a Hong Kong, sconcertati; tutti sono preoccupati. Come si è arrivati a tutto questo?

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Regno Unito: Corbyn e il truffatore accusato di finanziare lo Stato islamico

Londra, 11 dic - (Agenzia Nova) - Il leader del Labour britannico, Jeremy Corbyn, continua a essere al centro di polemiche per le sue posizioni pacifiste e garantiste. Alle critiche, anche interne al suo partito, per la decisione di partecipare a un evento natalizio di raccolta fondi dell'organizzazione Stop the War, si aggiunge una rivelazione del quotidiano "The Telegraph", secondo la quale il politico intervenne per garantire una cauzione a un truffatore accusato di aver rubato soldi ai pensionati per raccogliere fondi per i jihadisti dell'Isis in Siria. Corbyn scrisse una lettera ai magistrati lo scorso maggio per aiutare Mohamed Dahir, 23 anni, di origine somala, sostenendo che era inserito nella comunità e che la sua fuga era improbabile. Un portavoce ha reso noto che il leader al momento non era a conoscenza dei presunti legami dell'uomo col terrorismo e che condanna le sue azioni.

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Usa, il governatore del Connecticut pronto a proibire l'acquisto di armi alle persone che figurano nelle liste dell'Fbi

New York, 11 dic - (Agenzia Nova) - Il governatore del Connecticut, Dannel P. Malloy, ha annunciato ieri che firmerà una ordinanza esecutiva per proibire l'acquisto di armi da fuoco ai chiunque figuri nel database antiterrorismo del Federal Bureau of Investigation (Fbi), una lista di persone sotto attenzione speciale perché giudicate pericolose e potenzialmente destiante alla “no-fly list”, la lista delle persone cui è vietato l'imbarco negli aeroplani. L'annuncio del governatore Malley recepisce un appello pronunciato dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama all'indomani delle ultime gravi sparatorie verificatesi negli Usa, incluso l'attentato ad opera di due terroristi di origini pakistane a San Bernardino. Si tratta però di una decisione destinata a far discutere, dal momento che proprio quei due attentatori, così come molti altri, non figuravano affatto nella lista delle “attenzioni speciali” dell'Fbi, che pure è andata via via ingigantendosi: dall'inizio dell'amministrazione Obama, infatti, il numero dei cittadini Usa iscritti alla lista dell'Fbi è addirittura decuplicato a 47 mila. Un boom capillare della sorveglianza e del controllo sociale che non pare però aver contribuito al suo obiettivo dichiarato, vale a dire quello di prevenire la violenza armata e il terrorismo.

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