La diplomazia per la pace in Libia e le preoccupazioni di Eni

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Les Echos, Financial Times, Bloomberg, Daily Telegraph
La diplomazia per la pace in Libia e le preoccupazioni di Eni

Papa Francesco inaugura l'Anno santo speciale della misericordia tra i timori per il terrorismo

Londra, 9 dic - (Agenzia Nova) - Papa Francesco ha inaugurato l'Anno santo speciale della misericordia, riferisce il quotidiano britannico "The Telegraph", ma l'afflusso a San Pietro è stato minore del previsto a causa della paura di attentati terroristici. Il Vaticano sperava in centomila presenze; secondo le stime, invece, non si sono superate le quarantamila. Sullo stesso giornale il processo per la fuga di informazioni, in cui sono imputati anche due giornalisti italiani: sarà ascoltato come testimone il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato.

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Italia e Usa lanciano un'iniziativa diplomatica per la pace in Libia mentre cresce la paura per l'espansione dell'Isis

Londra, 9 dic - (Agenzia Nova) - L'Italia e gli Stati Uniti, riferisce il "Financial Times", stanno lanciando un'iniziativa diplomatica per mettere fine alla guerra civile in Libia, a causa della crescente preoccupazione per l'ascesa dell'Isis nel paese nordafricano. Il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, e il segretario di Stato statunitense, Jonh Kerry, hanno convocato per una conferenza a Roma, in programma sabato, alcuni dei più influenti diplomatici del mondo, con l'obiettivo di dare una spinta a un accordo per un governo libico di unità nazionale.

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L'esecutivo italiano vuole il suo Crédit Agricole transalpino

Parigi, 9 dic - (Agenzia Nova) - La riforma del settore bancario italiano prosegue sotto il segno della concentrazione: dopo le banche popolari, ora è il turno delle banche di credito cooperativo (Bcc) di subire le pressioni congiunte del governo, della Banca d'Italia e della Banca centrale europea perché si autoriformino. Un progetto in tal senso sarà messo a punto e presentato il mese prossimo al senato da parte di Alessandro Azzi, il presidente di Federcasse che raggruppa le 371 Bcc con le loro 4.450 filiali che rappresentano il 14,6 per cento del mercato italiano del credito. L'obbiettivo è di raggrupparle per farne "uno dei primi gruppi bancari della Penisola ed uno dei più solidi sul modello del Crédit Agricole" francese, come ha annunciato Matteo Renzi che adotterà un decreto dopo Natale. I dettagli non sono ancora noti: i differenti istituti saranno fatti confluire in una sola o in più di una holding? Il dibattito resta vivo in seno al settore. Per Carmelo Barbagallo, il responsabile della vigilanza bancaria di Bankitalia citato dal quotidiano economico francese "Les Echos", poco importa la soluzione scelta, purché "questa riforma sia fatta con la massima urgenza".

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Bini Smaghi: uno schema di garanzia comune è vitale per l'unione bancaria dell'area dell'euro

Londra, 9 dic - (Agenzia Nova) - Nel suo blog sul "Financial Times", Lorenzo Bini Smaghi, ex membro del consiglio esecutivo della Banca centrale europea e visiting scholar al Weatherhead Center for International Affairs dell'Harvard University, spiega che un'unione bancaria deve avere un unico schema di garanzia dei depositi, oltre a un meccanismo di supervisione e a un fondo di risoluzione comuni. Su questo punto, tuttavia, manca l'accordo, ostacolato soprattutto dalla Germania. L'assenza di tale strumento può accentuare la correlazione tra rischio bancario e rischio sovrano, a scapito anche dei contribuenti tedeschi.

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Eni: petrolio, il taglio agli investimenti più preoccupante del crollo dei prezzi

New York, 9 dic - (Agenzia Nova) - L'industria petrolifera mondiale rischia di ripetere anche nel 2016 il taglio degli investimenti per oltre 200 miliardi di dollari di quest'anno, una prospettiva che secondo l'ad della compagnia petrolifera italiana Eni, Claudio Descalzi, è assai più preoccupante del crollo dei prezzi del greggio. “Ciò che mi preoccupa non è il prezzo attuale, ma quanto sta accadendo all'industria”, ha spiegato l'ad in una intervista a “Bloomberg Tv” a margine della conferenza sul clima Cop 21 in corso a Le Bourget, in Francia. “Abbiamo tagliato (investimenti per, ndr) circa 200 miliardi di dollari, e credo che il prossimo anno accadrà lo steso, col rischio di creare uno squilibrio a medio termine tra domanda e offerta”. Il crollo del 65 per cento del prezzo del petrolio dallo scorso giugno 2014 ha costretto l'industria petrolifera a ridimensionare e rimandare l'esplorazione per preservare le riserve e garantire i dividendi. Stando ai dati di Rystad Energy As, la spesa da parte delle compagnie petrolifere è calata di 250 miliardi di dollari quest'anno rispetto al 2014.

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Panorama internazionale

Nicolas Sarkozy (foto LaPresse)


Apprendere dal terrorismo passato

New York, 9 dic - (Agenzia Nova) - Gli attentati di Parigi del 13 novembre scorso hanno diffuso una ventata di paura in Europa, ma il Vecchio continente ha in sé e nel suo passato gli anticorpi per far fronte a questa crisi, scrive Beppe Severgnini sul “New York Times” - ha già convissuto con fenomeni simili in passato, e anzi: “Se l'Unione Europea è parsa ultimamente un'oasi di sicurezza e tolleranza in un mondo n subbuglio, è proprio perché le ultime due generazioni di europei hanno saluto mantenere la calma”. Gran parte dei nati negli anni Venti e Trenta del secolo scorso hanno vissuto sotto dittature e combattuto una guerra costata milioni di vittime. Quelli nati tra il 1946 e il 1966, invece, hanno convissuto col terrorismo, anche se domestico: l'anno peggiore è stato il 1979, con 1.019 attacchi. La media, tra gli anni Settanta e Ottanta, era di 10 attentati alla settimana; in Italia ben 1.300 tra il 1969 e il 1988, con episodi iconici come il rapimento e l'uccisione dell'ex primo ministro Aldo Moro e l'attentato dinamitardo alla stazione di Bologna. Eppure, sottolinea Severgnini, il centro politico ha tenuto, l'Europa ha continuato a funzionare, i governi sono caduti ma politici e cittadini hanno mantenuto la calma”. Per le nuove generazioni il terrorismo è un fenomeno nuovo e terrorizzante, ed è compito della precedente, che invece l'ha già vissuto, trasmettere le pratiche che hanno funzionato contro il terrore e che alla fine l'hanno sconfitto.

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Francia, sempre più contestata la linea "destrorsa" di Nicolas Sarkozy

Parigi, 9 dic - (Agenzia Nova) - Più che una mano tesa, è una vera e propria "operazione di corteggiamento" in vista del secondo turno delle elezioni regionali quella che l'ex presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy, attuale leader del principale partito della destra "classica", I Repubblicani (LR), ha lanciato martedì 8 dicembre verso gli elettori del Front national (Fn) nel corso di un comizio in una zona dove al primo turno il Fn è arrivato primo relegando LR al secondo posto: Sarkozy non ha voluto condannare "i sei milioni di francesi che hanno votato per il Fn" ed ha dichiarato che "il voto Fn no è immorale" e che "non è contro la Repubblica". Il corteggiamento dell'estrema destra tuttavia sta suscitando sempre più contestazioni tra i Repubblicani secondo il quotidiano progressista "Le Monde": che cita tra gli altri l'ex primo ministro Jean-Pierre Raffarin, contrario alla "rincorsa a destra"; o le perplessità di un altro ex primo ministro conservatore, Alain Juppé, candidato alle primarie per le presidenziali del 2017 che teme come così facendo il proprio elettorato sia spinto a votare direttamente per il Fn; o ancora Alain Fillon, anch'egli ex primo ministro ed avversario di Sarkozy alle primarie, che invoca una riflessione sul tema dopo i 13 dicembre.

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Regno Unito: cresce la domanda per vietare l'ingresso a Trump in base alla normativa contro l'estremismo

Londra, 9 dic - (Agenzia Nova) - Donald Trump, candidato alle primarie repubblicane per la presidenza degli Stati Uniti, ha suscitato rabbia e derisione nel mondo, compreso il Regno Unito, per la sua proposta di vietare ai musulmani l'ingresso negli Usa. L'imprenditore, riferisce la stampa britannica, ha sostenuto anche che alcune aree di Londra sono così "radicalizzate" che la polizia ha paura a presidiarle, provocando la reazione di parlamentari e gruppi islamici, secondo i quali la normativa anti-estremismo dovrebbe essere usata per vietare l'accesso di Trump in Gran Bretagna. Una petizione online ha già raccolto più di trentamila firme. Il primo ministro, David Cameron, ha condannato le parole di Trump come "divisive, inutili e semplicemente sbagliate"; il sindaco di Londra, Boris Johnson, ha risposto che Trump è male informato e che eviterà alcune zone di New York per il rischio di incontrarlo.

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La Commissione europea esamina le opzioni per un freno d'emergenza sull'immigrazione nel Regno Unito

Londra, 9 dic - (Agenzia Nova) - La Commissione europea, riferisce il "Financial Times", potrebbe offrire un "freno d'emergenza" al Regno Unito per evitare le restrizioni ai benefit per gli immigrati. Bruxelles sta esaminando le opzioni per porre dei limiti all'immigrazione in caso di sovraccarico per i servizi pubblici, alla ricerca di un'alternativa alla violazione del principio di non discriminazione. Il primo ministro britannico, David Cameron, incontrerà oggi i leader di Romania e Polonia, due dei paesi più ostili alle sue proposte di rinegoziazione dei termini dell'appartenenza all'Unione Europea. Le trattative sono in una fase di stallo, mentre in casa l'Office for Budget Responsibility (Obr) dà un altro colpo al governo sostenendo che limitare i benefit non avrebbe un impatto significativo sull'afflusso di migranti. L'esecutivo, intanto, riferisce la stampa nazionale, si prepara a un nuovo scontro con la Camera dei Lord sul voto ai sedicenni nel referendum sull'Ue: la questione torna all'esame dei pari dopo che la Camera dei Comuni si è espressa contro l'abbassamento del limite di età.

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Usa, la Camera dei rappresentanti approva a larga maggioranza il disegno di legge che inasprisce i criteri per l'emissione dei visti

Washington, 9 dic - (Agenzia Nova) - Mentre la politica e i media statunitensi erano catturati dalle dichiarazioni islamofobiche del candidato repubblicano alla presidenza Donald Trump, la Camera dei rappresentanti statunitense ha approvato con una larga maggioranza bipartisan un disegno di legge che impone severe limitazioni alle emissioni dei visti d'ingresso negli Usa, che vengono concessi ogni anno a circa 20 milioni di persone. Il disegno di legge, approvato con 407 voti favorevoli e 19 contrari, prevede un incremento delle pratiche di scambio delle informazioni tra le autorità Usa e quelle dei 38 paesi i cui cittadini possono visitare gli Stati Uniti senza un visto, e pone paletti all'accesso di viaggiatori che hanno visitato paesi dove potrebbero aver subito un processo di radicalizzazione. L'obiettivo della Camera è di inserire il provvedimento nella vasta legge di spesa che dovrebbe essere approvata entro venerdì, quando scadrà l'autorizzazione per il finanziamento del governo federale. Il provvedimento approvato ieri, però, presenta un passaggio che sconta la fortissima opposizione dell'amministrazione presidenziale Obama: il disegno di legge prevede infatti che i cittadini siriani e iracheni, nonché le persone che sono state in quei paesi dall'inizio del conflitto regionale, non possano più usufruire dei programmi per l'agevolazione dell'ingresso negli Usa. Inoltre, tutti i paesi che intendano aderire al programma dovrebbero munire i loro cittadini di passaporti con microchip contenenti i dati biometrici dei loro titolari a fini di prevenzione anti-terrorismo.

Continua a leggere l'articolo del Washington Post

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