Il rischio flop del Giubileo e i tesori di Firenze

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Guardian, Tiempo argentino, Libre Belgique, New York Times
Il rischio flop del Giubileo e i tesori di Firenze

Vaticano: massima sicurezza intorno al "Giubileo al tempo dell'Isis"

Bruxelles, 7 dic - (Agenzia Nova) - Le autorità italiane hanno previsto un importante dispositivo di sicurezza attorno agli eventi del Giubileo che inizierà domani, martedì 8 dicembre in Vaticano: è il primo "al tempo dell'organizzazione dello Stato islamico (Isis), ha detto il prefetto di Roma Franco Gabrielli, incaricato della dell'evento. "Abbiamo classificato gli appuntamenti intorno alla basilica di San Pietro ed alle altre basiliche in diverse categorie di allarme sicurezza", ha spiegato Gabrielli: "Si va dal livello '0' per quelli per i quali si prevedono meno di 30 mila persone, al livello '4' per quelli che attireranno 300 e più mila pellegrini"; ad ognuna di queste categorie corrisponderà un diverso livello di sicurezza che prevederà più agenti delle forze dell'ordine, più volontari e funzionari della protezione civile, più ambulanze e medici.

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Italia: il Giubileo potrebbe rivelarsi un fiasco economico

Buenos Aires, 7 dic - (Agenzia Nova) - L'imponente macchina operativa per la sicurezza lanciata nei giorni scorsi in vista del Giubileo non sembra essere sufficiente a placare la paura. A Roma, secondo il quotidiano “Tiempo agrentino”, già si parla del "rischio di un fiasco" per l'evento che domani inaugurerà ufficialmente l'Anno Santo straordinario dedicato alla Misericordia. Secondo fonti vaticane, Papa Francesco è convinto che "non bisogna nascondersi in casa" e ha incoraggiato i cittadini a riprendere la vita "normalmente, senza farsi condizionare dalle minacce di attentati". Tuttavia, nonostante l'appello lanciato dal Pontefice, gli albergatori della capitale italiana sostengono che dopo gli attentati di Parigi, il 13 novembre scorso, il 20 per cento delle prenotazioni negli alberghi e il 50 per cento di quelle nelle pensioni sono state annullate.

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L'Italia esclude la sua partecipazione ai raid in Siria, chiede un cambio di strategia

New York, 7 dic - (Agenzia Nova) - L'Italia non ha intenzione di unirsi alla coalizione a guida statunitense che conduce bombardamenti contro lo Stato islamico in Siria. Lo ha ribadito domenica il premier italiano Matteo Renzi, avvertendo che l'aumento degli attori militarmente attivi nel paese non farà che aumentare il caos nella regione. Nelle ultime settimana l'opposizione di centrodestra ha premuto con insistenza affinché il governo segua le orme di altri paesi europei – da ultimo il Regno Unito – prendendo parte alla missione in Siria. In una intervista a “Il Corriere della Sera”, però, il premier è stato chiaro: “Noi dobbiamo annientare i terroristi, non accontentare i commentatori. Ciò di cui non abbiamo bisogno è un moltiplicarsi di reazioni locali senza uno sguardo strategico. Non possiamo permetterci una Libia bis”.

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Italia: caso emblematico di politica corrotta

Berlino, 7 dic - (Agenzia Nova) - L'Europa è malata. Così inizia il nuovo libro di Perry Anderson sulla situazione politica italiana, scrive l'opinionista Juergen Kaube sul quotidiano "Frankfurter Allgemeine Zeitung". Dopo essersi occupato di temi importanti a livello mondiale, della situazione politica indiana, di quella turca e della politica estera statunitense dalla Seconda Guerra mondiale, perché Anderson ha deciso ora di occuparsi della politica interna italiana? Perché proprio dei retroscena politici del cambio di potere da Silvio Berlusconi, attraverso Mario Monti ed Enrico Letta, fino a Matteo Renzi? La risposta di Anderson è chiara: "l'Italia non è un caso eccezionale, ma un caso emblematico di corruzione politica"

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Firenze cerca un turismo di qualità per condividere i suoi tesori

Londra, 7 dic - (Agenzia Nova) - Una nuova voce si è aggiunta al coro di preoccupazione per la vendita di beni immobiliari storici a Firenze: quella dell'Unesco. È diventata pubblica solo di recente, riferisce il quotidiano britannico "The Guardian", una lettera dello scorso maggio in cui il direttore del World Heritage Centre, Kishore Rao, solleva interrogativi sul cambio di destinazione di molti palazzi d'epoca e sull'assenza di una strategia per il turismo. Il sindaco, Dario Nardella, è stato costretto a difendersi, assicurando che risponderà punto per punto e che la città vanta le migliori pratiche tra tutti i siti italiani riconosciuti come Patrimonio dell'umanità dall'agenzia culturale delle Nazioni Unite.

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Panorama internazionale

 

Il Fn è il primo pericolo di Francia

Parigi, 7 dic - (Agenzia Nova) - Dunque il Front national (Fn) di Marine Le Pen è diventato il primo partito di Francia al primo turno delle elezioni regionali svoltosi ieri, domenica 6 dicembre. Certo l'esito al secondo turno resta sospeso a numerose incognite: a cominciare dalla partecipazione degli elettori, che è aumentata rispetto alle regionali del 2010 ma che è ancora appena al 50 per cento degli aventi diritto al voto; e poi bisognerà vedere l'effetto di eventuali desistenze "repubblicane" che Socialisti e Repubblicani potrebbero decidere a favore gli uni degli altri per sbarrare la strada alla conquista della presidenza di alcune regioni da parte dell'estrema destra. Già ora si può constatare che il Fn ha migliorato il suo risultato regionale, e dovrebbe ottenere una inedita rappresentanza che trasformerà in pura formalità la necessità di raccogliere le 500 firme che permetteranno alla sua leader, Marine Le Pen, di presentare la propria candidatura alle elezioni presidenziali del 2017. In attesa del secondo turno, il 13 dicembre prossimo, il Fn comunque conferma la dinamica che dal 2012 lo vede capitalizzare l’impopolarità del governo di sinistra e le difficoltà dell’opposizione della destra "classica"; una dinamica che sembra esser stata rafforzata dalla recente drammatizzazione delle questioni della sicurezza e della crisi migratoria: da tempo "specializzata" su questi temi, l'estrema destra non ha neppure dovuto alzare i toni della sua campagna elettorale per raccogliere i frutti di questa sua rendita di posizione; e oggi è in grado di disputare ai Repubblicani di Nicolas Sarkozy lo status di principale partito di opposizione, nelle urne e nelle menti. L'avanzata del Fn è una sconfitta anche per la società civile "impegnata": nessun discorso sembra poter intaccare la base elettorale frontista, sia che denunci il carattere "xenofobo" del partito, ne critichi il programma economico "poco credibile" o sottolinei l'inesperienza dei suoi candidati. E tuttavia per l'estrema destra il più resta ancora da fare: per conquistare alcune regioni, il Fn dovrà giocoforza strappare elettori alle altre formazioni politiche o convincere chi si è astenuto a decidersi in suo favore. Una sfida di cui Marine Le Pen è conscia: tanto da spingerla domenica sera a fare appello alla "unità nazionale" ... attorno al suo partito.

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Francia, il "21 aprile" delle Regioni

Parigi, 7 dic - (Agenzia Nova) - La vittoria del Front national (Fn) al primo turno delle elezioni regionali svoltosi domenica 6 dicembre in Francia non ha niente di sorprendente, scrive il direttore del quotidiano economico "La Tribune", Philippe Mabille: dal 2012 di scrutinio in scrutinio registra una costante progressione e la mappa elettorale disegnata oggi dalle urne è più o meno quella delle elezioni europee del 2014, quando per la prima volta il Fn ne uscì come "primo partito di Francia". E' vero che sfortunatamente questa definizione è piuttosto appannaggio dei circa 22 milioni di elettori, soprattutto giovani, che ancora una volta hanno preferito non recarsi alle urne; ma in termini di voti espressi il Fn registra una forte avanzata, come del resto avevano giustamente predetto i sondaggi soprattutto dopo gli attentati del 1 novembre a Parigi. Tuttavia lo shock di questo 6 dicembre 2015 è una replica di quello del 21 aprile 2002, quando Jean-Marie Le Pen raggiunse il secondo turno delle elezioni presidenziali escludendo il candidato socialista Lionel Jospin: all'epoca l'appello a fare fronte comune per sbarrare la strada al Fn fece eleggere il candidato della destra "classica", Jacques Chirac, con percentuali degne di una dittatura. E' uno scenario che potrebbe ripetersi: al secondo turno, tra desistenze e mobilitazione da "unità repubblicana" degli elettori astensionisti, i risultati potrebbero riservare grosse sorprese; e la carta politica della Francia che vedrebbe la luce domenica prossima 13 dicembre potrebbe essere ben diversa da quella che si vede oggi.

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Regno Unito: Cameron, i dieci anni da leader e le prossime sfide

Londra, 7 dic - (Agenzia Nova) - Il primo ministro del Regno Unito, David Cameron, ha festeggiato dieci anni al vertice del Partito conservatore, che lo elesse leader il 6 dicembre 2005. Il quotidiano "The Telegraph" celebra i suoi successi, ma lo esorta a non riposare sugli allori perché lo attendono importanti sfide politiche. Il premier è sotto pressione su più fronti. Il "Financial Times" parla di un suo piano per bypassare la Camera dei Lord, a lui ostile, con un più frequente ricorso alla cosiddetta "legislazione delegata". In evidenza sul quotidiano "The Times", invece, la rinegoziazione dei termini dell'appartenenza del Regno Unito all'Unione Europea. Secondo un editoriale non firmato del quotidiano, flirtare con la Brexit non è il modo migliore di reagire al fallito tentativo di chiudere la trattativa con i partner europei entro l'anno.

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Il Consiglio economico della Cdu attacca la politica di Merkel relativa ai rifugiati

Berlino, 7 dic - (Agenzia Nova) - L'ala economica della Cdu ha mosso dure critiche alla politica relativa ai rifugiati della cancelliera Angela Merkel (Cdu), accusandola di aver isolato il paese in Europa. A pochi giorni dal Congresso di partito a Karlsruhe, il Consiglio economico della Cdu ha avanzato una richiesta chiara: "La questione decisiva è ridurre drasticamente il numero di immigranti e, per farlo, il governo deve mandare a tutti messaggi chiari", ha dichiarato Wolfgang Steiger, il segretario generale del Consiglio economico della Cdu al quotidiano "Frankfurter Allgemeine Zeitung".

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Usa, il presidente Obama chiede una intensificazione degli sforzi contro il terrorismo

Washington, 7 dic - (Agenzia Nova) - Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha reagito all'attentato di San Bernardino (California), rivendicato dallo Stato islamico, organizzando il terzo discorso alla Nazione dall'Ufficio Ovale dall'inizio della sua presidenza. Obama ha annunciato una ulteriore intensificazione degli sforzi per combattere la minaccia terroristica all'interno del paese. Il presidente – scrive il “Wall Street Journal” – deve convincere un paese sempre più nervoso che la sua amministrazione ha il controllo delle minacce jihadiste nel paese. Anche secondo la “Washington Post” il fatto che il titolare della Casa Bianca abbia scelto di dedicare un inusuale discorso alla nazione in prima serata all'attentato della scorsa settimana evidenza il fatto che l'amministrazione considera il terrorismo interno una minaccia gravissima non solo alla sicurezza, ma anche alla tenuta del sistema paese. La preoccupazione del paese trova riscontro nei sondaggi effettuati dal quotidiano e da Abc News dopo gli attentati di Parigi dello scorso novembre, che ha rilevato un significativo aumento della paura tra i cittadini Usa. Un altro sondaggio, condotto dalla Quinnipiac University, rilevava proprio alla vigilia dell'attentato di San Bernardino che quasi il 90 per cento dei cittadini statunitensi reputavano probabile o molto probabile un attentato nel paese. Quel che è peggio – specie dal punto di vista dell'amministrazione Obama – è che i sondaggi rilevano una sfiducia crescente in merito alla capacità del governo di impedire nuovi attentati terroristici. A peggiorare è anche l'opinione che gli americani hanno della strategia di Obama contro lo Stato islamico: se lo scorso ottobre più di un terzo dei cittadini riteneva che il presidente avesse un piano ben preciso per far fronte all'Isis, il mese scorso al percentuale è scesa ad appena il 25 per cento, mentre il tasso generale di approvazione della politica antiterroristica del governo è calato sotto il 40 per cento.

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