Gli atleti italiani accusati di doping e l'"incubo" Shalabayeva

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di New York Times, Figaro, Fohla de So Paulo e Spiegel
Gli atleti italiani accusati di doping e l'"incubo" Shalabayeva

Italia: autorità antidoping chiede la sospensione di 26 atleti

San Paolo, 3 dic - (Agenzia Nova) - Le autorità italiane antidoping hanno informato ieri che chiederanno la sospensione di 26 atleti per due anni, una decisione che potrebbe mettere a rischio la loro partecipazione ai Giochi olimpici del 2016 in Brasile. Tra gli accusati risultano grandi nomi dell'atletica italiana, vincitori di campionati mondiali e Olimpiadi. Uno di questi è Fabrizio Donato, 39 anni, medaglia di bronzo nel triplo salto ai Giochi olimpici di Londra 2012. Anche Andrew Howe, 30 anni, vicecampione del mondo del triplo salto in lungo ad Osaka (Giappone) nel 2007, e Daniele Meucci, campione europeo di maratona nel 2014, sono stati accusati dalle autorità. Secondo il quotidiano "La Gazzetta dello Sport", tutti avrebbero presumibilmente omesso di fornire campioni biologici di sangue e urine per sottoporli ai test anti-doping. Il quotidiano italiano afferma che i 26 atleti saranno giudicati presso il tribunale del Comitato olimpico italiano a partire da febbraio.

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L'Italia lavora a un incontro internazionale sulla Libia a Roma

New York, 3 dic - (Agenzia Nova) - Il governo italiano intende ospitare questo mese a Roma un incontro internazionale sulla Libia, con l'obiettivo di facilitare il processo di ricomposizione politica e discutere modalità di contrasto all'ascesa dello Stato islamico in quel paese nordafricano. Negli ultimi giorni è stato sollevato da più parti, incluse le Nazioni Unite, l'allarme per il rafforzamento della presenza dell'Isis nel paese, e in particolare nella città di Sirte, dove sarebbero già concentrati oltre 5 mila combattenti e amministratori del sedicente califfato e le loro famiglie. La Libia, già teatro di una lotta intestina tra due governi rivali e una galassia di milizie e fazioni locali, è andata via via affermandosi come grave fattore idi rischio regionale: è proprio dalla Libia, ad esempio, che si sono mossi i responsabili degli attentati in Tunisia di quest'anno. Tra i governi europei cresce anche il timore che combattenti e terroristi dell'Isis possano giungere nel Continente approfittando dei flussi migratori attraverso il Mediterraneo: un timore rafforzato da rapporti locali secondo cui l'Isis sarebbe entrato direttamente nel business del traffico di esseri umani. “L'Italia sta lavorando per riunire la comunità internazionale e operare un spinta decisiva” verso la creazione di un governo libico di unità nazionale, ha dichiarato al Senato italiano il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni.

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L'Italia, la Spagna ed il Portogallo ringraziano la Bce

Parigi, 3 dic - (Agenzia Nova) - Grazie alla politica monetaria della Bce, i paesi del sud della zona euro si finanziano sui mercati a tassi ben più bassi di prima e le loro esportazioni sono state avvantaggiate dal calo dell'euro.

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Caso Shalabayeva: incubo italiano

Berlino, 3 dic - (Agenzia Nova) - Il settimanale tedesco "Spiegel" ripercorre il "Caso Shalabayeva". Mukhtar Ablyazov non è a casa quando il commando mobile della polizia irrompe in casa sua: così le autorità italiane decidono di portare via la moglie, Alma Shalabayeva, e la figlia di sei anni Alua. Un amico di famiglia che si intromette nella faccenda viene picchiato. Due giorni dopo madre e figlia vengono fatte salire su un aereo privato e rispedite in patria, ad Astana, la capitale del Kazakistan, nonostante Shalabayeva chieda asilo poiché il marito si professa un dissidente politico. Il fatto che viva in Italia legalmente, con un passaporto valido, alle autorità evidentemente non interessa. Solo diversi mesi dopo Shalabayeva è potuta ritornare in Italia ma il caso sta occupando ancora oggi il Belpaese. Un giallo politico che ora la giustizia italiana dovrà chiarire: la procura di Perugia ha già incriminato sette funzionari di polizia, tre membri dell'ambasciata kazaka e l'avvocatessa coinvolta.

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Salvatore Quasimodo o ‎il rovescio della medaglia

Parigi, 3 dic - (Agenzia Nova) - Il figlio del premio Nobel per la letteratura Salvatore Quasimodo, Alessandro, ha deciso di vendere all'asta a Torino la medaglia assegnata nel 1959: la notizia è lo spunto per il corrispondente da Roma del quotidiano francese "Le Monde", Philippe Ridet, per una considerazione su cosa resti di un Nobel per la letteratura mezzo secolo dopo e sulla figura e l'opera del poeta italiano.

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Panorama internazionale

Un'immagine dll'intervento delle forze di sicurezza a San Bernardino (foto LaPresse)


 

 

Stati Uniti, almeno 14 morti in una sparatoria in California

New York, 3 dic - (Agenzia Nova) - Tre uomini pesantemente armati hanno aperto il fuoco alle ore 11.00 di ieri presso un centro di servizi sociali per disabili a San Bernardino, in California, causando secondo le prime ricostruzioni almeno 14 vittime e 17 feriti. Stando alle testimonianze citate dal “New York Times” e dalla “Washington Post”, gli aggressori hanno agito in maniera metodica durante un evento organizzato dall'Inland Regional Center, un'organizzazione non profit per la quale lavorano circa 670 persone. Almeno due degli aggressori – un uomo e una donna, che dopo l'agguato si erano dati alla fuga a bordo di un suv nero – sono stati abbattuti dalle forze dell'ordine, al termine di un furioso scontro a fuoco, mentre un terzo sarebbe ancora in fuga, braccato dagli agenti. Le autorità hanno anche fatto brillare un oggetto lasciato dagli aggressori sul luogo della sparatoria, che le autorità ritengono fosse un congegno esplosivo. L'Fbi sta indagando il movente degli aggressori, e non esclude la pista terroristica, anche se stando ad alcune indiscrezioni uno degli uomini armati sarebbe stato un ex dipendente della struttura che aveva avuto un diverbio coi colleghi. Quella di ieri è la seconda sparatoria di massa negli Stati Uniti in un giorno, e la 355ma dall'inizio dell'anno, adottando la definizione tradizionale dell'Fbi che considera tali tutti gli scontri a fuoco che si concludano con almeno quattro morti o feriti. La sparatoria di ieri è la più grave dopo quella di quasi tre anni fa presso la scuola elementare di Newton, in Connecticut. Commentando il tragico episodio in una intervista alla Cbs, ieri sera, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha rinnovato l'appello alle forze politiche a “trovare un'unione bipartisan a tutti i livelli del governo per rendere questi avvenimenti una rarità, anziché la norma”. Il presidente ha chiesto in particolare l'espansione dei controlli di background a carico degli acquirenti di armi da fuoco.

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Ue: è scontro sull'ampliamento del gasdotto Nord-Stream

Berlino, 3 dic - (Agenzia Nova) - Il gasdotto Nord-Stream è sempre stato un caso politico: la Polonia in particolare vedeva nella nuova infrastruttura che attraversa il Mar Baltico il tentativo della Russia di rafforzare il suo controllo sulle forniture di gas all'Europa, aggirando in modo mirato i paesi che potenzialmente potrebbero rappresentare un ostacolo, come la Polonia stessa e l'Ucraina. Questa visione spinse nove anni fa il ministro degli Esteri polacco, Radoslav Sikorski, a paragonare il progetto del gasdotto addirittura al patto tra Hitler e Stalin, il quale prevedeva la spartizione della Polonia tra il terzo Reich e l'Unione Sovietica all'inizio della Secondo guerra mondiale. La reazione della Polonia è stata durissima anche quest'estate, quando a San Pietroburgo il colosso energetico russo Gazprom e tre partner occidentali hanno annunciato la costruzione di un nuovo grande gasdotto che dovrà attraversare il Mar Baltico per arrivare in Germania.

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Regno Unito: attacchi aerei in Siria, Cameron e Corbyn non sono stati all'altezza del dibattito

Londra, 3 dic - (Agenzia Nova) - La stampa britannica commenta l'estensione degli attacchi aerei contro l'Isis dall'Iraq alla Siria. Secondo un editoriale non firmato del "Financial Times", attribuibile alla direzione, la decisione segna il ritorno del Regno Unito a un ruolo attivo nella sicurezza globale, dopo il ripiegamento seguito all'interventismo blairiano. Lo scetticismo è comprensibile, sia per la modestia del contributo britannico alla missione, sia per il ricordo della partecipazione all'invasione dell'Iraq. Ora il primo ministro, David Cameron, ha due compiti: creare con gli alleati una forza che possa sconfiggere lo Stato islamico sul terreno e spendere la sua influenza nella nascente iniziativa diplomatica volta a risolvere la crisi siriana. Per "The Guardian" la Camera dei Comuni ha dato un'approvazione condizionata; il premier non deve pensare che la parte più difficile sia stata fatta; al contrario, comincia adesso e riguarda l'azione militare, diplomatica, politica e umanitaria. "The Times" ritiene che l'espansione delle operazioni militari contro l'Isis sia un segno di solidarietà nella risposta alla barbarie, ma che non basti a risolvere un conflitto spaventoso; molte questioni restano ancora aperte. Per "The Independent" né David Cameron né Jeremy Corbyn sono stati all'altezza di un dibattito politico di tale importanza: il primo non ha parlato come un leader che vuole unire la nazione; il secondo non è riuscito a spiegare davvero i motivi della sua opposizione.

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Regno Unito: attacchi aerei in Siria, la maggioranza del governo ombra del Labour sostiene Corbyn ma più di un terzo dei deputati si ribella

Londra, 3 dic - (Agenzia Nova) - Nella votazione alla Camera dei Comuni del Regno Unito sugli attacchi aerei contro l'Isis in Siria si è consumato un dramma per il Labour, principale partito di opposizione, in evidenza sulla stampa britannica: la maggioranza dei membri del governo ombra – con rilevanti eccezioni, come quella del responsabile degli esteri, Hilary Benn, forse il personaggio del giorno – ha appoggiato la posizione del leader, Jeremy Corbyn, contraria all'intervento militare, ma più di un terzo dei deputati, 66, un numero maggiore del previsto, si è ribellato votando al fianco dei conservatori; 152 hanno votato contro e undici si sono astenuti. Il deputato Frank Field in una lettera pubblicata su "The Independent" suggerisce che Corbyn sia sostituito come leader alla Camera dei Comuni, pur restando il leader eletto del partito; a suo parere, al momento è improbabile che emerga una figura unificante.

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Catalogna: la Corte costituzionale annulla all'unanimità la dichiarazione indipendentista

Madrid, 3 dic - (Agenzia Nova) - La Corte Costituzionale spagnola ieri ha dichiarato nulla la dichiarazione di indipendenza adottata dal parlamento della Catalogna lo scorso 9 novembre, che ha aperto la strada alla rottura della regione con il resto della Spagna. La Corte ha raggiunto il verdetto all'unanimità e in una delle sedute più rapide della sua storia, definendo incostituzionale e dunque annullando il testo approvato dai partito Junts pel Sì e Candidatura di unità popolare (Cup). Stando alla Corte, il testo viola cinque precetti della Costituzione spagnola e due dello statuto catalano. Gli 11 giudici della Corte, in particolare, hanno stabilito la dichiarazione d'indipendenza sia incompatibile con gli articoli della Costituzione che stabiliscono che la sovranità risiede nel "popolo spagnolo", quelli che stabiliscono "l'unità della nazione", la subordinazione delle istituzioni pubbliche alla Costituzione e quelli che disciplinano i meccanismi di riforma costituzionale. "La Camera dei deputati regionale non può imporsi come fonte di legittimazione giuridica e politica fino ad arrogarsi il potere di minare l'ordine costituzionale che sostiene la propria autorità", hanno sostenuto i giudici. Da parte sua il governo catalano ha annunciato ieri pomeriggio che la sentenza della Corte "non modificherà il processo di secessione". "Manterremo gli effetti politici della dichiarazione approvata dal parlamento legalmente costituito e con la maggioranza assoluta", ha proclamato il vicepresidente della Generalitat in carica, Neus Muntè. "La volontà politica espressa dal parlamento non si ferma", ha aggiunto.

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