I soldi per abbattere il debito e Roma trasformata in "fortezza"

La rassegna della stampa estera sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Sueddeutsche Zeitung, Spiegel, Financial Times, Monde, Handelsblatt
I soldi per abbattere il debito e Roma trasformata in "fortezza"

L'Italia teme il rafforzamento dell'Isis in Libia

Berlino, 1 dic - (Agenzia Nova) - Dopo la Siria e l'Iraq, le milizie jihadiste dello Stato Islamico si stanno espandendo anche in Libia. E' soprattutto l'Italia a lanciare l'allarme: la costa libica, infatti, dista solamente 700 chilometri dalla Sicilia. Ieri diversi quotidiani italiani hanno riportato la notizia secondo cui più di 2 mila combattenti dell'Isis si sarebbero stabiliti a Sirte, la città natale dell'ex dittatore Muammar al Gheddafi.

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Al governo di Roma servono soldi

Berlino, 1 dic - (Agenzia Nova) - Il fatto che i governi di sinistra del Paese abbiano sempre governato con politiche più liberali dei presunti esecutivi liberali, fa parte delle stranezze barocche della politica italiana, scrive l'opinionista Oliver Meiler sul quotidiano "Sueddeutsche Zeitung". Per questo l'Italia per anni, sotto il premier e magnate dei media Silvio Berlusconi, è rimasta praticamente immobile. Quando Matteo Renzi viene accusato di essere "peggio di Berlusconi", come fa quasi ogni giorno la Sinistra ortodossa, di fatto non fa che ottenere un attestato alle sue politiche liberali, sostiene l'opinionista. La riforma del mercato del lavoro di Renzi, incentrata soprattutto sull'allentamento della tutela contro i licenziamenti ingiustificati, ha dato nuovo adito alle critiche dei più scettici. Ma le critiche non hanno toccato Renzi che, invece, sembra essersi rinvigorito. Renzi si considera esponente di una Sinistra moderna, liberalsocialista e riformatrice che con la sua politica può raggiungere anche la classe media. Quando nel febbraio 2014 Renzi è diventato premier, ha promesso al paese una ondata di privatizzazioni "intelligenti", e tese cioé non soltanto a far cassa. L'Italia ha bisogno di soldi per abbattere almeno in parte il suo enorme debito pubblico che negli anni è cresciuto a dismisura: 2 mila miliardi di euro, più del 130 per cento del suo Pil.

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Italia, la disfida del presepe di Rozzano

Parigi, 1 dic - (Agenzia Nova) - La politica italiana si è data appuntamento a Rozzano, un comune di 45 mila abitanti nella periferia di Milano: è in una sua scuola che da qualche giorno si sta giocando una nuova guerra di religione, o piuttosto uno scontro sui valori ravvivato dagli attentati del 13 novembre a Parigi. Da una parte c'è il preside, Marco Parma, che avrebbe voluto trasformare le tradizionali festività legate al Natale (canti di ispirazione religiosa e presepe) in una "festa d'inverno" dalla quale nessuna confessione si potrebbe sentire esclusa; dall’altra i genitori che tengono al rispetto della tradizione e rivendicano i propri valori e la propria identità. Nonostante le dimissioni di Parma, il 28 novembre, la tensione non è scesa. Il primo ministro Matteo Renzi ha duramente criticato il dirigente scolastico che, secondo le sue parole, "vuole affogare la nostra identità in un politicamente corretto insipido: il Natale", ha aggiunto il premier, "è troppo più importante di un preside provocatore". Anche la Conferenza episcopale italiana è scesa in campo, bollando "il ridicolo di voler cambiare il Natale in nome del rispetto di tutte le religioni". Domenica 29 un pugno di famiglie ha pubblicamente difeso il preside Palma, affiancate dalla Cgil che denuncia la "strumentalizzazione" della vicenda. Invano: ormai il vento degli attentati di Parigi soffia sull'Italia e su Rozzano. Tanto che il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, lunedì 30 è andato a Rozzano per soffiare sulle braci della polemica e donare un presepe alla scuola. E altri esponenti degli altri partiti di destra non sono rimasti con le mani in mano: Maria Stella Gelmini, ex ministro della Pubblica istruzione di Forza Italia, è arrivata ad intonare un canto natalizio davanti all'edificio scolastico. Mentre la rete televisiva "Rete 4", di proprietà di Silvio Berlusconi, ha deciso di installare un presepe nello studio dove si registrano i suoi telegiornali: "E' il nostro modo di rispondere a quelli che pensano che i nostri valori offendano i valori degli altri".

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Prada: delusione a Hong Kong

Londra, 1 dic - (Agenzia Nova) - La quotazione di Prada alla Borsa di New York potrebbe essere classificata sotto l'etichetta "Sembrava una buona idea al momento", osserva il "Financial Times" nella rubrica di analisi "Lex". In Asia, infatti, la casa di moda italiana aveva la sua principale fonte di crescita. Le cose sono cambiate dal 2011: la Cina non è più un mercato caldo del lusso. Le azioni della compagnia si sono deprezzate di circa un terzo dall'offerta pubblica di vendita, registrando performance inferiori a quelle di concorrenti come Burberry, Lvmh, Kering, Hermès.

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Roma: una città trasformata in fortezza

Berlino, 1 dic - (Agenzia Nova) - L'alta tecnologia deve proteggere Roma. Migliaia di telecamere terranno sotto controllo strade e piazze 24 ore su 24, ogni secondo registreranno migliaia di volti, scrive Hans-Juergen Schlamp sul settimanale tedesco "Spiegel". Questi sistemi faranno la comparazione immediata delle immagini con quelle di presunti o noti terroristi, salvate da qualche parte nel mondo nelle banche dati dei servizi segreti, della polizia e di altre autorità. Protezione dei dati, sfera privata? Ormai, fanno solo parte del passato. Alle 2 mila telecamere già presenti, se ne andranno ad aggiungere il doppio o il triplo: sistemi migliori e più veloci. Nel fine settimana il presidente della polizia ha annunciato 15 giorni di prova generale: l'8 dicembre, infatti, inizierà l'Anno Santo della Misericordia: cattolici da tutto il mondo confluiranno nella Città eterna.

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Panorama internazionale

 


 

Obama sprona il mondo all'azione sul clima, il Congresso federale rema contro

Washington, 1 dic - (Agenzia Nova) - Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, è ricorso a toni apocalittici ieri, nell'apertura della Conferenza delle Nazioni Unite sui mutamenti climatici (Cop21) in corso a Parigi, per spronare i leader mondiali all'azione contro il riscaldamento globale. “Nessun paese, grande o piccolo, ricco o povero, può dirsi al sicuro”, ha ammonito il presidente, spiegando che è necessario agire qualunque sia il prezzo “anche se i benefici non saranno evidenti per generazioni”. Citando Martin Luther King Jr., Obama ha avvertito che “C'è sempre l'evenienza di fare troppo tardi”. L'inquilino della Casa Bianca ha poi ricollegato la lotta per il clima ai recenti attentati di Parigi: “Quale negazione più grande di chi vuole distruggere il nostro mondo, che fare tutto quanto nelle nostre capacità per salvarlo?”. Il presidente degli Stati Unti ha insomma sciorinato una retorica assai ispirata, che purtroppo per lui, però, non ha affatto impressionato i legislatori di Washington. Il leader della maggioranza repubblicana alla Camera dei rappresentanti Usa, Kevin McCarthy, ha avvertito che la Camera non seguirà il presidente se questi tenterà di attingere ai soldi dei contribuenti (tramite altre tasse o accise, ndr) per sostenere gli accordi sottoscritti a Parigi. “Il Congresso ha l'autorità di stabilire come spendere i dollari dei contribuenti – ha dichiarato McCarthy – e non credo che questo sia l'uso migliore che si possa fare dei nostro soldi”. Il repubblicano ha anche criticato in linea generale l'approccio di Obama ai colloqui di Parigi, invitandolo a concentrarsi maggiormente sugli sforzi nazionali, e in particolare sulla transizione al gas naturale, cruciale per conseguire un calo significativo delle emissioni di gas serra senza mettere a rischio la sicurezza dell'approvvigionamento energetico. La Camera – scrive la “Washington Post” - ha calendarizzato proprio per questa settimana la discussione di una serie di provvedimenti tesi a contrastare le politiche climatiche dell'amministrazione Obama, a partire dai poteri di controllo sulle emissioni delle singole centrali termoelettriche che il governo si è auto-attribuito.

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Usa: proseguono le polemiche dopo la sparatoria nella clinica abortiva in Colorado

Washington, 1 dic - (Agenzia Nova) - Negli Stati Uniti prosegue la polemica dopo la sparatoria in una clinica abortiva a Colorado Springs, che ha causato tre vittime. Planned Parenthood, il primo fornitore di servizi abortivi negli Stati Uniti con una media di 327 mila aborti praticati ogni anno e gestore della clinica teatro della sparatoria, ha subito puntato l'indice contro il “clima d'odio” diffuso nel paese dalla politica conservatrice e dal fronte pro-vita, affermando che la sparatoria sia stata motivata da ragioni politiche. Per il momento le autorità non si sono espresse in merito al movente che ha spinto il responsabile, Robert Lewis Dear Jr., ad aprire il fuoco; l'uomo è stato catturato vivo, e stando a indiscrezioni dell'emittente Nbc, che cita “un rappresentante anonimo delle forze dell'ordine”, durante l'arresto l'uomo, in evidente stato confusionale, avrebbe biascicato qualcosa in merito a “parti di bambini”. Parole che se confermate, potrebbero far riferimento ai video diffusi la scorsa estate proprio dal fronte pro-vita, e che proverebbero, secondo quest'ultimo, che alcune strutture di Planned Parenthood conducono un traffico illegale di feti e piccoli organi umani destinati a centri medici e di ricerca. Negli ultimi giorni la “Washington Post” ha di fatto sposato la linea della galassia abortista statunitense, puntando l'indice contro la retorica anti-abortista dei repubblicani. Ieri la stampa Usa si è scagliata in particolare contro il candidato repubblicano alla presidenza Ted Cruz, che ha sottolineato come stando ad altre indiscrezioni - per la verità assai poco plausibili - il responsabile della sparatoria fosse tutt'altro che uno squilibrato di orientamento conservatore, ma anzi un transgender vicino agli ambienti progressisti. Questa indiscrezione, diffusa da diverse associazioni di area conservatrice, poggiano su alcuni elementi come il fatto che Dear Jr abbia chiesto di essere iscritto alle liste elettorali come una persona di sesso femminile. “Se per caso fosse vero (che il responsabile della sparatoria è un transgender, ndr) non credo nessuno si sognerebbe di puntare l'indice contro la retorica della sinistra. Si è trattato di un omicidio, e questo è quanto”, ha dichiarato il politico conservatore, attirandosi tra gli altri gli strali dell'opinionista della “Washington Post” Dana Milbank. Sul lato opposto della Barricata il “Wall Street Journal”, che in un editoriale intitolato “Una domanda retorica” si chiede per quale ragione il "pensiero unico" sia subito pronto ai distinguo nel caso di attentati da parte di terroristi islamici, ma non esiti a scagliarsi contro il fronte pro-vita per le azioni di uno squilibrato che col mondo pro-vita non ha alcun legame, e sulla sola base di indiscrezioni anonime non confermate dalle autorità. “C'è da restare basiti alla risposta della sinistra Usa agli attentati di Parigi e alla sparatoria di Colorado Springs: i primi hanno suscitato un afflato di empatia nei confronti della comunità musulmana; la seconda un'ondata di odio nei confronti degli americani pro-vita”.

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Germania: l'associazione delle forze armate chiede obbiettivi chiari in Siria

Berlino, 1 dic - (Agenzia Nova) - Il Bundeswehrverband, l'associazione tedesca che riunisce militari ed ex militari delle forze armate, ha chiesto al governo di definire obbiettivi chiari per l'intervento della Bundeswehr contro le milizie jihadiste dello Stato Islamico in Siria. C'è bisogno di un "ordine di obbiettivi", ha dichiarato il presidente dell'associazione, André Wuestner. Intanto il ministro degli Esteri, Frank-Walter Steinmeier (Spd), sta lavorando per definire con gli alleati i termini dell'intervento tedesco. "La guerra non è fine a se stessa", ha ricordato Wuestner, secondo cui "bisogna imparare dalle precedenti missioni in Iraq, Libia e Afghanistan". Wuestner critica il fatto che il dibattito si concentri troppo su Siria e Iraq, e non ad esempio sul Nord Africa, dove la presenza dei terroristi rappresenta una minaccia ancor più diretta per la sicurezza europea. Secondo Wuestner, la lotta contro i jihadisti dello Stato Islamico "durerà più di dieci anni".

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Francia, elezioni regionali: per il Partito socialista nubi in vista già al primo turno

Parigi, 1 dic - (Agenzia Nova) - Dopo gli attentati di Parigi il Partito socialista francese (Ps) sperava di raccogliere risultati migliori del previsto alle imminenti elezioni regionali del 6 e 13 dicembre prossimi, capitalizzando la ritrovata popolarità del presidente Francois Hollande; a pochi giorni dal primo turno, tuttavia, gli ultimi sondaggi non fanno ben sperare. Secondo uno studio condotto dalla società di rilevamento Bva per la stampa regionale, il Ps ed i suoi alleati dovrebbero conservare la guida di tre regioni: Bretagna, Languedoc-Roussillon-Midi-Pyrénées e Aquitaine-Limousin-Poitou-Charentes; ma in quest'ultima maxi-regione la lista socialista subirebbe un'impressionante emorragia, con una perdita di 10 punti percentuali al primo turno e di 7 al secondo turno; nel Languedoc la sinistra sembra poter prevalere, ma ormai è tallonata dal Front national (Fn) a cui i sondaggi locali attribuiscono uno scarto di appena 4 punti percentuali. A livello nazionale, i Socialisti puntano soprattutto sulla reazione di orgoglio del loro elettorato davanti all'avanzata del Fn ed al rischio che l'estrema destra conquisti almeno due regioni; ma in realtà devono fare i conti anche con l'allontanamento dei partiti di estrema sinistra e degli ecologisti: i primi sono assai critici per la "svolta autoritaria" seguita agli attentati mentre gli altri sono scontenti perché ritengono che Hollande abbia sacrificato gli obbiettivi della Confrenza sul clima delle Nazioni Unite sull'altare della lotta al terrorismo ed allo Stato islamico in Iraq e Siria (Isis), per la quale la Francia ha bisogno del più vasto sostegno internazionale.

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Regno Unito: Cameron pronto a ordinare attacchi aerei contro l'Isis in Siria dopo la retromarcia di Corbyn

Londra, 1 dic - (Agenzia Nova) - In primo piano sulla stampa britannica l'imminente partecipazione del Regno Unito agli attacchi aerei contro l'Isis in Siria. Il primo ministro, David Cameron, potrebbe ordinare le incursioni nel giro di pochi giorni, essendo sicuro dell'approvazione della Camera dei Comuni, dopo gli ultimi sviluppi nel Labour, il principale partito di opposizione, il cui leader, Jeremy Corbyn, ha deciso di concedere ai suoi deputati la possibilità di votare secondo coscienza. Il premier punta a concludere il passaggio parlamentare domani con un rapido dibattito seguito dalla votazione. Ora che i raid sono prossimi, sia i giornali progressisti che quelli conservatori sollevano perplessità sulla carenza di strategia. "The Economist" schematizza in dieci punti i pro e i contro dell'azione militare.

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