In Italia innalzato il livello d'allerta per il rischio attentati

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Bloomberg, Financial Times, Clarin, Figaro, Monde.
In Italia innalzato il livello d'allerta per il rischio attentati

Attentati di Parigi: Renzi al fianco della Francia

Buenos Aires, 16 nov - (Agenzia Nova) - Il primo ministro italiano Matteo Renzi ha espresso la solidarietà dell'Italia e promesso sostegno a Parigi dopo i terribili attentati di venerdì scorso a Parigi, il cui bilancio provvisorio è di 132 morti e oltre 250 feriti, di cui 99 in modo grave. "L'Italia è dalla parte della Francia, un paese coraggioso e onorevole che è stato attaccato al cuore", ha affermato il premier. “I terroristi non possono vincere - ha insistito Renzi - La libertà è più forte della barbarie, il coraggio è più forte della paura". Subito dopo gli attentati parigini il Comitato nazionale di ordine e sicurezza pubblica, presieduto dal premier Renzi, ha stabilito un ulteriore innalzamento del livello di allarme soprattutto a Roma: i jihadisti dello Stato islamico (Isis) hanno spesso indicato il Vaticano come uno dei loro principali obiettivi. A partire dall'8 dicembre nella capitale italiana si terrà il Giubileo annunciato dal Pontefice. Massima allerta anche in altre grandi città del paese, come Milano.

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L'Italia intensifica i controlli al confine con la Francia

New York, 16 nov - (Agenzia Nova) - Il ministro dell'Interno italiano, Angelino Alfano, ha annunciato sabato che il paese intensificherà i controlli lungo i suoi confini, in particolare quelli con la Francia, e presso gli aeroporti, in risposta ai gravissimi attentati che hanno sconvolto Parigi. “Abbiamo già dato istruzioni di incrementare i controllo di confine, in particolare con la Francia”, ha spiegato Alfano in una conferenza stampa a margine di una riunione del Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza. Le operazioni di sorveglianza, ha spiegato il ministro, sono state coordinate con le autorità francesi “per evitare transiti che possano arrecare danno alle indagini in corso”.

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Draghi ha un'altra chance di dare ai mercati nuove indicazioni sul Qe

New York, 16 nov - (Agenzia Nova) - Il presidente della Banca centrale europea (Bce) Mario Draghi, ha l'opportunità di fornire nuove indicazioni ai mercati circa gli sviluppi della politica monetaria dell'eurozona questa settimana, quando interverrà a una conferenza a Francoforte. Draghi ha già confermato la scorsa settimana che la banca centrale intende incrementare il programma di acquisto di obbligazioni sovrane da 1.100 miliardi di euro su cui poggia il quantitative easing dell'euro. Gli investitori, però, sperano di ottenere ulteriori certezze in vista del meeting politico della Bce fissato per il 3 dicembre. “I rapporti relativi al pil dell'eurozona ci confermano che la Bce farà di più a partire dal mese prossimo”, sostiene Lyn Graham-Taylor, rates strategist presso Robobank International a Londra. Draghi cercherà di evitare che i mercati riflettano già per intero nelle quotazioni gli effetti delle prossime decisioni della Bce, ma potrebbe comunque chiarire che l'Eurotower è pronta ad incrementare ulteriormente l'alleggerimento quantitativo.

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La ripresa economica italiana non è ciò che sembra

Londra, 16 nov - (Agenzia Nova) - La sostenibilità della ripresa economica italiana, scrive l'editorialista del "Financial Times" Wolfgang Münchau, riguarda il futuro dell'Italia in Europa. Yoram Gutgeld, consulente economico del presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, ha recentemente dichiarato che gli sgravi fiscali e le riforme proteggono il paese dagli sviluppi globali dei prossimi 12-24 mesi, ma nessuno può essere immune. C'è da chiedersi se il governo di Roma sia pronto ad affrontare l'impatto sull'Europa del rallentamento della Cina e di altri mercati emergenti. Gli ultimi dati preliminari sul prodotto interno lordo dell'area dell'euro mostrano che il rallentamento è già iniziato.

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Il piccolo miracolo di Roma

Berlino, 16 nov - (Agenzia Nova) - Gli annunci pubblicitari della nuova Audi A4 campeggiano a doppia pagina sui giornali italiani, alla televisione e alla radio si susseguono le offerte per i modelli più piccoli: una Fiat 500X a 16.900 euro, una Punto per 8.950 euro, una Panda per 8.500 euro. Gli italiani tornano a consumare, i lunghi anni di crisi e austerità sono passati. I numeri confermano la nuova tendenza: la produzione automobilistica è cresciuta, in ottobre è stato venduto quasi il 15 per cento in più di nuovi veicoli rispetto all'anno scorso e, secondo gli enti di statistiche, la fiducia dei consumatori è cresciuta per la prima volta dal 2007.

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Panorama internazionale


 

Terrorismo: un'Europa stordita rafforza le misure di sicurezza dopo gli attentati di Parigi

New York, 16 nov - (Agenzia Nova) - L'Italia si è aggiunta ieri al resto d'Europa elevando l'allerta terroristico sul territorio nazionale e ricorrendo alle forze armate per presidiare i siti sensibili e i confini nazionali ieri, dopo i gravissimi attentati di Parigi rivendicati dallo Stato islamico, costati la vita ad almeno 127 persone. Gli attentati – sottolinea il “New York Times” – hanno assestato un colpo definitivo alla libera circolazione delle persone all'interno del territorio europeo, già in crisi a seguito della crisi migratoria che interessa il continente. Il Belgio e l'Ungheria hanno riavviato le ispezioni degli autoveicoli che attraversano il confine. In altri paesi – come la Germania – i governi locali hanno minacciato di adottare autonomamente misure simili se non provvederà subito lo Stato centrale. “I giorni dell'immigrazione incontrollata e degli ingressi illegali non possono continuare”, ha tuonato il ministro delle Finanze della Baviera, Markus Soeder, in una intervista al settimanale “Welt am Sonntag”. “Se la Germania non è in grado di garantire la sicurezza dei suoi confini, la Baviera si assumerà questo compito”. Proprio ieri, le autorità bavaresi hanno confermato che il 5 novembre scorso un controllo casuale ha consentito l'arresto di un uomo che tentava di attraversare il confine dalla Germania all'Austria, e che in auto trasportava armi automatiche e granate: il sospetto è che le armi fossero destinate agli attentati di Parigi. A Londra il governo ha rafforzato il presidio sul territorio, mentre per ore il terminal n.2 dell'aeroporto di Gatwick è rimasto chiuso dopo che un uomo di nazionalità francese è stato individuato mentre si liberava di un oggetto simile a un'arma da fuoco. L'allerta terroristico è stato innalzato al secondo livello in Italia, dove il mese prossimo si terrà il Giubileo della misericordia indetto da papa Francesco. Spagna e Regno Unito, invece, mantengono per ora invariato il livello dell'allerta.

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Senza pietà?

Parigi, 16 nov - (Agenzia Nova) - Di fronte alla spaventosa tragedia che ha raggelato la Francia ed il mondo intero, Francois Hollande e Manuel Valls hanno trovato le parole giuste: la Francia sarà "senza pietà" (Hollande) e intende "annientare" i suoi suoi nemici (Valls). Ma quando si passa al "che fare", scrive il quotidiano conservatore "Le Figaro" nell'editoriale di oggi, ecco che sorgono dei dubbi: per darsi i mezzi per vincere questa guerra, infatti, la sinistra deve rinunciare alla sua stessa anima. Come riuscirà Hollande ad imporre procedure giudiziarie di emergenza, quando una parte della sua maggioranza sostiene la riforma lassista proposta dalla ministra della Giustizia, Christiane Taubira? Si resta senza parole, scrive l'editorialista Paul-Henri du Limbert, nell'apprendere che uno dei kamikaze, il cittadino francese Ismael Omar Mostefai, un delinquente multirecidivo, non è mai stati in prigione. Hollande dovrà anche dire a Angela Merkel che la sua generosa politica verso i migranti costituisce un tremendo errore storico: come non vedere che questo grande esodo è una manna per tutti quelli che, sull'altra riva del Mediterraneo, sognano di far scorrere il sangue in Europa in nome del Califfato? La sinistra saprà capire la verità dei fatti? Può accettare di rinunciare a tutti i suoi dogmi (il comunitarismo, il multiculturalismo, il sessantottismo piagnucolone ed i sermoni sui nuovi diritti) che le sono cari e che ne costituiscono l'identità? Purtroppo è legittimo dubitarne commenta Di Limbert. Fare la guerra richiede guerrieri determinati e non truppe che preferirebbero usare sparatappi invece di mitragliatrici. Ora come ora, nessuno può affermare che la maggioranza governativa a guida socialista sia la migliore soluzione politica per condurre la titanica lotta contro lo Stato islamico. Il presidente della repubblica Francese, conclude l'editoriale del "Figaro", dunque dovrà costringerla con la forza; e, se gli è possibile, "senza pietà".

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Tolleranza

Parigi, 16 nov - (Agenzia Nova) - I terroristi a Parigi hanno voluto colpire oltre che la Francia come potenza politica, anche la tolleranza che caratterizza la "generazione Bataclan": è questa la tesi dell'editoriale pubblicato oggi dal quotidiano progressista "Libération". E ne consegue, sostiene l'editorialista Laurent Joffrin, che l'errore cardinale oggi per la Francia sarebbe di diventare intollerante a sua volta: se è vero che nessuno capirebbe se l'aggressione ordita dall'Isis restasse impunita, è vero pure che la retorica guerresca tradizionale non coglie la realtà di un conflitto che sfugge alle definizioni classiche. I discorsi politici che propugnano la chiusura e che stanno diventando sempre più rumorosi, non rendono giustizia, afferma "Libération" alle vittime che vivevano quotidianamente nei valori dell'apertura.

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Francia, il tono è cambiato per Hollande come per Sarkozy

Parigi, 16 nov - (Agenzia Nova) - Dopo lo choc degli attentati a Parigi, la classe politica francese ha capito che i cittadini esigono soluzioni all'altezza della minaccia terroristica; ma non è più tempo per quello "spirito di comunione nazionale" che prevalse a gennaio scorso dopo la strage di "Charlie Hebdo": è quanto scrive oggi sul "Figaro" il commentatore Guillaume Tabard per spiegare il fatto che gran parte delle personalità politiche ricevute ieri all'Eliseo dal presidente Fracois Hollande, all'uscita dagli incontri non gli abbiano risparmiato critiche. E non si tratta solo del fatto che il 6 ed il 13 dicembre prossimi in Francia si voterà per le elezioni regionali. Secondo Tabard, la grande manifestazione unitaria dell'11 gennaio scorso è stata un alibi per non affrontare certi tabù: e così la necessità di lottare contro la minaccia terroristica poco a poco ha ceduto il passo all'elogio del "vivere insieme". Oggi però ciò non è più possibile: ed ecco perché Holland ha adottato un linguaggio che può risultare indigesto ad una parte della sua stessa maggioranza. Ecco anche perché il leader della destra tradizionale Nicolas Sarkozy ha subito chiesto l'espulsione degli imam radicali, una stretta sorveglianza sui jihadisti, il ripristino dei controlli alle frontiere e persino una revisione delle relazioni con la Russia in merito al conflitto in Siria: esprimere sin da subito l'esigenza di misure forti in materia di pubblica sicurezza e di politica estera è l'unico modo di mostrare di aver appreso la lezione dalla delusione post-11 gennaio.

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Molenbeek è il crocevia del terrorismo islamista

Parigi, 16 nov - (Agenzia Nova) - La cittadina di Molenbeek-Saint-Jean, alle porte della capitale belga Bruxelles, ha conquistato fama internazionale dopo gli attentati di Parigi: per molti, è una delle basi europee del terrorismo islamista; e gli arresti effettuati in questi giorni confermano una cattiva reputazione che non è affatto usurpata e che del resto in Belgio era già ben nota. E' impressionante infatti, ricorda il quotidiano francese "Le Monde", la lista degli individui che sono passati per Molenbeek prima di essere implicati in azioni terroristiche: il massacro al Museo ebraico di Bruxelles nel 2014, la cellula smantellata a Verviers in un sanguinoso blitz poliziesco, la fallita strage sul treno Tgv Bruxelles-Paris nello scorso agosto: in tutti questi fatti c'è un legame con questo quartiere popolare alla periferia della capitale belga. E se si va più indietro nel tempo, è da Molenbeek che sono partiti i due falsi giornalisti che due giorni prima dell'11 settembre 2001 assassinarono in Afghanistan il comandante Ahmed Shah Massoud accanito avversario del Talebani, su ordine diretto di Osama Bin Laden; e qui hanno vissuto due degli autori degli attentati ai treni che fecero 191 morti nel 2004 a Madrid. Di tutto ciò gli abitanti rifiutano di parlare agli estranei come il corrispondente del "Monde" Jean-Pierre Stroobants, con un atteggiamento che è un misto di negazione e di sfida al resto del mondo. Molenbeek insomma è stigmatizzata come un ghetto islamista e il ministro dell'Interno belga, il nazionalista fiammingo Jan Jambon, ha annunciato di volere "far pulizia": non comprendendo come mai i programmi di de-radicalizzazione abbiano avuto successo nelle Fiandre ma non a Bruxelles e dintorni, Jambon ha promesso di occuparsene "personalmente"; i suoi propositi hanno ricevuto il plauso dell'attuale sindachessa, Françoise Schepmans del Partito liberale come il primo ministro Charles Michel. La signora addossa tutta la responsabilità del deterioramento della situazione di Molenbeek al suo predecessore: ma il socialista Philippe Moureaux a sua volta ritorce: il governo è rabbiosamente alla ricerca di capri espiatori per distrarre dal fallimento dei servizi segreti. Insomma, conclude il reportage del "Monde", in Belgio come in Francia dopo i primi momenti di emozione per gli attentati di Parigi la polemica politica si riprende la scena.

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