Rohani in Italia, Gentiloni solleverà il caso di Jason Rezaian

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Washington Post, Economist, Financial Times, Wall Street Journal
Rohani in Italia, Gentiloni solleverà il caso di Jason Rezaian

Ministro Gentiloni: l'Italia solleverà con l'Iran il caso del giornalista Usa Rezaian

Washington, 13 nov - (Agenzia Nova) - Il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni, ha assicurato che Roma solleverà il caso del giornalista della “Washington Post” Jason Rezaian, arrestato oltre un anno fa in Iran e recentemente condannato per spionaggio, in occasione della visita in Italia del presidente iraniano Hassan Rouhani, fissata per la giornata di domani (sabato). In una lunga intervista alla “Washington Post”, Gentiloni ha dichiarato che il governo italiano ha già affrontato la questione con funzionari del governo di Teheran. La visita di Rouhani in Italia è la prima del presidente in Europa, e segue l'approvazione lo scorso luglio dell'accordo internazionale sul programma nucleare della Repubblica islamica, che apre le porte alla progressiva revoca del regime sanzionatorio imposto a quel paese. Nel corso della visita in Italia, incentrata soprattutto sul tema della cooperazione economica, Rouhani incontrerà tra gli altri anche il premier Matteo Renzi e papa Francesco, per poi volare in Francia. Nell'intervista concessa al quotidiano statunitense, Gentiloni esprime apprezzamento per il fatto che il presidente iraniano abbia scelto l'Italia come prima tappa del suo viaggio in Europa: “Credo sia dovuto in parte al fatto che l'Iran avverte nei confronti dell'Italia una relazione che risale ad antiche civiltà, ai tempi di Roma e della Persia”. Quanto alle opportunità di sviluppo delle relazioni economiche bilaterali, “lo scenario tracciato dall'accordo sul nucleare è certamente importante, ma (…) siamo consapevoli che se le cose procederanno nella giusta direzione, come crediamo e speriamo, ci sarà, per essere franchi, una forte competizione tra le economie europee”, tutte ansiose di assicurarsi una quota significativa di un mercato”vergine” di 80 milioni di persone. Il regime sanzionatorio imposto all'Iran nel 2012, spiega Gentiloni, “ha colpito duramente l'economia italiana, così come quella di altri paesi europei”. Per tornare alla normalità bisognerà attendere la piena implementazione dell'accordo sul nucleare e il parere dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea); secondo Gentiloni, gli eventuali ostacoli in questo senso, più che tecnici, sono politici: “Sappiano che l'Iran terrà elezioni il prossimo febbraio, e il dibattito pubblico potrebbe essere dominato da due questioni interconnesse. Da una parte l'economia, e dall'altra le relazioni con l'Occidente e gli Stati Uniti”. In questo senso – spiega Gentiloni – oltre al rispetto dei termini dell'accordo, un altro fattore esterno che potrebbe contribuire a rafforzare la fiducia tra le parti potrebbe essere proprio un segnale di buona volontà da parte di Teheran in merito ai cittadini stranieri detenuti nel paese, come il giornalista Rezaian. Quanto al ruolo dell'Iran nella crisi siriana, il ministro italiano ritiene che Teheran “potrebbe accettare l'idea di una transizione politica aperta a una governance diversa da quella attuale”: non un cambio di regime, ma “il fatto che (il presidente siriano, ndr) Bashar al Assad possa non essere più la figura al comando”. Gentiloni non crede che l'apertura economica all'Iran possa tradursi in un rafforzamento del fronte politico oltranzista e anti-occidentale: “Credo dovremmo scommettere contro questa ipotesi. Ciò di cui siamo certi è che il meccanismo dell'accordo sul nucleare ci consente di sapere, di essere informati, di essere consapevoli se l'accordo viene implementato o meno”. Gentiloni, che è già stato in Iran due volte dall'inizio dell'anno, vi ha colto una atmosfera di “grande aspettativa” per le opportunità prospettate dall'accordo con l'Occidente; secondo il ministro, l'effettiva luce verde agli investimenti nel paese giungerà dopo le verifiche dell'Aiea, forse già all'inizio del prossimo anno. Quanto alle prospettive per il futuro, Gentioni avverte che “il mercato iraniano non tornerà mai ad essere per l'Europa lo stesso del passato. Lo scorso anno la Cina è arrivata in Iran, così come altre economie assai competitive. Siamo però fiduciosi nelle potenzialità della tecnologia e del know-how occidentale”. Quanto alle aspettative per la visita di sabato, infine, Gentiloni ipotizza la risoluzione di alcune questioni economiche in sospeso, specie nel settore petrolifero, e possibilmente la definizione di memorandum d'intesa in vista di accordi futuri.

Continua a leggere l'articolo del Washington Post


Draghi accenna all'espansione dell'alleggerimento quantitativo per stimolare la ripresa

Londra, 13 nov - (Agenzia Nova) - Mario Draghi, presidente della Banca centrale europea, ha accennato di nuovo a ulteriori misure di stimolo per favorire la ripresa dell'area dell'euro. Il banchiere, riferisce il "Financial Times", in un'audizione al Parlamento europeo, ha detto che alcuni segnali indicano che potrebbe volerci più tempo del previsto perché l'inflazione si riavvicini all'obiettivo programmato.

Continua a leggere l'articolo del Financial Times


L'italiana Salini Impregilo acquisterà la statunitense Road Builder Lane Industries

New York, 13 nov - (Agenzia Nova) - Il gruppo italiano delle costruzioni Salini Impregilo Spa ha annunciato ieri (giovedì) l'acquisto della compagnia statunitense costruttrice di autostrade Road Builder Lane Industries Inc, una transazione valutata circa 406 milioni di dollari che rafforza il processo di espansione dell'azienda italiana nel mercato Usa. Salini, che sempre giovedì ha annunciato un aumento del fatturato dell'8,4 per cento a quasi 3,4 miliardi di euro, si attende dall'acquisizione l'accesso a un vasto numero di progetti, grazie all'espansione del settore delle costruzioni Usa prospettato dalla ripresa economica e dal recente accordo tra Congresso e governo federale per un piano multimiliardario di manutenzione della rete delle infrastrutture stradali statunitense.

Continua a leggere l'articolo del Wall Street Journal


Enel: qualcuno vuole una centrale elettrica?

Londra, 13 nov - (Agenzia Nova) - Enel ha annunciato che 23 centrali elettriche in Italia, con una capacità complessiva di 13 gigawatt, sufficiente ad alimentare un piccolo paese, saranno vendute. "La cosa migliore da fare è rendersi conto che non sono recuperabili e non aspettare che la marea torni. Prima si agisce, meglio è", spiega l'amministratore delegato, Francesco Starace, al settimanale britannico "The Economist". A suo parere, con le fonti rinnovabili che rappresentano una quota crescente nella generazione di elettricità, le svalutazioni di asset si moltiplicheranno all'interno dell'Unione Europea.

Continua a leggere l'articolo dell'Economist


Sgominata in Europa una cellula di reclutatori dello Stato islamico

Washington, 13 nov - (Agenzia Nova) - Le forze dell'ordine europee hanno condotto ieri una serie di operazioni coordinate che hanno portato a sgominare una cellula terroristica con sede in Norvegia, che reclutava combattenti per lo Stato islamico (Isis). Sono stati effettuati in tutto 15 arresti, la maggior parte dei quali in Norvegia, Italia e Regno Unito. Il generale dei Carabinieri, Giuseppe Governale, ha definito quella di ieri “la più importante operazioni di polizia europea degli ultimi vent0anni”. Stando alle autorità italiane, il leader ideologico del gruppo era Najmuddin Faraj Ahmad, noto anche come Mullah Krekar, attualmente agli arresti in Norvegia. In passato l'uomo era stato fondatore del gruppo sunnita curdo Ansar al Islam, che puntava a creare un califfato islamico in Iraq e lo scorso anno è confluito nell'Isis. Una volta trasferitosi in Norvegia, Ahmad ha dato vita a una nuova organizzazione, Rawti Shax, con l'obiettivo di inculcare in una nuova generazione di curdi iracheni in Europa l'obiettivo di rovesciare il governo iracheno rimpiazzandolo con un califfato radicale. Stando alle autorità italiane, cruciali nelle operazioni di indagine che hanno condotto agli arresti, l'uomo aveva creato una rete estesa a tutto il territorio europeo che comunicava tramite chat su Internet. L'accusa, per gli arrestati, è di associazione con finalità di terrorismo internazionale.

Continua a leggere l'articolo del Washington Post


 

Panorama internazionale

Narendra Modi in visita a Londra da David Cameron (foto LaPresse)


 

Emergenza rifugiati: Merkel sotto pressione

Berlino, 13 nov - (Agenzia Nova) - Angela Merkel è messa sempre più sotto pressione dal suo stesso partito a causa della crisi dei profughi. L'associazione del ceto medio dell'Unione di centro-destra sta pensando ad un'iniziativa che preveda il respingimento al confine tedesco dei profughi arrivati in Germania attraverso un paese Ue confinante. Il governatore della Sassonia-Anhalt, Reiner Haseloff (Cdu), così come i comuni tedeschi guidati da Cdu e Csu chiedono l'applicazione immediata delle misure concordate dalla Grande coalizione per arginare i flussi migratori. "Dobbiamo spiegare quali sono le nostre capacità e dove sono i nostri limiti e naturalmente applicare un tetto massimo, per tutta la Germania", ha dichiarato Haseloff, che ha commentato duramente le parole di Merkel secondo cui "il diritto di asilo non conosce limiti": "Teoricamente forse è così, ma nella pratica li conosce eccome: nella Costituzione, inoltre, leggo che lo Stato deve preoccuparsi di non esaurire tutte le risorse e di garantire una democrazia stabile", ha commentato il governatore.

Continua a leggere l'articolo di Handelsblatt


Francia, elezioni regionali: polemcihe a sinistra per la "fusione" anti-Fn con la destra proposta da Valls

Parigi, 13 nov - (Agenzia Nova) - Stanno suscitando vivaci polemiche nella sinistra francese le dichiarazioni del primo ministro, Manuel Valls, che in una intervista televisiva ha detto di ritenere necessaria una "fusione" delle liste di destra e di sinistra al secondo turno delle elezioni regionali di dicembre per sbarrare la strada al Front national (Fn) di Marine Le Pen. A nulla è valso lo "stop" impostogli dai vertici del Partito socialista (Ps) nel corso di una cena di lavoro al palazzo presidenziale dell'Eliseo: nel corso della quale, secondo un "convitato" citato anonimamente dal quotidiano progressista "Libération", Valls si sarebbe detto d'accordo con la linea imposta dal presidente Francois Hollande e dall segretario nazionale del Ps Cambadélis; e cioè che la maggioranza governativa farà campagna elettorale per tentare di fare il pieno dei voti dei propri sostenitori al primo turno del 6 dicembre e dopodiché si penserà al da farsi per il secondo turno concedendo al massimo qualche "desistenza". Valls infatti in Senato è tornato a ribadire la sua convinzione che al secondo turno del 1 dicembre possa essere necessaria una "fusione" di tutti i partiti "repubblicani": bando alle "ipocrisie", ha detto, "già la sera del primo turno bisognerà prendere in considerazione tutte le ipotesi" per non far vincere il Fn. Unica concessione al duo Hollande-Cambadélis, Valls ha minimizzato la possibile opzione della "fusione" delle liste destra-sinistra dicendo che "la questione si potrebbe porre in una, due o al massimo tre" delle 13 nuove maxi-regioni metropolitane in ci si voterà. La presa di posizione del primo ministro ha fatto salire la febbre a sinistra, già alta a causa delle varie querelle sul fisco, della questione del trasferimento delle dotazioni finanziarie ai Comuni e di vicende locali come l'avvio dei lavori per il contestato aeroporto a Notre-Dame-des-Landes: "Ad ogni passo falso", confida a "Libération" un anonimo e desolato dirigente socialista, "perdiamo elettori a pacchetti di 400".

Continua a leggere l'articolo di Libération


Cameron: il Regno Unito e l'India non sono più imprigionati dal passato

Londra, 13 nov - (Agenzia Nova) - In prima pagina sulla stampa britannica la visita a Londra del primo ministro dell'India, Narendra Modi, ricevuto dal premier del Regno Unito, David Cameron, tra le polemiche: il politico indiano non è il primo leader di un paese problematico dal punto di vista dei diritti umani, in particolare per le violenze sulle donne e le persecuzioni religiose, a varcare la soglia di Downing Street; duecento scrittori hanno firmato una petizione per esortare Cameron ad affrontare il tema della libertà di manifestazione del pensiero. Il capo del governo britannico, intenzionato a rilanciare le relazioni commerciali, ha detto che da troppo tempo i due paesi sono "imprigionati nel passato" e che ora hanno "l'opportunità di lavorare insieme per superare le grandi sfide del nostro tempo".

Continua a leggere l'articolo del Financial Times


Regno Unito: Cameron ha bisogno di raccontare una storia più positiva sull'appartenenza all'Ue

Londra, 13 nov - (Agenzia Nova) - Dopo cinque mesi di vaghe dichiarazioni di intenti, il primo ministro del Regno Unito, David Cameron, ha fissato in termini concreti le sue richieste di riforma all'Unione Europea, con l'obiettivo di arrivare a un accordo entro la fine dell'anno, una tempistica messa in dubbio, tuttavia, dal presidente del Consiglio dell'Ue, Donald Tusk. Ora, secondo il settimanale britannico "The Economist", il premier ha bisogno di argomentare in modo positivo le ragioni della permanenza nell'Ue. Gli argomenti tra cui scegliere non mancano, a cominciare dai grandi trattati commerciali già in fase di negoziazione.

Continua a leggere l'articolo dell'Economist


Presidenziali Usa, immigrazione sempre più al centro delle schermaglie tra candidati repubblicani

New York, 13 nov - (Agenzia Nova) - Il dibattito serpeggiante sul tema dell'immigrazione clandestina è emerso in maniera dirompente nel confronto tra i candidati repubblicani alla presidenza Usa. Ieri il senatore Ted Cruz, uno dei candidati in ascesa nei sondaggi di gradimento dell'elettorato conservatore, ha accusato il suo avversario e collega, il senatore Marco Rubio – dato da alcuni osservatori come il favorito per la nomina del partito – di “voler ficcare questa amnistia (il percorso di regolarizzazione dei clandestini, ndr) in gola al popolo americano”. Dalle emittenti radio conservatrici ai comizi in South Carolina e New Hampshire – alcuni degli Stati dove il voto delle primarie si terrà anticipatamente rispetto alla data ufficiale – almeno cinque candidati repubblicani alla presidenza si sono gettati a capofitto nel dibattito sull'immigrazione nel tentativo di far presa sugli elettori di orientamento conservatore, che da sempre costituiscono la chiave della vittoria alle primarie. Cruz e Rubio incarnano due diverse anime del Partito repubblicano, anche se nessuno dei due è un outsider: il primo è più vicino alla componente conservatrice del partito, mentre il secondo è la figura di spicco di una nuova generazione più aperta al confronto su materie sensibili come quella fiscale e – per l'appunto – dell'immigrazione. Su questo fronte, Rubio è particolarmente vulnerabile, dal momento che ha avuto la “colpa” di appoggiare, nel 2013, una proposta di legge bipartisan al Senato per la riforma delle norme sull'immigrazione; la proposta prevedeva, tra le altre cose, la predisposizione di un percorso normativo per la regolarizzazione di milioni di immigrati clandestini che vivono negli Usa e rischiano l'espulsione. Dopo il fallimento della proposta di legge, Rubio ha tentato di distanziarsene, ma ciò non è bastato ad alienargli la fiducia di una parte dei conservatori.

Continua a leggere l'articolo del New York Times

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi