L'imbarazzo del Pd per il caso Marino e il successo dell'Expo

La rassegna della stampa internazionale a cura di Agenzia Nova sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Independnet, New York Times, Wall Street Journal, Les Echos, Spiegel
L'imbarazzo del Pd per il caso Marino e il successo dell'Expo

Marino rimane sindaco di Roma

Berlino, 30 ott - (Agenzia Nova) - Il sindaco di Roma Ignazio Marino ha ritirato ieri sera le dimissioni annunciate lo scorso 12 ottobre, a pochi giorni dalla loro effettiva entrata in vigore. Marino, quindi, è tornato ad essere il sindaco della capitale a pieni poteri. Matteo Orfini, il presidente del Partito Democratico e fedelissimo del premier Matteo Renzi, ha tentato sino all'ultimo di dissuadere Marino dal revocare le dimissioni, prolungando così una parentesi politica che è già costata moltissimo al partito in termini di immagine e credibilità. Diversi esponenti del Pd avevano addirittura minacciato una "dimissione di massa" se Marino non avesse lasciato il Campidoglio: una minaccia che non ha intimidito il sindaco-chirurgo, il quale, forte del sostegno di molti cittadini, ha deciso di portare avanti il suo mandato.

Continua a leggere l'articolo dello Spiegel


Italia: il sindaco di Roma ritira le dimissioni e fa piombare nell'imbarazzo il suo partito

New York, 30 ott - (Agenzia Nova) - Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha ritirato ieri le dimissioni annunciate a seguito delle polemiche per le finte spese di rappresentanza, facendo piombare ancor più nell'imbarazzo il Partito democratico (Pd) di cui è esponente e il premier italiano Matteo Renzi, che di quel partito è segretario e che preme da mesi affinché l'ex chirurgo concluda la sua travagliata esperienza alla guida della Capitale. Ieri Marino ha pubblicato una nota in cui annuncia la sua intenzione di verificare le condizioni per il proseguimento del suo mandato, ritirando di fatto le dimissioni entro la soglia dei 20 giorni concessagli dalla legge. La decisione del sindaco era nell'aria da giorni, e i consiglieri del suo stesso partito si sono detti pronti alle dimissioni in massa. Quello di ieri è solo l'ultimo colpo di scena in due anni e mezzo di gestione caratterizzata da gravi scandali, come quello di “Mafia Capitale”, e da una serie ininterrotta di polemiche e passi falsi da parte di un sindaco che in molti reputano onesto, ma maldestro. La decisione di Marino complica enormemente i piani del premier Matteo Renzi, che dalla deriva della capitale ha già rimediato un grave danno d'immagine, e che stava già pianificando la nomina di un commissario alla guida della capitale per tentare di preparare in extremis Roma al Giubileo indetto dal Papa per il mese di dicembre.

Continua a leggere l'articolo del Wall Street Journal


Cantone: la corruzione di Roma rende Milano la "capitale morale" d'Italia

Londra, 30 ott - (Agenzia Nova) - Un commento di Raffaele Cantone, presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione, ha riacceso un vecchio dibattito italiano, riferiscono i quotidiani britannici "The Independent" e "The Telegraph": il magistrato ha detto che Milano è tornata a essere la "capitale morale" d'Italia e che Roma manca degli "anticorpi" necessari per contrastare la criminalità. Molti temono che il Giubileo possa essere una manna per i funzionari capitolini in cerca di tangenti.

Continua a leggere l'articolo dell'Independent


Expo Milano, un successo inatteso

New York, 30 ott - (Agenzia Nova) - L'Esposizione universale di Milano chiude i battenti sabato, dopo aver smentito il generale scetticismo della vigilia e lo stereotipo riguardo le incapacità organizzative degli italiani. Oltre 20 milioni di visitatori hanno visitato i padiglioni dell'Expo dall'1 maggio scorso, quando i lavoratori addetti alla costruzione del sito avevano lavorato a ritmi serrati per compensare i ritardi causati dalle lungaggini politico-burocratiche e dalle inchieste per corruzione. L'iniziale scetticismo – scrive il “New York Times” - ha lasciato gradualmente il campo alla curiosità, e nelle ultime settimane l'Expo ha accolto decine di migliaia di visitatori. “L'Expo è stato un enorme successo”, può rivendicare così il premier italiano Matteo Renzi, che nell'evento aveva investito sin dal principio la propria immagine politica. “E' stato un palcoscenico cruciale per gli investimenti stranieri”, commenta invece soddisfatto il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, mentre il presidente della Repubblica sottolinea come l'Expo abbia dimostrato la capacità dell'Italia di “fare squadra”. Ora, però, si apre una nuova sfida: quella di evitare che l'Expo, dopo la sua chiusura, lasci un'eredità desolante, come accaduto ad Hannover nel 2000 e a Siviglia nel 1992. Molti dei padiglioni realizzati per l'evento verranno rimossi, e l'autorità pubblica proprietaria dell'area destinata all'Expo chiede di trasformarla in un campus universitario: a finanziare la conversione, però, dovrebbe essere il governo, notoriamente a corto di fondi.

Continua a leggere l'articolo del New York Times


Perché Telecom Italia suscita tanto l'appetito degli altri attori europei

Parigi, 30 ott - (Agenzia Nova) - La "guerra dei francesi": è così che la stampa italiana commenta la rivalità tra Xavier Niel e Vincent Bolloré per impadronirsi del bottino Telecom Italia. Si tratta di una rivalità reale o è una azione di concerto? Al momento, nessuno lo sa. Di certo c'è che l'ex monopolista italiano è una preda ambita: è il più importante operatore di telefonia mobile del paese e inoltre controlla il secondo fornitore di accesso a internet in Brasile, TIim Participaçoes. Insomma, Telecom Italia è innanzitutto un eccellente investimento finanziario e gli analisti da tempo l'hanno indicata come uno degli obbiettivi più attrattivi d'Europa insieme all'operatore telefonico olandese KPN: la "telco" italiana pesa più di 22 miliardi in Borsa; ed il futuro si annuncia ancora più promettente tenendo conto che il mercato telefonico italiano potrebbe presto restringersi da quattro a soli tre operatori. La società russa Vimpelcom infatti sta per fondere le sue attività mobili in Italia con quelle del gruppo di Kong Kong Hutchison: un attore di meno potrebbe significare meno concorrenza sul mercato e dunque, potenzialmente, un aumento delle tariffe; l'Authority iyaliana per la concorrenza tuttavia deve ancora pronunciarsi su questa operazione.

Continua a leggere l'articolo di Les Echos


Panorama internazionale

Marco Rubio (foto LaPresse)


 

Germania: il ritiro della Csu dalla Coalizione di governo sarebbe devastante

Berlino, 30 ott - (Agenzia Nova) - "La Csu è pronta a tutto" per ovviare alla paralisi del governo di fronte alla crisi dei rifugiati, avverte da giorni il segretario della consorella bavarese dell'Unione cristiano-democratica. "Anche a ritirarsi dal governo, come si sente dire?", si chiede l'opinionista Berthold Kohler sul quotidiano "Frankfurter Allgemeine Zeitung". Una simile decisione potrebbe costituire l'innesco di una bomba atomica politica. Ma cosa guadagnerebbe la Csu dal passaggio all'opposizione? La cancelliera Angela Merkel potrebbe tecnicamente continuare a governare sostenuta da una coalizione ristretta con l'Spd. Tuttavia, un simile atto di sfiducia da parte della consorella bavarese del suo partito costringerebbe di fatto la Cancelliera a cercare un nuovo mandato. A quel punto, scrive Kohler, non è chiaro quale posizione verrebbe assunta dalla Csu: "Con la Cdu, ma solo senza Merkel?" Così facendo il rapporto tra i due partiti verrebbe incrinato per sempre, per la gioia dei partiti di sinistra che già oggi potrebbero avere la maggioranza al Bundestag. E cosa succederebbe se la Csu decidesse di lanciare questa bomba atomica? La Germania si ritroverebbe politicamente paralizzata, mentre i migranti continuano ad affluire nel paese.

Continua a leggere l'articolo del Faz


Regno Unito: Cameron lancia un'offensiva diplomatica segreta dopo le tensioni con l'Arabia Saudita

Londra, 30 ott - (Agenzia Nova) - Il primo ministro del Regno Unito, David Cameron, rivela il quotidiano britannico "The Telegraph", ha lanciato un'offensiva diplomatica segreta per rinsaldare, dopo le recenti tensioni, le relazioni con l'Arabia Saudita. Il ministero degli Esteri sarebbe venuto a conoscenza della possibilità di un congedo temporaneo dell'ambasciatore saudita a Londra, Mohammed bin Nawaf bin Abdulaziz Al Saud, il diplomatico che qualche giorno fa ha pubblicato un articolo sul giornale conservatore per esprimere la sua preoccupazione per il futuro dei rapporti tra i due paesi. Il capo di gabinetto di Downing Street ha inviato un messaggio personale del premier al re Salman bin Abdul Aziz bin Saud.

Continua a leggere l'articolo del Telegraph


Regno Unito: la polizia vuole il potere di accedere alla storia internet degli utenti

Londra, 30 ott - (Agenzia Nova) - La polizia britannica, rivela il quotidiano "The Times", ha chiesto al governo, in vista della presentazione della nuova proposta di legge sulla sorveglianza, attesa per la prossima settimana, il potere di accedere alla storia internet di qualsiasi individuo; secondo le forze dell'ordine, le compagnie di telecomunicazioni dovrebbero conservare per dodici mesi i dati sulle ricerche effettuate e sui siti visitati dagli utenti.

Continua a leggere l'articolo del Times


Polonia: un enigma conservatore

Londra, 30 ott - (Agenzia Nova) - Solo su una cosa sono tutti d'accordo riguardo alle elezioni polacche del 35 ottobre, osserva il settimanale britannico "The Economist": sono state un trionfo senza precedenti per i vincitori. L'artefice del successo del partito di destra Diritto e giustizia (Pis), che ha ottenuto il 37,6 per cento dei voti conquistando 235 seggi su 460 alla camera bassa, è il suo leader, Jaroslaw Kaczynski, che però non assumerà l'incarico di primo ministro. I progressisti, in patria e all'estero, temono l'"orbanizzazione" della Polonia, cioè una svolta autoritaria e xenofoba sull'esempio di quella impressa da Viktor Orban all'Ungheria; i politici del Pis preferiscono, invece, paragonarsi ai conservatori del Regno Unito, dei quali sono alleati nel Parlamento europeo.

Continua a leggere l'articolo dell'Economist


Presidenziali Usa, emerge Marco Rubio

Washington, 30 ott - (Agenzia Nova) - Il terzo dibattito pubblico tra i candidati repubblicani alla presidenza degli Stati Uniti che si è tenuto mercoledì ha assunto il carattere di una zuffa disordinata tra le troppe figure che ancora si contendono la nomina di partito. Una volta abbassatosi il polverone, però, una figura è parsa svettare su quelle dei concorrenti: si tratta, concordano “Washington Post” e “New York Times”, di quella del senatore della Florida Marco Rubio. Attaccato da più parti nelle ultime settimane per aver trascurato i suoi doveri di senatore concentrandosi invece sulla campagna elettorale, Rubio ha dimostrato mercoledì d'aver appreso alla perfezione le regole del gioco: al suo mentore Jeb Bush, ora avversario nella corsa alla Casa Bianca, che gli rinfacciava pubblicamente l'assenteismo al Senato, Rubio ha replicato per le rime, sottolineando come in occasione delle precedenti elezioni presidenziali nessuno – né la stampa, né i politici di entrambi gli schieramenti – abbia mai rinfacciato la stessa colpa a John McCain, Barack Obama o Mitt Romney. Sino a questa settimana, Rubio aveva condotto una campagna piuttosto anonima e di basso profilo, galleggiando a metà classifica nei sondaggi di gradimento dell'elettorato repubblicano. Diversi opinionisti e commentatori sostenevano che Rubio stesse solamente attendendo il momento migliore per fare sfoggio del suo talento politico: quel momento – scrive la “Washington Post” - è giunto mercoledì. Il giovane senatore repubblicano è consapevole della forza insita nel suo profilo, e presenta agli elettori delle primarie repubblicane l'allettante prospettiva dello scontro tra un carismatico politico 44 enne figlio di immigrati cubani e l'ex segretaria di Stato Hillary Clinton, candidata di fatto del partito democratico. Stando al quotidiano, gli stessi ambienti democratici ammettono privatamente che l'eventualità di una sfida tra Rubio e la Clinton è quella che più li preoccupa. Quella di Rubio resta una missione difficile: nei sondaggi è ancora sopravanzato dai populisti Donald Trump e Ben Carson, e la sua campagna appare debole anche secondo i criteri di valutazione “tradizionali”, ovvero in termini di donazioni, organizzazione, capillarità ed endorsement da parte dei “poteri forti” di area conservatrice. Il suo curriculum politico, che include un ruolo di primo piano nella proposta bipartisan di riforma delle leggi sull'immigrazione del 2013, costituisce un asset di valore se rapportato all'intero elettorato statunitense, ma rischia invece di divenire un handicap nella precedente fase delle primarie, quando a esprimersi sarà l'elettorato conservatore. Eppure – sottolinea il quotidiano – a 100 giorni dalle primarie in Iowa, è difficile immaginare un'altra figura in grado di unire efficacemente il frammentario panorama repubblicano. E' quanto afferma anche il suo portavoce: “Marco si trova in una posizione unica per unire il Partito repubblicano. Se otterrà la nomina, sconfiggeremo Hillary Clinton. C'è un netto contrasto generazionale tra il messaggio (di Clinton, ndr) e quello di Marco. L'America volterebbe pagina”. Per il momento – scrive il “New York Times” - a Rubio è riuscito di far deragliare forse definitivamente la campagna di Jeb Bush, che dopo l'opaca prestazione di mercoledì sera è stato costretto a smentire che la sua campagna versi in stato comatoso.

Continua a leggere l'articolo del Washington Post

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi