Il passo indietro di Marino e Pietro Ingrao ricordato dal Ft

La rassegna della stampa internazionale a cura di Agenzia Nova sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Financial Times, Les Echos, Wall Street Journal, Times
Il passo indietro di Marino e Pietro Ingrao ricordato dal Ft

Il sindaco di Roma Ignazio Marino si dimette dopo l'ennesimo scandalo

New York, 9 tot - (Agenzia Nova) - L'ultimo scandalo che ha visto protagonista il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha messo la parola “fine” sulla sua sfortunata amministrazione. Il sindaco, su pressione del suo stesso partito – il Partito democratico del premier Matteo Renzi – ha rassegnato le dimissioni ieri, pur precisando di avere a disposizione per legge 20 giorni di tempo per un ripensamento. Nelle ultime settimane, dopo le polemiche per il suo ultimo viaggio negli Stati Uniti, che Marino aveva detto d'aver intrapreso su invito del Papa – era stato poi lo stesso Pontefice a smentirlo – il sindaco della capitale italiana ha scatenato una bufera coi rimborsi di presunte cene di rappresentanza che, stando alle testimonianze degli stessi ristoratori, erano in realtà cene private. Questa settimana la Procura di Roma ha avviato un'indagine sull'impiego della carta di credito del Comune di Roma da parte del Primo cittadino, che ieri è tornato a denunciare d'essere vittima dei poteri forti e della criminalità organizzata radicatasi a suo dire durante la precedente amministrazione.

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Roma: la fame del sindaco

Berlino, 9 ott - (Agenzia Nova) - Spaghetti con l'aragosta, filetto di fagiano, cui si aggiunge del costoso vino bianco: a volte una carriera politica può saltare per una sciocca bagatella. Dopo due anni e mezzo alla guida della Capitale italiana, il sindaco di Roma Ignazio Marino si è dimesso, ma non per l'enorme scandalo di Mafia Capitale - questo cartello formato da politici, funzionari e imprenditori che si sono arricchiti con gli appalti pubblici. A mettere fine al suo mandato è stato l'uso della carta di credito del Comune per cene ed altre spese di rappresentanza che in realtà sarebbero state spese private. Il fatto è venuto a galla quando la scorsa settimana, su pressione dell'opposizione, Marino ha dovuto pubblicare tutte le spese di rappresentanza, con scontrini alla mano e con i nomi dei suoi ospiti. Le spese per cene e pranzi si aggiravano sui 20 mila euro. Ma le sue dimissioni colpiscono la città in un momento delicato: sarà infatti un commissario a decidere le sorti di Roma fino alle prossime elezioni.

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Pietro Ingrao, comunista e presidente della Camera

Londra, 9 ott - (Agenzia Nova) - Il "Financial Times" ricorda Pietro Ingrao. Lo storico esponente del Pci, morto all'età di cento anni, era tra gli ultimi sopravvissuti di una generazione di comunisti che ha contribuito a dare forma alla politica italiana del secondo dopoguerra, un'epoca di crescita economica ma anche di feroci battaglie ideologiche.

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Borsa di Milano, il piccolo campione del 2015

Parigi, 9 ott - (Agenzia Nova) - Piazza Affari non ha mai portato così bene il suo nome: nel 2015 sulla piazza finanziaria italiana di affari ne sono stati conclusi veramente tanti. La Borsa di Milano quest'anno ha registrato la più forte crescita in Europa, con il 17 per cento. Tuttavia, più che di una esplosione si è trattato di un recupero rispetto ai terribili anni della crisi. Il quotidiano economico francese "Les Echos" pubblica una analisi della situazione del mercato finanziario e borsistico italiano.

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Gli studenti di scuole con molti immigrati ottengono risultati peggiori nei test

Londra, 9 ott - (Agenzia Nova) - Gli studenti di scuole con percentuali elevate di immigrati ottengono voti più bassi negli esami. È quanto emerge da una ricerca dell'università danese di Aarhus, riferita dal quotidiano britannico "The Times". Lo studio ha preso in considerazione i test di studenti quindicenni in Danimarca, Inghilterra, Paesi bassi, Stati Uniti, Israele, Italia e Norvegia.

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Panorama internazionale


Siria, dagli Usa nuove pesanti accuse nei confronti della Russia

New York, 9 ott - (Agenzia Nova) - Stando a fonti anonime del Pentagono citate dall'emittente statunitense Cnn, quattro dei 26 missili da crociera lanciati dalle navi russe nel Mar Caspio contro obiettivi degli insorti e dello Stato islamico in Siria avrebbero subito avarie, schiantandosi in una non meglio precisata regione montagnosa nel nord dell'Iran. I missili da crociera erano stati lanciati a sorpresa da un gruppo navale composto da quattro unità della Flottiglia russa del Caspio, guidato dall'ammiraglia “Dagestan”. I missili impiegati dalle forze russe sono i Kalibr-Nk, una recente aggiunta dell'arsenale russo che non era mai stata impiegata prima in un teatro operativo bellico. Jeremy Bennie, analista del sito web della difesa Ihs Jane's, ha spiegato alla “Washington post” che i missili da crociera vengono solitamente impiegati nelle prime fasi di una campagna bellica per neutralizzare obiettivi strategici ben difesi; gli obiettivi distrutti dai russi, invece, “potevano essere tranquillamente colpiti dall'Aviazione”, ragion per cui quella della Marina russa è parsa soprattutto una dimostrazione di forza indirizzata agli avversari regionali in Medio Oriente. L'impiego dei missili da crociera da parte di Mosca ha suscitato durissime critiche da parte di Washington: il segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Ashton Carter, ha accusato la Russia di adottare una condotta militare “non professionale” per essere ricorsa ad armi tattiche di alto profilo senza alcun preavviso, e ha avvertito che “presto i russi inizieranno a subire perdite in Siria e altrove”. Le parole di Carter hanno suscitato una reazione sdegnata da parte di Mosca. Igor Konashenkov, portavoce delle forze armate russe, ha risposto con sarcasmo alle indiscrezioni circa le avarie ai missili russi (“Se così fosse, dovremmo dedurre che i loro obiettivi designati in Siria, posizionati a grande distanza l'uno dall'altro, hanno scelto di esplodere da soli e simultaneamente”). Konashenkov ha anche criticato duramente le parole del segretario alla Difesa Usa: “Mai, in tutte le sue analisi e dichiarazioni sulle controverse azioni e operazioni militari statunitensi in tutto il mondo, il ministero della Difesa russo si è abbassato al punto da auspicare pubblicamente la morte di soldati americani, per non parlare dei cittadini comuni”, ha tuonato il portavoce. Il presunto schianto dei missili in territorio iraniano è stato categoricamente smentito anche da Hamidrega Taraghi, un funzionario iraniano vicino al leader supremo, l'Ayatollah Ali Khamenei: Taraghi ha definito le indiscrezioni “una completa assurdità”; l'agenzia di stampa iraniana “Fars”, invece, ha parlato di una “guerra psicologica” condotta dall'Occidente contro l'alleanza russo-iraniana a sostegno del presidente siriano Bashar al Assad. Stando al “New York Times”, però, “alcuni utenti di social media iraniani” avrebbero riferito di un'esplosione nel nord-ovest dell'Iran mercoledì, sulle montagne nei pressi della cittadina di Takab. Sempre secondo il “New York Times”, alcuni analisti russi, tra cui Konstantin Remchukov, di “Nezavisimaya Gazeta”, sostengono che il Cremlino stia sfruttando l'impegno militare in Siria per testare i sistemi e gli armamenti introdotti nell'arsenale militare russo col programma di acquisizioni avviato nel 2010, grazie al boom dei proventi petroliferi pre-crisi. “Ci sono radar, sistemi di controllo e tutta una serie di sistemi che avevano ovviamente bisogno di un collaudo sul campo”, ha dichiarato Remchukov alla radio “Eco di Mosca”.

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Chi è Angela Merkel?

Berlino, 9 ott - (Agenzia Nova) - Se si dovesse descrivere con una parola lo stile di governo di Angela Merkel, di certo non si potrebbe optare per il termine "risolutezza", scrive l'opinionista Thomas Sigmund sul quotidiano "Handelsblatt". Non perché durante la crisi Ucraina o nel salvataggio della Grecia la Cancelliera non si sia impegnata con tutte le forze, continua Sigmund, quanto piuttosto per la sua incapacità di esprimere una linea politica chiara, come l'allora "politica del Basta" di Gerhard Schroeder che era riuscito a mettere in agitazione sia i cittadini che il suo stesso partito. Non senza motivo, quindi, di recente il filosofo Peter Sloterdijk ha definito i dieci anni di cancellierato di Merkel come una "letargocrazia che nasce dal matrimonio tra l'istinto di potere e l'indolenza". Ma l'emergenza immigrazione in Germania ha cambiato tutto: non sono ancora passate quattro settimane da quando i cittadini tedeschi hanno accolto a braccia aperte i profughi nelle stazioni tedesche e da quando la Cancelliera, col suo benvenuto in mondovisione, è diventata la "Mama Merkel" dei migranti. Da allora - scrive Sigmund - l'apparente impermeabilità della Cancelliera ai timori e alle difficoltà della nazione e gli sbandamenti della sua linea d'azione hanno portato i tedeschi a chiedersi: "Chi è veramente Angela Merkel?".

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Regno Unito: il Partito conservatore, incontrastato eppure instabile

Londra, 9 ott - (Agenzia Nova) - Il premier e leader conservatore britannico, David Cameron, osserva il settimanale "The Economist", ha meritato gli applausi al congresso del suo partito, il primo dalle elezioni vinte con la maggioranza assoluta: l'economia cresce più di ogni altra nel G7; il Labour, il principale avversario, ha svoltato a sinistra scegliendo come nuova guida Jeremy Corbyn; i liberaldemocratici, ex alleati nel governo di coalizione, sono ridotti all'irrilevanza. Non sorprende, dunque, che il primo ministro abbia pronunciato un discorso centrista pieno di preoccupazione per la disuguaglianza sociale. Eppure, Cameron ha problemi nella gestione del partito, e la maggioranza parlamentare di soli dodici seggi incoraggia l'ala ribelle. Tra le questioni spinose ci sono quelle dei crediti di imposta, del decentramento e dell'edilizia popolare, ma soprattutto quella della politica europea. Il referendum sull'appartenenza del Regno Unito all'Unione Europea sarà l'evento più importante di questa legislatura. Cameron è rimasto evasivo sugli obiettivi della rinegoziazione e ha lasciato aperte tutte le opzioni, inclusa la possibilità di una campagna per l'uscita. Nel suo intervento a Manchester ha sorvolato sull'argomento, dichiarando, però, di non avere "un attaccamento sentimentale per l'Ue e le sue istituzioni".

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Catalogna: il governo regionale pronto ad adottare una dichiarazione d'indipendenza

Madrid, 9 ott - (Agenzia Nova) - Il presidente uscente della Generalitat della Catalogna, Artur Mas, ha riferito in una articolo pubblicato questa settimana nell'edizione europea della rivista digitale "Politico" che "il nuovo parlamento della Catalogna e il nuovo governo regionale pronunceranno "subito" una dichiarazione pubblica per annunciare "l'avvio di un processo politico che condurrà alla piena indipendenza" della regione dalla Spagna. Nell'articolo, intitolato "La Catalogna è un'opportunità, non un problema", Mas aggiunge che questa dichiarazione sarà trasmessa alle istituzioni spagnole ed europee "per rendere chiaro a tutti che il processo è iniziato" e ribadire l'impegno a "negoziare per realizzare una transizione graduale e ordinata, che non abbia alcun effetto negativo per le parti coinvolte". Mas, che non si è ancora assicurato l'investitura per un secondo mandato come presidente della regione, riafferma dunque il piano stabilito prima delle elezioni dalle formazioni indipendentiste della Catalogna, e in particolare dai due schieramenti che compongono la lista Junts pel sì, Convergenza democratica (Cdc) e Sinistra repubblicana (Erc). Il presidente ha sottolineato di non cercare una "brusca rottura" né di voler "rompere con la Spagna nel prossimo futuro". Al contrario, sottolinea di voler realizzare in un periodo di circa 18 mesi "un progressivo distacco" dl resto della Spagna.

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L'Ue adotta modeste misure per vigilare i confini esterni, accelera i rimpatri dei migranti economici

New York, 9 ott - (Agenzia Nova) - I ministri dell'Interno dell'Unione Europea riunitisi ieri in Lussemburgo hanno concordato modeste misure di rafforzamento dei controlli ai confini esterni dell'Unione e d accelerazione dei rimpatri dei migranti economici, nel tentativo di far fronte alla crisi migratoria che grava sul Continente. Il ministro dell'Interno del Lussemburgo, Jean Asselborn, ha dichiarato prima di aprire l'incontro che l'area di libera circolazione di Schengen “sopravviverà soltanto se i suoi confini esterni verranno protetti”. I ministri hanno discusso in particolare la conduzione di pattugliamenti coordinati da parte delle forze dell'ordine di diversi paesi Ue lungo i confini dei paesi più esposti ai flussi migratori, come Grecia e Italia. La misura, che era stata richiesta nei giorni scorsi dall'agenzia Frontex, ha trovato secondo Asselborn il parere favorevole “di un'ampia maggioranza” dei ministri. La Commissione dovrebbe avanzare proposte concrete in materia entro la fine dell'anno. I ministri hanno anche concordato un incremento dei fondi a disposizione dell'agenzia Frontex e l'invio di altri 100 traduttori, mediatori culturali e funzionari presso gli “hot spot” in Italia e Grecia che dovrebbero garantire l'identificazione di tutti i migranti che approdano sulle coste di quei paesi. Diversi ministri, comunque, hanno sottolineato i punti deboli del piano: gli hot spot non sono strutture chiuse, e i migranti non possono essere costretti a rimanere in Italia e in Grecia se invece vogliono recarsi altrove. Come anticipato dalla stampa britannica nei giorni scorsi, infine, i ministri europei hanno discusso una accelerazione delle procedure di rimpatrio dei migranti economici, provenienti in gran parte dai paesi africani. Ad oggi, solo il 40 per cento dei migranti cui viene negato l'asilo politico vengono effettivamente espulsi dal territorio dell'Unione. L'Ue sta valutando strumenti per persuadere i paesi africani a riprendere i loro cittadini respinti dall'Europa: i ministri, però, hanno escluso il ricorso a sanzioni, ventilando invece incentivi sotto forma di ulteriori aiuti allo sviluppo.

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