Le assicurazioni europee contro la disoccupazione e la banca del formaggio

La rassegna della stampa internazionale a cura di Agenzia Nova sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Times, Les Echos, Financial Times, Welt, Sueddeutsche Zeitung
Le assicurazioni europee contro la disoccupazione e la banca del formaggio

L'Italia spinge per un sistema di assicurazione dell'Eurozona contro la disoccupazione

Londra, 6 ott - (Agenzia Nova) - L'Italia, riferisce il "Financial Times", chiederà ai partner dell'area dell'euro di sostenere un sistema assicurativo comune contro la disoccupazione. Pier Carlo Padoan, ministro dell'Economia e delle finanze, presenterà il piano oggi a Lussemburgo. L'esponente del governo italiano, intervistato dal quotidiano britannico, spiega che l'iniziativa rappresenterebbe un importante passo avanti verso la solidarietà e la condivisione dei rischi e che contribuirebbe a convincere l'opinione pubblica che l'Europa può essere la soluzione, non il problema.

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Bufera sul senatore Barani per aver mimato un rapporto orale rivolgendosi a una collega

Londra, 6 ott - (Agenzia Nova) - Un senatore italiano, il socialista Lucio Barani, è accusato di aver mimato in aula un rapporto orale rivolgendosi alla collega del Movimento 5 Stelle Barbara Lezzi. Lo riferiscono sulla stampa britannica i quotidiani "The Times" e "The Independent". Il parlamentare ha affermato di essere stato male interpretato; il presidente del Senato, Piero Grasso, verificherà l'accaduto.

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Formaggio come oro: le banche del Parmigiano di Reggio Emilia

Berlino, 6 ott - (Agenzia Nova) - Formaggi, formaggi e ancora formaggi. Uno scaffale di legno dopo l'altro. Sui ripiani giacciono le forme di Parmigiano giallo oro, pesanti 40 kg, che emanano un profumo ammaliante. 300 mila forme di Parmigiano si trovano nel magazzino a Montecavolo di Quattro Castella, vicino a Reggio Emilia. Altre 160mila si trovano in un secondo capannone a Castelfranco Emilia. La particolarità però è che questi magazzini non appartengono ad un produttore di formaggi, ma ad una banca: Magazzini Generali delle Tagliate è un'affiliata del Credito Emiliano (Credem). L'Istituto di credito ha accettato i formaggi come garanzia per i crediti: inoltre, immagazzina i formaggi dei caseifici che non hanno un deposito proprio e incassa per questo un canone. Lo fa dal 1953, con grande successo. Le banche del Parmigiano italiano sono un esempio per le banche del mondo: dopo la crisi finanziaria, infatti, il settore ha capito di dover tornare al suo compito iniziale: fornire capitale e servizi all'economia reale.

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L'Italia pronta a perseguire S&P

Parigi, 6 ott - (Agenzia Nova) - L'Italia si starebbe preparando a perseguire in giustizia Standard & Poor's per il suo ruolo nell'aggravamento della crisi della zona euro: ad essere messa in causa è il declassamento delle note sul debito pubblico italiano tra il 2011 ed il 2012 che pose il paese sullo stesso livello del Kazakistan. Oltre a Standard & Poor's, cinque dipendenti dell'agenzia di rating e uno specialista della sua concorrente Fitch sono accusati di aver provocato all'Italia danni ingiustificati per 234 miliardi di euro.

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Italia: i figliocci della Camorra

Berlino, 6 ott - (Agenzia Nova) - La Camorra torna a terrorizzare la città, e lo fa con nuova e ancora più pericolosa arbitrarietà. Diversamente da Cosa Nostra, - la mafia siciliana che ha una struttura a piramide con una gerarchia chiara - la Camorra campana è fortemente frammentata, divisa in molti clan, caotica nelle sue rivalità. Solo a Napoli si contano 50 famiglie e la maggior parte sono animate da profonde rivalità: una situazione che rende la lotta alla Camorra particolarmente difficile.

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Panorama internazionale

Jet russi in Siria


Regno Unito: Cameron potrebbe rinviare al 2017 il referendum sull'Ue per guadagnare tempo e ottenere concessioni

Londra, 6 ott - (Agenzia Nova) - Il primo ministro del Regno Unito, David Cameron, riferiscono i quotidiani britannici "The Independent", "Financial Times" e "The Guardian", potrebbe rinviare al 2017 il referendum sull'appartenenza all'Unione Europea per darsi più tempo per ottenere concessioni dagli altri paesi membri; il negoziato, infatti, è in stallo a causa dell'emergenza migrazioni. L'ambiente imprenditoriale, invece, preme per un'accelerazione: secondo l'Institute of Directors (Iod), rimandare il voto indebolirebbe il fronte europeista.

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Regno Unito: la devolution secondo Osborne

Londra, 6 ott - (Agenzia Nova) - Il cancelliere dello Scacchiere del Regno Unito, George Osborne, ha intensificato la sua incursione al centro politico, "rubando" al Labour politiche, slogan ed ex ministri. Per l'esponente del governo, la svolta a sinistra del Partito laborista dà ai Tory un'opportunità storica per sottrarre terreno all'avversario e spingerlo ulteriormente ai margini. Il titolare delle Finanze ha usato il suo discorso al congresso del Partito conservatore, in evidenza sulla stampa britannica, per illustrare la sua conversione verso la visione di uno Stato come fattore attivo di cambiamento. Preceduto da un video che lo mostrava mentre prometteva l'aumento del minimo salariale e stringeva accordi di devolution con comuni del Nord, Osborne ha poi annunciato la creazione di una commissione nazionale per le infrastrutture per concludere con la promessa di consegnare agli enti locali il controllo delle imposte sulle imprese (la "devolution revolution"). Un editoriale non firmato del "Financial Times", attribuibile alla direzione, riconosce che quello ascoltato a Manchester è stato un discorso di sostanza, in cui il politico, attingendo dal campo laborista, ha delineato un programma coerente basato sul decentramento. Il tema centrale è stato quello della costruzione. "George il costruttore" è il titolo dell'editoriale del quotidiano "The Times", secondo il quale Osborne, con l'annuncio delle riforme sul fisco per le imprese, ha mostrato la sua ambizione di cambiare il paese e compiuto un'astuta mossa politica. L'altro quotidiano conservatore, "The Telegraph", avverte nell'editoriale del direttore che il cancelliere deve rimanere fedele ai valori Tory, incentrati sulla responsabilità personale, sulla riduzione delle tasse e sullo Stato leggero; altri commenti osservano che il politico, aspirante primo ministro, rischia di diventare il suo peggior nemico e prevedono che presto la sua strada e quella di Cameron si divideranno.

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Usa, raggiunto ad Atlanta l'accordo sulla Partnership commerciale trans-Pacifico

Washington, 6 ott - (Agenzia Nova) - Stati Uniti, Giappone ed altri dieci paesi dell'area del Pacifico hanno raggiunto ieri ad Atlanta uno storico accordo per l'adozione di un trattato di libero scambio commerciale in grado di promuovere lo sviluppo e l'interscambio nella regione e di arginare la penetrazione economica da parte della Cina. Lo storico annuncio dell'accordo tra i 12 paesi sull'ossatura della Trans-Pacific Partnership (Tpp), esito di difficili negoziati in corso sin dal 2008, rappresenta un importante traguardo per la politica economica del presidente Usa Barack Obama, che ieri ha definito l'accordo “un trionfo dei valori statunitensi” in materia di diritti dei lavoratori, concorrenza e protezione dell'ambiente. Per quanto importante, però, l'accordo raggiunto ieri rappresenta solamente il primo passo lungo un percorso irto di ostacoli. Archiviata l'intesa coi paesi aderenti al trattato, l'amministrazione Obama si prepara già a una sfida se possibile ancor più difficile: convincere il Congresso federale statunitense ad approvare la Partnership, che gode del sostegno degli avversari repubblicani del presidente più che di quello del suo stesso partito, dove è sempre più forte la componente progressista ed anti-globalista. I segnali giunti da Capitol Hill nella giornata di ieri preannunciano una battaglia lunga ed estenuante alle camere: rappresentanti di entrambi gli schieramenti, infatti, hanno liquidato l'accordo alla stregua di un compromesso insoddisfacente. “Chiudere un accordo costituisce un successo per la nostra nazione solamente se i suoi contenuti sono benefici per il popolo statunitense e rispondono agli elevati standard fissati dai legislatori” la scorsa primavera, ha attaccato il senatore repubblicano Orrin G. Hatch, che presiede la Commissione finanza del Senato federale. Un attacco ancor più duro, ancorché scontato, è giunto dal senatore democratico Bernie Sanders, icona del fronte progressista e candidato del Partito democratico alle elezioni presidenziali del 2016. Sanders ha definito l'accordo sul Tpp “un'altra vittoria di Wall Street e delle multinazionali”. Da segnalare anche l'ostinato silenzio della candidata presidenziale di punta del Partito democratico, Hillary Clinton, che pur avendo sostenuto l'accordo di libero scambio durante il suo mandato quadriennale da segretario di Stato, rifiuta di affrontare l'argomento in campagna elettorale per non alienarsi il voto della “sinistra” democratica. Reazioni più incoraggianti sono giunte invece dalle cancellerie di diversi Stati coinvolti nei negoziati, come quelle di Australia e Nuova Zelanda.

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Libia, intervista all'inviato speciale dell'Onu Bernardino Leon

Madrid, 6 ott - (Agenzia Nova) - Il rappresentante del segretario generale delle Nazioni Unite (Onu) per la Libia, Bernardino Leon, è appena rientrato da New York, dove venerdì scorso ha partecipato ad una importante riunione tra i principali attori della crisi libica, ed è già in partenza per Skhirate (Marocco) per cercare di concludere questa settimana un accordo di pace tra le differenti fazioni del paese nordafricano. Durante le brevi ore trascorse a Madrid, il funzionario Onu ha rilasciato una intervista al quotidiano "El Mundo", che ha sfruttato anzitutto per fare il punto della sua delicata missione di mediazione in Libia: "La risoluzione proposta (dall'Onu, ndr) appare ad oggi l'unica alternativa per il paese per uscire dalla crisi in cui è immerso", ammonisce Leon. A New York, "gli attori regionali e i due governi libici hanno già accettato l'accordo in via preliminare", spiega il mediatore. Manca però l'approvazione formale del parlamento di Tobruk, riconosciuto dalla comunità internazionale, e del governo islamista di Tripoli. L'obiettivo "resta quello di istituire un governo di unità nazionale, ma non so se ce la faremo", ammette il funzionario, che prosegue: "Siamo di fronte a un bivio: se in poco tempo saremo in grado di istituire un governo di unità nazionale, allora inizieremo a costruire la pace. In caso contrario, continuerà la guerra". Alla domanda su quale sia la posta in gioco per la Spagna e per l'Europa nella crisi libica, Leon replica: "Un anno fa ho richiamato l'attenzione sulla presenza di alcune cellule del gruppo terroristico dello Stato islamico (Isis) nei pressi di Darna. Nel mese di febbraio il gruppo controllava una striscia di territorio della dimensione della regione spagnola dell'Estremadura, intorno a Sirte, compresa la costa. Oggi l'Isis in Libia è militarmente organizzato come in Iraq o in Siria. Per il momento stiamo parlando solo di circa 2 mila persone, ma se non siamo in grado di raggiungere un accordo sulla Libia avremo un problema molto difficile da gestire". "Non abbiamo nessuna informazioni in merito a minacce diretta contro la Spagna o un altro paese europeo situato nelle vicinanze della Libia. Tuttavia - ammonisce Leon - l'Isis è quello che è ed è più vicino a noi delle isole Canarie. L'Isis è una gravissima minaccia, e potrebbe dotarsi di aerei e missili".

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Siria: i jet russi hanno violato lo spazio aereo turco, Washington accusa Mosca di bersagliare i ribelli sostenuti dalla Cia

New York, 6 ott - (Agenzia Nova) - Almeno un aereo da combattimento russo impegnato nei raid aerei contro le forze jhadiste in Siria avrebbe violato lo spazio aereo turco, mentre lo scorso fine settimana un Mig-29, che le forze aeree di Ankara non hanno potuto identificare con sicurezza, ha agganciato il proprio sistema di puntamento a due F-16 turchi. Gli episodi sono stati denunciati ieri dalla Nato, di cui la Turchia è uno Stato membro, e coincidono con le richieste sempre più pressanti da parte di Ankara per la creazione di una “no fly zone” nel nord della Siria, che impedirebbe ai velivoli russi di colpire le postazioni dello Stato islamico e di altri gruppi che combattono il regime siriano di Bashar al Assad. Secondo fonti della Nato citate dal “Wall Street Journal”, lo sconfinamento dell'Aviazione russa costituirebbe una sorta di avvertimento da parte di Mosca, che così chiarirebbe di non essere disposta a sottostare all'imposizione di una zona di interdizione aerea nel nord della Siria. “Siamo allarmati, perché questi sono precisamente il tipo di episodi che, se solo la Turchia rispondesse come è nel suo diritto, potrebbero risultare in un conflitto a fuoco”, ha dichiarato il segretario di Stato Usa, John Kerry, commentando l'episodio dal Cile, dove si trova in visita ufficiale. Le dinamiche dell'episodio restano confuse: Ankara ha denunciato una violazione del suo spazio aereo da parte di un velivolo russo che risalirebbe allo scorso sabato; ieri la Nato ha dichiarato che le incursioni da parte dei velivoli russi sono state due, attribuendo alla Russia anche l'episodio del Mig-29 non identificato. Mosca ha ammesso che un velivolo Su-30 dell'Aviazione russa ha varcato il confine dello spazio aereo turco “per pochi secondi” nella giornata di sabato a causa di condizioni meteorologiche avverse durante il volo di rientro verso la base: “Non c'è alcuna ragione di scomodare teorie cospirazioniste, ha dichiarato il ministro della Difesa russo, Sergeij Shoigu. Nel frattempo, però, da Washington giungono nuove accuse all'indirizzo di Mosca: la Central Intelligence Agency (Cia) ha denunciato ieri che le forze aeree russe in Siria hanno bersagliato per giorni le forze ribelli sostenute dalla stessa agenzia, di cui non sono ben chiare l'identità e la composizione. Fonti del governo Usa citate dal “Wall Street Journal” affermano che la Casa Bianca considera i raid di Mosca contro “gli alleati degli Stati Uniti sul campo” una “sfida diretta alla politica del presidente Barack Obama in Siria”. Una politica che è stata oggetto di pesanti critiche anche negli Usa nelle ultime settimane, specie dopo che il comandante del Central Command, generale Lloyd J. Austin III, ha testimoniato di fronte al Congresso che i cosiddetti “ribelli moderati” addestrati dalla Cia al costo di mezzo miliardo di dollari sono stati “appena quattro o cinque”. Il rischio di uno scontro accidentale e di una successiva escalation– sottolinea il “New York Times” - continua a crescere, dato anche il fatto che Turchia e Stati Uniti hanno deciso di reagire all'intervento militare russo in Siria intensificando i raid aerei nel nord del paese.

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