Eurozona, fuga dal patto di stabilità

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Financial Times, Washington Post, Monde e Guardian
Eurozona, fuga dal patto di stabilità

POLITICA


 

L'Italia sostiene le tariffe dell'Ue come l'ultima difesa contro la Cina

Londra, 5 ott 08:31 - (Agenzia Nova) - L'Italia lancia un avvertimento in vista delle prossime importanti decisioni commerciali dell'Unione Europea: l'Ue non dovrebbe rinunciare al suo potere di imporre tariffe contro il dumping cinese. Il dibattito in corso, spiega il "Financial Times", riguarda il riconoscimento della Cina come economia di mercato; se Bruxelles arrivasse a questa conclusione, i paesi membri rimarrebbero disarmati contro le pratiche di esportazione sleali. Carlo Calenda, vice ministro per lo Sviluppo economico e inviato per il commercio, sostiene che il "disarmo unilaterale" sarebbe un errore.

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Emergenza migranti: l'Italia rifiuta che gli altri paesi selezionino i rifugiati di cui farsi carico "in situ"

Madrid, 5 ott 08:31 - (Agenzia Nova) - Se mettersi d'accordo sul numero di rifugiati che ogni paese europeo dovrebbe accogliere è stato complicato, l’ attuazione concreta del piano di ridistribuzione si sta dimostrando ancora più difficile, secondo il quotidiano "El Pais". L'Italia ha categoricamente respinto la richiesta di alcuni paesi, tra cui la Spagna, di partecipare "in situ" alla selezione delle persone che hanno diritto d'asilo. "Non siamo disposti - ha affermati il premier italiano Matteo Renzi - a consentire che i funzionari di altri paesi scelgano i profughi a Lampedusa e Trapani. Un impegno umanitario non può diventare un mercato". I paesi ricettori potranno "respingere i rifugiati inviati dall'Italia" solo in "via eccezionale" e per "giustificati motivi di sicurezza nazionale", ha aggiunto il capo del governo italiano.

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Il Parlamento italiano rafforza i legami con i parlamenti latinoamericani

Madrid, 5 ott 08:31 - (Agenzia Nova) - La Camera dei Deputati italiana ospita oggi e domani il primo Forum parlamentare Italia-America Latina e Caraibi, con il quale le istituzioni italiane intendono rafforzare la diplomazia parlamentare con una regione che considerano "prioritaria". "Per noi, l'America latina è una regione prioritaria. Lì vivono decine di milioni di persone di origine italiana", ha dichiarato la presidente della Camera Laura Boldrini, che ha aggiunto: "Saremmo molto miopi a non rilanciare i rapporti a qualsiasi tipo di livello, non solo parlamentare, con quella regione. Per me è una priorità". In questo senso, la presidente ha sostenuto che "i parlamenti dovrebbero avere un ruolo più rilevante nelle decisioni che vengono assunte, dal momento che rappresentano i cittadini". "Penso che sia importante fornire una base alle relazioni interparlamentari. La diplomazia parlamentare, a mio avviso, può fare molto quando le relazioni tra i governi mostrano dei limiti", ha aggiunto Boldrini. Al forum parteciperanno le delegazioni di tredici parlamenti latinoamericani: Argentina, Brasile, Cile, Cuba, Ecuador, El Salvador, Haiti, Messico, Panama, Paraguay, Perù, Repubblica Dominicana e Uruguay. Colombia, Costa Rica, Guatemala, Nicaragua e Venezuela, rappresentati dai rispettivi ambasciatori in Italia.

Leggi l’articolo del Vanguardia

 

Berlusconi e Putin: la strana coppia

Londra, 5 ott 08:31 - (Agenzia Nova) - La relazione tra Silvio Berlusconi, ex presidente del Consiglio italiano, e Vladimir Putin, presidente della Russia, "la strana coppia della politica internazionale", è stata spesso criticata; nonostante le polemiche, osserva il "Financial Times", resiste da anni, anche dopo la perdita di potere di Berlusconi, come dimostra il loro recente incontro in Crimea. In un'intervista al quotidiano economico-finanziario i due leader condividono una visione del mondo e Berlusconi appoggia gli interventi di Putin in Ucraina e in Siria.

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ECONOMIA


 

L'Antitrust europea pronta a porre un freno alle fusioni nel settore della telefonia mobile

New York, 5 ott 08:31 - (Agenzia Nova) - Il commissario europeo per la concorrenza, Margrethe Vestager, ha inviato venerdì un avvertimento ai dirigenti delle compagnie di telefonia mobile europee, avvertendo che ulteriori fusioni nel settore rischiano di tradursi in un aumento dei costi per i consumatori a fronte di una stagnazione degli investimenti nel potenziamento delle reti. I commenti, pronunciati nel corso di una conferenza di esperti antitrust a New York, è un chiaro segnale, secondo il “Wall Street Journal”, che la commissaria di appresta a imporre condizioni più restrittive dei suoi predecessori sui futuri accordi in un settore – quello delle telecomunicazioni – che in Europa sta vivendo un rapidissimo e profondo processo di consolidamento, specie in Italia e nel Regno Unito.

Leggi l’articolo del Wall Street Journal

 

Eurozona, fuga dal patto di stabilità

Berlino, 5 ott 08:31 - (Agenzia Nova) - Prima la difesa, poi gli investimenti, ora i profughi: i capi di governo degli Stati dell'eurozona trovano sempre nuove giustificazioni per derogare al patto di stabilità e incrementare la spesa in deficit. Che l'integrazione dei rifugiati pesi sulle casse di molti Stati, scrive l'opinionista Manfred Schaefers sul quotidiano "Frankfurter Allgemeine Zeitung", è un fatto incontestabile: ciò non toglie che un'eccessiva assunzione di prestiti metta a rischio la stabilità finanziaria non solo dei singoli paesi, ma dell'intera eurozona. L'Italia, ad esempio, si tiene in equilibrio sul baratro finanziario: non appena si prospetta un alleggerimento fiscale, gli inconsistenti margini di manovra a livello dell'indebitatissimo paese, terza economia dell'eurozona, vengono esauriti. In questo modo, le politiche di alleggerimento quantitativo della Banca centrale europea, che dovrebbero spronare paesi come l'Italia a condurre dolorosi ma necessari interventi di riduzione della spesa, "cadono nel vuoto". Roma - avverte Schaefers - non si sogna nemmeno di premunirsi in vista di un aumento dei tassi di riferimento. La Francia, invece, "considera direttamente il patto di stabilità e di crescita un vincolo inaccettabile". Parigi accusa la Germania di bloccare l'Europa con la sua mentalità da contabile. Ed ora, in piena crisi immigrazione, anche l'Austria è pronta derogare ai limiti previsti dal trattato di Maastricht.

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Italia: Mondadori, il gruppo editoriale di Berlusconi acquista il suo principale concorrente

Parigi, 5 ott 08:31 - (Agenzia Nova) - L'acquisto del settore libri del gruppo editoriale italiano Rcs Mediagroup da parte di Mondadori, che è di proprietà della famiglia di Silvio Berlusconi, è stato firmato: i due gruppi hanno precisato che l'operazione di acquisto riguarda il 99,99 per cento del capitale, per un ammontare di 127,50 milioni di euro. "L’acquisizione sarà finanziata con l'utilizzo di linee di credito" ha aggiunto Mondadori che è presieduta da Marina Berlusconi, figli dell'ex presidente del Consiglio italiano

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SOCIETA’


 

Sergio Canavero: "Farò il primo trapiano di testa"

Londra, 5 ott 08:31 - (Agenzia Nova) - Il chirurgo italiano Sergio Canavero è diventato famoso in tutto il mondo quest'anno per aver illustrato in pubblicazioni scientifiche e discorsi pubblici l'intervento che intende realizzare nel prossimo futuro: l'anastomosi cefalo-somatica, ovvero il trapianto di testa. In un'intervista al quotidiano britannico "The Guardian" il medico entra nei dettagli del suo progetto.

Leggi l’articolo del Guardian

 

Perché vale la pena comprare una casa a Sorrento

Londra, 5 ott 08:31 - (Agenzia Nova) - Benché sia molto turistica, la Penisola Sorrentina dal punto di vista del mercato immobiliare non è abbastanza attraente per i compratori internazionali. La pendenza e la lontananza dei servizi di emergenza sono tra i fattori che scoraggiano gli acquirenti. Negli ultimi cinque anni i prezzi delle case tipiche nell'area sono diminuiti circa del trenta per cento.

Leggi l’articolo del Financial Times

 

 

PANORAMA INTERNAZIONALE


 

Mogherini, ecco come far fronte alla crisi in Siria

Washington, 5 ott 08:31 - (Agenzia Nova) - L'Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione Europea, Federica Mogherini, ha concesso un'intervista alla “Washington Post” lo scorso fine settimana, in occasione della sua visita a New York per la 70 esima Assemblea generale delle Nazioni Unite. L'intervista si apre con un quadro delle risposte formulate dall'Unione Europea di fronte alla crisi dei rifugiati. Si tratta di una crisi non europea, ma “regionale e globale”, puntualizza Mogherini, che sottolinea l'entità dell'emergenza: 8 milioni di profughi interni nella sola Siria, e 4 milioni in Turchia, Libano e Giordania; circa 350 mila già in territorio europeo, con flussi “aumentati negli ultimi sei mesi”. Ma guardare alla Siria come all'unica radice dell'emergenza sarebbe un errore: “la vasta maggioranza delle persone che si muovono, migranti e rifugiati, provengono dall'Africa”. E' vero anche – sottolinea l'Alta rappresentante, che “la percentuale dei rifugiati sul totale della popolazione europea è dello 0,1 per cento, contro il 25 per cento del Libano. La situazione va posta nella giusta prospettiva, si tratta di un problema gestibile da parte di noi europei”. Mogherini ricorda come l'Ue abbia recentemente approvato un piano per l'equa distribuzione di 160 mila rifugiati tra i suoi paesi membri. “Per chi non ha diritto all'asilo, esistono programmi per il rimpatrio”. Di fronte alla domanda sul perché l'Ue abbia concesso ai trafficanti di esseri umani di monopolizzare i flussi migratori, creando la crisi e le tensioni esplose negli ultimi mesi, la rappresentate europea sottolinea come l'entità dei flussi cui le autorità degli Stati europei hanno fatto fronte quest'anno abbia reso assai difficoltosa anche la semplice identificazione dei migranti. L'Europa “ha speso 10 miliardi di euro per far fronte alla crisi”. Gli Stati Uniti e gli altri paesi occidentali potrebbero fare la loro parte, secondo Mogherini, “aumentando il sostegno finanziario alle agenzie internazionali e ai paesi che ospitano il maggior numero di rifugiati”. Quanto a potenze economiche e geopolitiche come gli Stati Uniti, il loro interesse dovrebbe essere quello di “provare a risolvere i conflitti in Siria e in Libia, le principali fonti di instabilità che causano il flusso di rifugiati (verso l'Europa, ndr)”. Non è realistico, sottolinea Mogherini, immaginare che un rifugiato (…) possa fare ritorno nel suo paese, a meno di trovare una soluzione politica al conflitto in Siria”. Ciò non significa la fine del regime di Assad – spiega Mogherini - ma “l'avvio di una fase di transizione politica” che includa tutti gli attori politici del paese, “fatta eccezione ovviamente per gruppi terroristici come al Nusra e l'Isis”. L'Ue “sta lavorando con gli attori regionali e internazionali per organizzare una transizione politica in Siria”. Un ruolo, in questo senso, potrebbe essere giocato dall'Iran, che così “dimostrerà se possa giocare davvero un ruolo costruttivo sul piano internazionale dopo l'accordo” sul suo programma nucleare. Mogherini esprime cautela in merito all'intervento russo nel conflitto siriano: “La principale preoccupazione della Russia sembra essere quella di un completo collasso delle strutture istituzionali in Siria, qualcosa di simile a quanto accaduto in Libia; si tratta di uno scenario che metterebbe a rischio l'idea stessa di una transizione. Credo sia impossibile concepire un ruolo del presidente (Bashar, ndr) al Assad nel futuro della Siria – puntualizza la rappresentante europea – ma una transizione richiede che anche il regime di Damasco sieda al tavolo dei negoziati. Immaginate cosa accadrebbe in termini di rifugiati, se Damasco dovesse cadere”. Mogherini liquida l'ipotesi di creare una “zona cuscinetto” nel nord della Siria, come ipotizzato dagli Stati Uniti, dalla Turchia e da diversi paesi arabi sunniti: “Penso non sia realistico parlare di zone 'sicure' (in territorio siriano, ndr) a meno di mettere la parola fine al conflitto civile e a Daesh”. Se i rifugiati siriani in Turchia fossero posti di fronte alla prospettiva di essere nuovamente spediti nel loro paese, “potrebbero fuggire invece verso l'Europa”. Mogherini ammette che il dossier siriano rappresenta una sfida ancor più complicata dei negoziati sul nucleare dell'Iran, ma spiega che la crisi dei rifugiati “può essere l'occasione per i popoli europei di comprendere che le differenze sono un valore aggiunto, e non una minaccia”.

Leggi l’articolo del Washington Post

 

Spagna: rappresentanti dei parlamenti regionali europei discutono di trasparenza e democrazia digitale

Madrid, 5 ott 08:31 - (Agenzia Nova) - Il parlamento dell'Andalusia ospiterà oggi la riunione del gruppo E-democracy, uno dei gruppi di lavoro della Conferenza delle Assemblee legislative regionali d'Europa (Calre). All'evento prenderanno parte quasi trenta rappresentanti di 18 parlamenti regionali dell'Unione Europea, inclusi 7 presidenti delle assemblee regionali. Tra i partecipanti ci saranno André Antoine, presidente del parlamento vallone (Belgio); Pedro Sanjurjo González, presidente della Giunta regionale del Principato delle Asturie (Spagna); Fabrizio Cecchetti, vicepresidente del Consiglio regionale della Lombardia e Vincenzo Niro, presidente del Consiglio regionale del Molise. Il gruppo di lavoro sulla E-democracy della Calre è coordinata dal presidente del parlamento andaluso e si occupa di affrontare questioni quali il miglioramento della trasparenza delle attività parlamentari, la partecipazione e l'avvicinamento dei cittadini alle attività parlamentari e l'impiego delle nuove tecnologie per conseguire questi obiettivi.

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VATICANO


 

Vaticano, Sinodo sulla famiglia: le donne cattoliche vogliono passare dall'ombra alla luce

Bruxelles, 5 ott 08:31 - (Agenzia Nova) - Le donne cattoliche, stanche di essere costantemente messe da parte, sperano di approfittare del Sinodo sulla famiglia, che si è aperto domenica in Vaticano, perché la Chiesa "cessi di parlare delle donne e faccia più attenzione nel parlare alle donne". Il quotidiano belga "La Libre Belgique" dedica all'argomento un lungo articolo ripreso dall'agenzia di stampa "France Presse".

Leggi l’articolo del Libre Belgique

 

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