Il "no" di Roma a Bruxelles sugli ogm

La rassegna della stampa internazionale a cura di Agenzia Nova sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di New York Times, Financial Times, Economist, Figaro ed Expansion.
Il "no" di Roma a Bruxelles sugli ogm

L'Italia comunica all'Ue che bandirà le colture geneticamente modificate

New York, 2 ott - (Agenzia Nova) - Il governo italiano ha comunicato alla Commissione europea che si avvarrà delle regole comunitarie che consentono agli Stati membri di bandire le colture genericamente modificate (ogm) sul proprio territorio. I ministeri dell'Agricoltura, dell'Ambiente e della Salute hanno inviato alla Commissione la richiesta di “escludere tutte le coltivazioni di ogm autorizzate a livello europeo dal territorio italiano”. L'Ue ha sbloccato la coltivazione di determinate categorie di ogm sul proprio territorio lo scorso marzo, dopo uno stallo durato diversi anni. La Germania, come l'Italia, ha deciso di bandire le coltivazioni ogm dal proprio territorio, e la Bulgaria ha annunciato di voler fare lo stesso.

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La comunicazione resta l'arma giusta per Mario Draghi

Londra, 2 ott - (Agenzia Nova) - Ci sono voluti sei anni perché la Banca centrale europea lanciasse un alleggerimento quantitativo; sei mesi sono pochi per giudicare la sua efficacia, secondo un editoriale non firmato del "Financial Times", attribuibile alla direzione. Certamente il ritorno della deflazione non doveva essere nei piani del presidente della Bce, Mario Draghi, ma gli sviluppi sono ancora aperti. Il banchiere può essere ritenuto responsabile solo per le variabili che rientrano nel suo controllo, dal quale sono escluse, ad esempio, le turbolenze cinesi e lo stallo greco. L'idea che l'eurozona possa essere sottoposta a un eccesso di stimolo sembra fantasiosa; tuttavia, finché i dati non racconteranno una storia più convincente, Draghi può saggiamente propendere per la linea dell'aspettare e vedere.

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L'Italia è diventata un mercato-rifugio in Europa

Madrid, 2 ott - (Agenzia Nova) - Fino al 2015, gli investitori guardavano con timore all'Italia soprattutto a causa della sua instabilità politica, della decrescita economica e dell'assenza di significative riforme a livello economico. Lentamente però, questa percezione è cambiata anche grazie all'aumento dei fattori di rischio che influenzano gli altri paesi del continente. Senza fare troppo rumore, o forse proprio per questo, l'Italia ha di fatto scalato la lista dei paesi più attraenti per gli investitori. I fattori esterni, e anche qualcuno di carattere interno, giustificano il miglioramento della percezione di un paese che fino a poco tempo sembrava in piena crisi.

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Il gioco d'azzardo si espande in Italia, aiutando il governo ma alimentando la dipendenza

Londra, 2 ott - (Agenzia Nova) - La dipendenza dal gioco d'azzardo, riferisce il settimanale britannico "The Economist", si sta diffondendo in Italia. Secondo i dati della Global Betting and Gaming Consultancy, gli italiani hanno perso 17,2 miliardi di euro l'anno scorso, quasi il triplo del 2001. L'Italia stampa un quinto dei gratta e vinci e ospita un terzo dei terminali videolottery (Vlt) del mondo. Il boom dell'azzardo è legato alla difficile situazione delle finanze pubbliche: i governi che si sono succeduti hanno trovato nel gioco una rigogliosa fonte di entrate fiscali – quasi metà di quello che gli italiani perdono va al Tesoro – e hanno legalizzato una forma di azzardo dopo l'altra.

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Scandalo VW: Italia, sono 650 mila i veicoli coinvolti

Parigi, 2 ott - (Agenzia Nova) - La filiale italiana del costruttore automobilistico tedesco Volkswagen, al centro dello scandalo dei test truccati per le emissioni dei suoi motori diesel, giovedì 1° ottobre ha annunciato che sono circa 650 mila i veicoli coinvolti nel problema nella Penisola. Volkswagen Italia ricorda ad ogni modo che i clienti saranno informati direttamente sui modi ed i tempi degli interventi necessari ai veicoli in loro possesso.

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Panorama internazionale

Il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble (foto LaPresse)


 

Usa: gravissima sparatoria in un college dell'Oregon, almeno 13 le vittime

Washington, 2 ott - (Agenzia Nova) - Un uomo armato di 26 anni, Chris Harper Mercer, ha fatto irruzione ieri presso l'Umpqua Community College di Roseburg, Oregon, aprendo il fuoco sugli studenti che stavano seguendo le lezioni. Stando a Ellen F. Rosenblum, procuratore generale dell'Oregon, l'uomo ha ucciso almeno 13 persone e ne ha ferite più di 20, prima di essere abbattuto dalle forze dell'ordine accorse sul luogo della sparatoria. Stando alle prime testimonianze, l'assassino avrebbe chiesto alle vittime quale fosse la loro fede religiosa, sparando alla testa a chiunque si fosse professato cristiano. A Washington il presidente Usa Barack Obama, che da anni si batte inutilmente per un irrigidimento delle norme sull'acquisto e il possesso di armi da fuoco, ha offerto con evidente frustrazione le sue personali preghiere alle vittime e alle loro famiglie.

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Germania: riunificata ma ancora divisa

Berlino, 2 ott - (Agenzia Nova) - La Germania è riunificata ma ancora divisa, scrive l'opinionista Holger Steltzner sul quotidiano "Frankfurter Allgemeine Zeitung". Ovviamente all'anniversario dell'Unità del paese si festeggerà solamente la riunificazione: dopotutto, in un periodo storico paragonabile a un attimo, le due Germanie si sono riunite senza l'utilizzo della forza. A 25 anni di distanza dal celebre crollo del Muro di Berlino, non restano molte tracce della divisione: all'Est si consumano gli stessi prodotti dell'Ovest, le case sono arredate in modo analogo, le località di villeggiatura sono condivise e le pensioni sono uguali per tutti. Il tasso di natalità è ugualmente basso, i titoli di studio sono equipollenti e l'aspettativa di vita è la stessa. Tuttavia, se si osserva con più attenzione si intravedono ancora delle differenze: l'Est conserva una certa arretratezza economica, e il divario aumenta anziché ridursi. L'emigrazione dei giovani dai lander dell'Est è inarrestabile e la ricchezza è distribuita in modo diseguale.

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Regno Unito: i conservatori europeisti in inferiorità numerica rispetto agli euroscettici

Londra, 2 ott - (Agenzia Nova) - Di ritorno dai Caraibi, il primo ministro del Regno Unito, David Cameron, vede avvicinarsi una tempesta politica d'autunno: la rivolta dei Tory sulla politica europea. Nigel Lawson, ex cancelliere dello Scacchiere, in un intervento sul quotidiano "The Times", dà per fallito il tentativo del premier di rinegoziare i termini dell'appartenenza britannica all'Unione Europea, che non è disposta rinunciare a parte dei suoi poteri, e si pone alla guida della campagna anti-Ue del gruppo dei Conservatori per la Gran Bretagna. Secondo una ricerca di Open Europe, 69 parlamentari Tory sono pronti a votare per la Brexit, mentre 230 potrebbero propendere per un campo o l'altro; solo 14 sono fermamente europeisti e altri 44 orientati a rimanere in un'Ue riformata.

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Germania: Schaeuble, "C'è bisogno immediato di un diritto di asilo europeo"

Berlino, 2 ott - (Agenzia Nova) - Il ministro tedesco delle Finanze, Wolfgang Schaeuble, ha chiesto all'Europa di compiere uno sforzo straordinario per dotarsi di strumenti comuni atti a gestire l'emergenza dei flussi migratori. "Non sarà facile, ma il diritto d'asilo europeo deve diventare una questione di mesi e non di anni", ha dichiarato l'esponente della Cdu in un'intervista al quotidiano "die Welt". "L'Unione Europa deve accogliere i profughi con generosità, ma non dobbiamo arrivare al punto in cui l'Europa si autodistrugga", ha dichiarato il ministro, che ha citato l'esigenza di effettuare controlli più rigorosi ed efficaci ai confini esterni dell'Europa. Secondo Schaeuble, creare un diritto d'asilo comunitario non richiederebbe alcuna modifica dei trattati: "Bisogna solo trovare il coraggio politico di farlo (...) Francia e Italia si faranno sicuramente coinvolgere e speriamo anche la Grecia", ha concluso il ministro.

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Ucraina, una nuova speranza a Parigi

Parigi, 2 ott - (Agenzia Nova) - Eclissata dalla Siria all'Assemblea generale dell'Onu, la guerra in Ucraina torna prepotentemente d'attualità a Parigi, dove i quattro attori del formato detto "di Normandia" si ritroveranno oggi venerdì 2 ottobre al Palazzo dell'Eliseo. Il presidente francese Francos Hollande, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente russo Vladimir Putine e quello ucraino Petro Poroshenko si incontreranno in un vertice che dovrebbe durare quattro ore e che, nelle speranze di tutti, dovrebbe iniettare un nuovo dinamismo nel processo di pace, con l'obietivo di raggiungere un risultato tangibile entro la fine del 2015. Francia e Germania tentano di ottenere da parte dei secessionisti ucraini filo-russi e del loro protettore al Cremlino che finalmente vengano applicati nella loro interezza gli accordi raggiunti a Minsk, in Bielorussia. Il clima diplomatico è teso a causa dei raid aerei della Russia in Siria; ma paradossalmente, secondo osservatori citati dal quotidiano francese "Le Monde", proprio quell'intervento fa sperare ai diplomatici occidentali un atteggiamento più conciliante del Cremlino sul dossier Ucraina. La situazione sul terreno infatti è particolarmente favorevole ad un accordo: nel Donbass il fronte è calmo come non mai dall'inizio del conflitto nella primavera del 2014; il nuovo cessate-il-fuoco del 1° settembre scorso è quasi integralmente rispettato dai belligeranti, ad eccezione di rarissimi incidenti isolati; ed alla vigilia del vertice di Parigi il governo ucraino ed i separatisti pro-russi hanno annunciato un accordo per il ritiro delle armi di piccolo calibro a 15 chilometri dal fronte, sul modello di quello in vigore per le armi pesanti. Se il versante militare è dunque in via di stabilizzazione, è su quello politico che si appuntano le principali preoccupazioni: a cominciare dall'organizzazione delle elezioni locali, con una vera e propria "guerra di date" tra ucraini e filo-russi.

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