Class action contro Volkswagen, ma chi pensa ai fornitori italiani dell'azienda?

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di New York Times, Mundo, Independent e Figaro
Class action contro Volkswagen, ma chi pensa ai fornitori italiani dell'azienda?

Foto LaPresse

POLITICA


 

Migrazioni: i nuovi “hotspot” europei in Italia si concentreranno sulla registrazione delle impronte digitali

New York, 1 ott 08:33 - (Agenzia Nova) - Il governo italiano rafforzerà gli sforzi tesi a identificare i migranti che sbarcano sulle sue coste, anche se cò significherò ricorrere alla coercizione. Il capo dipartimento del ministero dell'Interno per le libertà civile e l'immigrazione, Mario Marcone, ha riferito a “Reuters” che i nuovi centri di identificazione co-gestiti con le autorità europee, che verranno attivati a breve nel Sud Italia, procederanno all'identificazione e alla raccolta delle impronte digitali del 90 per cento dei migranti che vengono trasportati in Italia nell'ambito dei pattugliamenti dell'agenzia Frontex sulle acque del Mediterraneo.

Leggi l’articolo del New York Times

 

Italia, la via che conduce alla “Google Tax” è irta di ostacoli

New York, 1 ott 08:33 - (Agenzia Nova) - Il premier italiano Matteo Renzi, sotto pressione per reperire le risorse necessarie al taglio della pressione fiscale promesso nei mesi scorsi, spera di ottenere miliardi di euro di nuove entrate costringendo le multinazionali di Internet a pagare in Italia le tasse sugli utili generati grazie alle attività in quel paese. Il sottosegretario del Tesoro italiano Enrico Zanetti sostiene che una cosiddetta “Google Tax” potrebbe fruttare all'erario italiano sino a 3 miliardi di euro l'anno. Per il governo Renzi, però – scrive il “Wall Street Journal” la strada rischia di essere in salita, sia sul piano politico che su quello legale. Il quotidiano Usa ricorda che la proposta di una tassa sugli utili delle grandi multinazionali di Internet era stata avanzata nel 2013 dal predecessore di Renzi, Enrico Letta, ed era stato proprio l'attuale presidente del Consiglio a rinunciare al progetto, citando l'opposizione dell'Unione Europea. Il premier è stato costretto a rivedere i suoi piani a causa della forte opposizione politica al suo piano di tagli alla spesa, inclusa quella sanitaria, che il governo dovrebbe presentare a metà ottobre nell'ambito del bilancio di previsione 2016. Il premier italiano, che si è impegnato a tagliare la pressione fiscale per un importo di 35 miliardi di euro nell'arco dei prossimi tre anni, intende adottare la Google Tax nel 2017. Un'iniezione di risorse di 2 o 3 miliardi semplificherebbe enormemente il compito sempre più difficile di far quadrare i conti dello Stato, ma molti economisti ed esperti fiscali sono scettici: il tema dell'elusione fiscale di colossi come Google e Yahoo! tiene banco da diversi anni, ma sinora nessun paese europeo è riuscito a rimediare, dal momento che la stessa tassazione comunitaria protegge le multinazionali dai versamenti fiscali in paesi dove non dispongano di una sede permanente, un “permanent establishment”. Il professore di diritto tributario Tommaso Di Tanno spiega che la formula del “permanent establishment” è stata introdotta molti anni fa per definire uffici, stabilimenti produttivi e magazzini, ma è ormai anacronistica nella cosiddetta “era di Internet”, dove gli utili delle grandi aziende possono essere generati attraverso al fornitura di beni e servizi intangibili e con una presenza fisica pressoché nulla sul mercato. Pur tuttavia, l'attuale sistema è profondamente radicato nei trattati internazionali, e cambiarlo in tempi brevi appare difficilissimo, specie da parte di singoli paesi “in conflitto d'interessi”. Il problema, comunque, esiste: basti pensare che nel 2014, Google ha pagato appena 2,2 milioni di euro di tasse in Italia, pur avendovi ufficialmente generato un fatturato 54,4 milioni di euro. L'Autorità per le comunicazioni italiana, però, stima che in realtà il giro d'affari di Google in Italia sia dieci volte maggiore.

Leggi l’articolo del New York Times

 

Italia: Renzi lancia la sua "rivoluzione fiscale" e vuole una "finanziaria espansiva"

Parigi, 1 ott 08:33 - (Agenzia Nova) - La finanziaria 2016 deve lanciare la "rivoluzione fiscale" promessa da Matteo Renzi, cioè un calo delle tasse di 45 miliardi di euro su tre anni: sarà "una finanziaria espansiva, non di rigore" ha annunciato il presidente del Consiglio, fiero di mostrare una crescita più forte del previsto. Questa ripresa dovrebbe soprattutto aiutare a finanziare la misura-faro di questo piano: la soppressione definitiva della tassa sulla prima casa; una misura simbolica che costerà 4,3 miliardi. Ma per finanziare la sua "rivoluzione", Roma deve trovare 27 miliardi di fondi e i conti per ora non quadrano. Il ministero dell'Economia vuole soprattutto ottenere più flessibilità da parte di Bruxelles: è questo l'obbiettivo dei negoziati in corso con la Commissione europea, in cui l'Italia presenta come garanzie il lancio delle riforme strutturali ed il ritorno degli investimenti stranieri. Bruxelles invece è scettica sulle opzioni dell'Italia e l'ha invitata a ridurre la pressione fiscale sul lavoro per spostarla invece sui consumi e gli immobili. Un consiglio che ha suscitato l'aspra reazione di Renzi: "Non sarà cerro un euroburocrate a decidere cosa dobbiamo fare".

Leggi l’articolo dell’Echos

 

Il governo italiano resuscita il piano per il ponte sullo Stretto nonostante le preoccupazioni per i terremoti e la mafia

Londra, 1 ott 08:33 - (Agenzia Nova) - Come un sogno, o un incubo, ricorrente, il progetto di un ponte sullo Stretto di Messina torna all'ordine del giorno. Il governo Renzi, riferisce il quotidiano britannico "The Independent", vuole riconsiderare l'idea, nell'ambito di una strategia di rilancio economico del Mezzogiorno, nonostante i timori legati al rischio sismico e a quello di infiltrazioni mafiose. Lo ha annunciato il sottosegretario alle Infrastrutture, Umberto Del Basso De Caro, in un intervento al parlamento.

Leggi l’articolo dell’Independent

 

 

ECONOMIA


 

Italia, disoccupazione ai minimi da due anni e mezzo

New York, 1 ott 08:33 - (Agenzia Nova) - Il tasso di disoccupazione italiano è sceso ai minimi da due anni e mezzo nel mese di agosto, dal 12 per cento di luglio all'11,9 per cento: un dato – scrive “Bloomberg” - che sembra dimostrare un miglioramento del mercato del lavoro addirittura più rapido di quello previsto dal governo del premier italiano Matteo Renzi. Il dato, diffuso ieri, fa il paio con quello relativo alla fiducia di imprese e consumatori, a sua volta migliore rispetto alle previsioni degli economisti. In Italia il tasso di disoccupazione non scendeva sotto i 12 punti percentuali da marzo 2013. Nonostante l'inatteso miglioramento nel mese di agosto, la situazione del mercato del lavoro italiano resta peggiore rispetto alla media dell'area euro, e la disoccupazione giovanile, particolarmente elevata nel paese, non ha esibito ad agosto segnali di diminuzione.

Leggi l’articolo del Bloomberg Business Week

 

I crediti deteriorati delle banche italiane attraggono almeno sette offerenti

New York, 1 ott 08:33 - (Agenzia Nova) - Montagne di crediti deteriorati e sofferenze accumulate dall'Italia negli anni della crisi stanno finalmente trovando qualche compratore. Almeno sette investitori hanno avanzato offerte per portafogli del valore complessivo di 4,2 miliardi di euro venduti da General Electric Co., Royal Bank of Scotland Plc, Prelios Spa e Crédit Agricole Sa. Stando a fonti citate dal “Wall Street Journal”, le offerte per i portafogli di crediti deteriorati dovrebbero aggirarsi tra i 150 e i 200 milioni di euro. L'interesse degli acquirenti si inserisce nella scarsa disponibilità di opzioni d'investimento ad alto rendimento e rischio elevato per effetto dell'abbassamento dei tassi di interesse da parte delle banche centrali.

Leggi l’articolo del Wall Street Journal

 

L'Italia preoccupata per i fornitori di Volkswagen

Parigi, 1 ott 08:33 - (Agenzia Nova) - Sono circa 12 mila le persone che in Italia lavorano più o meno direttamente per il costruttore automobilistico tedesco: e ora temono per il proprio poso di lavoro. Come se non bastasse, anche lo Stato italiano e particolarmente il ministero dell'Interno figurano tra le vittime collaterali dello scandalo Volkswagen: a causa del contratto che prevede la fornitura ai Carabinieri di 4 mila unità del modello Leon 2.0 TDI della Seat, il marchio spagnolo controllato da VW; purtroppo si tratta proprio di uno dei modelli i cui dati di emissioni sono stati adulterati.

Leggi l’articolo del Monde

 

Italia, class action contro Volkswagen

New York, 1 ott 08:33 - (Agenzia Nova) - Marco Ramadori, co-presidente dell'associazione italiana per la tutela dei consumatori Codacons, ha annunciato che il gruppo ha intrapreso un'azione legale collettiva contro il gruppo automobilistico tedesco Volkswagen, accusandolo di aver ingannato i proprietari delle sue auto e di aver danneggiato l'ambiente manipolando i dati relativi alle emissioni inquinanti delle sue vetture a gasolio. La class action è stata presentata a una corte di Venezia, che ha la giurisdizione su Verona, che ospita la sede italiana dell'azienda.

Leggi l’articolo del New York Times

 

 

SOCIETA’


 

Terminata l'evacuazione del campo profughi di Ventimigli alla frontiera franco-italiana

Parigi, 1 ott 08:33 - (Agenzia Nova) - L’operazione di evacuazione del campo profughi di Ventimiglia, alla frontiera franco-italiana, si è conclusa nel tardo pomeriggio di mercoledì 30 settembre. Cinquanta tra migranti e militanti di organizzazioni solidaristiche, che si erano arroccati vicino al mare dopo l'intervento della polizia nel campo profughi, hanno lasciato gli scogli dopo un accordo con le forze dell'ordine. Grazie alla mediazione del vescovo di San Remo una trentina di migranti africani hanno accettato di essere portati in pullman al centro di accoglienza della Croce Rossa di Ventimiglia, mentre la ventina di militanti sono passati dal commissariato di P.S. prima di essere rilasciati.

Leggi l’articolo del Figaro

 

 

PANORAMA INTERNAZIONALE


 

Francia, rinviato il processo a due dirigenti di Uber

Parigi, 1 ott 09:28 - (Agenzia Nova) - Il tribunale di Parigi ha deciso di rinviare all'11 e 12 febbraio 2016 il processo contro l'azienda statunitense Uber e due dei suoi dirigenti in Francia. Sotto la mira delle accuse c'è sono l'applicazione UberPop, che permette di mettere in diretto contatto i clienti con autisti occasionali e non professionali e che è stata interdetta la scorsa settimana dalla Corte costituzionale.

Leggi l’articolo dell’ Echos

 

Terrorismo: Spagna, Eta avverte del rischio di un processo di disarmo "disordinato" dopo l'arresto dei suoi leader in Francia

Madrid, 1 ott 09:28 - (Agenzia Nova) - A seguito dell'operazione di polizia condotta a Baigorri (Francia), in cui sono stati arrestati i leader politici dell'Eta, Iratxe Sorzabal e David Pla, il gruppo terroristico basco si è impegnato in un comunicato rivolto agli attori internazionali a "mantenere tutti gli impegni presi per garantire il disarmo della banda e le condizioni necessarie a consentire tale processo". L'organizzazione ha messo però in guardia circa la "gravità degli attacchi sferrati al processo" di disarmo: con gli arresti, sostiene l'Eta, “gli Stati mettono in discussione il modello ordinato" verso il disarmo e la smobilitazione del gruppo. Nel comunicato, inviato il 27 settembre (Giornata del Soldato), l’Eta afferma che l'operazione di polizia di Baigorri rappresenta l'obiettivo continuo di "danneggiare le basi necessarie per le soluzioni del processo" di smantellamento dell'organizzazione. "La sola possibilità che si possa raggiungere una soluzione spaventa coloro che non hanno proposte alternative da offrire al popolo basco", si legge nel documento.

Leggi l’articolo del Mundo

 

Siria, le implicazioni dell'intervento militare russo per Israele

Gerusalemme, 1 ott 09:28 - (Agenzia Nova) - I “grandi perdenti” dell’intervento militare russo in Siria sono gli Stati Uniti, i suoi alleati sunniti e Israele, nonostante le indiscrezioni secondo cui la Russia avrebbe informato Washington e Gerusalemme prima delle sue missioni aeree. Nonostante la Russia stesse assembrando le proprie forze da settimane - scrive la "Jerusalem Post" in un'analisi - la notizia dell'avvio dei raid aerei contro l'Isis è stata accolta ieri con sorpresa e nervosismo, soprattutto da Washington. Secondo il quotidiano israeliano, Mosca pare intenzionata a blindare il regime del presidente siriano Bashar al Assad lasciando alla coalizione guidata dagli Usa il compito di colpire lo Stato islamico, e dedicandosi invece a contrastare le altre forze quaediste e ribelli che combattono Damasco, come dimostrato dagli obiettivi dei bombardamenti sferrati ieri. Gli obiettivi strategici di Mosca sono piuttosto chiari: La Russia punta anzitutto a salvaguardare il suo principale alleato in Medio Oriente e il suo unico porto militare nel Mediterraneo, quello di Taurus. Quanto a Israele, secondo la "Jerusalem Post" esce decisamente perdente dall'intervento russo, nonostante il ministro della Difesa Moshe Ya'alon abbia dichiarato che Tel Aviv non ha bisogno di coordinare le proprie operazioni militari nell'area con Mosca. Se così fosse - sottolinea il quotidiano - non si spiegherebbe per quale motivo il primo ministor Benjamin Netanyahu, accompagnato dai vertici militari israeliani, abbia chiesto udienza al presidente russo Vladimir Putin a Mosca, la scorsa settimana. Tel Aviv, sinora ha tratto un precario beneficio dallo stato di disordine regionale, che ha indebolito e distolto l'attenzione di avversari come Hezbollah e l'Iran. A dispetto di quanto affermi il governo israeliano - scrive il quotidiano - la presenza russa nell'area segna la fine dell'assoluta libertà d'azione di cui hanno sinora goduto le Forze di difesa israeliane.

Leggi l’articolo del Jerusalem post

 

 

VATICANO


 

La Santa Sede rassicura sui rapporti con l'Italia dopo la polemica sul sindaco di Roma Marino

New York, 1 ott 08:33 - (Agenzia Nova) - Il Vaticano assicura che le relazioni con l'Italia sono serene, dopo l'imbarazzante polemica degli ultimi giorni riguardo il soggiorno del sindaco di Roma Ignazio Marino a Filadelfia in occasione dell'incontro mondiale delle famiglie presieduto dal Papa, che ha pubblicamente negato d'averlo invitato. Martedì scorso Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio consiglio per la famiglia, aveva commentato la vicenda durante lo scherzo telefonico di un programma radiofonico italiano, convinto di parlare al premier italiano Matteo Renzi. Paglia aveva definito Marino “un imbucato” e spiegato che il Papa si era arrabbiato per le dichiarazioni del sindaco, che aveva detto di essere stato invitato negli Usa proprio dal Pontefice. Ieri Padre Lombardi, portavoce della Santa Sede, ha provato a chiudere la vicenda definendo lo scherzo telefonico un “inaccettabile inganno” e spiegando che le parole espresse da Paglia in una conversazione privata “non possono esprimere in alcun modo le posizioni della Santa Sede”. Lombardi ha assicurato che “i rapporti tra i rappresentanti della Santa Sede e le autorità italiane a proposito del Giubileo s sono sempre svolti e continueranno a svolgersi con serenità e correttezza”.

Leggi l’articolo del New York Times

 

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