La guerra dei colori per i taxi di Firenze. E poi 'ndrangheta, fiori e cioccolato

La rassegna della stampa internazionale a cura di Agenzia Nova sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Bloomberg, Wall Street Journal, Independent, Le Echos e Faz
La guerra dei colori per i taxi di Firenze. E poi 'ndrangheta, fiori e cioccolato

Il premier italiano Matteo Renzi discute di economia, Europa e Siria

New York, 29 set - (Agenzia Nova) - Il primo ministro italiano Matteo Renzi ha concesso una intervista a “Bloomberg” in occasione della sua visita a New York per la 70 esima sessione dell'Assemblea generale Onu. Nel suo colloquio col capo redattore della testata, John Micklethwait, il premier italiano discute di economia, Europa e Siria. Renzi parte dall'economia, rivendicando i dati incoraggianti delle ultime settimane e sottolineando come “per la prima volta, le previsioni del governo si sono rivelate eccessivamente prudenti rispetto al reale andamento dell'economia”. Il premier non nega che il prossimo anno la peggior congiuntura economica globale, e in particolare le onde d'urto generate dal rallentamento dell'economia cinese, possa intralciare in qualche modo la ripresa italiana, ma sottolinea come nei primi mesi dell'anno le esportazioni italiane siano cresciute di oltre sei punti percentuali, e sostiene che quello dell'Italia sia soprattutto un problema di fiducia dei suoi cittadini ed attori economici. A questo proposito, Renzi torna a citare il dato dell'aumento dei risparmi da parte delle famiglie italiane negli anni della recessione, un'attitudine che Renzi attribuisce al timore per il futuro. Sul tema del deficit di bilancio e dei recenti appelli del governo italiano a una “maggior flessibilità”, anche per finanziare interventi di alleggerimento della pressione fiscale, Renzi cita paesi europei come Regno Unito e Spagna, il cui rapporto deficit-pil è assai superiore a quello italiano. E' vero che quei paesi stanno crescendo a ritmi assai superiori a quello italiano – ammette Renzi, pungolato dal suo intervistatore – ma è anche vero che la stessa flessibilità consentirebbe anche all'Italia di conseguire risultati economici migliori. Sempre tenendo conto – precisa il premier – dell'elevatissimo debito pubblico che grava sulla terza economia dell'eurozona: anche per questa ragione, assicura il presidente del Consiglio, “nel 2016, per la prima volta, il debito tornerà a calare, e questo per noi è cruciale”. Micklethwait chiede a Renzi se sia possibile una qualche forma di accordo che consenta di derogare ai parametri di Maastricht sul deficit tenendo conto dell'emergenza migratoria affrontata dall'Italia. Il premier italiano, però, replica che quello delle norme di bilancio è un problema di livello strutturale: per sette anni, “l'Europa ha preferito alla cresciuta l'austerità”, vedendosi superata dagli Stati Uniti. Quanto all'Italia, “non ha potuto far sentire la sua voce a causa di un deficit di credibilità” causato dall'assenza di un vero impegno sul piano della correzione dei propri squilibri strutturali. Il premier fa dunque il punto delle riforme sinora avviate e conseguite dal suo governo, e sul Senato esprime fiducia nella capacità sua e del governo di riformare il bicameralismo perfetto senza doversi affidare al sostegno di elementi esterni alla maggioranza, primo tra tutti il partito dell'ex premier Silvio Berlusconi, Forza Italia. L'intervista si sposta alla grave situazione siriana e al confronto tra Stati Uniti e Russia, che esprimono posizioni diametralmente differenti riguardo la figura del presidente siriano Bashar al Assad. Secondo Renzi, la soluzione alla crisi siriana passa necessariamente attraverso il dialogo tra il maggior numero possibile di attori regionali, inclusa la Russia. La priorità, ammonisce il premier italiano, è quella di “evitare a tutti i costi una nuova Libia”. Ciò che mancò in Libia, prima della deposizione del dittatore Muammar Gheddafi, fu “una strategia per il futuro”, spiega Renzi, che sottolinea come tale errore non debba ripetersi in Siria. La permanenza di Assad alla guida della Siria, insomma, rappresenta “un elemento di negoziato”, ma non una discriminante, specie in considerazione del fatto che “a un anno dall'inaugurazione della coalizione (contro lo Stato islamico guidata dagli Usa, ndr) la situazione non ha fatto che peggiorare”. Su questo punto, il premier italiano pare dunque in linea più con la posizione del presidente russo Vladimir Putin, che con la linea adottata dall'Occidente durante i primi quattro anni del sanguinoso conflitto civile siriano. Quanto alla Russia, Renzi sottolinea con decisione che gli Stati Uniti rappresentano il primo alleato internazionale dell'Italia, e che quest'ultima è a tutti gli effetti un membro dell'Europa e della Nato: Roma non intende smarcarsi dalle posizioni assunte da questi attori internazionali, ad esempio sul fronte delle sanzioni imposte a Mosca nell'ambito della crisi ucraina, ma rifiuta la logica, “adottata anche da alcuni paesi europei”, secondo cui la Russia “sarebbe un nemico”. E sono infondate, secondo il premier, le critiche di chi sostiene che la posizione dell'Italia sia influenzata dalle relazioni energetiche con la Russia: l'Italia “sta investendo in una direttrice nord-sud”, come dimostrato dalla recente scoperta del mega-giacimento di gas naturale da parte di Eni al largo dell'Egitto. Ciò considerato, “la Russia è un grande paese, con un grande passato e un grande futuro”, conclude Renzi. “Immaginare un futuro senza Russia è un errore”.

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Il premier italiano Matteo Renzi chiede che la Russia partecipi alla soluzione della crisi siriana

New York, 29 set - (Agenzia Nova) - Il premier italiano Matteo Renzi ha concesso una intervista al “Wall Street Journal” in occasione della sua partecipazione alla 70 esima sessione dell'Assemblea generale Onu a New York. Affrontando il tema della crisi siriana, Renzi ha dichiarato che “conseguire la pace è impossibile senza il coinvolgimento della Russia”, e che escluderla sarebbe “un errore incredibile”. Quella di Renzi – scrive il quotidiano – è soltanto l'ultima apertura in tale senso pronunciata nelle ultime settimane da diversi leader occidentali, incluso il premier britannico David Cameron. Il premier italiano, però, ha tenuto a sottolineare che la sua posizione non ha nulla a che fare con i legami economici del suo paese con la Russia, specie nel campo energetico. Renzi ha sottolineato piuttosto come per la Siria sia necessario lavorare a una soluzione permanente e il più possibile condivisa: “Se decidessimo di intervenire senza una strategia per il futuro, finiremmo per distruggere un paese”, ha ammonito il primo ministro, tracciando un parallelo col collasso delle istituzioni libiche. Il presidente del Consiglio ha poi affrontato il tema dell'emergenza dei rifugiati e della necessità di una risposta comune europea alla crisi; il premier ha criticato con forza la risposta dei paesi dell'Europa Orientale alla crisi: paesi che a suo dire hanno ricevuto per anni aiuti e contributi da paesi europei più ricchi, come l'Italia, e ora non accettano di far parte della “soluzione europea” al caos dei flussi migratori. “Se si pensa che un paese possa rifiutare 300 persone dopo tutti i soldi (ricevuto dall'Ue, ndr), credo si sia di fronte a una posizione immorale”, ha accusato Renzi.

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Guadagnare con i titoli di Stato italiani

Berlino, 29 set - (Agenzia Nova) - I titoli di debito pubblico italiano stanno diventando un interessante obiettivo di investimento: negli ultimi anni le quotazioni dei titoli di Stato italiani hanno avuto uno sviluppo migliore delle quotazioni dei bund tedeschi. Merito anche della politica monetaria portata avanti dalla Banca centrale europea, che ha di fatto tolto dal mercato il rischio di insolvenza per i titoli italiani. Per questo motivo, negli ultimi anni le obbligazioni italiane sono divenute un'opzione interessante per i grandi investitori istituzionali internazionali, alla ricerca di rendimenti più allettanti di quelli praticamente nulli offerti dagli analoghi titoli tedeschi e francesi.

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Succede in Europa: Nero, Verde o Bianco, guerra dei colori per i taxi di Firenze

Parigi, 29 set - (Agenzia Nova) - Il dibattito attorno alle licenze di taxi è spesso elettrico, ma a Firenze l'espressione ha un significato letterale: il sindaco ha deciso di assegnare 100 nuove licenze e vuole che i futuri taxi siano al 100 per cento elettrici. E le associazioni dei 650 tassisti fiorentini hanno deciso di condurre una lotta accanita contro questo aumento del numero dei concorrenti: lamentano una consistente perdita di corse a causa della rivoluzione della circolazione e del trasporto pubblico provocata dalla costruzione di nuove linee di tram. E ricordano come dal mese di ottobre i clienti potranno rivolgersi al servizio Uber Black: anche quelle berline di lusso, di colore nero per distinguerle appunto dai bianchi tax tradizionali, saranno un formidabile concorrente. Insomma, ironizza sul quotidiano francese "Les Echos" uno dei suoi corrispondenti da Roma, Olivier Tosseri, c'è di che rendere i tassisti fiorenti verdi di rabbia ... il colore del loro futuri rivali elettrici.

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La 'ndrangheta si espande nei mercati dei fiori e del cioccolato

Londra, 29 set - (Agenzia Nova) - Accanto ai consueti traffici di sostanze stupefacenti, armi e prostituzione, la 'ndrangheta opera anche nei mercati dei fiori e del cioccolato. Un'inchiesta sui clan Comisso e Coluccio-Aquino, riferiscono i quotidiani britannici "The Independent" e "The Times", ha portato all'arresto di 54 sospetti tra Roma e Reggio Calabria; sono stati trovati ingenti quantitativi di cocaina in mezzo a tulipani provenienti da Amsterdam, essi stessi oggetto di commercio; inoltre, vicino Latina sono state sequestrate 250 tonnellate di cioccolatini Lindt rubati, del valore di sette milioni di euro.

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Panorama internazionale

Il premier giapponese Shinzo Abe (foto LaPresse)


 

Germania: "Dieselgate", i manager di Volkswagen hanno agito da criminali

Berlino, 30 set - (Agenzia Nova) - Il ministro dell'Economia della Bassa Sassonia e membro del Consiglio di Sorveglianza di Volkswagen, Olaf Lies (Spd), ha accusato i responsabili delle manipolazioni ai gas di scarico del gruppo di aver tenuto un comportamento "criminale". Coloro i quali hanno deciso l'utilizzo dei software per la manipolazione dei valori delle emissioni hanno agito "in modo criminale" e per questo devono risponderne personalmente, ha dichiarato Lies all'emittente Bbc. Secondo Lies, milioni di persone avrebbero perso la fiducia in Volkswagen a causa dello scandalo, con un danno enorme per la prima azienda tedesca. Molti responsabili verranno certamente querelati per ottenere il risarcimento dei danni, continua Lies, tuttavia bisognerà spiegare come mai il comitato di controllo non sia stato informato prima.

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Francia: proposte-shock di Sarkozy su 35 ore, statali e disoccupazione

Parigi, 30 set - (Agenzia Nova) - In un'intervista accordata al quotidiano "Les Echos" l'ex presidente Nicolas Sarkozy, leader di Les Républicains ("I Repubblicani", ex Ump; ndr) ha dettato il programma economico sociale della principale formazione della destra francese in vista dei prossimi appuntamenti parlamentari ed elettorali e nella prospettiva di un ritorno al potere nel 2017. Secondo Sarkozy la Francia dovrebbe liberarsi del tutto del tetto delle 35 ore di lavoro settimanale, rifondare il dialogo sociale, ridurre i privilegi accordati ai dipendenti della pubblica amministrazione dallo statuto degli statali, autorizzare i licenziamenti per motivi esclusivamente economici e rivedere i sussidi ai disoccupati riducendone l'importo dopo 12 mesi di disoccupazione.

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Regno Unito: Corbyn inaugura la nuova politica del Labour usando nel suo discorso passaggi rifiutati da tutti i leader precedenti dagli anni Ottanta

Londra, 30 set - (Agenzia Nova) - In evidenza sulla stampa britannica il discorso del neoleader del Labour, Jeremy Corbyn, al congresso di Brighton. Il nuovo capo dei laboristi ha parlato per un'ora dedicando la maggior parte del tempo a illustrare i suoi valori politici e concludendo con un'esortazione a non accettare l'ingiustizia e a lottare contro il pregiudizio. Ha anche cercato di riaffermare la sua autorità nel partito, diviso su molte questioni, ribadendo la sua opposizione al rinnovo del programma di deterrenza nucleare Trident. È stato, tuttavia, conciliante con gli avversari sconfitti nella contesa per la leadership, Liz Kendall, Yvette Cooper e Andy Burnham, così come col suo predecessore, Ed Miliband. Tra i punti del suo intervento, la crisi dell'industria siderurgica e quella degli alloggi, la scuola, l'espansione del congedo di maternità e paternità e la nazionalizzazione delle ferrovie. Hanno scatenato critiche le parti più ideologiche della sua relazione, scritte molti anni fa dall'ex consulente Richard Heller. Critici anche i rappresentanti dell'Inghilterra settentrionale, per i quali è mancata una visione rivolta all'intero paese. Secondo un editoriale non firmato del quotidiano "The Guardian", attribuibile alla direzione, Corbyn aveva due obiettivi, proporre un nuovo tono e conquistare il diritto di essere ascoltato nel partito, e col suo discorso li ha raggiunti entrambi. Ciò non è poco, ma non è abbastanza: ci sono state parole forti, ma sono mancati i dettagli sulle alternative. Su "The Independent" Oliver Wright rileva tre lacune: nessun accenno al tema dell'immigrazione; nessun tentativo di analisi dell'ultima sconfitta elettorale e nessun riferimento al deficit. Sullo stesso giornale Jonh Curtice osserva che mobilitare i giovani è vitale ma non basta per tornare a vincere le elezioni. Per l'editoriale di "The Times", Corbyn ha cercato di evitare il disastro nel suo discorso inaugurale, ma ha evitato anche la sostanza. Negativi i commenti di "The Telegraph": Corbyn ignora la realtà dei fatti; non vuole governare ma solo protestare e in nome della "democrazia interna" dà in appalto la linea politica ai membri del suo partito. "Corbyn ha parlato al partito, non al paese", è la sintesi del "Financial Times".

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Usa-Cuba: Obama sprona Castro a rispondere alle aperture statunitensi

Washington, 30 set - (Agenzia Nova) - Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha incontrato ieri a New York il suo omologo cubano, Raul Castro, spronandolo a fornire una risposta più energica alle significative aperture di Washington nei confronti dello Stato caraibico. “Il presidente ha espresso soddisfazione per il progresso sul fronte dell'avvio delle relazioni diplomatiche, e ha sottolineato che la prosecuzione dele riforme a Cuba aumenterebbe l'impatto delle modifiche regolatorie introdotte dagli Stati Uniti”, recita un comunicato diffuso dalla Casa Bianca dopo l'incontro tra i due leader, a margine della 70 esima sessione dell'Assemblea generale Onu. Prima dell'incontro tra Obama e Castro, apertosi con una calorosa stretta di mano, i funzionari dell'amministrazione Usa hanno espresso con maggior schiettezza il messaggio di Obama: se Cuba vuole ottenere progressi significativi sul fronte della revoca dell'embargo da parte del Congresso federale Usa, prima deve dimostrare di essere pronta ad aprire la sua economia e rispettare i diritti umani e politici.

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Il premier giapponese Abe prova a migliorare le relazioni con la Cina

New York, 30 set - (Agenzia Nova) - Il premier giapponese Abe Shinzo si è impegnato a lavorare per instaurare un “rapporto amichevole” con la Cina. Intervistato da “Bloomberg”, dove ha preso parte alla 70 esima sessione dell'Assemblea generale Onu, il premier giapponese ha spiegato di essere pronto a condurre discussioni “franche” con la Cina su tutti i fronti, incluso quello della spinosa controversia territoriale che oppone i due paesi nel Mar Cinese Orientale. “Dobbiamo sviluppare una relazione amichevole, una relazione stabile tra Giappone e Cina. Credo che entrambi i paesi debbano lavorare per conseguire questo obiettivo”, ha dichiarato Abe nel corso dell'intervista. Il premier giapponese ha anche discusso di economia, citando la necessità di osservare con attenzione i “problemi strutturali” che sottendono alla preoccupante volatilità della Borsa cinese. Quanto al Giappone, terza economia mondiale paralizzata dalla stagnazione, il premier ha dichiarato che “le fondamenta politiche del paese sono stabili. Su queste fondamenta dobbiamo poggiare la crescita economica, che resta la nostra priorità fondamentale”. Abe si è impegnato a perseguire la crescita “espandendo i consumi privati attraverso l'incremento dei salari”.

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