Napoli non vuole vedere il seguito di Gomorra

La rassegna della stampa internazionale a cura di Agenzia Nova sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Monde, Figaro, Bloomberg, Times e Financial Times
Napoli non vuole vedere il seguito di Gomorra

Anche l'Italia si sforza di rimpatriare i capitali nascosti all'estero

Parigi, 29 set - (Agenzia Nova) - Anche il fisco italiano, come quello francese, scrive il quotidiano "Figaro", è a caccia dei soldi nascosti all'estero e che fin qui gli sono sfuggiti: la speranza del governo di Matteo Renzi è di far tornare in Italia dai 3 ai 5 miliardi di euro grazie alla recente legge sulla "collaborazione volontaria" con l'amministrazione fiscale. Ma alla vigilia della scadenza posta al 30 settembre, l'obbiettivo sembra ancora lontano: la direttrice dell'Agenzia delle entrate, Rossella Orlandi, alla metà del mese aveva parlato di 18.879 dichiarazioni volontarie comunicate al fisco, corrispondenti solo a 671 milioni di euro di entrate fiscali. Cosicché il presidente della Camera dei consulenti fiscali, Giorgio Spanga, ha chiesto di prorogare il termine alla fine di novembre o addirittura al 31 dicembre per migliorare l'efficacia della legge: oggi martedì 29 settembre il Consiglio dei ministri dovrebbe decidere se accordare oppure no un rinvio per i contribuenti.

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Italia, cresce la fiducia di imprese e consumatori

New York, 29 set - (Agenzia Nova) - La fiducia di imprese e consumatori italiani è cresciuta oltre le previsioni degli esperti nel mese di settembre: un'ottima notizia per il paese e per il premier Matteo Renzi, che rivendica d'averlo rimesso su un binario di crescita sostenibile. L'indice di fiducia delle imprese curato dall'ente statistico nazionale Istat è cresciuto a 104,2 punti, contro la media dei 102,7 punti delle previsioni degli analisti; l'indice relativo alla fiducia dei consumatori, invece, è cresciuto a 112,7 punti: le previsioni di 10 economisti interpellati da “Bloomberg” prevedevano una crescita attorno a 108,7 punti. Il governo italiano guidato da Renzi scommette per quest'anno su una crescita economica superiore alle previsioni di gran parte degli enti e delle istituzioni finanziarie internazionali.

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Andrea Guerra presidente esecutivo di Eataly

Londra, 29 set - (Agenzia Nova) - Andrea Guerra, ex amministratore delegato di Luxottica e nell'ultimo anno consulente del presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, è stato scelto come presidente esecutivo della catena gastronomica Eataly. Il manager, riferisce il "Financial Times", assumerà il nuovo incarico il 1° ottobre.

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Napoli non vuole vedere il seguito di “Gomorra”

Parigi, 29 set - (Agenzia Nova) - Per Giugliano, Acerra e Afragola, tre Comuni alla periferia di Napoli, è arrivato un "no" secco; come pure da Scampia, uno dei quartieri più diseredati della città partenopea. I sindaci e gli amministratori locali hanno infatti fatto sapere alla Cattleya, produttrice della serie televisiva "Gomorra", che non offriranno la loro miseria ed il loro degrado come ambientazione della seconda stagione della serie che si sta girando attualmente. Paura di rappresaglie? si chiede sul quotidiano francese "Le Monde" il suo corrispondente da Roma, Philippe Ridet, in un articolo-reportage pubblicato lunedì 28 settembre; oppure è prova della collusione con la Camorra, la Mafia napoletana di cui la fiction ispirata al libro dello scrittore-giornalista Roberto Saviano descrive la violenza, l'assenza di qualsiasi scrupolo morale e l'avidità? Niente di tutto questo: la ragione addotta dagli amministratori è il "dovere morale". Il sindaco di Afragola, Domenico Tuccillo, ha dichiarato: "La serie mi piace, ma io devo garantire la reputazione della mia città e dei suoi abitanti: si sono molto impegnati per combattere la Mafia, sia in seno alle associazioni della società civile che dell'amministrazione comunale; e sono già sufficientemente vittime dei cliché diffusi dai media". Di conseguenza, "Gomorra" non potrà piazzare le sue cineprese che all'interno di proprietà private, e nella Chiesa di San Michele Arcangelo gestita dalla diocesi. Il sindaco di Giugliano, Antonio Pozziello, ha così spiegato il rifiuto sul suo account Facebook: "Penso che la serie non sia educativa: non ci aiuta a combattere il crimine organizzato, al contrario! Giugliano è una cittadina fatta di luci ed ombre che desidera mettersi alle spalle la tutela dello Stato per infiltrazione mafiosa" dell'amministrazione comunale. Insomma, meglio dimenticare, chiosa Philippe Ridet. Un consigliere comunale di Afragola, Raffaele Lettieri, ha persino minacciato di difendere in tribunale "l'immagine della città", anche se la società produttrice non ha chiesto nessuna autorizzazione: "La nostra amministrazione", ha detto, "vuole evitare la spettacolarizzazione degli stereotipi diffusi da qualcuno". Questo "qualcuno", scrive il corrispondente del "Monde", potrebbe ben essere lo stesso Roberto Saviano: il suo libro "Gomorra" ha ottenuto un successo planetario che gli ha procurato molti riconoscimenti favorevoli ed altrettanti nemici: tra i camorristi ma anche tra gli amministratori locali: "Certi sindaci", ha scritto, "hanno paura di guardarsi nello specchio che la fiction gli mette sotto gli occhi. Sono preoccupato per questa idea secondo cui parlare della Camorra danneggerebbe l’Italia e che di conseguenza sarebbe meglio tacere".

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L'eleganza di Armani è semplicemente bella

Londra, 29 set - (Agenzia Nova) - Alla Settimana della moda di Milano, riferisce il quotidiano britannico "The Times", è arrivato il turno di Giorgio Armani, con una collezione primavera-estate 2016 incentrata sulle giacche, i motivi orientali e le trasparenze. Per "The Independent" l'edizione di quest'anno è una delle più interessanti che si ricordino della storia recente.

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Panorama internazionale

Putin, Obama, Kerry e Lavrov durante l'incontro di ieri (foto LaPresse)


Germania: il presidente Gauck in aiuto della cancelliera Merkel

Berlino, 29 set - (Agenzia Nova) - Il recedente discorso del presidente della Repubblica tedesco Joachim Gauck ha destato tanto interesse perché ha risvegliato un sentimento di nostalgia in larga parte della popolazione, ma soprattutto nello schieramento politico dell'Unione di centro-destra. Agli occhi degli esponenti della Cdu, infatti, la cancelliera Angela Merkel appare ormai un'apologeta della politica delle porte aperte ai migranti. "Il diritto di asilo non conosce limiti", è la frase di Merkel che rimbomba nelle orecchie di molti esponenti del suo partito. Gauck non ha smentito la cancelliera, ma ha aggiunto dettagli importanti: "La nostra capacità di accoglienza è limitata", ha chiarito il presidente, il quale più che porsi in un'ottica di contrapposizione rispetto alla politica della Merkel, ha tentato di correggerne il corso. Come già successo nella crisi dell'euro, Merkel non pare infatti in grado di presentare razionalmente il suo operato. Gauck conosce le difficoltà della Cancelliera, e dall'inizio della crisi migratoria è intervenuto già due volte per fare chiarezza.

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Regno Unito: da Corbyn una nota patriottica e la visione di un paese più equo

Londra, 29 set - (Agenzia Nova) - Jeremy Corbyn, anticipa la stampa britannica, userà il suo primo discorso da leader del Labour, in programma oggi al congresso di Brighton, per attenuare la sua immagine "anti-patriottica" e promuovere "una politica più gentile". Corbyn dirà di amare il Regno Unito e il suo popolo e che la sua visione è in linea con la maggior parte dei valori nazionali. Ribadirà, inoltre, in un tentativo di conciliazione con l'ala moderata del partito, di non volere imporre una leadership autoritaria ma democratica e aperta al dibattito.

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Il “cyber-miraggio” dei presidenti Obama e Xi

New York, 29 set - (Agenzia Nova) - I presidenti di Stati Uniti e Cina, Barack Obama e Xi Jinping, hanno annunciato venerdì un accordo in materia informatica che dovrebbe sanare le divergenze tra i due paesi a causa delle attività di spionaggio informatico e aziendale imputato da Washington a Pechino. Per il momento – sostiene un editoriale del “Wall Street Journal” attribuibile alla direzione – l'unico effetto del piano è stato di accantonare i piani della Casa Bianca per sanzionare le aziende cinesi che si macchiano di questi crimini. Un documento della Casa Bianca sottolinea che entrambi i paesi si sono impegnati a “condurre o sostenere il furto informatico di proprietà intellettuali, inclusi segreti commerciali ed altre informazioni aziendali sensibili, con l'intento di fornire un vantaggio competitivo a compagnie o settori commerciali”. L'accordo prevede anche accordi egualmente generici per lo scambio di informazioni, la cooperazione legale nelle indagini sui crimini informatici “secondo forme compatibili con le rispettive legislazioni nazionali” e “un meccanismo di dialogo di alto livello” con incontri periodici e “una hotline in caso di escalation”, Infine, l'accordo tra le due potenze prevede uno sforzo promosso dall'Onu per “individuare e promuovere norme di condotta adeguate per gli stati nel cyberspazio”. Tutte queste formule arzigogolate – attacca il quotidiano Usa – “servono a nascondere il fatto che le due controparti non hanno concordato proprio nulla”. Nonostante Obama abbia sbandierato “la creazione di una architettura chiara e vincolante” per regolare la condotta nel cyberspazio, Pechino ha sempre affermato e continua ad affermare di “non essere coinvolta in alcun genere di furto di segreti commerciali”, né di aver mai incentivato attori privati cinesi ad intraprendere queste attività. La subordinazione di ogni genere di accordo concreto alle “legislazioni nazionali”, poi, è secondo il quotidiano Usa il principale indicatore di quanto il “presunto accordo” non sia stato altro che un'operazione d'immagine: in Cina, infatti, “il Partito comunista è infatti per definizione al di sopra della legge”. L'annuncio di venerdì scorso rappresenta in definitiva, secondo il “Wall Street Journal”, l'ennesimo successo dell'approccio diplomatico cinese “talk and take”, fatto di fumose e inconsistenti discussioni e concessioni verbali a fronte di un sostanziale mantenimento dello statu quo.

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Presidenziali Usa, Donald Trump promette di tagliare le tasse a milioni di cittadini

New York, 29 set - (Agenzia Nova) - Il candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti Donald Trump ha presentato ieri un ambizioso piano di riforma del fisco Usa che eliminerebbe del tutto la tassazione sul reddito a carico di milioni di famiglie statunitensi a reddito basso e medio-basso, abbasserebbe l'aliquota a carico delle imprese al 15 per cento e cambierebbe il trattamento fiscale degli utili generati dalle aziende Usa all'estero. Il “piano Trump” prevede di azzerare la tassa federale sul reddito per gli individui dal reddito inferiore a 25 mila dollari annui e per le coppie che guadagnano complessivamente meno di 50 mila dollari l'anno. Secondo Trump, il provvedimento beneficerebbe 31 milioni di famiglie statunitensi. Verrebbero riviste anche le aliquote: la più elevata sarebbe del 25 per cento, contro il 39,6 per cento attuale. “Il mio piano porterà sanità, buon senso e semplificazione nel catastrofico codice fiscale del nostro paese”, ha commentato ieri il miliardario conservatore, che però faticherà a convincere chi sostiene che il suo piano non andrà a incrementare il deficit dello Stato federale. Come il piano del suo avversario di partito Jeb Bush, anche quello di Turmp prevede di recuperare fondi tramite lo sfoltimento della selva di deduzioni e incentivi attualmente previsto dall'ordinamento fiscale statunitense. Trup intende anche porre fine all'esenzione fiscale cosiddetta “carried interest”, che consente a molti manager di fondi d'investimento di pagare contributi fiscali irrisori sui loro compensi milionari. Un'altra fonte di entrate verrebbe da una tassa rateizzabile una-tantum del 10 per cento sugli utili generati dalle aziende statunitensi all'estero, che secondo Trump convincerebbe le multinazionali Usa a rimpatriare reddito imponibile per ben 2.100 miliardi di dollari, oggi depositati all'estero per scampare al fisco.

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Medio Oriente: Obama ignora la questione israelo-palestinese nel suo discorso alle Nazioni Unite

Gerusalemme, 29 set - (Agenzia Nova) - Per la prima volta dal suo insediamento nel 2009, il presidente statunitense, Barack Obama, non ha menzionato la questione israelo-palestinese durante il suo discorso annuale all'Assemblea generale dell'Onu a New York. Solo l'anno scorso Obama descriveva alla comunità internazionale il Medio Oriente come uno "squallido paesaggio" e spiegava che gli Usa non avrebbero "mai rinunciato alla ricerca della pace" tra israeliani e palestinesi. Ieri, però, l'inquilino della Casa Bianca non ha fatto alcun cenno alla questione, alimentando i timori di Israele che la sua attenzione si volta altrove in vista della scadenza del suo secondo ed ultimo mandato presidenziale.

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