Il Papa benedice la Fiat e Renzi trova l'intesa sul Senato

La rassegna della stampa internazionale a cura di Agenzia Nova sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Les Echos, Times, Figaro e New York Times.
Il Papa benedice la Fiat e Renzi trova l'intesa sul Senato

Italia: accordo sulla riforma del Senato

Parigi, 24 set - (Agenzia Nova) - Il Partito democratico (Pd) del presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi è riuscito a superare le sue divisioni interne ed a trovare un accordo sulla controversa riforma del Senato, i cui poteri saranno limitati al fine di favorire la stabilità governativa. Renzi dispone sulla carta di una maggioranza inferiore a 10 voti tra gli attuali 320 membri della Camera alta del Parlamento italiano e una parte della sua formazione aveva minacciato di votare contro la riforma che prevede tra l'altro la soppressione di due terzi dei suoi seggi ed una diminuzione delle prerogative rispetto alla Camera dei Deputati.

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Italia, il partito di Silvio Berlusconi si piega sotto il peso delle defezioni

New York, 24 set - (Agenzia Nova) - Forza Italia, il partito di centrodestra dell'ex premier italiano Silvio Berlusconi, è stato colpito ieri da una serie di defezioni che potrebbero rappresentare il colpo di grazia per una formazione già preda di una grave emorragia di consensi. Otto parlamentari, incluso un ex ministro, Saverio Romano, hanno annunciato la loro uscita dal gruppo parlamentare di Forza Italia con un comunicato in cui lamentano “l'esaurimento dello zelo riformatore” del partito. Gran parte dei fuoriusciti dovrebbero unirsi al gruppo di Denis Verdini, una delle figure considerate più vicine a Berlusconi, che però lo scorso luglio ha a sua volta lasciato Forza Italia creando un gruppo autonomo al Senato che pare intenzionato a sostenere il governo del premier Matteo Renzi.

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Saipem punta a raccogliere 3 miliardi di euro e ad accogliere Cdp nel suo capitale

Parigi, 24 set - (Agenzia Nova) - L'istituto italiano di credito pubblico Cassa Depositi e Prestiti (Cdp) sta negoziando l'acquisizione di una partecipazione nel capitale di Saipem, nel quadro di un piano di ristrutturazione del gruppo di servizi petroliferi che potrebbe includere un aumento di capitale di circa tre miliardi di euro: lo scrive il quotidiano francese "Les Echos" citando "fonti vicine al dossier". Secondo tali informazioni, le due operazioni dovrebbero essere annunciate il mese prossimo in occasione della presentazione del piano di risanamento di Saipem, che attualmente è controlla al 43 per cento da Eni.

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Il Papa benedice la Fiat con una buona pubblicità

Londra, 24 set - (Agenzia Nova) - Salendo su una Fiat 500L per recarsi dall'aeroporto di Washington alla Casa Bianca, papa Francesco, secondo il quotidiano britannico "The Times", ha inviato due messaggi: l'avversione all'opulenza e l'impegno a contrastare il cambiamento climatico con minori emissioni inquinanti. Per la Fiat è stato un trionfo di marketing.

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La Sicilia sola di fronte ai migranti

Parigi, 24 set - (Agenzia Nova) - L'Isola di Sicilia, che dal 2014 ha accolto circa 150 mila migranti, ospita a Mineo il più grande centro d'accoglienza d'Europa. Qui i famosi "hot spot" reclamati da Francia e Germania non suscitano affatto entusiasmo: il governo italiano infatti vorrebbe che fossero creati sull'altra sponda del Mar Mediterrano, in Tunisia o in Marocco. Il quotidiano francese "Le Figaro" pubblica oggi un reportage sulla situazione della Sicilia, e dell'Italia, di fronte al massiccio flusso migratorio.

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Panorama internazionale

Il Generale americano David Petraeus (foto LaPresse)


Migrazioni, l'Ue discute il rafforzamento dei confini esterni

New York, 24 set - (Agenzia Nova) - Archiviato il dibattito sul piano di redistribuzione di 120 mila rifugiati nonostante l'opposizione del “blocco orientale”, i leader dell'Unione Europea si sono concentrati ieri sullo spinoso tema dell'irrigidimento dei controllo ai confini esterni dell'Unione, per limitare il flusso di migranti in entrata e distinguere in maniera più efficace i richiedenti asilo dai migranti economici. Il summit di ieri a Bruxelles ha passato in rassegna temi come l'aumento della sorveglianza alle frontiere, specie le rotte marine al largo della Grecia, da cui accedono gran parte dei profughi provenienti dal medio oriente, oltre a misure per accelerare le espulsioni dei migranti clandestini, iniziative politiche per la stabilizzazione della Siria e la concessione di aiuti ai profughi in Turchia e Giordania. L'Ue ha trascorso mesi a discutere la gestione di appena 120 mila rifugiati, ma come sottolineato dal presidente del Consiglio dell'Ue, Donald Tusk, lo scorso anno erano in movimento in tutto il mondo 60 milioni di profughi: “Dobbiamo cessare questo circolo di recriminazioni e incomprensioni reciproche (…) La questione prioritaria, oggi, dovrebbe essere quella di riprendere il controllo dei nostri confini esterni”, ha dichiarato Tusk.

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Migrazioni: la Commissione europea spinge per un ruolo più forte alle frontiere

Londra, 24 set - (Agenzia Nova) - In evidenza sulla stampa britannica l'emergenza migrazioni. La Commissione europea, riferisce il "Financial Times", sta cercando di potenziare il suo ruolo nel controllo delle frontiere esterne, in particolare quelle italiane e greche, dove l'afflusso di rifugiati è massiccio. Le proposte presentate da Bruxelles prevedono la creazione di una guardia costiera e di un'agenzia delle frontiere paneuropee, maggiori finanziamenti per Frontex e un sistema permanente per la distribuzione dei migranti tra i paesi membri. "Chiudere le frontiere e costruire barriere non è la soluzione", ha sintetizzato il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker. Tuttavia, sottolineano "The Guardian" e "The Times", il presidente del Consiglio dell'Ue, Donald Tusk, ha avvertito che "la grande ondata di rifugiati e migranti deve ancora arrivare" e che "occorre correggere la nostra politica delle porte aperte". I leader dell'Ue, inoltre, hanno concordato una spesa extra di oltre un miliardo di euro in aiuti allo sviluppo per il Medio Oriente e l'Africa. La riposta europea all'emergenza divide i quotidiani britannici: "The Independent", in un editoriale non firmato attribuibile alla direzione, parla di "un coraggioso passo avanti", mentre l'editoriale di "The Times" vede nello scontro sulle quote una minaccia all'unità del continente; lo stesso giornale ospita un contributo di Simon Nixon, commentatore del "Wall Street Journal", secondo il quale a lungo termine la crisi dei rifugiati sarà un'opportunità per l'Europa. Sul tema migrazioni il primo ministro, David Cameron, come riferiscono "The Guardian" e "The Independent", è stato attaccato dal leader liberaldemocratico, Tim Farron, che dal congresso del suo partito, in corso a Bournemouth, lo ha accusato di una politica "pietosa e imbarazzante" e di aver gestito oculatamente il caso mediatico del piccolo siriano Aylan Al-Kurdi. Le due testate danno conto anche della reazione dell'opinione pubblica: da una ricerca di Populus per la Charities Aid Foundation emerge che quasi un terzo della popolazione del Regno Unito ha personalmente contribuito in qualche modo a offrire aiuto ai rifugiati.

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Usa: gli hacker hanno sottratto le impronte digitali di 5,6 milioni di dipendenti pubblici

Washington, 24 set - (Agenzia Nova) - Si allargano le dimensioni del massiccio attacco informatico denunciato dagli Stati Uniti la scorsa estate, e attribuito da Washington alla Cina. Ieri, proprio in concomitanza con la visita ufficiale del presidente cinese Xi Jinping negli Stati Uniti, l'Office of Personnel Management (Opm) ha annunciato che la quantità di impronte digitali de dipendenti pubblici Usa sottratta dagli hacker cinesi è cinque volte maggiore di quanto inizialmente stimato: nel furto di dati sarebbero coinvolti ben 5,6 milioni di dipendenti pubblici statunitensi; in totale, l'attacco ha portato anche al furto degli indirizzi e dei dati relativi alla previdenza sociale di 21 milioni di dipendenti ed ex dipendenti pubblici Usa. La continua revisione delle stime relative alla portata dell'attacco da parte dell'Opm ha suscitato dure critiche da parte dei legislatori statunitensi: “L'Opm continua ad accumulare errori. A questo punto non ho alcuna fiducia nella sua competenza ed abilità di gestire la crisi”, ha tuonato il deputato repubblicano Jason Chaffets. I sistemi di identificazione biometrica, basati ad esempio sulle impronte digitali, stanno gradualmente sostituendo l'impiego delle password anche all'interno delle agenzie pubbliche statunitensi. Per il momento, però, gli esperti federali citati dalla “Washington Post” sostengono che i responsabili del colossale furto di identità possano fare delle impronte digitali un uso “soltanto limitato”. L'Opm ha assicurato che fornirà servizi di protezione gratuita contro il furto d'identità a tutte le persone coinvolte, che però ha ammesso di non aver ancora informato del furto delle informazioni ai loro danni.

Continua a leggere l'articolo del Washington Post


Colombia, svolta nei negoziati tra governo e Farc

Madrid, 24 set - (Agenzia Nova) - Il governo di Bogotà e le Forze armate rivoluzionarie della Colombia (Farc) ieri hanno compiuto un passo cruciale nel consolidamento dei negoziati intrapresi quasi tre anni fa a L'Avana per porre fine un conflitto che ha causato oltre 220 mila morti in oltre mezzo secolo. La notizia è in primo piano sulla stampa spagnola e sudamericana. Il presidente della Colombia, Juan Manuel Santos, e il leader delle Farc, Rodrigo Londono, alias Tymoshenko, hanno annunciato alla presenza del presidente cubano Raul Castro un accordo sulla giustizia di transizione e hanno anticipato la firma dell'accordo di pace definitivo entro sei mesi. Santos, recatosi per la prima volta a L'Avana da quando sono iniziate le trattative, e Tymoshenko, che per l'occasione si è tolto l'uniforme militare e ha indossato una camicia bianca, hanno conseguito un risultato senza precedenti: hanno annunciato un accordo di giustizia che garantisce che non ci sarà impunità e hanno fissato un termine per la pace, cioè entro e non oltre il 23 marzo 2016. Una volta firmato il patto, le Farc avranno 60 giorni di tempo per deporre le armi. "Siamo avversari (...) ma oggi ci siamo mossi nella stessa direzione, che è la pace", ha dichiarato Santos, prima che Tymoshenko esprimesse "grande soddisfazione" per l'accordo raggiunto.

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L'ex direttore della Cia Petraeus demolisce la strategia del governo Usa in Siria

New York, 24 set - (Agenzia Nova) - L'ex generale dell'Esercito Usa ed ex direttore della Cia, David Petraeus, è emerso dall'esilio politico auto-imposto dopo lo scandalo sentimentale del 2012 per lanciare un avvertimento agli Stati Uniti riguardo le implicazioni del caos mediorientale, proprio in concomitanza con le dimissioni improvvise e ingiustificate dell'“architetto” dell'infruttuosa campagna contro lo Stato islamico, il generale John Allen. Nella sua prima audizione al Congresso in quattro anni, Petraeus ha parlato di una “quadro rivoluzionario senza paralleli nella storia contemporanea”, la cui minaccia si ingigantisce “laddove gli Stati Uniti si dimostrano inefficaci o del tutto assenti di fronte alle gravissime violazioni dei più basilari principi dell'ordine internazionale”. L'ex generale, che ha definito la Siria una “Chernobyl geopolitica”, ha pronunciato una diagnosi impietosa di quella che ha definito “l'abdicazione” di Washington a qualunque forma di intervento teso ad arginare le forze destabilizzanti nella regione. Petraeus si è pronunciato a favore dell'istituzione di una “zona franca” nel nord della Siria dove possano trovare sicurezza i milioni di profughi interni, e pur esprimendosi contro azioni e decisioni affrettate contro il regime siriano del presidente Bashar al Assad, ha dichiarato che questi “non può essere parte della soluzione”, dal momento che “ormai i sunniti della regione lo considerano responsabile della morte di 250 mila siriani”. Quanto alle dimissioni di Allen, Petraeus ha sototlineato come il generale avesse le mani legate, costantemente scavalcato nelle sue decisioni dalla West Wing (la cerchia dei consiglieri del presidente Barack Obama) e dal Consiglio di sicurezza nazionale.

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