L'intervista di Mogherini a Libé e Renzi "cavaliere solitario"per la digital tax

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Vanguardia, Les Echos, Libération, Economist.
L'intervista di Mogherini a Libé e Renzi "cavaliere solitario"per la digital tax

Federica Mogherini, "Se respingiamo i rifugiati che messaggio inviamo al mondo?"

Parigi, 16 set - (Agenzia Nova) - Il quotidiano francese di sinistra "Libération" pubblica stamattina un'intervista all'Alto commissario Ue per la Politica estera e della difesa, l'italiana Federica Mogherini. Nella luga intervista, la responsabile della diplomazia europea chiede ai dirigenti del continente di assumersi le proprie responsabilità per proteggere le migliaia di persone in fuga dalla guerra e dal terrorismo: "Non è solo una crisi europea ma soprattutto regionale", ricorda la Mogherini, "che colpisce in primo luogo la Turchia, la Giordania, il Libano e persino l'Egitto; e le cause sono da ricercarsi nei conflitti in Siria ed Iraq. Se respingiamo i rifugiati che fuggono dallo Stato islamico (Isis), qual'è il messaggio che l'Europa invia al mondo?" chiede retoricamente la commissaria europea, aggiungendo che così facendo l'Ue si priva della credibilità per influire sulla soluzione dei conflitti in Medio Oriente.

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Ue: l'emergenza migrazioni crea un solco profondo tra Est e Ovest

Londra, 16 set - (Agenzia Nova) - Emergenza rifugiati in evidenza sulla stampa britannica, con diversi giornali che sottolineano le divisioni tra i paesi occidentali e orientali dell'Unione Europea. Il vice primo ministro e ministro delle Finanze polacco, Jacek Rostowski, in un articolo pubblicato sul "Financial Times", sostiene che i profughi in cerca di una vita migliore dovrebbero guardare alla Germania e non all'Ungheria o alla Polonia ed evidenzia i rischi di un sistema obbligatorio di quote per la distribuzione dei migranti. Un editoriale non firmato del quotidiano "The Independent", attribuibile alla direzione, ritiene, invece, che le quote obbligatorie siano inevitabili e che gli Stati dovranno accettarle: l'attuale crisi, infatti, non si risolverà improvvisamente. Dal "Financial Times" si segnala anche un dibattito tra finanzieri e imprenditori dell'Ft City Network su che cosa dovrebbero fare le imprese per alleviare l'emergenza in corso.

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Succede in Europa: Renzi cavaliere solitario per lanciare la sua "digital tax"

Parigi, 16 set - (Agenzia Nova) - Il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, che da due anni reclama una risposta europea alla questione della tassazione dei profitti dei giganti multinazionali del web, si è stancato di aspettare: ora ha promesso in Italia il lancio dal 1° gennaio 2017 di una "digital tax", se l'Unione Europea non dovesse adottare una soluzione unitaria.

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Ocse: sei paesi hanno un reddito disponibile inferiore a quello del 2007

Madrid, 16 set - (Agenzia Nova) - La Spagna è uno dei sei paesi membri dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), insieme a Grecia, Austria, Irlanda, Portogallo e Italia, in cui il reddito nel primo trimestre di quest'anno è stato inferiore a quello registrato all'inizio del 2007, alla vigilia della crisi finanziaria globale. Secondo uno studio pubblicato oggi dall'Ocse, in termini di reddito disponibile, partendo da una base di 100 per ogni paese nel primo trimestre del 2007, il livello più basso all'inizio di quest'anno è stato registrato in Grecia (72,5). A seguire l'Italia con 86,7 punti e poi la Spagna e il Portogallo con 94,6, alle spalle di Irlanda (95,1) e Austria (97,8).

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Telecom Italia: Vivendi vicina a salire a circa il 20 per cento del capitale

Parigi, 16 set - (Agenzia Nova) - Vivendi continua a piantare i sui paletti nell'Europa del Sud ed in particolare in Italia: secondo le informazioni raccolte dal quotidiano economico "Les Echos", l'agglomerato francese delle comunicazioni e dei media starebbe cercando di acquistare un blocco di azioni di Telecom Italia per rafforzare la propria presenza nel capitale del primo gruppo telefonico della Penisola; Vivendi starebbe anche discutendo con il governo italiano perché ciò accada senza contrasti. Mentre il gruppo francese è già il primo azionista dell'operatore telefonico italiano con circa il 15,5 per cento delle azioni, un aumento attorno al 20 per cento sembra "verosimile" secondo una "fonte vicina al dossier" citata dal quotidiano; tuttavia Vivendi non ha la volontà di lanciare una OPA su un obbiettivo troppo difficile da digerire. Un tale aumento nel capitale, una operazione da circa 1 miliardo di euro che il gruppo francese forse ha già effettuato e che è tenuto a dichiarare se avesse superato la soglia considerata sensibile dalla Consob, avrebbe per Vivendi un doppio interesse: innanzitutto, Telecom Italia può essere un buon investimento finanziario; inoltre il consolidamento del settore telefonico potrebbe rivelarsi molto utile. L'operatore italiano infatti dispone nel mondo di una base di 150 milioni di clienti: tutti abbonati a cui Vivendi può tentare di vendere i contenuti prodotti dalle sue controllate Canal+ e Universal Music; essere l'azionista di riferimento permetterebbe al gruppo francese di lavorare di buon accordo. Il patron" di Vivendi Vincent Bolloré, secondo un analista contattato da "Les Echos", vuole competere con lo strapotere degli attori anglosassoni nel settore dei contenuti mediatici innanzitutto facendo crescere il suo gruppo a partire dal "Sud" del mondo: "La Francia, l'Europa meridionale, l'Africa e l'Americaa del Sud", cioè le zone di lingua francese, italiana e spagnola.

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Panorama internazionale

Migranti al confine tra Serbia e Ungheria (foto LaPresse)


Crisi rifugiati, l'Ungheria chiude il confine con la Serbia ed effettua i primi arresti

New York, 16 set - (Agenzia Nova) - Cresce la tensione al confine tra Ungheria e Serbia: il governo di Viktor Orban ha proclamato ieri lo stato d'emergenza, chiudendo il muro eretto a tempo di record alla frontiera e arrestando 155 migranti che tentavano di attraversarlo. Il governo di Budapest ha annunciato l'introduzione di nuovi reati penali per chiunque danneggi la barriera al confine e per chi la provi a valicarla, e di appresta a realizzare una nuova barriera, questa volta al confine con la Romania. L'accesso sarà consentito soltanto ai richiedenti asilo che presentino una regolare domanda presso una “zona di transito” a ridosso del confine. Il governo di Belgrado ha reagito con durezza: il suo ministro degli Esteri, Ivica Dacic, ha dichiarato che la Serbia non accetterà i respingimenti operati dall'Ungheria, e l'ha sollecitata a inviare i profughi direttamente in Grecia, il primo paese europeo di primo approdo per i tanti siriani, iracheni e afgani in fuga dal loro paese. Nel frattempo, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il suo collega austriaco, Werner Faymann, hanno convocato d'urgenza un nuovo summit dei leader europei per la prossima settimana, dopo la bocciatura del piano di redistribuzione obbligatoria dei rifugiati approntato dalla Commissione europea. Il Lussemburgo, che esercita la presidenza di turno dell'Ue, ha invece convocato i ministri dell'Interno europei per il 22 settembre, chiedendo l'adozione del piano prima dell'incontro già fissato per l'8 ottobre.

Continua a leggere l'articolo del New York Times


La Corte europea di giustizia respinge il piano di Cameron sui benefit per gli immigrati comunitari

Londra, 16 set - (Agenzia Nova) - La Corte europea di giustizia, riferiscono i quotidiani britannici "Financial Times" e "The Times", si è pronunciata a favore del Regno Unito e della Germania ammettendo la legittimità di alcune restrizioni ai benefit per gli immigrati comunitari disoccupati. Tuttavia, ha anche avvertito che sarebbe illegale andare oltre le misure restrittive ed espellere automaticamente dopo un certo periodo i lavoratori in cerca di occupazione. La sentenza colpisce, dunque, il piano del governo Cameron per limitare l'immigrazione, una delle principali richieste nella rinegoziazione dei termini dell'appartenenza all'Unione Europea.

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Cittadini tedeschi favorevoli alla missione di formazione contro l'Isis

Berlino, 16 set - (Agenzia Nova) - La maggioranza dei cittadini tedeschi è favorevole ad una missione di formazione della Bundeswehr in Iraq contro i terroristi dello "Stato Islamico" (Isis): il 25 per cento degli intervistati nell'ambito di un sondaggio di You-Gov si è detto contrario, mentre il 61 è favorevole all'intervento dei soldati tedeschi nel paese. La maggioranza degli intervistati è contraria invece a una partecipazione diretta dell'Esercito alle azioni militari in Iraq: il 54 per cento si dice contrario, il 35 per cento favorevole. Il 61 per cento dei cittadini interpellati, inoltre, giudica positivamente la campagna aerea contro l'Isis condotta dagli altri Stati in Iraq e in Siria: il 24 per cento, però, si dice contrario ad una partecipazione della Bundeswehr al conflitto.

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Regno Unito: Labour sotto la pressione dei sindacati sull'Ue

Londra, 16 set - (Agenzia Nova) - Jeremy Corbyn, nuovo leader del Labour britannico, è ancora l'uomo del giorno sulla stampa nazionale. Il politico, riferisce il quotidiano "The Guardian", ha tenuto il suo primo discorso pubblico dopo la vittoria, a Brighton, in occasione della conferenza del Trades Union Congress (Tuc), la federazione sindacale. Ha accusato i conservatori di attaccare i diritti dei lavoratori e di negare la povertà; ha promesso che si opporrà al taglio dei crediti di imposta e, in generale, al piano di austerità del cancelliere dello Scacchiere, George Osborne; ha respinto le critiche sulla carenza di donne nel suo governo ombra. L'accoglienza è stata calorosa, ma ci sono segnali di scontento sulle questioni europee: i delegati hanno votato un documento in cui avvertono che il Tuc raccomanderà l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea se il primo ministro, David Cameron, negozierà un accordo a scapito dei diritti dei lavoratori; alcuni commentatori sottolineano che i rapporti tra i Corbyn e i sindacati non sono così idilliaci come potrebbero sembrare. Secondo un editoriale non firmato di "The Independent", attribuibile alla direzione, il discorso di Corbyn merita di essere preso in considerazione nel merito: il neoleader si è rivelato un politico più pragmatico e intelligente di quanto si potesse pensare; a tre giorni dall'elezione, ha saggiamente ritenuto che c'è tempo per tracciare una strada e si è limitato a promettere "un'agenda sui diritti dei lavoratori". Corbyn ha partecipato anche alla commemorazione del 75° anniversario della battaglia d'Inghilterra, a Londra, scatenando critiche per non aver cantato l'inno nazionale "God save the Queen".

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Europa, emergenza rifugiati: aumenta la preoccupazione per le infiltrazioni terroristiche

Washington, 16 set - (Agenzia Nova) - L'esodo di cittadini iracheni e siriani verso l'Europa ha raggiunto dimensioni senza precedenti, e le notizie riguardanti il furto di passaporti da parte dello Stato islamico e l'infiltrazione dei suoi combattenti tra i siriani fuggiti in Turchia fa crescere il timore che la marea umana riversatasi nel Vecchio continente abbia portato con sé anche terroristi ed estremisti. I governi lungo la “rotta dei rifugiati” - scrive la “Washington Post” - danno diverse valutazioni della minaccia. Due funzionari del governo iracheno e un attivista siriano citati dall' “Associated Press” sostengono che un piccolo gruppo di estremisti dello Stato islamico si sia recato in Europa approfittando proprio della copertura offerta dai richiedenti asilo. I funzionari d'intelligence di Francia e Germania, però, sostengono di non disporre di alcun elemento che corrobori questa tesi, ed esprimono scetticismo. Un gruppo di consulenza per la sicurezza, Soufan Group, ritiene “probabile” l'infiltrazione di elementi radicali tra i profughi in fuga dal Medio Oriente, ma giudica impossibile stabilire l'effettivo livello della minaccia e cita il rischio di “esagerazioni e strumentalizzazioni”.

Continua a leggere l'articolo del Washington Post

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