Il Cav. in Crimea e lo "stratagemma" di Renzi

La rassegna della stampa internazionale a cura di Agenzia Nova sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Financial Times, Figaro, Les Echos, Independent.
Il Cav. in Crimea e lo "stratagemma" di Renzi

Migranti, Roma pone le sue condizioni per le "zone di attesa"

Parigi, 15 set - (Agenzia Nova) - L'Italia non instaurerà le "zone di attesa" per i rifugiati sul proprio territorio finché non sarà stato adottato l'accordo formale per la ripartizione di 160 mila migranti sull'insieme del territorio europeo proposto dal piano Juncker: è questa la ferma posizione difesa dal ministro italiano dell'Interno, Angelino Alfano, nel corso della riunione d'urgenza dei ministri dell'Interno e della Giustizia dell'Unione Europea svoltasi lunedì 14 settembre a Bruxelles. A partire dal 17 settembre dovrebbero iniziare i primi trasferimenti decisi dal Consiglio europeo dello scorso giugno: 32 mila migranti per quel che riguarda l'Italia. I nuovi arrivati che non sono compresi in questa quota dovrebbero essere temporaneamente accolti in Italia in "centri di attesa", cinque in totale, in vista del loro trasferimento ulteriore verso altri paesi europei. Il ministero dell'Interno italiano ha fatto sapere che "presto sarà adottato un programma di rafforzamento del sistema nazionale di asilo. Uno dei cinque centri di accoglienza potrebbe essere situato sull'Isola di Lampedusa; gli altri saranno installati a Napoli, nelle Puglie e nel Nord del paese.

Continua a leggere l'articolo del Figaro


Per i critici di Renzi il taglio delle tasse è un espediente politico

Londra, 15 set - (Agenzia Nova) - Il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, ha annunciato un piano di riduzione delle tasse di 50 miliardi di euro entro il 2018. Dall'anno prossimo, riferisce il "Financial Times", sarà abolita l'imposta sulla prima casa, che vale, secondo le stime di Nomisma, 3,5 miliardi di euro all'anno, in media 17 euro al mese a contribuente. Il capo del governo spera di promuovere un clima di maggior fiducia tra i proprietari al fine di stimolare la domanda. Secondo i detrattori, invece, si tratta soprattutto di uno stratagemma politico per attrarre gli elettori centristi.

Continua a leggere l'articolo del Financial Times


Berlusconi visita un monumento ai caduti in Crimea con Putin

Londra, 15 set - (Agenzia Nova) - L'ex presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi, riferisce il quotidiano britannico "The Independent", ha visitato la Crimea, primo leader politico occidentale da quando la regione è stata annessa alla Russia. Insieme al presidente della Russia, Vladimir Putin, Berlusconi ha deposto fiori su un monumento ai caduti della guerra del 1853-1856, tra i quali anche soldati del Regno di Sardegna.

Continua a leggere l'articolo dell'Independent


Trainata dai consumi, la ripresa si conferma in Italia

Parigi, 15 set - (Agenzia Nova) - Dopo anni di stagnazione, la terza economia della zona euro sembra ritrovare tonicità: "E' una ripresa modesta che non ha nulla a che vedere con quella della Spagna" spiega Fabio Fois, economista della banca britannica Barclays citato dal quotidiano francese "Le Figaro", "ma è solida ed è essenzialmente trainata dalla domanda interna. Tuttavia l'economia italiana avrà difficoltà ad accelerare "in maniera decisiva" soprattutto a causa della disoccupazione che resta elevata, scrive Barclays in una nota di analisi: "Altre riforme sono necessarie e inoltre il governo deve ridurre le imposte" afferma Fabio Fios. Fiducioso della ripresa dell'Italia, Matteo Renzi prossimamente presenterà ul progetto di finanziaria per il 2016 che dovrebbe includere riduzioni di imposte e tagli alla spesa pubblica.

Continua a leggere l'articolo del Figaro


Gas: la mega-scoperta di Eni in Egitto rimescola le carte

Parigi, 15 set - (Agenzia Nova) - Ci vorranno parecchi anni per valutare tutte le conseguenze, ma una cosa è chiara: la scoperta di un giacimento di gas in Egitto annunciata alla fine di agosto da Eni cambierà il mercato del gas mondiale. Infatti secondo il gruppo italiano si tratta "della più grande scoperta di gas nel Mediterraneo"; e potrebbe persino diventare "una delle più grandi al mondo", perché la compagnia petrolifera ha scoperto anche un secondo giacimento, a maggior profondità, che però deve ancora essere valutato. Il mega-giacimento, scrive sul quotidiano economico francese "Les Echos" la giornalista Anne Feitz, permetterà all'Egitto di essere autosufficiente per decenni decenni; e la sua scoperta rimescola le carte nello scacchiere della regione del Medio Oriente e forse anche aldilà di essa.

Continua a leggere l'articolo di Les Echos


Panorama internazionale

Hillary Clinton (foto LaPresse)


Crisi rifugiati, l'Ue non trova un accordo sul piano di redistribuzione dei migranti

Washington, 15 set - (Agenzia Nova) - Il vertice straordinario dei ministri dell'Interno europei tenutosi ieri in Lussemburgo si è concluso con l'ennesimo fallimento sul fronte della crisi dei rifugiati: nonostante gli appelli profusi dai massimi rappresentanti delle istituzioni comunitarie, primo tra tutti il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, i ministri hanno bocciato la pur modestissima proposta di redistribuire tra i paesi dell'Ue 120 mila richiedenti asilo sulla base di quote fisse obbligatorie, accettando soltanto il piano per la redistribuzione di 40 mila rifugiati da Italia e Grecia, avanzato dalla stessa Commissione alcuni mesi fa. Il piano – sottolinea la stampa Usa – potrebbe essere imposto attraverso un voto di maggioranza dei paesi europei, ma per ora la leadership comunitaria è restia ad imporre le quote a paesi che non le accettano nemmeno in linea di principio, e per questo il piano verrà nuovamente discusso alla prossima riunione dei ministri europei, fissata per il 4 ottobre. Quel che sembra mancare del tutto nel dibattito – scrive il “Wall Street Journal” - è un piano per tentare di arginare il fenomeno alla fonte, attraverso la cooperazione con Stati come la Turchia, anziché limitarsi a modesti piani di redistribuzione dei migranti di dubbia utilità oltre che scarsamente popolari all'interno dell'Ue.

Continua a leggere l'articolo del Washington Post


L'Europa sta tornando agli Stati nazionali

Berlino, 15 set - (Agenzia Nova) - La Germania post-Guerra fredda ha commesso due gravi errori politici, scrive il tedesco "Spiegel": uno in occasione delle guerre dei Balcani, e il secondo con la "folle reintroduzione dei controlli di frontiera" annunciato lo scorso fine settimana, ribaltando le porte aperte all'accoglienza dei rifugiati proclamate poche giorni prima. La sospensione della libertà di circolazione, scrive l'opinionista Wolfgang Muenchau sul settimanale "der Spiegel", è frutto del panico: la scorsa settimana il numero dei profughi che hanno raggiunto la Germania ha superato quello delle capacità logistiche a disposizione di Deutsche Bahn e della città di Monaco. La politica si è sentita sotto pressione e ha fermato i treni e tirato il freno a mano. L'Unione Europea non ha avuto nulla da eccepire sul piano politico, ma i paesi della Ue "dovrebbero pensare anche alle conseguenze di tali decisioni". Se la Germania dichiara l'immigrazione una situazione di emergenza per la chiusura dei confini - sottolinea Muenchau - non è chiaro perché la stessa eccezione non possa essere citata anche in merito agli altri regolamenti comunitari, "ad esempio dall'Italia per violare i vincoli di bilancio". La Commissione europea, del resto, ha già autorizzato questa mossa, aprendo quello che l'opinionista tedesco prevede si trasformerà in un vaso di pandora e nel collasso dei già labili vincoli su cui poggia l'Ue: "Gli italiani sforeranno ora il loro budget per proteggere i loro confini, e i francesi spenderanno altro denaro per gli interventi militari in Siria e per la lotta al terrorismo in Francia". Il risultato dei processi innescati dalla crisi migratoria, insomma, potrebbe essere il collasso dell'Europa dei trattati e il ritorno agli Stati nazionali.

Continua a leggere l'articolo dello Spiegel


La coppia Hollande-Merkel tenta di mantenere la sua unità sotto i colpi della crisi migratoria

Parigi, 15 set - (Agenzia Nova) - La decisione della Germania di ristabilire i controlli alla sua frontiera con l'Austria ha preso in contropiede la Francia, anche se il governo tedesco aveva preavvertito quello francese: contatti ci sono stati per tutta la giornata di domenica 13 settembre, culminati in una lunga telefonata tra Angela Merkel e Francois Hollande. Lunedì mattina 14 settembre i due governi hanno tenuto a mostrare la propria unità d'intenti agli altri paesi europei, in vista del vertice pomeridiano a Bruxelles dei ministri dell'Interno dell'Unione: la cancelliera tedesca ed il presidente francese hanno assicurato di condividere "la stessa valutazione della situazione creata dall'arrivo dei rifugiati". Ma in filigrana, secondo il quotidiano conservatore francese "Le Figaro", si poteva leggere una velata critica della Francia al metodo scelto dalla Germania: anche se a Parigi si fa mostra di comprensione verso Berlino, che deve affrontare un'ondata migratoria di portata eccezionale, la notizia che "la Germania chiude le frontiere" ha spiazzato i vertici politici francesi che nei giorni scorsi si erano allineati alle posizioni tedesche in favore dell'accoglienza dei profughi; fra l'altro, dopo molte titubanze dovute anche al desiderio di non offrire spazi di propaganda anti-immigrati all'opposizione interna di destra, soprattutto quella del Front national (Fn) di Marine Le Pen. In realtà, fa notare il "Figaro", la Francia aveva già fatto qualcosa di simile ristabilendo i controlli di frontiera al suo confine di sud-est con l'Italia, a Ventimiglia. "Ma l'abbiamo fatto alla nostra maniera" rivendicano anonime fonti dell'Eliseo citate dal quotidiano: cioè senza eccessiva risonanza internazionale. Ad ogni modo, il duo Merkel-Hollande lunedì intendeva fare pressione su Bruxelles per la creazione al più presto di quei "centri di controllo e registrazione" necessari "perché l'Europa possa far rispettare le sue frontiere esterne"; per poi affrontare la questione, anch'essa assai spinosa, della ripartizione dei richiedenti asilo. Come sia andata poi si sa: mentre l'eccezionale afflusso di migranti mandava in pezzi lo spazio Shengen, paesi dell'Unione Europea sono d'accordo solo sul fatto di essere in disaccordo.

Continua a leggere l'articolo del Figaro


Presidenziali Usa, Trump monopolizza l'elettorato repubblicano mentre Clinton perde il sostegno delle donne democratiche

Washington, 15 set - (Agenzia Nova) - A pochi mesi dalle primarie di partito propedeutiche alle elezioni presidenziali statunitensi, lo scenario politico statunitense sta subendo una radicale e inattesa mutazione. Hillary Clinton, volto di punta del Partito democratico e considerata ancora la “candidata da battere” in vista del voto di fine 2016, ha visto ridursi sensibilmente i propri consensi in Stati di orientamento progressista come l'Iowa, che già nel 2008 le voltarono le spalle preferendole l'attuale presidente, Barack Obama. L'ultimo sondaggio condotto dalla “Washington Post” e da Abc news, però, introduce un elemento ancora più sbalorditivo: Clinton sta rapidamente perdendo punti tra le elettrici democratiche, una componente dell'elettorato il cui sostegno a quella che potrebbe essere la prima presidentessa degli Stati Uniti era dato universalmente per scontato. Soltanto il 49 per cento delle elettrici democratiche intervistate nell'ambito del sondaggio dichiara di voler votare per la Clinton: appena otto settimane fa, la percentuale era del 71 per cento, 29 punti percentuali in più. Spiegare le ragioni di un simile tracollo in termini di consensi – sottolinea il quotidiano Usa – è possibile soltanto prendendo in considerazione le indagini avviate dall'Fbi ai danni della democratica per l'opacità con cui ha gestito la corrispondenza ufficiale del dipartimento di Stato durante i quattro anni della sua gestione ministeriale. E se da un lato l'immagine della Clinton pare iniziare a risentire della sua proverbiale scarsa attitudine alla trasparenza nella gestione della cosa pubblica, dall'altro il Partito repubblicano continua a vivere l'ascesa apparentemente inarrestabile del controverso miliardario Donald Trump. L'ultimo sondaggio condotto dalla “Washington Post” rivela che il magnate delle costruzioni, duramente criticato dai media e dall'intellighenzia Usa per le sue posizioni populistiche, il suo narcisismo e i suoi toni politicamente scorretti, gode del sostegno dichiarato del 33 per cento degli elettori repubblicani, un dato di gran lunga superiore a quello di ciascuno degli altri 15 candidati repubblicani alla presidenza. Ancor più impressionanti sono gli altri dati che emergono dal sondaggio: il 64 per cento dei repubblicani giudica Trump “Qualificato per la presidenza”, mentre il 60 per cento dei cittadini Usa in generale esprime un parere opposto; il 60 per cento dei Repubblicani giudica il magnate delle costruzioni “onesto e degno di fiducia”: anche in questo caso, l'elettorato statunitense esprime del suo complesso un giudizio quasi diametralmente opposto. Infine, il 53 per cento dei repubblicani è convinto che Trump comprenda i problemi della gente comune. A dispetto dei dati, però, la stessa Washington Post, per voce del suo opinionista Greg Sargent, rifiuta di credere che l'elettorato repubblicano guardi davvero a Trump come a un possibile candidato alla presidenza, attribuendo invece i risultati del sondaggio alla “sovraesposizione mediatica” garantita al “fenomeno Trump” dalle sue posizioni eterodosse e dai suoi toni urlati.

Continua a leggere l'articolo del Washington Post

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi