Il business dei migranti e i tagli di Unicredit

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Wall Street Journal, Economist, New York Times, e Handelsblatt
Il business dei migranti e i tagli di Unicredit

Emergenza migranti, l'Ue vuole redistribuire 160 mila rifugiati da Italia, Grecia e Ungheria

New York, 4 set - (Agenzia Nova) - L'esecutivo dell'Unione Europea sta lavorando a un piano che prevede la redistribuzione tra i paesi membri di 160 mila rifugiati da Italia, Grecia e Ungheria, i paesi in prima linea sul fronte della grave emergenza migratoria continentale. Il piano, che dovrebbe essere ultimato nei prossimi giorni, verrà presentato mercoledì prossimo dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, e sarà sottoposto ai ministri dell'Interno dell'Ue al vertice fissato per il 14 settembre prossimo in Lussemburgo. Quello di Juncker è il secondo tentativo di convincere i paesi europei a condividere il peso dell'emergenza attraverso un sistema di distribuzione dei rifugiati “a quote”, sulla base di criteri quali la popolazione, il pil e il tasso di disoccupazione. Lo scorso giugno, però, i leader europei hanno bocciato la proposta, e nonostante i recenti appelli di leader come la tedesca Angela Merkel, la resistenze di paesi come il Regno Unito, l'Ungheria e altri Stati dell'Est Europa paiono difficilmente superabili.

Continua a leggere l'articolo del Wall Street Journal


Emergenza migranti, ora la tratta di esseri umani verso l'Europa è un business “miliardario”

New York, 4 set - (Agenzia Nova) - Il business della tratta di esseri umani dall'Afghanistan e dal Medio Oriente attraverso i Balcani, sino all'Ungheria e poi al Nord Europa, ha assunto dimensioni assai maggiori del contrabbando di armi e stupefacenti lungo la stessa direttrice, avvertono le principali agenzie di pubblica sicurezza europee. Nella sola Grecia operano almeno 200 bande dedite al traffico illecito di esseri umani, denuncia il colonnello Gerald Tatzgern, capo del servizio di polizia austriaco dedito a contrastare questo fenomeno. “(Il traffico di esseri umani, ndr) E' divenuto un business miliardario”, ha recentemente denunciato il ministro dell'Interno austriaco, Johanna Mikl-Leitner. I trafficanti si sono radicati nell'intera regione; in Bulgaria, Ungheria, Macedonia, Romania e Serbia. La loro presenza è evidente fuori dalla stazione ferroviaria Keleti di Budapest, scenario in questi giorni di alcune tra le scene più tragiche e concitate dell'emergenza migratoria europea. Rob Wainwright, capo dell'agenzia di polizia europea Europol, ha dichiarato all'emittente radio irlandese Newstalk che le bande e le reti criminali dedite allo scafismo e al traffico di esseri umani contano almeno 30 mila affiliati. Dall'inizio dell'anno – ha spiegato Wainwright – l'Europol ha seguito in oltre 1.400 casi legati a questo fenomeno.

Continua a leggere l'articolo del New York Times


Il sindaco di Roma lotta da solo contro la mafia

Berlino, 4 set - (Agenzia Nova) - Dalla sua entrata in carica nella primavera del 2013, Ignazio Marino ha messo in cima alla sua agenda politica la lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata: grazie alla sua collaborazione con la magistratura romana, nell'autunno 2014 è emerso l'enorme scandalo corruzione attorno alla cosiddetta "Mafia Capitale". Il 5 novembre prossimo inizia un processo di portata epocale: decine di persone sono state arrestate, centinaia sono indagate, tra loro anche il predecessore di Marino, Gianni Alemanno. Le propaggini delle bande mafiose di tutta Italia, i membri di enormi clan sinti e rom, politici, alti funzionari e imprenditori: tutti questi hanno saccheggiato senza scrupoli le casse dello Stato. Quando Marino è entrato in carica, il Comune di Roma aveva un buco nel bilancio di quasi 1 miliardo di euro.

Continua a leggere l'articolo dell'Economist


Eni in Egitto, euregas!

Londra, 4 set - (Agenzia Nova) - La compagnia petrolifera italiana Eni opera in Egitto dal 1954. Ora ha annunciato di aver scoperto un enorme giacimento di gas. La scoperta, riferisce il settimanale britannico "The Economist", è una manna sia per l'azienda, in una fase di ribasso dei prezzi del greggio, che per il paese, passato da esportatore a importatore di gas; potrebbe rivelarsi positiva anche per altre società e negativa, invece, per Israele. La strategia dell'amministratore delegato, Claudio Descalzi, incentrata sui mercati in via di sviluppo, sembra pagare.

Continua a leggere l'articolo dell'Economist


Unicredit taglia 10mila posti di lavoro

Berlino, 4 set - (Agenzia Nova) - Federico Ghizzoni fa sul serio. Nei tre anni del suo mandato, l'amministratore delegato di Unicredit vuole rendere la banca più snella e rilanciare la sua profittabilità. Per conseguire questi obiettivi, il numero uno di Unicredit intende operare severi tagli: il gruppo sta valutando il taglio di ben 10mila posti di lavoro, in parte attraverso la vendita delle controllate nell'Est Europa. In un'intervista rilasciata all'inizio della settimana al quotidiano "Handelsblatt", Ghizzoni aveva già destato scalpore con l'annuncio del trasferimento di diverse funzioni della controllata tedesca Hypo-Vereinsbank a Milano, in modo tale da evitare sovrapposizioni e abbassare i costi.

Continua a leggere l'articolo di Handesblatt


Panorama internazionale

Francois Hollande e Angela Merkel (foto LaPresse)


Quote migranti: Hollande svela un piano franco-tedesco

Parigi, 4 set - (Agenzia Nova) - Dopo l'emozione internazionale suscitata dalle foto del cadavere di un bambino siriano su una spiaggia turca, la Germania e la France giovedì 3 settembre hanno lanciato una iniziativa comune per "organizzare l'accoglienza dei profughi ed una equa ripartizione in Europe". Inizialmente il presidente francese, Francois Hollande, aveva previsto di esporre solo lunedì prossimo le proposte miranti a migliorare l'accoglienza dei migranti concordate il 24 agosto scorso a Berlino con la cancelliera tedesca Angela Merkel; ma il nuovo dramma lo ha costretto ad accelerare i tempi. E dopo essersi consultato al telefono con la Merkel giovedì mattina, Hollande ha colto l'occasione della conferenza stampa al termine dell'incontro all'Eliseo con il primo ministro irlandese Enda Kenny per svelare la proposta franco-tedesca: l'instaurazione di un meccanismo "permanente" che "obblighi" i paesi dell'Unione Europea ad accogliere "quote" di profughi ed immigrati in modo "equo". La proposta sarà trasmessa alla Commissione europea e sarà esaminata il 14 settembre nella prevista riunione dei ministri dell'Interno dell'Ue. Successivamente dovrebbe essere discussa in un Consiglio europeo straordinario consacrato all'esplosiva materia dell'accoglienza dei migranti che sta mettendo a serio rischio la solidarietà e l'unità dell'Europa: "E' tempo di agire" ha dichiarato il capo di Stato francese, a cui l'opposizione rimprovera di aver tardato a rispondere all'emergenza e di essere a rimorchio della Germania. L'iniziativa franco-tedesca segna un radicale cambio di rotta: a maggio infatti Hollande si era opposto fermamente all'istituzione delle quote ed insieme alla Merkel aveva rifiutato la proposta della Commissione europea di ripartire tra tutti l'accoglienza dei migranti in base alla taglia, alle risorse ed alla popolazione di ciascun paese dell'Ue, preferendo invece una disponibilità "volontaria". Ad ogni modo il ministro dell'Interno francese, Bernard Cazeneuve, al termine di una riunione interministeriale tenuta giovedì sera ha precisato che sarà necessario fare comunque una distinzione tra coloro che fuggono le guerre e le dittature e che quindi hanno diritto a vedersi riconosciuto lo statuto di profughi, e i migranti per ragioni economiche che dovranno essere rispediti in patria: la Francia e la Germania ribadiscono la proposta che siano creati dei centri di accoglienza in Grecia ed in Italia dove fare la cernita.

Continua a leggere l'articolo del Figaro


Regno Unito: Cameron apre le porte ad altre migliaia di rifugiati

Londra, 4 set - (Agenzia Nova) - Il Regno Unito – è la notizia di primo piano sulla stampa britannica – accoglierà altre migliaia di migranti in fuga dalla guerra civile siriana; il primo ministro, David Cameron, cede alle pressioni scatenate dalla scioccante immagine del bambino morto riverso su una spiaggia turca e afferma che la Gran Bretagna assolverà ai suoi "obblighi morali". Non si placano però le critiche, soprattutto da parte del quotidiano "The Independent", la cui petizione per aprire le porte ai profughi è stata già sottoscritta da centomila lettori; un editoriale accusa il governo di una risposta all'emergenza vergognosa e debole che sminuisce moralmente il paese. Philip Stephens, editorialista del "Financial Times", osserva che, a differenza della cancelliera tedesca, Angela Merkel, Cameron ha agito all'insegna della paura e non ha interpretato correttamente l'umore nazionale. Anche per l'editoriale di "The Guardian", il premier, personalmente capace di compassione, si è lasciato condizionare dal timore di alienarsi una parte dell'opinione pubblica visceralmente ostile agli immigrati; anche se non esistono soluzioni perfette, si può fare molto di più, e non solo da parte del Regno Unito. "Fare di più" è anche il titolo dell'editoriale di "The Times": la mancanza di una risposta semplice non è una scusa per la stasi; la Gran Bretagna può e deve aiutare i rifugiati siriani, sia sul proprio territorio che in Medio Oriente. Lo stesso giornale rivela che il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, sta lavorando a un piano per la ricollocazione di 160 mila richiedenti asilo tra i paesi membri, in particolare quelli dell'est. Per "The Telegraph", infine, la politica di benvenuto ai rifugiati farà più male che bene; dichiarazioni come quella della cancelliera Merkel, secondo la quale chiunque arriverà dalla Siria potrà essere valutato per la concessione dell'asilo, spingono le persone a partire affrontando rischi mortali.

Continua a leggere l'articolo del Times


Francia, profanate 43 tombe

Parigi, 4 set - (Agenzia Nova) - La scoperta della profanazione del cimitero di Montjavoult (Oise) giovedì 3 settembre ha suscitato viva emozione tra i 500 abitanti del villaggio: allertati da un dipendente comunale, la Gendarmeria ha costatato che 43 tombe erano state danneggiate e che su alcune di esse erano state dipinte delle croci uncinate rosse; anche alcune steli sono state rovesciate.

Continua a leggere l'articolo del Monde


Spagna: Rajoy chiederà a Cameron una maggiore unione economica dell'Ue

Madrid, 4 set - (Agenzia Nova) - Il governo di Londra cerca alleati per la sua proposta di riforma dell'Unione Europea (Ue), e nel tour intrapreso dall'inquilino del numero 10 di Downing Street, il premier David Cameron, Madrid figura come tappa obbligata. Il primo ministro britannico ha già spiegato la sua posizione all'omologo spagnolo Mariano Rajoy lo scorso giugno a Bruxelles, a margine del Consiglio europeo, e oggi arriverà a Madrid, presso il palazzo della Moncloa, con l'intento di trovare una linea comune circa la nuova direzione che dovrebbe intraprendere l'Ue. Rajoy, da parte sua, ha espresso in numerose occasioni la necessità che l'Unione ripensi politiche e forme istituzionali, ma con un obiettivo forse opposto a quello voluto da Cameron: una maggiore integrazione economica, fiscale e bancaria; il premier spagnolo - scrive "Abc" pare intenzionato a ribadire questa posizione durante l'incontro con Cameron. Accanto a temi quali la Catalogna e la riforma della Ue, i due leader discuteranno l'emergenza migratoria. In particolare, Rajoy insisterà sulla necessità di cooperare con i paesi di origine degli immigrati e di assistere i paesi in difficoltà per evitare esodi di massa ed impedire che le mafie del traffico umano diventino l'unica alternativa per i profughi.

Continua a leggere l'articolo di Abc


Usa, arrestata dipendente pubblica che rifiutava di firmare i certificati di matrimonio alle coppie gay

New York, 4 set - (Agenzia Nova) - Una Corte di Ashland (Kentucky) ha ordinato l'arresto immediato della 49enne Kim Davis, impiegata della contea di Rowan incriminata per aver rifiutato di firmare i certificati di matrimonio delle coppie gay appellandosi alla sua fede cristiana. La donna, una cattolica apostolica praticante, è divenuta un simbolo nazionale dell'opposizione religiosa ai matrimoni omosessuali, e oggetto dei furenti attacchi delle associazioni per i diritti gay e del fronte progressista e democratico Usa in generale, pur essendo stata eletta nella sua posizione dirigenziale proprio in quota ai democratici. Il giudice che ha ordinato l'arresto della donna, David L. Bunning, ha giudicato inaccettabile il rifiuto della Davis, nella sua veste di dipendente pubblica, di ottemperare alla recente sentenza della Corte Suprema statunitense che ha legalizzato i matrimoni tra individui dello stesso sesso sull'intero territorio dell'Unione; la donna ha rifiutato di delegare la firma dei certificati di matrimonio delle coppie omosessuali ai suoi sottoposti, come impostole dalla Corte per evitare l'arresto; il giudice Bunning ha reagito non soltanto ordinandone la detenzione immediata, ma anche negandole la libertà su cauzione: "Se la Corte non agisse con durezza – ha spiegato il giudice – ci si troverebbe di fronte a un grave precedente”. Scontate le reazioni della politica Usa: il Partito repubblicano ha attaccato duramente la sentenza della Corte, denunciandola come l'ennesimo esempio di attacco dello stato al Cristianesimo: “Oggi l'illegalità giudiziaria è degenerata in tirannia giudiziaria”, ha tuonato il senatore texano e candidato repubblicano alla presidenza Usa, Ted Cruz. L'addetto stampa della Casa Bianca, Josh Earnest, ha invece dichiarato che non era nel diritto della Davis violare i pronunciamenti della Corte Suprema, e che anzi era suo preciso dovere rispettarli in quanto dipendente pubblica: “Ogni pubblico ufficiale nella nostra democrazia è soggetto alle norme del diritto”, ha dichiarato il rappresentante della Casa Bianca. Oggi i principali quotidiani statunitensi si proclamano concordi con la sentenza della Corte del Kentucky, che formalmente si è limitata a prendere atto di una violazione delle leggi federali. Secondo il “Wall Street Journal”, però, il caso palesa la grave ipocrisia che pervade un paese sempre più preda del pensiero unico: i media, la politica e le istituzioni – attacca il quotidiano in un editoriale – hanno fatto a gara a villaneggiare una donna che ha tenuto fede sino alle estreme conseguenze ai propri principi religiosi, mentre nei pur recenti casi di senso opposto, i “disobbedienti” sono stati portati in un palmo di mano come eroi dei diritti di genere. L'amministrazione Obama – ricorda il quotidiano – non si è nemmeno sognata di aprire bocca quando il suo ex procuratore generale, Eric Holder, annunciò nel 2011 che si sarebbe rifiutato di perseguire le violazioni a quella che allora era la legge in materia di matrimonio, il “Defense of Marriage Act”, firmato negli anni Novanta dal presidente Bill Clinton. Allo stesso modo – accusa il quotidiano – nessuna corte è mai intervenuta negli scorsi anni contro i tanti sindaci – uno tra tutti quello di San Francisco, Gavin Newsom – che prima della sentenza della Corte Suprema e violando le leggi dei loro rispettivi Stati avevano deciso di emettere certificati di matrimonio a favore delle coppie omosessuali.

Continua a leggere l'articolo del Wall Street Journal

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi