Perché l'Italia è il candidato ideale all'uscita dall'euro

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Washington Post, Financial Times, Mundo e Parisien
Perché l'Italia è il candidato ideale all'uscita dall'euro

POLITICA


 

Renzi deve affilare la spada delle riforme

Londra, 31 lug 08:41 - (Agenzia Nova) - Un anno fa il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, in un'intervista al "Financial Times", la prima rilasciata a un giornale straniero, promise di cambiare il suo paese. Il quotidiano fa un bilancio dei suoi risultati, in un editoriale non firmato, attribuibile alla direzione. La fortuna ha aiutato l'audacia: l'euro debole, il ribasso del petrolio e l'alleggerimento quantitativo deciso dalla Banca centrale europea hanno agevolato il lavoro del premier italiano. Gli ha giovato anche il confronto col coetaneo capo del governo greco, Alexis Tsipras. Gli investitori stranieri hanno premiato il suo attivismo. Tuttavia, nonostante queste attestazioni di fiducia, l'economia italiana mostra solo modesti segni di crescita e il tasso di disoccupazione resta elevato. Renzi non naviga più col vento in poppa e ha bisogno di affilare la sua spada riformatrice.

Leggi l’articolo del Financial Times

 

Roma, eterni grattacapi

Londra, 31 lug 08:41 - (Agenzia Nova) - Da due anni alla guida di Roma, il sindaco Ignazio Marino non ha mostrato vizi, ma la sua sfortunata amministrazione è motivo di imbarazzo, osserva il settimanale britannico "The Economist". La capitale italiana è in disgrazia, i suoi parchi sono cosparsi di rifiuti, i viaggiatori devono sopportare lunghe attese prima di salire su treni della metropolitana senza aria condizionata o subire disagi a causa degli scioperi. Dopo un rimpasto, Marino ha promesso un nuovo inizio e ottenuto un appoggio condizionato dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

Leggi l’articolo dell’Economist

 

 

 

ECONOMIA


 

Eurozona: fiducia economica ai massimi da quattro anni

Madrid, 31 lug 08:41 - (Agenzia Nova) - La fiducia economica nella zona euro ha registrato un incremento di cinque decimi di punto nel mese di giugno, raggiungendo il valore di 103,5 punti, il più elevato dal luglio 2011, secondo i dati forniti dalla Commissione europea. Tra i principali Stati membri dell'eurozona, la fiducia è aumentata in Germania (+1 punto percentuale), in Francia (+0,8 punti) e nei Paesi Bassi (+0,4 punti). Tuttavia, è rimasto sostanzialmente stabile in Spagna (+0,3 punti) e in Italia (-0,1 punti). La Commissione europea attribuisce il dato in particolare a una maggiore fiducia nell'industria, nei servizi e nella vendita al dettaglio, che è stata compensata in parte dalla minore fiducia dei consumatori. Nel settore delle costruzioni il valore è rimasto pressoché stabile.

Leggi l’articolo dell’Expansion

 

L'Italia è il candidato ideale all'uscita dall'euro

Washington, 31 lug 08:41 - (Agenzia Nova) - Come definire un paese che in 16 anni, dalla sua adesione all'euro, ha visto crescere la sua economia di appena 4,6 punti percentuali? Secondo l'opinionista della “Washington Post” Matt O'Brien, quel paese – l'Italia – appare il candidato ideale all'uscita dall'euro. “E' difficile – scrive l'opinionista – capire cosa sia andato storto all'Italia. L'anno della sua adesione alla moneta unica, il Belpaese è cresciuto del 4 per cento, ma da allora è rimasto fermo al palo. Prima della crisi del 2008 il paese è effettivamente cresciuto a ritmi discreti, ma al contrario ad esempio della Grecia, non pare aver mai davvero beneficiato dalla sua adesione all'area dell'euro. I problemi dell'Italia – sottolinea l'opinionista – vanno certamente attribuiti, in primo luogo, alle sue debolezze strutturali interne, ormai ben note: l'eccesso di tassazione, l'iperburocratismo, la farraginosità delle istituzioni e dell'apparato amministrativo, le rigidità del mercato del lavoro. Nel tempo, questi pesantissimi limiti si sono combinati alla pur lodevole operosità dei privati creando un vibrante tessuto produttivo di piccole imprese, cui lo Stato ha impedito di conseguire la flessibilità e le economie di scala necessarie a competere in un contesto sempre più globalizzato. E' anche vero, però, che “l'Italia soffriva di questi limiti anche prima dell'euro, eppure sembrava cavarsela meglio”. Il contesto globale degli anni Novanta non è certo quello attuale, e oggi l'Italia non può permettersi di spendere e spandere a deficit come faceva prima del suo ingresso nell'eurozona. E' però innegabile, secondo O'Brien, che l'euro costituisca almeno una parte del problema. La moneta unica “è troppo forte per gli esportatori italiani, e troppo restrittiva per un governo che pure, in parte, è stato costretto a ridurre il proprio bilancio più di quanto avrebbe fatto di sua spontanea volontà”. Il vero problema dell'euro, secondo l'opinionista, è però un altro: in Italia come in Europa, la moneta unica e le istituzioni che la sostengono “hanno causato una grave dissonanza cognitiva”. Quanto accaduto in Grecia nelle ultime settimane ne è la prova: “La gente odia l'austerità, ma spesso ama alla follia l'euro e tutto ciò che lo rappresenta”. Non si rendono conto, secondo O'Bien, che austerità ed euro sono due facce della stessa moneta. Questo caso di dissonanza “ha costretto i partiti euroscettici a promettere l'impossibile nel tentativo di ottenere il potere politico: la fine dei tagli alla spesa e la simultanea permanenza all'interno dell'euro. E' quanto aveva promesso ad esempio il premier greco Alexis Tsipras; com'era prevedibile, la sua illusione si è conclusa con l'imposizione al paese di condizioni d'austerità draconiane. Eppure – conclude O'Brien – in Italia lo scenario appare differente. I movimenti anti-euro italiani “hanno appreso la lezione opposta: mai scartare l'ipotesi di un'uscita dall'euro, o le cose non volgeranno mai per il meglio”. Non è un caso che Beppe Grillo, l'istrionico leader del Movimento 5 Stelle, abbia dichiarato che “il rifiuto di lasciare l'euro è stato la condanna a morte di Tsipras”. Nell'economai dell'euro, l'Italia è una pedina assai più pesante della Grecia. Il suo debito è enorme e insostenibile, a meno che il paese non torni a crescere a ritmi decenti. L'uscita dall'euro “potrebbe portare più crescita, e dunque meno austerità”. Tutto questo, però, richiederebbe istituzioni nazionali e una cultura politica in grado di comprendere l'esigenza di riformare profondamente il paese per dotarlo della necessaria competitività.

Leggi l’articolo del Washington Post

 

Italia: il Mezzogiorno rischia il "sottosviluppo permanente"

Rio de Janeiro, 31 lug 08:41 - (Agenzia Nova) - L'Italia meridionale, anche conosciuta come "Mezzogiorno", la regione più povera del paese, rischia di entrare in una situazione di "sottosviluppo permanente." E' l'allarme lanciato da un rapporto pubblicato ieri dall'Associazione per lo sviluppo industriale del Mezzogiorno (Svimez), una organizzazione no-profit con sede a Roma. Lo riferisce "Jornal do Brasil". Secondo il documento il Sud sconta un forte rischio di "desertificazione industriale", con la conseguente carenza di risorse umane, imprenditoriali e finanziarie. Queste dinamiche rischiano di annullare le potenzialità di ripresa, trasformando una grave crisi ciclica in una situazione permanente. Tra il 2000 e il 2013, l'economia del Sud Italia è cresciuta solo del 13 per cento, poco più della metà dell'espansione del 24 per cento registrata nello stesso periodo in Grecia, che sta vivendo una grave recessione e si è trovata sull'orlo del fallimento. Inoltre, tra il 2008 e il 2014, il settore manifatturiero del Mezzogiorno ha perso il 34,8 per cento del suo prodotto interno lordo (pil) - a fronte di un calo nazionale del 16,7 per cento - e ha tagliato gli investimenti del 59,3 per cento.

Leggi l’articolo del Jornal do Brasil

 

Eni interessata all'Iran, ma prima vanno recuperati margini di spesa

Washington, 31 lug 08:41 - (Agenzia Nova) - La compagnia petrolifera italiana Eni è decisa a tornare in Iran, ma prima deve trovare il modo di recuperare gli investimenti operati in quel paese prima dell'imposizione del regime sanzionatorio internazionale. “Abbiamo avviato una discussione con l'Iran, ma per la verità stiamo discutendo le questioni in sospeso, il denaro che dobbiamo recuperare dai progetti passati”, spiega l'ad Claudio Descalzi. Eni ha investito in Iran a inizio anni Duemila, concentrandosi soprattutto sulle operazioni in prossimità del Golfo Persico. Descalzi ha spiegato che la compagnia italiana sta ancora valutando il nuovo modello contrattuale offerto dal governo di Teheran, che a suo dire dovrebbe essere “più vicino a quello che abbiamo in altri paesi”.

Leggi l’articolo del Washington Post

 

 

SOCIETA’


 

Roma, rischi concreti di attentati terroristici durante il Giubileo

Parigi, 31 lug 08:41 - (Agenzia Nova) - Il sindaco di Roma Ignazio Marino giovedì ha lanciato l'allarme sui "rischi concreti di attentati terroristici" nella capitale italiana durante il Giubileo indetto da Papa Francesco dal dicembre 2015 al novembre 2016: "E' il primo giubileo che si iene dopo l'11 settembre 2001 ed all'epoca dell'Isis", l'organizzazione jihadista dello Stato islamico, ha spiego il sindaco in un'intervista. Marino ha sottolineato di "non avere la possibilità di difendere la capitale contro il terrorismo con la sola polizia municipale", una chiara richiesta al governo ad aiutarlo in un momento in cui le casse cittadine sono vuote e viene invece regolarmente denunciato il degrado delle infrastrutture e dei servizi comunali.

Leggi l’articolo del Parisien

 

Migranti: da maggio la traversata del Mediterraneo è un pò meno mortale

Parigi, 31 lug 08:41 - (Agenzia Nova) - Ogni giorno le autorità italiane annunciano il salvataggio di migranti ripescati in Mediterraneo e le operazioni navali ormai si susseguono quasi inavvertite: centinaia di vite sono state salvate da quando è stato rafforzato il dispositivo della missione "Triton" nella riunione tenuta dal Consiglio europeo il 23 aprile scorso dopo la drammatica scomparsa di centinaia di persone nei primi mesi dell'anno; all'epoca, l'Alto commissariato per i profughi delle Nazioni Unite (Hcr) non aveva esitato a definire il Mediterraneo "la rotta più micidiale del mondo". I pericoli restano per i migranti trasportati dalla Libia dagli scafisti in condizioni spesso sordide; ma il numero di morti è in netto calo secondo i dati del rapporto pubblicato dall'Hcr. Se infatti da un lato il flusso migratorio non accenna a crescere (150 mila persone sono arrivate sulle coste europee attraverso il Mediterraneo dall'inizio dell'anno, delle quali la metà sono sbarcate in Italia), il numero dei morti e dei dispersi in mare è diminuito in maniera spettacolare: 12 vittime sono state identificate nel mese di giugno, contro oltre 1.750 tra gennaio ed aprile 2015.

Leggi l’articolo del Monde

 

Italia: la leggenda vivente del lago di Garda

Madrid, 31 lug 08:41 - (Agenzia Nova) - Condiviso da tre province (Brescia, Trento e Verona), il Garda è il più grande lago d'Italia e una delle più importanti località turistiche del paese. Il Lago di Garda ha grandi dimensioni, e non solo in termini fisici. Dai suoi 368 chilometri quadrati e i suoi quasi 160 chilometri di costa, dipende la vita di oltre 200 mila abitanti, che in gran parte vivono grazie all'afflusso di turisti che lì trascorrono ogni anno le vacanze. Il quotidiano "El Mundo" si addentra nella sponda Veronese del lago, caratterizzata da spettacolari palazzi storici, affascinanti borghi medievali e migliaia di ettari di vigneti.

Leggi l’articolo del Mundo

 

 

PANORAMA INTERNAZIONALE


 

Tunisia: Fronte popolare chiede le dimissioni del console tunisino a Milano

Tunisi, 31 lug 08:41 - (Agenzia Nova) - Il Fronte popolare tunisino, partito di sinistra arrivato terzo alle ultime elezioni politiche in Tunisia, ha chiesto le dimissioni del console tunisino a Milano. I rappresentanti del partito tunisino hanno diffuso sul web un video che mostra la situazione all’interno del consolato e i disagi denunciati dai cittadini tunisini che si recano presso gli uffici consolari per risolvere problemi amministrativi. Si denuncia in particolare la riduzione del persone presso il consolato tunisino di Milano e il fatto che la sede sia troppo piccola per ospitate i tunisini che ogni giorno la visitano. Si chiede infine di fare luce sull’aggressione che un cittadino e attivista tunisino, Fathi Yaqubi, avrebbe subito all'interno della struttura.

Leggi l’articolo del Shems Fm

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