Perché l'accordo con la Grecia potrebbe stroncare l'euro

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Handelsblatt, Washington, New York Times e Bloomberg Business Week.
Perché l'accordo con la Grecia potrebbe stroncare l'euro

POLITICA


 

Italia: il governo Renzi sempre più sotto pressione

Berlino, 28 lug 08:33 - (Agenzia Nova) - A detta di Matteo Renzi, l'Italia non potrebbe essere più esemplare: il premier italiano vuole trasmettere ai suoi concittadini e agli interlocutori internazionali l'immagine di un paese in pieno fermento riformatore. I numeri - scrive il quotidiano tedesco "Handelsblatt" - raccontano un'altra storia. La terza economia dell'eurozona, dopo la Grecia, è il paese più indebitato d'Europa. Con un rapporto debito/pil del 135,1 per cento, nel primo trimestre dell'anno il debito italiano ha più che doppiato a soglia del 60 per cento concessa dal Trattato di Maastricht. "Abbiamo un problema enorme, più grande di quello greco. L'Italia è grande e pesante e non cresce abbastanza", ha dichiarato Francesco Galietti del think tank Policy Sonar all'Agenzia di Stampa "Dpa".

Leggi l’articolo del Handelsblatt

 

L'Italia vive un'estate di passione

Washington, 28 lug 08:33 - (Agenzia Nova) - Scioperi bianchi, indifendibili mobilitazioni sindacali e un clima africano sono gli ingredienti di un'estate torrida per il governo italiano. Gli scioperi e i disservizi dei dipendenti di Alitalia e del sito archeologico di Pompei, lo stato di degrado di Roma, finito nelle prime pagine della stampa internazionale dopo lo scandalo di “Mafia Capitale”, e gli “scioperi bianchi” dei dipendenti dell'azienda di trasporto pubblico della capitale Atac, trasmettono ai turisti – già boccheggianti per l'afa - l'immagine di un paese allo sbando.

Leggi l’articolo del Washington Post

 

Roma, la degradata

Parigi, 28 lug 08:33 - (Agenzia Nova) - Nella Città eterna, scrive sul quotidiano francese "Le Monde" il corrispondente da Roma Philippe Ridet, è nato un nuovo genere fotografico: immortalare cumuli di spazzatura, buche disseminate nelle strade, giardini pubblici abbandonati o servizi pubblici che non funzionano; il quotidiano di sinistra "La Repubblica", dopo aver invitato i suoi lettori a testimoniare "il degrado di Roma, ha ricevuto oltre 300 fotografie di questo tipo nel solo fine settimana appena trascorso. Mentre la rivale Milano si abbellisce sotto l'effetto dell’Esposizione universale, Roma e le sue istituzioni sembrano incapaci di gestire il quotidiano di una città di 3 milioni di abitanti che si espande su 1.200 chilometri quadrati, cioè dieci volte la superficie di Parigi. Caos organizzato? Incuria cronica? Menefreghismo generalizzato? Già a mal partito, la reputazione della città oggi è vicina allo zero; e c'è da chiedersi se e come sarà in grado di accogliere l’Anno santo decretato da Papa Francesco a partire dall'8 dicembre prossimo. Il colpevole di tutto intanto sembra esser stato trovato: è il sindaco Ignazio Marino. A cui tuttavia l'autore del reportage Philippe Ridet riconosce valide scusanti: nel suo tentativo di fare pulizia, Marino si è fatto moltissimi nemici scontrandosi con le potenti lobby comunali. Sia come sia, in attesa che il ministero dell'Interno si pronunci sulla necessità o meno di porre l'amministrazione comunale sotto controllo prefettizio in seguito allo scandalo di "Mafia capitale", comunque crescono i dubbi sulla capacità del sindaco di affrontare la crisi; e la corsa alla sua successione si è già aperta.

Leggi l’articolo del Monde

 

 

ECONOMIA


 

Il mercato del lavoro italiano è comatoso, tra i lavoratori regna la sfiducia

New York, 28 lug 08:33 - (Agenzia Nova) - Mentre l'Italia prova ad emergere faticosamente da lunghi anni di recessione, la creazione di nuova occupazione appare una tragica priorità. In Italia le statistiche ufficiali conteggiano tra i disoccupati soltanto chi ha cercato un'occupazione nell'arco degli ultimi 30 giorni. Tuttavia, secondo Eurostat, ben 4,5 milioni di italiani che pur vorrebbero lavorare non si sono mossi attivamente nel primo trimestre dell'anno a causa di un crescente clima di sfiducia. Il dato – sottolinea “Bloomberg” – è il peggiore dal 1998. Un grafico evidenzia come almeno dal 2004 il numero di italiani disposti a lavorare ma non attivamente impegnati nella ricerca di un occupazione sia costantemente superiore a quello dei disoccupati ufficialmente riconosciuti come tali. Per ogni 100 italiani, 15 sono alla ricerca di un impiego, e altri 20 sono a tutti gli effetti fuori dal mercato del lavoro. Il dato è il peggiore tra i 28 paesi dell'eurozona, stando a Eurostat. Persino i greci – sottolinea “Bloomberg” - sono assai più attivi degli italiani nella ricerca di un'occupazione, probabilmente perché mossi da uno stato di necessità ben più pressante. In generale, l'Italia e gli italiani appaiono preda della sfiducia e del fatalismo: dopo aver cercato a lungo e senza successo un impiego decente, molti ripiegano sulle attività domestiche o sull'economia informale. Il male dell'Italia è preoccupante: lo scoraggiamento tra la popolazione inattiva è superiore a quello di qualunque altro Stato dell'Unione, e persino ai paesi ex-sovietici come la Bulgaria.

Leggi l’articolo del Bloomberg Business Week

 

Azioni o titoli: parola d'ordine, Italia!

Berlino, 28 lug 08:33 - (Agenzia Nova) - Gli investitori stanno tornando in Italia, e vengono premiati: nell'arco di tre anni l'indice della Borsa di Milano Ftse Mib è raddoppiato. Allora il presidente della Bce Mario Draghi si era detto pronto a fare di tutto per mantenere in piedi l'euro: e anche i mercati obbligazionari italiani hanno beneficiato di questo "assegno in bianco". Oggi un titolo italiano con scadenza a dieci anni ha un rendimento di soli 1,2 punti percentuali in più del rispettivo tedesco: tre anni fa il premio di rischio ammontava ancora a 5 punti percentuali. Da questa situazione ha tratto beneficio soprattutto il fondo misto Lemanik Sicav Italy che, nel giro di tre anni, ha generato un rendimento del 66 per cento e rappresenta ora uno dei fondi misti di maggiore successo.

Leggi l’articolo del Frankfurter Allgemeine Zeitung

 

Un brutto fine settimana per Fiat Chrysler Automobiles

Londra, 28 lug 08:33 - (Agenzia Nova) - La vittoria della Ferrari nel Gran premio di Formula 1 d'Ungheria è stata l'unica nota positiva di un fine settimana molto negativo per Fiat Chrysler Automobiles (Fca), riferisce il "Financial Times". L'Us National Highway Traffic Safety Administration, l'ente Usa per la sicurezza stradale, ha inflitto al gruppo automobilistico italo-statunitense una multa record, di 105 milioni di dollari, per i ritardi nel richiamo dal mercato e nella riparazione delle vetture difettose. La compagnia, inoltre, ha volontariamente richiamato 1,4 milioni di veicoli in seguito a un episodio di hackeraggio ai danni di una Jeep Cherokee.

Leggi l’articolo del Financial Times

 

 

SOCIETA’


 

Un tesoro minacciato

Parigi, 28 lug 08:33 - (Agenzia Nova) - In un breve commento non firmato, il quotidiano economico francese "Les Echos" paragona la situazione delle rovine di Pompei all'antica città di Palmira caduta nelle mani dell'Isis o alla torre Dharahara di Katmandu abbattuta dal recente terremoto: la città romana congelata nel tempo dall'eruzione del Vesuvio nell'anno 79 dopo Cristo presenta preoccupanti segni di degrado, indebolita dalla ritirata dello Stato italiano in seguito alla crisi economica e dalle malversazioni della Camorra. Per fortuna, scrive "Les Echos", ci sono gli esperti dell'Unesco spediti sul posto, i 100 milioni di euro stanziati dall'Unione Europea per i restauri ed il progetto Digital Pompei che è in grado di assicurare, in un modo o in un altro, che questo patrimonio inestimabile sarà trasmesso alle generazioni future.

Leggi l’articolo dell’Echos

 

Alessandro Gassmann esorta i romani a rimboccarsi le maniche

Londra, 28 lug 08:33 - (Agenzia Nova) - L'attore romano Alessandro Gassmann, riferisce il quotidiano britannico "The Guardian", ha lanciato l'iniziativa "Roma sono io", esortando i suoi concittadini a uscire in strada e pulire la città, dando così un esempio di civiltà e obbligando l'amministrazione a reagire. Il sindaco, Ignazio Marino, sotto pressione affinché si dimetta, ha espresso apprezzamento per l'appello.

Leggi l’articolo del Guardian

 

 

PANORAMA INTERNAZIONALE


 

Vallée, l'accordo con la Grecia potrebbe stroncare l'euro

New York, 28 lug 08:33 - (Agenzia Nova) - L'offerta di un terzo piano di “salvataggio” rivolto dall'Eurogruppo alla Grecia il 13 luglio scorso, preparata in tutta fretta mentre il paese ellenico barcollava sull'orlo del default, è riuscito a calciare il barattolo di una crisi sistemica che ha però conservato intatto, ed anzi incrementato, il suo potenziale distruttivo. A scriverlo, sulle pagine del “New York Times”, è l'ex consigliere del ministero dell'Economia francese e del presidente del Consiglio europeo, Shahin Vallée. La proposta di una “Grexit temporanea” formulata da Berlino – scrive l'economista – ha abbattuto i punti fermi dell'unione monetaria “in maniera ben più profonda di quanto possa apparire”. In primo luogo, ha distrutto il poco che restava della cooperazione franco-germanica, su cui ha sempre poggiato l'impalcatura comunitaria. Nella sua forma attuale – scrive il quotidiano Usa – l'euro è divenuto politicamente indifendibile per la Francia. Le tensioni non sono nuove: la Germania “ha sempre pensato all'euro come a un sistema di cambio ottimizzato costruito attorno al marco”, mentre la Francia ha coltivato “vaghe ambizioni di una vera moneta internazionale in grado di sostenere e rafforzare le politiche economiche di stampo keynesiano”. Questa divergenza prospettica fondamentale – sottolinea Vallée - era stata conveniente accantonata all'atto costitutivo della moneta unica, quando sa Francois Mitterand che Helmut Kohl avevano concordato – almeno a parole – che l'euro fosse il primo passo di un più vasto processo di integrazione politica. Come sempre accade, la storia ha fatto riemergere queste contraddizioni di fondo in tutta la loro drammaticità. Il collasso greco del 2010 ha esposto le ambiguità costitutive della moneta unica, e spazzato via le premesse che avevano spinto Germania e Francia ad agire in maniera coordinata. “Le istituzioni europee guidate dalla Germania – accusa l'economista – sembrano aver deciso che vincere la battaglia ideologica contro un recalcitrante governo greco di estrema sinistra sia più importante di 60 anni di consenso europeo faticosamente edificato da leader di tutto lo spettro politico. Paesi orientati a un modello di governo marcatamente statalista, come la Francia, hanno ricevuto dalla crisi greca “l'immagine di una Unione Europea intenta a imporre ai paesi membri una particolare tipologia di conservatorismo neoliberale”, anche a costo di imporre loro – e nello specifico alla Grecia - “un embargo economico di fatto ancor più brutale di quello imposto alla Russia”. La Germania, e soprattutto i creditori internazionali della cosiddetta troika, “hanno dimostrato di essere pronti al completo annichilimento della sovranità e della democrazia nazionale contro un paese membro dell'eurozona è percepito come un rischio per i meccanismi di funzionamento della moneta unica”. Infine, la Germania ha dimostrato alla Francia di essere pronta a ergersi da sola sulle questioni politiche fondamentali. L'insieme di questi fattori – conclude Vallée – prefigura una crisi fondamentale dell'unione economica e monetaria europea assai più grave di quella che sarebbe derivata da un'uscita concordata della Grecia dall'euro.

Leggi l’articolo del New York Times

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