Renzi rischia lo scontro con Bruxelles per abbassare le tasse

La rassegna della stampa internazionale a cura di Agenzia Nova sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Times, Handesblatt, Vanguardia, New York Times e Financial Times.
Renzi rischia lo scontro con Bruxelles per abbassare le tasse

Diritti gay, gli effetti della sentenza della Corte europea contro l'Italia

Washington, 22 lug - (Agenzia Nova) - La Corte europea dei diritti dell'uomo ha stabilito ieri che l'Italia non garantisce i diritti individuali e familiari delle coppie omosessuali. La sentenza – scrive la “Washington Post” – punisce l'Italia per l'assenza di un quadro legale di riconoscimento delle coppie gay. Il pronunciamento non obbliga Roma ad acquisire i matrimoni gay, ma ha comunque una portata potenzialmente storica, poiché sancisce che il mancato riconoscimento legale delle unioni tra persone dello stesso sesso costituisce a tutti gli effetti una violazione dei diritti umani. Gli effetti della sentenza – sottolinea il quotidiano Usa – saranno in ogni caso tutt'altro che immediati. La Corte estende la propria giurisdizione su oltre 800 milioni di persone e 47 paesi. Di questi, ben 23 non prevedono alcuna forma di riconoscimento formale delle coppie omosessuali. Le decisioni della corte sono tecnicamente vincolati, ma non inficiano automaticamente le leggi di rango nazionale, e assai raramente vengono immediatamente recepite dagli Stati.

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Il piano di Renzi per ridurre le tasse a rischio di scontro con Bruxelles

Londra, 22 lug - (Agenzia Nova) - L'Italia chiederà alla Commissione europea un più ampio margine di manovra per tagliare le tasse di 35 miliardi di euro nei prossimi tre anni; sulla politica fiscale, secondo il "Financial Times", potrebbe aprirsi uno scontro tra il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, e l'Unione Europea. Il capo del governo di Roma ha annunciato una "rivoluzione copernicana" nel fisco con tagli delle imposte sulle imprese a partire dal 2017 e di quelle sul reddito dal 2018.

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Italia: Renzi è il nuovo Berlusconi

Berlino, 22 lug - (Agenzia Nova) - Il premier italiano Matteo Renzi - scrive il tedesco "Sueddeutsche Zeitung" - promette agli italiani drastici tagli della pressione fiscale, proprio come l'ex premier Silvio Berlusconi. Renzi "non è un tipo da pareggio di bilancio, come il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble. (...) Il giovane presidente del Consiglio italiano preferisce affidarsi ai metodi del predecessore", a partir dal taumaturgico "Meno tasse per tutti". Renzi promette di tagliare nei prossimi anni 40 miliardi di euro di tasse a favore di famiglie e imprenditori. Questo grande progetto di politica fiscale dovrebbe partire dal prossimo anno con l'abolizione della tassa immobiliare sulla prima casa. Resta da comprendere se questi tagli verrebbero finanziati con un'improbabile riduzione della voracità dello Stato o con un maggiore indebitamento pubblico.

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Libia, ministro italiano Gentiloni chiede il coinvolgimento di tutti gli attori per stabilizzare il paese

Madrid, 22 lug - (Agenzia Nova) - "L'Italia e la comunità internazionale si sforzeranno per coinvolgere le forze libiche che non hanno ancora aderito all'accordo di unità nazionale dello scorso 12 luglio": lo ha dichiarato il ministro degli Esteri italiano, Paolo Gentiloni. L'accordo negoziato dall'Onu, ha dichiarato il ministro, è stato "un primo passo per coinvolgere le varie forze che operano in Libia, ma non tutte". Gentiloni ha ringraziato il rappresentante speciale delle Nazioni Unite in Libia, lo spagnolo Bernardino Leon, per gli "straordinari" sforzi diplomatici compiuti nel paese nordafricano, ed ha chiesto a tutte le parti in causa di sostenere l'accordo per favorire una stabilizzazione che riguarda "gli interessi del popolo libico" e aiutare "a limitare la diffusione del terrorismo", oltre ad aumentare lo "sviluppo economico" del paese. Il ministro ha infine promesso che l'Italia, insieme ad altri paesi europei, "darà un contributo molto importante" all'accordo per la Libia sulla base delle richieste che proverranno dal paese nordafricano.

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Il Comune di Roma si impegna a smantellare i campi nomadi

Londra, 22 lug - (Agenzia Nova) - Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, riferisce il quotidiano britannico "The Guardian", si è impegnato a smantellare i campi nomadi. In tali campi, secondo un rapporto del 2013 di Amnesty International, vivono circa quattromila persone, spesso senza servizi sanitari di base e acqua potabile. Gli abitanti sono esclusi dall'accesso ad alloggi di edilizia popolare, benché molti vivano in Italia da generazioni, un'esclusione condannata in sede giudiziaria come discriminatoria.

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Panorama internazionale

Washington, Barack Obama incontra il Presidente nigeriano Muhammadu Buhari (foto LaPresse)


Regno Unito: Labour, Corbyn avanza verso la leadership

Londra, 22 lug - (Agenzia Nova) - Un sondaggio di YouGov per il quotidiano britannico "The Times" dà vincente il candidato dell'ala sinistra Jeremy Corbyn nella contesa per la leadership del Labour, con un vantaggio del 53 per cento contro il 47, in uno scontro finale a due con Andy Burnham, finora considerato il favorito. L'esponente socialista, 66 anni, campione della lotta contro l'austerità, l'armamento nucleare e la guerra in Iraq, miete consensi nei sindacati e nell'elettorato più tradizionale del partito; la sua posizione potrebbe essersi rafforzata dopo l'astensione sui tagli al welfare. Critico l'editoriale del giornale conservatore: un Labour che pensa di affidarsi a Corbyn ha deciso di ignorare il messaggio degli elettori nelle ultime elezioni; non è un bene né per il partito né per il paese. Corbyn è in testa (43 per cento) anche nel confronto a quattro con Burnham (26), Yvette Cooper (20) e Liz Kendall (11). Tra gli avversari, riferisce "The Guardian", Cooper, segretaria ombra all'Interno, è stata l'unica a commentare, contestando l'attendibilità dell'indagine, effettuata su un campione di membri del Labour, sostenitori registrati e iscritti ai sindacati. Sulla testata progressista l'editorialista Rafael Behr prevede che il Labour non uscirà dalla crisi rimanendo nella sua "comfort zone"; sostiene che a dieci settimane dalla sconfitta elettorale il partito non sembra ancora aver compreso le semplici ragioni per cui ha perso: i conservatori avevano un messaggio più forte, che è stato comunicato meglio da un candidato più attraente; osserva, inoltre, che Kendall, l'unica a offrire una prospettiva, subisce la gogna dei social media, trattata come una traditrice e una cripto-conservatrice. La candidata riformista, intanto, riporta "The Telegraph", si prepara a ricevere l'appoggio dell'ex leader Tony Blair, che esorterà il partito a guardare al centro. Lo stesso giornale, in un commento di Leo McKinstry, attribuisce l'ascesa di Corbyn alla debolezza della candidatura di Burnham.

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Sindaco di Lampedusa: il Regno Unito non sta facendo abbastanza per aiutare i rifugiati

Londra, 22 lug - (Agenzia Nova) - Il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, ha criticato il Regno Unito accusandolo di non fare abbastanza per aiutare i migranti. In un discorso tenuto in Vaticano nell'ambito di una conferenza sul cambiamento climatico e la schiavitù, Nicolini, riferisce il quotidiano britannico "The Telegraph", ha esortato l'Europa ad aprire gli occhi di fronte ai "barconi della morte" del Mediterraneo e ha definito "ridicolo" l'accordo tra i paesi membri dell'Unione Europea sulla distribuzione di soli 32 mila richiedenti asilo. Un altro colpo alla risposta europea all'emergenza migrazioni è arrivato da Wil van Gemert, vice direttore dell'Europol, che in un'intervista a "The Guardian" giudica insufficienti le informazioni di intelligence raccolte in Sicilia sul traffico di esseri umani.

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Ucraina: l'Osce osserva moviment idi armi pesanti

Berlino, 22 lug - (Agenzia Nova) - Dopo l'annuncio da parte dei separatisti filo-russi del ritiro dei mezzi pesanti dal fronte nel Dobass, gli esperti internazionali dell'Osce hanno effettivamente riscontrato movimenti sul campo. "Attualmente osserviamo un più intenso movimento di armi ma questa non è una prova del ritiro annunciato", ha dichiarato il vice-direttore della missione dell'Osce, Alexander Hug, all'Agenzia di Stampa "Dpa". Secondo i dati dell'Osce, che da mesi verifica l'applicazione della tregua negoziata lo scorso febbraio a Minsk, a Donetsk i ribelli filo-russi avrebbero ritirato i primi carri armati e i primi pezzi di artiglieria dal fronte. Le esercitazioni "Rapid Trident" effettuate in territorio ucraino dagli Stati Uniti, con la partecipazione di alcuni soldati della Bundeswehr hanno però scatenato pesanti critiche da parte di Mosca.

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Obama paragona i contrari all'accordo con Teheran ai falchi della guerra in Iraq

New York, 22 lug - (Agenzia Nova) - Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha dichiarato ieri che i politici che criticano l'accordo sul nucleare iraniano siglato la scorsa settimana a Vienna si comportano allo stesso modo di quelli che un decennio fa hanno premuto per la guerra in Iraq. Intervenuto a un evento dell'Associazione dei veterani di guerra a Pittsburgh, Obama ha ribadito che gli Stati Uniti devono scegliere con convinzione la via della diplomazia, anziché quella del cieco ricorso alle armi. Obama non ha nominato il suo predecessore, George W. Bush, né il suo vicepresidente, Dick Cheney, ma il riferimento è parso comunque palese. Esortando il Congresso a non bocciare l'accordo con l'Iran, Obama ha auspicato “un metodo più intelligente e responsabile di proteggere la nostra sicurezza nazionale”, basato su una “diplomazia forte e disciplinata”.

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Usa, un nuovo approccio all'Africa

New York, 22 lug - (Agenzia Nova) - Al tramonto della sua presidenza, gravato dal peso delle scelte controverse e dei tanti fallimenti della sua amministrazione, George W. Bush trovò conforto in quella che è stata forse la pagina più felice e di maggior successo della sua agenda di politica estera: quella relativa all'Africa. Nel febbraio 2008 Bush si recò in Ruanda per raccogliere i primi frutti della sua ambiziosa politica di contrasto all'Aids, ricevendo una straordinaria e meritata accoglienza. L'amministrazione dell'ex presidente Usa investì 15 miliardi di dollari nella prevenzione dell'Aids e delle malattie infettive. Grazie alle sue politiche, le vaccinazioni nella sola Africa Subsahariana sono passata da meno di centomila a oltre due milioni. Di contro – scrive sul “New York Times” David Kampf, ex funzionario dell'Agenzia per lo sviluppo internazionale Usa – il viaggio del democratico Barack Obama in Africa, fissato per i prossimi giorni, spicca soprattutto per il disinteresse riservato a quel Continente dal primo presidente afroamericano nella storia degli Usa. Si tratta certamente di una delusione per molti osservatori africani, che però non dovrebbe trattenere il presidente dal tentare di rimediare nel poco tempo che ancora ha a disposizione. Obama – scrive Kampf – ha impostato in Africa alcune politiche lodevoli, ad esempio tramite una lungimirante allocazione di risorse per la prevenzione della violenza in Burundi, dove cresce la tensione a causa della scelto di Pierre Nkurunziza di candidarsi a un terzo mandato presidenziale a dispetto dei limiti costituzionali. Gli Usa – sostiene l'autore dell'articolo – hanno anche giocato un ruolo lodevole nel limitare i danni della sanguinosa guerra settaria della Repubblica Centrafricana. Eppure, ammette Kampf, “nessuna di queste iniziative basta anche solo a grattare la superficie delle reali possibilità statunitensi”. Nel corso della presidenza Obama, Washington ha perso una storica occasione per aggiornare “una concezione dell'Africa datata, irresponsabile e gravata da un approccio che punta a contenere il terrorismo anziché correggere i presupposti di un suo ulteriore sviluppo futuro”. E' stata persa “l'occasione di guardare oltre l'orizzonte”, e secondo Kampf l'obiezione relativa alla scarsa centralità geostrategica del Continente africano è miope e poco lungimirante. Il futuro della politica statunitense in Africa “deve essere meno legata agli aiuti e più al commercio, meno dettata da partnership profane dettate da esigenze contingenti di sicurezza e più orientata alle ordinarie relazioni di partenariato”. Soprattutto, scrive Kampf, Washington deve cessare di chiudere un occhio di fronte alle trasgressioni degli alleati e mettere al centro la difesa della democrazia e dei diritti umani. Così facendo, gli Usa dimostrerebbero di aver superato una visione paternalistica delle relazioni con l'Africa, e di trattare i paesi della regione come partner maturi e responsabili delle loro azioni.

Continua a leggere l'articolo del New York Times

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