Crisi greca, dove è finito il decisionismo di Renzi?

La rassegna della stampa internazionale a cura di Agenzia Nova sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Les Echos, Times, El Pais e Sankei Shimbun
Crisi greca, dove è finito il decisionismo di Renzi?

Il dilemma di Matteo Renzi di fronte alla crisi greca

Parigi, 16 lug - (Agenzia Nova) - "Volete la Grecia? tenetevela! Io preferisco fare le riforme": nell'uragano mediatico che si è abbattuto sull'Europa dopo il referendum greco del 5 luglio, la frase di Matteo Renzi risuona ancora come una nota stonata. A forza di voler garantire il rapporto con la Germania e di fare il possibile per minimizzare l'impatto della crisi greca sulla terza economia della zona euro, scrive sul quotidiano economico francese "Les Echos" il suo corrispondente da Roma Piedde De Gasquet, l'autoproclamato capo di fila dei riformatori europei si è autoescluso dal tavolo dei negoziati sulla Grecia. Dov'è finito il cantore della "generazione Telemaco" nel luglio 2014? Ed il suo leggendario "decisionismo"? E' come se Renzi, che aveva fatto di tutto per giocare il ruolo di "trait d'union" tra i partigiani del rigore e quelli della flessibilità, alla fine si sia improvvisamente eclissato dopo aver oscillato tra il gendarme Schaeuble ed il pompiere Hollande. "La verità è che non aveva voce in capitolo" dice a "Les Echos" una fonte del Partito democratico (Pd): "La crisi greca ha rivelato i limiti e le lacune del 'metodo Renzi' sulla scena internazionale". Una situazione, scrive De Gasquet, a cui vanno aggiunte le difficoltà incontrate nel Parlamento italiano dove il capo del governo non dispone che di una maggioranza precaria a 'geometria variabile' al Senato; e la caduta brutale del suo indice di fiducia in Italia, crollato dal 47 al 36 per cento in sei mesi secondo Ipsos. La realtà è che Renzi è stato costretto a "giocare in difesa" soprattutto a causa del rischio che un ritorno del clima di volatilità sui mercati affossi gli sforzi di risanamento dell'economia italiana, proprio quando sta cominciando a godere dei primi effetti positivi del "Jobs Act"; e poi deve ancora accelerare le riforme della giustizia, del fisco e della pubblica amministrazione per rassicurare gli investitori internazionali e fare in modo che l'Italia possa agganciarsi al treno della ripresa. In fin dei conti, conclude il corrispondente di "Les Echos", il dilemma di Renzi sulla crisi greca si spiega da un lato con le sue priorità interne e dall'altro con il peso dei partner europei: visibilmente deluso dalla mancanza di solidarietà della Francia di fronte all'eccezionale afflusso di migranti, il capo del governo italiano si è visto costretto a consolidare un rapporto privilegiato con la Germania. Insomma, con o senza la Grecia, è in Europa che l'Italia dovrà concentrare la sua prossima battaglia, quella della flessibilità per i conti dello Stato.

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Accordo sul nucleare iraniano: intervista a Federica Mogherini

Madrid, 16 lug - (Agenzia Nova) - L'Alto rappresentante per la Politica estera e di Sicurezza dell'Unione Europea (Ue), l'italiana Federica Mogherini, è stata uno dei protagonisti dell'ultima tappa dei negoziati con l'Iran a Vienna, durata 18 giorni e conclusasi martedì con l'annuncio di uno storico accordo. In una intervista al quotidiano italiano"La Repubblica", ripresa da "El Pais", Mogherini evita di entrare nei dettagli dell'accordo e preferisce analizzare il nuovo scenario geopolitico. "Questo è un accordo di non proliferazione nucleare. Contribuisce alla sicurezza e alla stabilità in una regione come il Medio Oriente, che ha un enorme bisogno di pace. Questo - spiega il capo della diplomazia europea - è già di per sé un fatto storico. Ma è il suo valore politico ad offrire uno scenario del tutto nuovo, dal momento che apre la porta a relazioni basate sulla fiducia: un sentimento assente da decenni tra la comunità internazionale e l'Iran. Le conseguenze saranno straordinarie, a beneficio di tutti, compresi anche noi europei", ha assicurato Mogherini.

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La Roma ricca chiude le porte ai migranti

Londra, 16 lug - (Agenzia Nova) - Il prefetto di Roma, Franco Gabrielli, riferisce il quotidiano britannico "The Times", ha minacciato l'uso della forza a Casale San Nicola, periferia residenziale della capitale, dopo la protesta degli abitanti e degli attivisti di estrema destra di Casa Pound, che hanno bloccato la strada che conduce a una scuola dismessa scelta per ospitare un centinaio di richiedenti asilo. Più in centro, vicino alla stazione Tiburtina, i migranti africani continuano a dormire sui marciapiedi.

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Il premier italiano Renzi in Giappone ad agosto, visiterà Hiroshima e Kyoto

Tokyo, 16 lug - (Agenzia Nova) - Il premier italiano Matteo Renzi visiterà il Giappone dal 3 al 6 agosto prossimi. Il programma della visita prevede l'incontro sol suo omologo Abe Shinzo, col quale farà anche il punto della crisi ucraina e di quella greca. Durante il suo viaggio ufficiale, Renzi dovrebbe presenziare all'annuale celebrazione presso il memoriale per la pace di Hiroshima del 6 agosto, e potrebbe recarsi anche a Kyoto, città che da cinquant'anni è gemellata alla “sua” Firenze.

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La rinascita del cinema italiano frenata dal low cost

Parigi, 16 lug - (Agenzia Nova) - Nonostante il numero record di film prodotti, i cinema italiano resta penalizzato da un calo degli investimenti e soprattutto della media dei budget a causa di una straordinaria crescita delle iniziative low cost. La prossima principale sfida ora è rappresentata dallo sbarco in Italia del leader mondiale dello streaming Netflix, nel prossimo mese di ottobre: il direttore del Centro sperimentale di cinematografia di Roma, Marcello Foti, citato dal quotidiano francese "les Echos" ricorda al governo italiano che la Francia ha ad esempio preteso da Netflix degli impegni in materia di produzione locale in cambio del permesso ad operare.

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Panorama internazionale

Il ministro delle Finanze di Atene Euclid Tsakalotos insieme con il premier ALexis Tsipras ieri sera in Parlamento (foto LaPresse)


Il parlamento greco si piega alle richieste dei creditori internazionali

New York, 16 lug - (Agenzia Nova) - Il Parlamento greco ha approvato nel corso della notte le draconiane misure di austerità previste dal terzo piano di “salvataggio” del paese ellenico, concordato dall'Eurogruppo lo scorso fine settimana. Il dibattito parlamentare e il voto si sono tenuti in un clima di fortissima tensione per le dimissioni di diversi esponenti del governo socialista del premier Alexis Tsipras e per gli scontri tra manifestanti dell'area anarchica e forze dell'ordine all'esterno delle sedi istituzionali. Le misure di austerità, che dovrebbero portare a tagli della spesa e aumenti della pressione fiscale per 9 miliardi di euro entro i prossimi tre anni, sono state approvate coi voti favorevoli di 229 parlamentari su 300.

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Tsipras vince e perde allo stesso tempo

Berlino, 16 lug - (Agenzia Nova) - Questa mattina il Parlamento di Atene ha approvato un pacchetto di leggi che contiene le richieste di austerità e di riforma dei creditori internazionali. Già prima della fine della votazione, più di 151 parlamentari avevano votato "sì". Alla fine 229 deputati hanno votato a favore, 64 sono stati i contrari e sei gli astenuti. Il premier Alexis Tsipras, tuttavia, ha perso la sua maggioranza parlamentare: fino a quel momento, infatti, la coalizione di governo contava 162 parlamentari, ma con il voto contrario di 32 deputati di Syriza e 6 astenuti, la coalizione di Tsipras si è spaccata. Tra i contrari alle proposte di riforma ci sono il ministro dell'Energia Panagiotis Lafazanis, la presidente del Parlamento Zoe Konstantipoulou e l'ex ministro delle Finanze Yanis Varoufakis.

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Meno Grecia, più Europa

Berlino, 16 lug - (Agenzia Nova) - Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble tiene fede alla sua proposta di una "Grexit temporanea": martedì il ministro delle Finanze di Berlino ha dichiarato che "molti all'interno del governo ritengono che la Grexit sarebbe stata la soluzione di gran lunga migliore". Secondo l'opinionista del quotidiano "Frankfurter Allgemeine Zeitung", Guenter Bannas, "la proposta di Schaeuble non contraddice il suo spirito europeista": anche secondo i ministri della Grande Coalizione, infatti, con la sua proposta di un'uscita della Grecia dall'eurozona, Schaeuble ha voluto creare le condizioni affinché i rimanenti Paesi dell'euro potessero "approfondire" la loro cooperazione economica. "In passato", ricorda Bannas, "era stato proprio Schaeuble a parlare di una 'Europa a due velocità'": secondo la visione del ministro, alcuni Stati dovrebbero proseguire sulla via della cooperazione politico-economica, mentre altri dovrebbero avere più tempo per adottare gli adeguamenti necessari.

Continua a leggere l'articolo del Frankfurter Allgemeine Zeitung


Regno Unito trascinato nel salvataggio greco, Cameron frustrato

Londra, 16 lug - (Agenzia Nova) - Il Regno Unito, riferisce il "Financial Times", è stato trascinato nel tentativo dell'Unione Europea di salvare la Grecia da una manovra legale della Commissione che ha irritato Londra e complicato i piani del primo ministro, David Cameron, di rinegoziare i termini dell'appartenenza all'Ue. Nonostante l'opposizione britannica, Bruxelles ha proposto di utilizzare il Meccanismo europeo di stabilità finanziaria per prestare ad Atene sette miliardi di euro necessari a far fronte a rimborsi in scadenza. Secondo fonti a lui vicine, il leader di Downing Street è "frustrato" per gli ultimi sviluppi, dopo aver promesso nella recente campagna elettorale di rimanere fuori dai salvataggi dell'area dell'euro.

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Usa: nucleare Iran, il presidente Obama sollecita il Congresso a non far sfumare una “opportunità storica”

Washington, 16 lug - (Agenzia Nova) - L'accordo raggiunto martedì a Vienna sul programma nucleare dell'Iran costituisce una “opportunità storica” per un mondo “più sicuro”. Lo ha dichiarato ieri il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, invitando il Congresso federale a non opporsi all'intesa raggiunta dalle maggiori potenze del globo. “Mi aspetto un dibattito robusto e articolato”, ha spiegato l'inquilino della Casa Bianca in vista della fase di dibattito e revisione parlamentare dell'accordo, che si protrarrà per 60 giorni. Obama si è già detto pronto ad opporre il veto a una eventuale bocciatura dell'accordo da parte del Congresso. I Repubblicani accusano l'amministrazione di non aver esercitato tutte le leve a sua disposizione per strappare all'Iran condizioni più severe. Il rischio che i conservatori riescano a coalizzare i due terzi delle Camere contro l'accordo, aggirando così il potere di veto presidenziale, appare però assai remoto.

Continua a leggere l'articolo del Washington Post

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