La strigliata di Renzi ai sostenitori del "no" greco

La rassegna della stampa internazionale a cura di Agenzia Nova sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Pais, Liberation, Washington Post.
La strigliata di Renzi ai sostenitori del "no" greco

Italia, Renzi striglia i sostenitori del "no" greco

Parigi, 9 lug - (Agenzia Nova) - La sera del referendum in Grecia, il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi non è sembrato troppo preoccupato del sostegno di una parte del suo partito alla sinistra greca espressa da Alexis Tsipras: "La sinistra del Pd, Fassina, D’Attore e gi altri sono dovuti andare fino in Grecia", ha ironizzato, "per vincere un'elezione". Renzi nondimeno ha tenuto a restare regolarmente in contatto con Tsipras: "Noi parliamo con tutti", ha sottolineato. Tuttavia si è ben guardato dallo sposare le posizioni di Syriza, in un gioco di equilibrismi per non irritare i suoi partner tedeschi: ha attribuito a Tsipras l'intera responsabilità della rottura dei negoziati con l'Unione Europea ed ha preso le distanze da quella che considera una condotta irresponsabile. Ed ai numerosi sostenitori italiani del "no" greco che, oltre alla sinistra radicale, vede riuniti la Lega nord, il Movimento 5 stelle di Beppe Grillo ed una parte della destra berlusconiana, Renzi ha lanciato una sfida: "Volete fare come la Grecia? Fate pure, se volete proporre agli italiani le code ai bancomat per ritirare 20 euro. Io invece preferisco fare le riforme e mettere l’Italia al riparo da questi scenari drammatici". Ormai il presidente del Consiglio, che ha ripetuto come "l'uscita della Grecia dall'euro sarebbe una catastrofe", vuole soprattutto una conclusione rapida dalla crisi: ha escluso che sia rimesso in discussione il debito greco e, allo stesso tempo, ha chiesto che si rimetta sul tavolo il "cantiere europeo" per una Unione più integrata e meno focalizzata sull'austerità economica e di bilancio.

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Roma ha bisogno di un guaritore

Berlino, 9 lug - (Agenzia Nova) - Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, al centro della bufera per le infiltrazioni della criminalità organizzata nella sua giunta, è stato fatto oggetto assieme alla famiglia di minacce di morte. "Non ho paura ma la situazione non è bella", ha dichiarato la compagna del sindaco. "Questo è quello che succede quando si è sindaci di una città che rischia di sprofondare in uno scandalo di corruzione". Marino è stato eletto nel 2013 per ripulire la "palude" di Mafia Capitale, ma il sindaco della capitale italiana non ha oppositori solamente nell'amministrazione pubblica: anche una parte del suo partito democratico, a partire dal premier italiano Matteo Renzi, vorrebbero che il sindaco, ormai screditato sul piano politico, facesse un passo indietro.

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Italia: ex premier Berlusconi condannato a Napoli per la compravendita di senatori

New York, 9 lug - (Agenzia Nova) - L'ex premier italiano Silvio Berlusconi è stato condannato da una corte di Napoli a tre anni di senatori con l'accusa d'aver corrotto un senatore per indebolire il governo di Romano Prodi, caduto nel 2008. I legali dell'ex premier hanno contestato un verdetto “ingiusto e ingiustificato” ed hanno annunciato che ricorreranno ai gradi superiori di giudizio. Il processo è probabilmente destinato alla prescrizione.

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L'Italia in cerca di turisti di qualità

Londra, 9 lug - (Agenzia Nova) - "Cerchiamo turisti di qualità, interessati all'arte, alla musica e al cibo", ha dichiarato il ministro dei Beni culturali e del turismo, Dario Franceschini, dopo l'episodio della coppia australiana sorpresa a consumare un rapporto sessuale su una panchina vicino Ponte Vecchio, a Firenze. L'Italia, destinazione di un crescente numero di "voli low cost che scaricano passeggeri ubriachi", aspira ad accogliere visitatori più raffinati e rispettosi, riferisce il quotidiano britannico "The Times".

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America Latina: il Papa chiede "trasparenza istituzionale" al presidente boliviano

Madrid, 9 lug - (Agenzia Nova) - Papa Francesco ha iniziato ieri pomeriggio la "tappa più nera" del suo viaggio in America Latina visitando la Bolivia, il paese più povero della regione, con un reddito pro capite di 2.500 euro annui. Il pontefice, spiega "Abc", non viaggia a La Paz per "il desiderio di incontrare il presidente Evo Morales", figura sempre molto "aggressiva e offensiva" nei confronti della Chiesa boliviana, ma perché la Bolivia è "piena di problemi antichi e nuovi", che vanno da un elevato tasso di analfabetismo alla distruzione del preziosissimo patrimonio naturale del paese. Al suo arrivo nella capitale del paese sudamericano il Papa, rivolgendosi al presidente Morales - che lo ha accolto presso l'aeroporto di El Alto - dopo aver elogiato la bellezza naturale del paese, ha chiesto "trasparenza istituzionale" e "coesione sociale" per evitare "che l'abbondanza di uno si costruisca sulla povertà di un altro". Poi ha riconosciuto che la "Bolivia sta facendo dei passi importanti per includere ampi settori della popolazione nella vita economica, sociale e politica del paese". Il Papa, però, ha avvertito che "se la crescita è solo materiale si corre sempre il rischio di "tornare a creare nuove differenze". Le parole del Pontefice, sostiene il quotidiano, sono suonate come un ammonimento al presidente Morales, affinché eviti l'opacità amministrativa e lo sfruttamento incontrollato delle risorse naturali che lascia molti boliviani nella povertà e lavori per migliorare il sistema dell'istruzione, dal momento che la Bolivia ha il più alto tasso di analfabetismo della regione.

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Panorama internazionale

Bernie Sanders (foto LaPresse)


Crisi greca: cosa vuole Atene e cosa è disposta a offrire

New York, 9 lug 09:33 - (Agenzia Nova) - Il “New York Times” prova a fare il punto della posizione del governo greco nell'ambito delle difficili trattative coi suoi creditori internazionali. Il premier Alexis Tsipras sembra agire senza un piano preciso, certo soltanto della necessità di provare a far leva sui timori dei suoi interlocutori. Quel che Atene chiede, specie dopo il referendum di domenica, è la remissione del debito contratto coi suoi creditori internazionali, in primo luogo Francia, Germania, Italia, la Banca centrale europea e il Fondo monetario internazionale, cui deve in tutto oltre 320 miliardi di euro. Più difficile, invece, individuare quali misure e contropartite Atene sia pronta ad offrire in cambio della cancellazione del debito. Il nuovo ministro delle Finanze greco, Euclid Tsakalotos, ha inviato ieri una lettera al Meccanismo europeo di stabilità (Mes) , il fondo di salvataggio continentale chiedendo un nuovo piano di salvataggio triennale per la Grecia. In cambio, Atene sarebbe disponibile a rimandare le eventuali trattative su una remissione del debito. Alla scadenza del piano triennale, Atene chiede “un finanziamento di mercato pieno e sostenibile” che le consenta di far fronte a tutte le sue esigenze di spesa. In cambio, il ministro cita la disponibilità della Grecia a intraprendere un non meglio specificato “piano organico di riforme e misure sul fronte della sostenibilità fiscale, della stabilità finanziaria e della crescita economica a lungo termine”. L'impressione è che la posizione, da entrambe le parti, non si sia mossa di un millimetro rispetto alla vigilia del referendum contro l'austerità tenuto in Grecia la scorsa settimana.

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Crisi greca: la cancelliera tedesca tra due fuochi

Berlino, 9 lug - (Agenzia Nova) - Come ex ministro, Peter Ramsauer (Csu) è abituato ad essere sottoposto ai commenti critici dell'opinione pubblica. Ma quello che sta vivendo adesso, fa sapere l'esponente della Csu, è qualcosa di insolito: "Le persone mi fermano all'aeroporto o dopo la messa per dirmi che non vogliono un altro pacchetto di salvataggio per Atene". "C'è una grande pressione dalla base", fa sapere Ramsauer, secondo cui "gli stessi elettori dell'Spd dicono di averne le tasche piene". Il coro di quelli che chiedono di respingere un terzo pacchetto di aiuti diventa sempre più rumoroso: e anche il cancellierato registra con preoccupazione questi richiami. Angela Merkel (Cdu) dipende dal suo gruppo parlamentare, anche solo per il fatto che il suo ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble, per negoziare sul programma del fondo di salvataggio Esm, necessita di un mandato del Bundestag.

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Usa: lo Stato federale intende retribuire i medici per le consulenze sul fine vita

New York, 9 lug - (Agenzia Nova) - Il programma federale Medicare, che fornisce un'assicurazione sanitaria agevolata a 55 milioni di anziani e disabili statunitensi, ha annunciato ieri un piano per il rimborso ai medici delle consulenze sul fine vita coi pazienti. La proposta rimarrà aperta la dibattito pubblico per un periodo di 60 giorni, ma la sua entrata in vigore, a partire dal prossimo gennaio, è data praticamente per scontata. La sua adozione segnerebbe la fine di un dibattito che è divampato durante l'approvazione parlamentare della riforma Affordable Care Act, nel 2013. In quell'occasione, alcuni Repubblicani, inclusa la beniamina dei Tea Party Sarah Palin, aveva paragonato l'ipotesi di consulenze sul fine vita sovvenzionate dallo Stato a “commissioni di morte” attraverso cui lo Stato si arrogherebbe in diritto di stabilire il diritto alle cure di pazienti incapaci di intendere o volere. La misura approvata dal Medicare, però, è stata sollecitata a lungo da un gran numero di pazienti, famiglie e fornitori di prestazioni mediche che esprimono un parere opposto, e ritengono quello all'interruzione della vita un diritto fondamentale dei malati.

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Presidenziali Usa: il socialista Sanders può davvero mettere in difficoltà Hillary Clinton?

New York, 9 lug - (Agenzia Nova) - La candidatura del socialista 73enne Bernie Sanders alla presidenza degli Stati Uniti ha sollevato un enorme clamore mediatico. Il senatore del Vermont si è imposto come un punto di riferimento per quella parte dell'elettorato ultra-progressista del Partito democratico che non apprezza Hillary Clinton né la sua ipoteca sul partito a suon di denaro e soverchianti campagne mediatiche. Secondo il “Wall Street Journal”, però, il fenomeno Sanders non ha alcuna reale possibilità di contestare la nomina presidenziale democratica alla ex first lady e segretaria di Stato, che pare già proiettata alla Casa Bianca in virtù dell'appoggio simultaneo di una parte id Wall Street, dei media mainstream e di un elettorato democratico in gran parte impermeabile agli scandali che gravano sulla candidata. Secondo il quotidiano, Sanders merita un applauso per aver tentato di opporsi alla candidata unica del Partito democratico: il problema, però, è che Sanders “non è una candidato plausibile alla presidenza”: la sua carriera politico-amministrativa non si è mai spinta oltre la città di Burlington, ed è cassata 26 anni fa. Da senatore, si è distinto più come “disturbatore professionista” che come legislatore. E agli occhi dei Democratici, il suo miglior pregio è il coraggio di esprimere con la massima convinzione e trasparenza il sogno proibito dell'elettorato di sinistra, che ormai hanno preso piede tra i rappresentanti mainstream del Partito: meno diseguaglianze attraverso un colossale aumento delle tasse. Sanders “è fermamente convinto che lo Stato non sia abbastanza grande, che il welfare dovrebbe essere assai più generoso e che il libero commercio costituisca un tradimento del lavoratore americano”. Ammira il partito greco Syriza e tifa per Atene contro le condizioni dei creditori internazionali. Si tratta di posizioni che lo mettono in sintonia col cuore dell'elettorato democratico, ma che farebbero della nomina di Sanders una scommessa probabilmente perdente alle elezioni contro un candidato repubblicano.

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Tunisia, un muro per impedire l'afflusso di terroristi dalla Libia

Washington, 9 lug - (Agenzia Nova) - Il governo tunisino ha autorizzato un piano per la realizzazione di una barriera lunga 170 chilometri lungo il confine con la Libia, una misura disperata che nelle intenzioni del governo di Tunisi dovrebbe ostacolare l'afflusso di terroristi da quel paese nordafricano e prevenire scioccanti attacchi terroristici come quello del mese scorso, presso una località turistica balneare a Susa. Solo una parte dei circa 450 chilometri del confine tra Tunisia e Libia sarà interessata dalla costruzione di questa struttura, un muro di sabbia alto oltre 2 metri che andrà dalla città di Ras Jedir, sulla costa del Mediterraneo, a Dehiba, nel sud del paese, e che dovrebbe essere terminata entro la fine del 2015. Il progetto è stato annunciato ieri dal primo ministro tunisino Habib Essid, che ha descritto il caos libico come “il più grande dilemma” fronteggiato dal suo paese. Seifeddine Rezgui, il terrorista tunisino che ha ucciso 38 persone a Susa, sarebbe stato addestrato in libia dal gruppo islamista Ansar al Sharia. L'attentato è stato rivendicato dallo Stato islamico.

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