Perché il contagio greco è qualcosa di cui non aver paura

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di New York Times, Figaro, Guardian e Spiegel.
Perché il contagio greco è qualcosa di cui non aver paura

POLITICA


 

Il governo italiano nega il rischio contagio, ma rivolge un appello a tenere la Grecia nell'eurozona

New York, 7 lug 08:37 - (Agenzia Nova) - Il governo italiano ha rivolto ieri un appello ai creditori di Atene affinché riprendano i negoziati con la Grecia, nonostante quest'ultima si sia dimostrata refrattaria a qualunque proposta di riforma e abbia votato un referendum domenica contro le politiche di austerità chieste a garanzia dei suoi crediti. A chiedere che la Grecia venga mantenuta nell'area dell'euro è stato Sandro Gozi, sottosegretario della presidenza del Consiglio con delega agli affari europei. Intervistato da Sky Italia, Gozi ha dichiarato che sino ad oggi quello tra la Grecia e i suoi creditori è stato un “dialogo tra sordi” per responsabilità di tutti. “E' necessario uno sforzo per comprendere l'altrui punto di vista”, ha dichiarato il politico. Nel frattempo, il ministro delle Finanze Pier Carlo Padoan ha accolto le dimissioni del suo omologo greco Yanis Varoufakis, che verrà sostituito da Euclid Tsakalotos, come un decisivo segnale di apertura da parte di Atene, e ha auspicato un approccio più costruttivo da parte del governo greco. Nonostante gli avvertimenti della vigilia del referendum, insomma, l'eurozona pare ancora disposta a tutto per di non misurarsi con una Grexit.

Leggi l’articolo del New York Times

 

Crisi greca: Matteo Renzi si offre come mediatore

Parigi, 7 lug 08:37 - (Agenzia Nova) - Tra Angela Merkel e Alexis Tsipras, oggi Matteo Renzi si offre come mediatore. Il primo ministro italiano ha moltiplicato le critiche al binomio Angela Merkel/François Hollande: "Gliel'ho detto, abbandonate il formato a due, ormai è necessario coinvolgere l'insieme dei leader e delle istituzioni europee" ha ripetuto ed intende riaffermarlo al vertice straordinario di oggi a Bruxelles. E chi meglio di lui potrebbe giocare il ruolo di intermediario? "Ho parlato con Tsipras al telefono diverse volte negli ultimi giorni e lui stesso mi ha chiesto di svolgere questo ruolo". Nella sua visita a Berlino il 1° luglio Renzi era parso sposare senza sfumature la linea dura della cancelliera tedesca; ciononostante oggi si dice persuaso che "l'Italia può essere al centro di nuovi negoziati, come l'interlocutore più credibile sia per Syriza che per Berlino". Comunque gli servirà ottenere l'investitura in tal senso da parte degli altri leader europei; ma Renzi pensa di riuscire a convincerli e pensa ancora che un accordo tra la Grecia e la troika sia "a portata di mano" e che lo si possa firmare "subito, domani stesso". Non rompere, non irrigidire le posizioni da una parte e dall'altra, salvare la Grecia: secondo il capo del governo italiano da ciò dipende il destino dell'Europa, anche se a suo parere "il referendum è stato un errore" e lui stesso in passato non ha risparmiato le critiche ad Alexis Tsipras. Insomma il quotidiano francese "Le Figaro" sembra credere nel possibile ruolo di mediatore del leader italiano ed è arrivato a titolare "Renzi e Draghi possono impedire la catastrofe" l'articolo in cui presenta l'opinione in tal senso espressa da Charles Wyplosz, professore di Economia internazionale all'Istituto di alti studi e dello sviluppo (Iheid) di Ginevra e direttore del Centro internazionale di studi monetari e bancari.

Leggi l’articolo del Figaro

 

Ignazio Marino: come sindaco ho rafforzato l'azione per la trasparenza

Londra, 7 lug 08:37 - (Agenzia Nova) - Il "Financial Times" pubblica una lettera di Ignazio Marino, sindaco di Roma. In riferimento a un recente articolo del giornale, l'esponente del Partito democratico precisa che i fatti al centro delle inchieste di corruzione che vanno sotto il nome di "Mafia capitale" risalgono a prima dell'insediamento della sua giunta e che la sua amministrazione ha rafforzato l'azione in materia di trasparenza.

Leggi l’articolo del Financial Times

 

 

ECONOMIA


 

La Grecia è il problema più "rumoroso" dell'eurozona, ma non è l'unico

Berlino, 7 lug 08:37 - (Agenzia Nova) - Il "no" perentorio dei greci alle condizioni poste dai creditori internazionali sottolinea il fallimento di una politica che dal 2009 ha combattuto il problema degli interessi solo con il denaro a basso costo e con debiti sempre più alti, in Grecia, ma anche in tutti gli altri paesi più in crisi dell'eurozona. A scriverlo è il tedesco "Spiegel". E' vero che la Grecia rappresenta al momento il problema più "fragoroso" dell'eurozona, ma anche in paesi come Irlanda, Portogallo, Spagna e Italia "esiste un pressante problema di sostenibilità del debito". In Irlanda, Portogallo e Spagna l'indebitamento complessivo dello Stato e del settore privato si aggira sullo stesso livello di quello greco.

Leggi l’articolo dello Spiegel

 

Grecia: il contagio non è più qualcosa di cui aver paura

Londra, 7 lug 08:37 - (Agenzia Nova) - Secondo un'analisi economica di Philip Aldrick sul quotidiano britannico "The Times", la Grecia è più vicina che mai all'uscita dall'area dell'euro, ma gli altri paesi a rischio dell'unione monetaria – Portogallo, Spagna e Italia – sono in condizioni migliori rispetto a qualche anno fa. La conclusione è che non bisogna temere il contagio. Sullo stesso giornale, un'analisi politica di Charles Bremner si sofferma, invece, sulle reazioni europee, dividendo gli interlocutori di Atene tra oltranzisti, mediatori e simpatizzanti: tra questi ultimi è compreso anche il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi. Anche Bill Emmott sul "Financial Times" osserva una sorprendente solidarietà degli altri Stati membri dell'eurozona rispetto alla crisi greca, anche se a gioire del risultato del referendum indetto da Alexis Tsipras sono stati soprattutto il Fronte nazionale in Francia, il Movimento 5 stelle e la Lega Nord in Italia e Podemos in Spagna.

Leggi l’articolo del Times

 

La banca centrale cinese entra nel capitale di UniCredit e di Mps

Parigi, 7 lug 08:37 - (Agenzia Nova) - L'autorità italiana di controllo sei mercati finanziari (Consob) lunedì ha annunciato che la banca centrale cinese ha acquistato delle partecipazioni del 2 per cento nel capitale di due banche italiane, UniCredit e Monte dei Paschi di Siena (Mps). La Banca popolare di Cina (PBoC) detiene già il 2 per cento di altre due banche italiane, Intesa Sanpaolo e Mediobanca.

Leggi l’articolo dell’Echos

 

 

SOCIETA’


 

Emergenza migrazioni, nei barconi dei migranti anche terroristi dell'Isis

Washington, 7 lug 08:37 - (Agenzia Nova) - I barconi impiegati dai trafficanti di esseri umani per trasportare i migranti attraverso il Mediterraneo vengono sfruttati anche dai terroristi dello Stato islamico per infiltrarsi in Europa. A denunciarlo, rivestendo di un'aura di ufficialità un timore espresso a più riprese dall'inizio della crisi, è stato il procuratore generale dell'Unione Europea e direttore dell'agenzia di cooperazioni giuridica europea Eurojust, Michele Coninsx. Il funzionario ha riferito alla stampa di aver ricevuto l'informazione nell'ambito degli sforzi dell'agenzia tesi ad assistere i paesi Ue a gestire la sfida dell'immigrazione clandestina. La Coninsx ha dichiarato che non è ancora chiaro quanti terroristi si siano infiltrati in Europa lungo le rotte migratorie che attraversano il Mediterraneo, ma ha anche confermato che le organizzazioni terroristiche che operano in Nordafrica, incluso l'Isis, sfruttano i proventi del traffico di esseri umani per finanziare le loro attività illecite.

Leggi l’articolo del Washington Post

 

 

PANORAMA INTERNAZIONALE


 

Crisi greca: l'Europa dovrebbe trasformare il referendum greco in una opportunità

Madrid, 7 lug 08:37 - (Agenzia Nova) - Sia la Grecia che il resto della zona euro dovrebbero guardare al referendum greco come a "un'opportunità per ripensare un progetto europeo che non funziona bene", sostiene un editoriale del quotidiano spagnolo "Expansion". I paesi dell'eurozona dovrebbero trovare un'intesa su un percorso “il meno doloroso possibile" che accompagni la Grecia fuori dall'euro, una soluzione dolorosa ma che a questo punto sarebbe il male minore per la popolazione greca, e che consentirebbe di stabilire un precedente normato che regoli un'eventuale uscita dal consorzio della moneta unica. L'attuale crisi, spiega il quotidiano, potrebbe essere insomma l'occasione per flessibilizzare l'architettura dell'euro, superando quel principio di irreversibilità per sua stessa natura utopico e per evitare in futuro tensioni e paure come quelle che accompagnano la crisi attuale. Per il momento, però, tutto ciò che interessa ai leader della zona euro è evitare di compiere qualsiasi passo che possa apparire una "ricompensa" alla Grecia e al suo premier, Alexis Tsipras. L'Europa sa che altri suo paesi membri hanno accetatto il calice amaro delle riforme e dell'austerità per onorare i loro debiti, e continuare a sussidiare la Grecia nelle condizioni attuali significherebbe inficiare gli sforzi compiuti dagli altri Stati. Il rischio è che in paesi come Irlanda, Portogallo, Spagna e Italia una vittoria della sinistra greca di Syriza inneschi l'ascesa di analoghe formazioni populiste e contrarie all'austerità. L'ultima cosa che l'Unione Europea vuole - scrive "Expansione" - è che il partito di Tsipras venga percepito come un “vincitore”.

Leggi l’articolo dell’Expansion

 

L'Eurozona cerca di trovare una risposta congiunta al referendum greco

Londra, 7 lug 08:37 - (Agenzia Nova) - Crisi greca in primo piano anche sulla stampa britannica. L'area dell'euro fatica a trovare una risposta congiunta dopo il referendum, riferisce il quotidiano "The Guardian". I leader sono divisi: la Germania e la Commissione europea sono stanche di trattare con la Grecia, mentre la Francia, l'Italia e la Spagna sono impazienti di raggiungere un accordo. La divisione è sottolineata anche dal settimanale "The Economist", che sintetizza le divergenze tra Berlino e Parigi nel titolo "Nein vs peut-être" ("No contro forse"). In evidenza su "The Times" e "The Independent" le posizioni dei sostenitori della linea dura. La Germania ha detto alla Grecia che l'unica concessione che può aspettarsi è un aiuto umanitario di emergenza, mentre i Paesi Bassi hanno lanciato un ultimatum: Atene decida immediatamente se restare o no nell'area dell'euro. La Banca centrale europea, riferisce "The Telegraph", ha inasprito le condizioni di liquidità del sistema bancario greco.

Leggi l’articolo del Guardian

 

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