Quale futuro per i figli della crisi?

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di New York Times, Bloomberg Business Week, Pais e Figaro.

Quale futuro per i figli della crisi?

POLITICA


 

Matteo Renzi non prevede che la Grecia uscirà dall'euro

Parigi, 3 lug 08:30 - (Agenzia Nova) - Il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, giovedì sera ha dichiarato di non prevedere che la Grecia esca dall'euro: "A mio parere, la Grecia non lascerà l'euro", ha detto in un'intervista alla Rai. Secondo Renzi, Atene ed i suoi creditori devono riprendere i negoziati quale che sia il risultato del referendum organizzato per domenica nel paese sulla questione del debito: "La Grecia", ha detto, "dovrà in ogni caso tornare al tavolo delle trattative e negoziare un programma di aiuti".

Leggi l’articolo dell’Echos

 

Berlusconi si prepara a uscire dalla politica, ma promette di nominare "un erede"

Londra, 3 lug 08:30 - (Agenzia Nova) - Silvio Berlusconi, 78 anni, tre volte presidente del Consiglio italiano, sembra aver deciso di "gettare la spugna": il leader di Forza Italia, riferisce il quotidiano britannico "The Independent", ha annunciato di voler fondare un nuovo partito dei moderati, ma ha aggiunto che non sarà lui a guidarlo. Ha anche detto che la leadership andrà a "uno dei suoi eredi" e di avere due o tre nomi in mente.

Leggi l’articolo dell’Independent

 

Elsa Fornero: "Dobbiamo ispirarci al modello svedese"

Parigi, 3 lug 08:30 - (Agenzia Nova) - Il quotidiano economico francese "Les Echos" pubblica oggi un'intervista realizzata dal suo corrispondente da Roa Pierre De Gasquet, con l'ex ministra italiana del Lavoro, Elsa Fornero, che per il mercato del lavoro e le pensioni nei paesi europei suggerisce il modello di "flexisicurity" svedese.

Leggi l’articolo dell’Echos

 

 

ECONOMIA


 

Il futuro gramo dei figli greci e italiani della crisi

New York, 3 lug 08:30 - (Agenzia Nova) - “Bloomberg” paragona il “destino economico” dei bambini nati in Germania, Italia e Grecia nel biennio 2008-2009, all'apice della crisi finanziaria che ha prostrato tanti paesi europei. I greci e gli italiani dovranno attendere più che in qualunque altro paese europeo (rispettivamente 18 e 17 anni) prima di veder tornare il loro paese ai livelli di ricchezza toccati prima della crisi: di contro, i bambini tedeschi nati in Germania hanno visto il loro paese riprendersi dalla crisi in appena due anni. Grecia e Italia sono purtroppo molto simili anche sotto altri aspetti: entrambi i paesi non recupereranno l'occupazione perduta negli anni di crisi prima del 2020, e forse anche più tardi. Entrambi hanno visto evaporare durante la crisi una quota significativa del loro tessuto industriale e manifatturiero, e crescere di contro il settore primario della loro economia, in particolare l'agricoltura. La Germania, invece, esibisce tendente opposte. La Grecia ha anche un gravissimo problema di povertà minorile, che oggi interessa oltre il 60 per cento dei nati negli anni della crisi. In Italia la percentuale è relativamente elevata (superiore al 30 per cento) mentre in Germania è vicina al 20 per cento.

Leggi l’articolo del Bloomberg Business Week

 

Visco: l'Italia dovrà crescere di più per affrontare le turbolenze

Parigi, 3 lug 08:30 - (Agenzia Nova) - Il governatore della Banca d'Italia, Ignazio Visco, giovedì ha dichiarato che il so paese ha bisogno di una crescita economica più vigorosa per rendere il suo enorme debito pubblico più sopportabile e per essere meglio in grado di fronteggiare le turbolenze dei mercati che potrebbero risultare dalla crisi greca. Rapportato al Pil, ricorda il quotidiano economico francese "Les Echos", il debito pubblico italiano è il secondo più elevato dell'Eurozona dopo quello della Grecia.

Leggi l’articolo del Figaro

 

Le riforme possono contribuire a ridurre la montagna di prestiti non performanti

Londra, 3 lug 08:30 - (Agenzia Nova) - La procedura di bancarotta in Italia è lentissima e di solito finisce con una liquidazione e non con una ristrutturazione, osserva il settimanale britannico "The Economist". Il ministero della Giustizia ha istituito una commissione incaricata di elaborare proposte per una radicale riforma. Il rapporto dei commissari è atteso per dicembre. Nel frattempo, il governo ha varato la scorsa settimana un decreto di emergenza finalizzato a sbloccare la cessione dei crediti inesigibili che gravano sulle banche.

Leggi l’articolo dell’Economist

 

 

SOCIETA’


 

Immigrazione: gli italiani considerano gli sbarchi di migranti una minaccia

Madrid, 3 lug 08:30 - (Agenzia Nova) - Secondo gli ultimi sondaggi, il 60,3 per cento dei cittadini italiani considera il massiccio afflusso di migranti nel paese "minaccia", e il 67,3 per cento dichiara di non essere disposto ad offrire una seconda casa per accogliere i profughi. Anche le politiche di inclusione e di integrazione nel tessuto sociale degli immigrati nel paese da tempo hanno iniziato a risentire della sfiducia e delle preoccupazioni dei cittadini. Con la crisi economica e la disoccupazione al 12 per cento, la voce dei più movimenti populisti, in particolare del Movimento 5 stelle e la Lega Nord, riesce facilmente a trovare consensi. Una parte dei presidenti delle regioni settentrionali si è opposta all'idea di accogliere nel proprio territorio altri immigrati sbarcati nell'Italia meridionale.

Leggi l’articolo del Pais

 

Italia: dal Coni via libera alla candidatura per le Olimpiadi 2024

New York, 3 lug 08:30 - (Agenzia Nova) - Il Comitato olimpico nazionale italiano (Coni) ha formalmente appoggiato la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2024. I 64 membri del comitato hanno votato all'unanimità a favore della candidatura durante un meeting organizzato ieri a Milano. Tra le rivali della capitale italiana figurano Boston, Amburgo e Parigi.

Leggi l’articolo del New York Times

 

 

PANORAMA INTERNAZIONALE


 

Crisi greca, Tsipras apprende a sue spese la prima lezione dell'Europa: non metterti contro la Merkel

New York, 3 lug 08:30 - (Agenzia Nova) - Il destino del premier greco Alexis Tsipras potrebbe essere segnato per una ragione ben precisa, scrive Matthew Campbell su “Bloomberg”: il leader di Syriza “ha violato la regola basilare della sopravvivenza politica in Europa, quella che impone la deferenza a Angela Merkel”. La disapprovazione della cancelliera tedesca – scrive l'opinionista – ha già pesato come una stimmate esiziale sul capo di altri importanti leader politici europei, dall'italiano Silvio Berlusconi al greco Georg Papandreou. “Rifiutare di giocare a palla con la Merkel – ricorda Campbell – costò caro a Berlusconi, che pure era sopravvissuto a una lunga scia di scandali e inchieste giudiziarie. Fu proprio la Merkel, attraverso i legislatori del suo partito cristiano democratico, a sollecitare nel 2011 le dimissioni di Berlusconi che giunsero puntualmente pochi giorni dopo”. Papandreou subì la stessa sorte quando osò prospettare un referendum sulle misure di salvataggio della troika. E soltanto due giorni fa, il ministro delle Finanze tedesco del governo Merkel, Wolfgang Schaeuble, ha apertamente dichiarato che la prosecuzione delle trattative con la Grecia richiede la fine del governo Tsipras: parole che alla luce dei precedenti suonano alla stregua di una condanna senza appello.

Leggi l’articolo del Bloomberg Business Week

 

Come l'Europa spreca il potenziale dei suoi immigrati

Berlino, 3 lug 08:30 - (Agenzia Nova) - L'Europa - scrive il quotidiano tedesco "Sueddeutsche Zeitung" - dovrebbe fare come gli Stati Uniti, un paese che sa attingere al potenziale del fenomeno migratorio. "Qui non vogliono vedere il bene in noi", afferma un immigrato ghanese nella città siciliana di Catania. Yahya, questo il suo nome, è arrivato in Europa quattro anni fa via mare come centinaia di migliaia di altri africani: ambizioso, intelligente e desideroso di imparare, vuole diventare ingegnere elettrotecnico. Ma per lui sarà quasi impossibile realizzare il suo sogno, perché non è un richiedente asilo ma un migrante, un "immigrato economico". Sugli immigrati come Yahya si è concentrata l'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico (Ocse) che ieri ha pubblicato uno studio proprio sulla questione: la prima vera indagine internazionale sul tema migrazione, incentrata non sui rifugiati politici ma sulle persone che lasciano il loro paese per diversi motivi, perlopiù economici, e per trovare lavoro.

Leggi l’articolo del Sueddeutsche Zeitung

 

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