I "buoni frutti" delle riforme secondo Padoan, e l'Europa spaccata sui migranti

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Economist, Figaro, El Mundo, Washington Post, Financial Times, Guardian, Expansion, Bloomberg Businessweek.
I "buoni frutti" delle riforme secondo Padoan, e l'Europa spaccata sui migranti

Padoan: le riforme e la politica fiscale hanno già dato buoni frutti
Londra, 26 giu 08:30 - (Agenzia Nova) - Con una lettera al "Financial Times", il ministro italiano dell'Economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan, interviene su un recente commento riguardante i rischi che gravano sull'Italia a causa della mancanza di competitività. L'esponente del governo Renzi afferma che dal 2011 è stato intrapreso un percorso a due livelli: riforme strutturali radicali, a cominciare da quella delle pensioni, e risanamento delle finanze pubbliche. Ricorda, poi, in particolare, tutte le riforme dell'ultimo anno, "non un programma, ma una lista di risultati". Per quanto riguarda la previdenza, sullo stesso giornale, un'analisi mette a confronto le recenti politiche di vari governi europei che, pur partendo da posizioni ideologiche diverse, hanno tutelato gli anziani dall'austerità.

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Grexit: i leader dell'Ue puntano a un accordo con la Grecia nella giornata di domani
Madrid, 26 giu 08:30 - (Agenzia Nova) - I leader dell'Unione Europea hanno indicato domani, sabato - giornata in cui si terrà la V riunione straordinaria dell'Eurogruppo dedicata alla Grecia in dieci giorni - come la data chiave per giungere finalmente a un accordo tra Atene e i suoi creditori. "Siamo stati unanimi nel constatare che il lavoro deve continuare con le tre istituzioni internazionali, l'Eurogruppo e la Grecia e che l'Eurogruppo di domani dovrebbe avere un significato decisivo", ha affermato il cancelliere tedesco Angela Merkel. Il presidente francese Francois Hollande si è espresso in termini analoghi, sottolineando l'importanza del vertice di domani. "Questo incontro è di fondamentale importanza perché siamo alla vigilia della scadenza (del piano di salvataggio per la Grecia, ndr), che è il 30 giugno, quando le autorità greche dovrebbero far fronte alle proprie fatture", ha spiegato Hollande. "Penso che il giorno decisivo sarà sabato. Sono fiducioso e credo che potremo raggiungere un accordo", ha affermato il primo ministro italiano, Matteo Renzi, il quale ha aggiunto che il modo di approcciarsi adesso al "problema greco è molto difficile per diverse ragioni".

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I leader europei chiedono un giro di vite contro l'immigrazione illegale
Washington, 26 giu 08:30 - (Agenzia Nova) - Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha chiesto ieri a Bruxelles una risposta più severa al fenomeno dell'immigrazione economica clandestina, che costituisce una quota maggioritaria dei flussi migratori in arrivo da Nordafrica e Medio Oriente. “Dobbiamo contenere l'immigrazione illegale e questa dovrebbe essere la nostra priorità”, ha dichiarato Tusk durante un summit che come da previsioni, non ha portato ad alcun progresso concreto nella gestione comune dei flussi migratori da parte dei paesi dell'Ue. “Tutti coloro che non hanno diritto all'asilo non devono avere alcuna garanzia di poter rimanere in Europa”, ha dichiarato il presidente. Nel frattempo, l'emergenza migratoria continua, con le strutture ricettive di Grecia e Italia ormai al collasso e la stagione migratoria estiva appena agli inizi. E la crisi sta creando spaccature sempre più profonde all'interno dell'Unione, dove l'Ungheria ha annunciato l'intenzione di costruire un muro lungo i confine con la Serbia e ha di fatto sospeso l'attuazione degli accordi di Dublino. “Nei prossimi anni milioni di persone si metteranno in cammino verso l'Europa, se solo sarà data loro l'impressione di avere una chance di entrare. I migranti economici non vanno portati in Ungheria, ma allontanati”, ha dichiarato il premier ungherese Viktor Orban.

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Europa: la crisi migratoria si sta trasformando in una crisi d'identità
New York, 26 giu 08:30 - (Agenzia Nova) - Gli europei hanno navigato per secoli verso l'Africa alla conquista di terre e risorse. Oggi, scrive il “New York Times”, i rapporti si sono invertiti ed è il Vecchio continente a fronteggiare una “invasione” che promette di ridisegnarne il volto socio-identitario. Di fronte alle dirompenti dinamiche migratorie degli ultimi anni, in Europa ha ripreso progressivamente piede la xenofobia rappresentata, secondo il quotidiano “dai partiti di destra che che si oppongono all'immigrazione e chiedono la chiusura delle frontiere”. Soltanto la scorsa settimana, gli elettori della Danimarca hanno mandato a casa il loro governo di centrosinistra e premiato il Partito del popolo di destra, che come il Front national francese e l'Ukip britannico è connotato da un forte carattere nazionalista. In una intervista al quotidiano “The Guardian”, il premier italiano Matteo Renzi ha avvertito che “se l'egoismo e la paura avranno la meglio”, saranno a rischio i valori fondamentali che stanno alla base del progetto europeo.

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Carnevale romano
Londra, 26 giu 08:30 - (Agenzia Nova) - Alcuni recenti scandali, secondo il settimanale britannico "The Economist", minacciano la credibilità del governo riformista italiano guidato da Matteo Renzi. È il caso della bancarotta fraudolenta della Casa Divina Provvidenza, in cui è indagato il senatore Antonio Azzollini del Nuovo centrodestra, partito che fa parte della maggioranza di coalizione. Alle inchieste siciliane si aggiungono quelle romane. Non ci sono accuse contro il sindaco, Ignazio Marino, ma la sua gestione della vicenda è apparsa spesso goffa e circolano voci sul desiderio di Renzi di sostituirlo. Il tema della corruzione nella capitale, a pochi mesi dal Giubileo straordinario, è particolarmente delicato.

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Panorama internazionale

La Corte suprema americana ha salvato l'Obamacare (foto LaPresse)


Europa: Rajoy incontra Rutte in piena lotta per ottenere la guida dell'Eurogruppo
Madrid, 26 giu 09:42 - (Agenzia Nova) - Il primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy, ieri ha rafforzato la sua offensiva diplomatica per collocare il ministro spagnolo dell'Economia, Luis de Guindos, a capo dell'Eurogruppo, l'organismo che riunisce i ministri delle Finanze dei paesi della zona euro. Per questo Rajoy ha tenuto due riunioni bilaterali a Bruxelles: una pubblica, con la cancelliera tedesca Angela Merkel, sua principale alleata in questa battaglia. E un'altra, che però non è stata annunciata ufficialmente, con il suo principale avversario nella disputa, il primo ministro olandese Mark Rutte. L'Olanda punta infatti a riconfermare nel suo incarico Jeroen Dijsselbloem, il suo ministro delle finanze e attuale presidente dell'Eurogruppo.

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Cervelli migranti
Londra, 26 giu 09:42 - (Agenzia Nova) - Alcuni paesi pensano di poter calcolare i costi dell'emigrazione, ad esempio sulla base dei brevetti scientifici e tecnici registrati dagli inventori in paesi diversi da quello di origine. Secondo i dati dell'Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale, tra il 2007 e il 2012 il 16,4 per cento degli italiani che hanno registrato brevetti lo ha fatto all'estero.

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Francia, Hollande chiede la chiusura di UberPop
Parigi, 26 giu 09:42 - (Agenzia Nova) - La giornata di mobilitazione dei tassisti francesi (ma c'erano anche dei belgi) giovedì a Parigi ed in diverse altre città convocata contro UberPop, il servizio di trasporto urbano della piattaforma web dell società statunitense Uber che utilizza autisti non professionisti, è stata caratterizzata da numerosi atti di violenza: sette poliziotti feriti, 70 auto date alle fiamme, una decina di arresti tra i manifestanti. Certo i tassisti hanno dato una prova di forza, ma al costo dire una terribile immagine della Francia che ha fatto il giro del mondo delle televisioni e dei siti sociali su internet. Nel merito dello scontro sociale, a parte le dichiarazioni di prammatica per condannare le violenze, il governo è stato preso di sorpresa ed ha mostrato tutta la sua impotenza. Nel pomeriggio il ministro dell'Interno, Bernard Cazeneuve, aveva aveva definito "illegale" UberPop ricevendo i rappresentanti dei tassisti: ma senza riuscire a calmarli. Perché infatti l'esecutivo non è in grado di bloccare Uber: l'applicazione è ancora attiva su internet, i suoi clienti vi si connettono come prima, e gli autisti Uber sono nelle strade non solo di Parigi ma anche di Marsiglia, di Strasborgo, di Nantes e di altre quattro città. Anche il presidente della Repubblica, Francois Hollande, è sceso in campo. A Bruxelles per il vertice del Consiglio europeo ieri notte ha ovviamente condannato gli atti di violenza commessi dai tassisti, ma ha aggiunto di comprendere la loro "esasperazione": "UberPop deve essere dissolto e dichiarato illegale e le sue vetture devono essere sequestrate" ha minacciato; salvo aggiungere che "il governo non può farlo", perché questo è "compito della magistratura". Da parte sua Uber si difende: "Non siamo contro i tassisti" afferma il rappresentante per la Francia, Thibaud Simphal, spiegando che la società ha un sua propria distinta clientela fatta di giovani che non utilizzano i taxi tradizionali; e annunciando l'intenzione di espandere il servizio a tutte le città francesi con oltre 100 mila abitanti, una sessantina. Insomma, ne conclude il quotidiano "Le Figaro", Uber è qui per restare: nonostante la rivolta dei tassisti che è solo l'ultimo episodio della antica storia dei conflitti sociali provocati dal progresso tecnologico e dall'accelerazione della concorrenza.

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Regno Unito: Cameron abbandona l'obiettivo delle modifiche ai trattati dell'Ue prima del referendum sulla Brexit
Londra, 26 giu 09:42 - (Agenzia Nova) - Ampia pagina europea sulla stampa britannica. Il premier del Regno Unito, David Cameron, ha ammesso che il referendum sull'appartenenza all'Ue, promesso per il 2017, potrebbe svolgersi prima di eventuali modifiche ai trattati, per le quali potrebbero volerci anni. Per l'editorialista del "Financial Times" Philip Stephens, la promessa del voto referendario sull'appartenenza europea è sempre stata rischiosa, ma la posta in gioco è aumentata. Il resto d'Europa non vuole vedere uscire i britannici dall'Unione, ma per quest'ultima la conseguenza sarebbe una fase di confusione, per la Gran Bretagna, invece, la scelta è diventata esistenziale: se il Regno Unito lascerà l'Unione Europea, la Scozia lascerà il Regno Unito; quest'ultimo non sopravviverebbe alla Brexit nella sua forma attuale. Un editoriale non firmato del quotidiano "The Times", attribuibile alla direzione, guarda con un certo ottimismo all'avvio delle trattative: anche se ci sono ancora molti ostacoli sulla strada del cambiamento, l'Ue sta finalmente cominciando ad affrontare la prospettiva di una rinegoziazione dei termini dell'appartenenza britannica. "The Telegraph" passa in rassegna le posizioni dei diversi Stati membri sulle istanze di Londra, che riguardano la riappropriazione di sovranità e l'esenzione dall'obiettivo di "un'unione sempre più stretta"; la promozione della competitività attraverso lo snellimento della burocrazia e la firma di accordi commerciali; il rafforzamento della posizione britannica al di fuori dell'area dell'euro e il controllo dell'immigrazione mediante la limitazioni dei benefit sociali per i lavoratori immigrati.

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Stati Uniti, la Corte Suprema salva l'impianto della riforma Obamacare
Washington, 26 giu 09:42 - (Agenzia Nova) - La Corte Suprema statunitense si è espressa per la terza volta - forse l'ultima - in merito all'impianto della riforma della sanità Affordable Care Act, soprannominata “Obamacare” poiché costituisce un pilastro della politica domestica del presidente in carica, Barack Obama. La Giustizia statunitense era stata chiamata ad esprimersi in merito all'applicazione della riforma da parte del governo federale, che violava, almeno formalmente, un importante passaggio del testo di legge. Il governo federale, infatti, ha istituito un proprio meccanismo di emissione delle polizze assicurative sovvenzionate per i cittadini a basso reddito, nonostante la legge assegnasse tale competenza esclusivamente ai singoli Stati dell'Unione. La Corte, però, ha giudicato legittima l'azione del governo di Washington con sei voti favorevoli a tre: una bocciatura avrebbe di fatto demolito l'intera impalcatura di una delle riforme più vaste e rilevanti della recente storia statunitense, criticata dai Repubblicani soprattutto per il suo elevatissimo costo per le casse dello Stato, ma che pure ha esteso l'assistenza sanitaria sussidiata a milioni di cittadini a basso reddito. I tre giudici che si sono espressi in difformità al verdetto finale, primo tra tutti Antonin Scalia, hanno accusato i loro colleghi di aver volontariamente accantonato la supremazia formale del diritto per sposare quello che a loro dire è un obiettivo politico, vale a dire il salvataggio di una riforma applicata secondo criteri discrezionali da parte delle agenzie federali. Demolire una riforma di questa portata, però, avrebbe causato conseguenze dirompenti e imprevedibili. Ed è proprio per quest'ultima ragione – scrive la “Washington Post” – che i conservatori, pur fingendo scandalo, sono in realtà segretamente soddisfatti della bocciatura di una causa che avevano apertamente promosso. Secondo George F. Will, opinionista dello stesso quotidiano, l'opinione del giudice John Roberts, secondo cui l'”originale intenzione” dei legislatori dovrebbe determinare l'interpretazione dei testi di legge che questi hanno approvato, costituisce una plateale violazione delle basilari norme del diritto costituzionale, e un “precedente inquietante per la distorsione discrezionale delle leggi scritte da parte dell'Esecutivo”; eppure, scrive Will, i Repubblicani non hanno alcun diritto di reclamare e stracciarsi le vesti, perché “sono stati proprio loro a coltivare per anni la populistica cultura della deferenza del Potere giudiziario alla politica”.

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