Le minacce leghiste e il bonapartismo di Renzi

La rassegna della stampa internazionale sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese. Oggi articoli di Pais, Mundo, Financial Times e Les Echos.
Le minacce leghiste e il bonapartismo di Renzi

Italia: la Lega Nord minaccia i sindaci che accolgono profughi

Madrid, 8 giu - (Agenzia Nova) - Esiste un'Italia solidale che lotta ogni giorno per salvare la vita dei migranti nel Mediterraneo - dai pescatori siciliani ai membri della Marina militare e della Guardia Costiera - e un'altra Italia, rappresentata dai leader della Lega Nord i quali, scrive "El Pais", "non solo non si vergogna della sua mancanza di solidarietà", ma "confida in essa per raggiungere il potere". Roberto Maroni, presidente regionale della Lombardia e uno dei maggiori esponenti della Lega, ha scritto una lettera ai sindaci del nord del paese diffidandoli dall'accogliere i migranti - quasi 4 mila nelle ultime 24 ore - che continuare a sbarcare lungo le coste italiane, provenienti dalla Libia. La lettera di Roberto Maroni, che è stato ministro dell'Interno nell'ultimo governo di Silvio Berlusconi (2008-2011), è una minaccia in piena regola. "Ho deciso di scrivere ai sindaci - spiega il governatore - per avvertirli che ridurremo i fondi regionali a quei comuni che decideranno di accogliere gli immigrati. Questo è un disincentivo perché non devono farlo, e coloro che lo faranno, violando la legge, ne subiranno le conseguenze".

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Matteo Renzi o i limiti del bonapartismo

Parigi, 8 giu - (Agenzia Nova) - La modesta vittoria riportata dal Partito democratico (Pd) alla fine di maggio nelle ultime elezioni regionali è stata la prima battuta d'arresto per il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, che ora è costretto a ripensare i rapporti con il suo stesso partito: è questo il leit-motiv dell'analisi pubblicata oggi dal quotidiano economico francese "Les Echos" a firma del suo corrispondente da Roma Pierre De Gasquet. Per gli oppositori interni di Renzi, che da tempo lo accusano di eccessivo autoritarismo e di "bonapartismo", si è trattato di "un rovescio che gli farà solo del bene". Oltre infatti all'avanzata, in fondo limitata, dei partiti populisti (Lega Nord e Movimento 5 stelle di Beppe Grillo), la principale lezione dello scrutinio del 31 maggio è stata il tasso particolarmente basso di partecipazione: torna la stanchezza degli elettori, e questo non è mai un buon segno. Una cosa è sicura, scrive De Gasquet: il "tocco magico" di Renzi non ha più la stessa efficacia, e la sua "forza motrice" ha mostrato i propri limiti a livello regionale. E' ancora troppo presto per dire se la luna di miele con l'opinione pubblica sia finita, perché in gran parte è basata sull'assenza di un'alternativa credibile e questa carenza resta ancora. La vera questione, sostiene "Les Echos", riguarda invece il futuro dei rapporti tra il "Rottamatore" (in italiano nel testo, ndr) ed il suo partito: il bonapartismo ha un prezzo ed ora probabilmente Renzi dovrà fare delle concessioni sulla riforma della scuola e su quella istituzionale. Quanto all'economia, Renzi gode ancora di una inedita e favorevole finestra di opportunità: ma la crescita nella Penisola è ancora anemica e Renzi deve riuscire entro la fine dell'anno a trasformare il magro inizio di ripresa (+ 0,3 per cento nel primo trimestre) in un vero motore di rilancio. A ogni modo, conclude l'autore dell'analisi, nonostante il risultato in parte deludente delle elezioni regionali la sinistra italiana resta in Europa una delle rare in grado di segnare dei punti; ma oltre un anno dopo il suo arrivo al governo, il "Machiavelli bonapartista" deve scendere a patti con il suo partito per consolidare il suo potere.

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Fiat rimanda il debutto in Borsa della Ferrari

New York, 8 giu - (Agenzia Nova) - L'offerta pubblica iniziale della casa automobilistica Ferrari sulla Borsa di New York verrà rimandata al quarto trimestre dell'anno per ragioni tecniche. Lo ha annunciato venerdì il presidente della Casa di Maranello e ad del gruppo Fiat Chrysler Automobiles, Sergio Marchionne. La prima data utile per l'ipo è ora quella del 13 ottobre, ha spiegato Marchionne a margine di una conferenza del settore. Fca intende collocare in borsa il 10 per cento del capitale di Ferrari e distribuirne un ulteriore 80 per cento ai suoi azionisti. Lo spinoff è ancora previsto per il prossimo anno.

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Cir in famiglia

Londra, 8 giu - (Agenzia Nova) - In un'intervista video al "Financial Times", l'imprenditore e investitore italiano Rodolfo De Benedetti, da due anni presidente del conglomerato Cir, posizione in cui è subentrato al padre Carlo, parla dei piani per il futuro del gruppo, che intende mantenere sotto il controllo familiare.

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Vaticano: Cristina Kirchenr incontra papa Francesco

Buenos Aires, 8 giu - (Agenzia Nova) - Papa Francesco ha incontrato ieri la presidente argentina Cristina Kirchner in Vaticano. Il capo di Stato argentino, con il quale il Pontefice ha avuto dei disaccordi quando era arcivescovo di Buenos Aires, si è trattenuta presso il Palazzo Apostolico per circa due ore. Senza dare dettagli circa gli argomenti discussi tra i due, il direttore della Sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha riferito che Cristina Kirchenr ha voluto "manifestare ancora una volta il suo affetto e la vicinanza del popolo argentino nei confronti del Papa e chiedere la sua benedizione a tutti i cittadini del paese" sudamericano. Quello di ieri è il quinto incontro della presidente col Papa, inclusa la cerimonia di inizio del pontificato di Jorge Mario Bergoglio, eletto nel 2013. Il viaggio in Italia di Cristina Kirchner proseguirà oggi, con una partecipazione al vertice organizzato a Roma dall'Organizzazione delle Nazioni Uniti per l'agricoltura e l'alimentazione (Fao). Infine Kirchner dovrebbe incontrare le autorità italiane e visitare l'Expo di Milano.

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Panorama internazionale

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan (foto LaPresse)


Goeksel: "Una nuova era per la Turchia"

Berlino, 8 giu 09:45 - (Agenzia Nova) - Per la prima volta nella sua storia, il partito islamico Akp del premier Recep Tayyip Erdogan non ha conquistato la maggioranza assoluta. Cosa significherà per la Turchia? Lo spiega Diba Nigar Goesksel, una delle più grandi conoscitrici del paese sul quotidiano "Frankfurter Allgemeine Zeitung". In campagna elettorale Erdogan ha chiesto un cambiamento del sistema istituzionale del paese che attribuisca più poteri e autorità alla presidenza, ma i turchi gli hanno fatto capire che non lo vogliono. Si apre quindi una nuova era, anche per Akp. Perché tutto questo significa che in futuro Erdogan dovrà ridurre le sue ambizioni di accentramento del potere. Per questo si apre un nuovo capitolo anche per Akp. Il partito dovrà reinventarsi: inizierà una nuova era di compromessi, qualcosa che in Turchia non si vedeva da lungo tempo.

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G7: in Europa una Germania sola alla guida

Berlino, 8 giu - (Agenzia Nova) - Di nuovo un vertice G7, e dopo otto anni di nuovo in Germania. Ieri la cancelliera Angela Merkel ha accolto nel castello di Elmau i capi di Stato e di governo dei sette più importanti e più ricchi paesi dell'Occidente, ma ha diffidato dal riporre aspettative "troppo alte" nell'evento. Non si tratta soltanto di tattica, scrive l'opinionista Markus Wehner sul quotidiano "Franfurter Allgemeine Zeitung", anche se in questo modo anche i risultati più scarsi potranno essere "venduti" per grandi successi. Le aspettative non sono molto alte anche perché questo incontro verterà soprattutto su crisi di non facile risoluzione: Ucraina, Stato Islamico e Grecia. Ma non sono solo le crisi a caratterizzare la situazione internazionale: negli ultimi anni sono cambiati anche i rapporti tra i maggiori Stati dell'Occidente. Oggi Berlino deve affrontare un Regno Unito sempre più isolazionista e una Francia sempre più debole. E anche con l'Italia non c'è unità sulla politica di crescita e di riforma.

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Germania: a Dresda il candidato di Pegida ottiene quasi il 10 per cento

Berlino, 8 giu - (Agenzia Nova) - Alle elezioni per il nuovo sindaco di Dresda, domenica, la Cdu ha subito una battuta d'arresto. Il ministro degli Interni della Sassonia Markus Ulbig che si era candidato per i Cristiano-democratici, è stato soltanto il terzo candidato più votato. A trionfare è stata l'esponente dell'Spd e ministro agli Affari scientifici del Land, Eva-Maria Stange, candidata comune di Spd, Linke, Verdi e Pirati che ha ottenuto il 36 per cento dei voti. La candidata di Pegida (il movimento tedesco anti-islam, ndr) Tatjana Festerling, ha ottenuto quasi il 10 per cento dei voti. Dato che nessuno dei candidati ha conquistato la maggioranza assoluta, a luglio ci sarà una seconda tornata elettorale.

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Petrolio: l'Opec trova l'unità nella scelta di non decidere

New York, 8 giu - (Agenzia Nova) - I rappresentanti dei 12 Stati membri dell'Opec, l'Organizzazione dei paesi esportatori di petrolio, hanno deciso venerdì a Vienna di non ridurre la loro produzione combinata di 30 milioni di barili di petrolio giornalieri, nonostante l'eccesso di offerta che continua a deprimere il mercato. L'unico aspetto sorprendente di questa decisione, scrive “Bloomberg”, è il fatto che i paesi membri dell'Organizzazione di abbiano aderito all'unanimità. “Sono all'Opec da tanti anni, ed è la prima volta che assisto a una decisione condivisa”, spiega al settimanale economico il segretario generale dell'Opec, Abdalla El Badri. Lo scorso novembre, quando l'Organizzazione ha introdotto la sua strategia di mantenere inalterata la produzione per sottrarre quote di mercato ai concorrenti dai costi di produzione maggiore, i membri più deboli del gruppo e più dipendenti dai proventi petroliferi, come il Venezuela, di erano opposti, chiedendo un taglio della produzione che sollevasse i prezzi della materia prima. Oggi, però, tutti gli Stati membri dell'organizzazione sembrano concordare che la strategia promossa dal ministro del Petrolio saudita, Ali al Naimi, sta avendo successo almeno in parte. I prezzi del petrolio greggio hanno recuperato il 33 per cento degli ultimi mesi, e le torri di trivellazione statunitensi attive sono crollate del 60 per cento dal mese di ottobre, mentre le major petrolifere globali hanno tagliato miliardi di dollari in investimenti lasciando campo libero alle compagnie di Stato dei principali produttori arabi, che invece hanno incrementato gli investimenti per aggiudicarsi più spazio sul mercato.

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Gli Stati Usa in dissesto finanziario nonostante la ripresa economica

New York, 8 giu - (Agenzia Nova) - Lo stato di salute finanziario degli Stati che compongono la Federazione Usa è preoccupante, nonostante l'Unione stia vivendo da sei anni, almeno formalmente, una fase di ripresa economica dalla crisi del 2008. I casi eclatanti come quello dell'Illinois, alle prese con un deficit di bilancio da 3 miliardi di dollari, sono soltanto la punta dell'iceberg, scrive il “New York Times”: gli Stati afflitti da problemi di bilancio sono almeno una trentina. C'è il caso del Kansas, dove i drastici tagli alla pressione fiscale voluti nel 2o12 dal governatore repubblicano Sam Brownback sono culminati in un deficit da 400 milioni di dollari; e poi c'è la Louisiana, la cui amministrazione repubblicana ha ereditato da quella democratica un disavanzo da 1,6 miliardi. Gli Stati dell'Unione, alle prese con una spesa pubblica insostenibile, sono spesso alle prese con battaglie intestine all'interno dei parlamenti e tra legislatori e governatori. Il risultato, stando alla National Association of State Budget Officers, è che appena la metà degli Stati dell'Unione, 25, è riuscita ad approvare nuove leggi di bilancio, mentre gli altri navigano a vista tra i morosi della spesa e ponderano prevedibili aumenti della pressione fiscale.

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