La guerra ai trafficanti del Mediterraneo

La rassegna della stampa estera sui principali fatti che riguardano da vicino il nostro paese a cura di Agenzia Nova. Oggi articoli del Monde, Mundo, Guardian.
La guerra ai trafficanti del Mediterraneo

Il piano dell'Ue per distruggere le barche dei trafficanti di esseri umani

Londra, 22 apr - (Agenzia Nova) - I leader dell'Unione Europea, riferiscono i quotidiani "The Independent" e "Financial Times", sono pronti ad approvare una missione militare per catturare e distruggere le imbarcazioni dei trafficanti di esseri umani in risposta all'ultima strage di migranti nel Mediterraneo: oltre 800 morti al largo della Libia. Il piano dovrebbe essere approvato nel vertice di emergenza in programma domani. Intanto proseguono le operazioni di salvataggio: la Guardia Costiera italiana ha risposto alle richieste di aiuto provenienti da due barche portando in salvo 450 persone.

Continua a leggere l'articolo del Guardian


Europa: Mare Nostrum

Madrid, 22 apr - (Agenzia Nova) - Il Mediterraneo non è un "lago italiano". Come tutti i mari, spiega il giornalista Josè Antonio Gomez Marin, anche il Mediterraneo ha due sponde e in questi anni si sta scoprendo che tra esse c'è un abisso senza fondo che separa la "civiltà" da "un terzo mondo in ebollizione" e che sembra determinato a rivendicare il "mondo fortunato" come proprio salvatore. L'Italia, sostiene Gomez Marin, necessita dalla Ue "un'azione comune e decisiva", dal momento che i flussi migratori, oltre a colpire i paesi geograficamente più vicini, si riversano poi, inevitabilmente, sugli altri paesi europei.L'Ue, sostiene l'opinionista, dovrebbe intervenire con determinazione per contrastare le mafie che agiscono in particolare nella Libia post-Gheddafi.

Continua a lggere l'articolo del Mundo


Italia: i sindaci siciliani implorano aiuto

Berlino, 22 apr - (Agenzia Nova) - Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha indetto ieri un vertice d'emergenza per discutere con gli altri sindaci siciliani dell'emergenza immigrazione: 150 dei 390 sindaci dell'isola hanno partecipato spontaneamente. Da due settimane Orlando gestisce un'emergenza senza sosta perché nel porto di Palermo continuano ad arrivare centinaia di immigrati che devono essere assistiti e aiutati: una situazione in cui la Sicilia è stata lasciata sola anche dal governo italiano. Ma per il sindaco di Palermo l'ultima ondata di profughi non è solo un problema nazionale: "E' la politica che alimenta questi affari criminali milionari degli scafisti". "L'Europa deve creare un corridoio umanitario e subito", chiede Orlando rivolgendosi ai politici nel Nord Europa. "Triton" non è altro che una ridicola sfilata di navi, sostiene il primo cittadino di Palermo.

Continua a leggere l'articolo del Welt


Italia: 35 euro al giorno per immigrato

Madrid, 22 apr - (Agenzia Nova) - Il governo italiano paga 35 euro al giorno per immigrato ai municipi che dispongono di centri di assistenza o di accoglienza per gli stranieri nel proprio comune, o alle associazioni che li gestiscono. "Nel 2014 non avevamo alcun limite di budget. Quello che spendevamo il governo ce lo rimborsava in seguito. Quest'anno però è stato posto il limite di 35 euro al giorno per immigrato, e a volte è difficile coprire tutte le necessità con questa cifra", spiega a "El Mundo", Francesco Gugliotta, vicesindaco di Pozzallo, una paese della Sicilia che ospita un Centro di Pronto Soccorso e Assistenza per immigrati. "Il problema non sono solo gli immigrati che muoiono e di cui tutti parlano, ma anche quelli che sopravvivono", sostiene il vicesindaco. E la situazione non presenta facili soluzioni. Intanto i famosi "35 euro" sono stati presi di mira dai partiti di destra, i quali li hanno utilizzati per attaccare il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi, pubblicando un manifesto con l'immagine di una barca piena di immigrati e la scritta: "Vacanze in Italia. 35 euro al giorno per vitto, alloggio, ricariche telefoniche e sigarette".

Continua a leggere l'articolo del Mundo


La nuova egeria di Silvio Berlusconi

Parigi, 22 apr - (Agenzia Nova) - Il quotidiano francese "Le Monde" dedica un ritratto alla 32enne Silvia Sardone, 32 anni e madre di due figli, scelta da Silvio Berlusconi come punta di lancia del su partito Forza Italia alle prossime elezioni regionali: segretaria della sezione di Sesto San Giovanni, la Sardone non ha affatto l'immagine delle donne che finora hanno caratterizzato l'entourage dell'ex cavaliere.

Continua a leggere l'articolo del Monde


Panorama internazionale

 

Germania: la coalizione litiga sulla risposta alla tragedia umanitaria del Mediterraneo

Berlino, 22 apr - (Agenzia Nova) - In Germania si è acceso un forte dibattito sulle conseguenze da trarre dalle recenti tragedie umanitarie nel Mediterraneo. Il vicesegretario della Cdu, Thomas Strobl, ha reagito con scarso entusiasmo alla proposta dell'incaricato per i diritti umani del governo di Berlino, Cristoph Strasser, di creare un corridoio umanitario legale dalle regioni colpite dai conflitti e dalle guerre civili. "Non possiamo aggrapparci alle singole misure che sono solamente una soluzione apparente al problema. Dobbiamo essere sinceri: per fermare quest'ecatombe nel Mediterraneo serve un vasto pacchetto di misure", ha dichiarato Strobl al quotidiano "Handelsblatt". Prima di tutto bisogna mettere a disposizione più mezzi per il soccorso in mare: "Poi con le navi della Marina dobbiamo sequestrare e affondare i barconi degli scafisti". "Questi sono le prime due importanti misure previste dal piano di dieci punti della Commissione europea che ritengo siano una buona base per aiutare i migranti", ha aggiunto l'esponente della Cdu.

Continua a leggere l'articolo di Handelsblatt


Immigrazione: il Consiglio di sicurezza dell'Onu esorta i paesi a smantellare il traffico di clandestini

Madrid, 22 apr - (Agenzia Nova) - Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha fatto appello ieri affinché i paesi cooperino per smantellare la rete di traffico di immigrati clandestini nel Mediterraneo e i responsabili siano assicurati alla giustizia. Il Consiglio ha diffuso un documento in sette punti nei quali deplora il tragico naufragio di domenica ed esprime la "grave preoccupazione" per la "recente proliferazione" del "traffico di migranti nelle acque libiche". Il consiglio di sicurezza sottolinea, inoltre, la necessità di aumentare il coordinamento internazionale per "rafforzare una risposta globale" a questo problema e proteggere "i migranti vulnerabili diventati vittime di trafficanti di esseri umani". La dichiarazione è stato voluta dalla Spagna, attuale membro non permanente del Consiglio di Sicurezza, su richiesta dell'Italia, la quale sta negoziando con l'Onu e l'Unione Europea l'autorizzazione per una azione militare volta a fermare i barconi utilizzati dai trafficanti prima che partano dalla Libia. E' quanto ha spiegato ieri il ministro dell'Interno italiano, Angelino Alfano. "Da soli non possiamo farlo - ha spiegato Alfano in un programma tv italiano - per questo ci siamo rivolti all'Onu e alla Ue, per avere nel quadro della legalità internazionale, l'autorizzazione per questo intervento".

Continua a leggere l'articolo del Mundo


L'Europa deve rivedere la sua inaccettabile politica dell'immigrazione

New York, 22 apr - (Agenzia Nova) - La politica dell'immigrazione europea è animata da una logica pericolosa che lo scorso fine settimana potrebbe aver reclamato 900 vite, secondo un editoriale di “Bloomberg View”. Dopo il naufragio al largo della Libia di domenica, l'establishment dell'Unione Europea si è impegnata a rivedere la risposta alla crisi migratoria del Mediterraneo, riconoscendo che minimizzare le operazioni di soccorso nel tentativo di scoraggiare le partenze dal Nordafrica “non è credibile né tantomeno difendibile”. Bruxelles ha deciso di archiviare lo schieramento di forze della missione italiana Mare Nostrum con un limitato programma di pattugliamento dei confini battezzato Triton. Il problema, a dispetto di quanto dichiarato ufficialmente dalle autorità comunitarie, non erano i costi – 9 milioni al mese, certo non un problema per le finanze europee – quanto “il timore, per la verità fondato, che la missione italiana stesse operando come un servizio di taxi per profughi e clandestini diretti in Europa”. Non si trattava di un timore campato in aria, scrive “Bloomberg”: dallo scorso anno, consapevoli che la Guardia costiera italiana si spinge sino in prossimità delle acque libiche per soccorrere i migranti, i trafficanti di esseri umani imbarcano centinaia di disperati in natanti fatiscenti con carburante appena sufficiente a spingerli in alto mare. Prima della sua conclusione, nel corso del 2014, Mare Nostrum ha soccorso più di 163 mila persone. Eppure, sottolinea il settimanale statunitense, non è questo fattore incentivante a costituire la causa dell'ondata migratoria. “Sarebbe bello pensare che l'Ue possa semplicemente offrire un passaggio legale ai rifugiati in fuga dalla violenza e dalla povertà, ma (…) una politica delle porte aperte non è realisticamente possibile nell'attuale clima politico europeo e per innegabili ragioni pratiche: dare asilo in Europa a un numero illimitato di persone non può costituire una soluzione ai problemi mondiali”. Esistono però misure che l'Ue potrebbe adottare per alleviare la crisi, e che sinora ha rifiutato di intraprendere. Un sistema di “quote” per l'equa distribuzione dei rifugiati tra i paesi membri, ad esempio, e la possibilità per talune categorie di richiedenti asilo di fare domanda dall'esterno dell'Ue. “Se avessero un'alternativa concreta, molti rifugiati chiederebbero di fare domanda alle autorità europee e attendere, anziché consegnarsi ai trafficanti di esseri umani”. Non esistono risposte semplici o rapide, conclude l'editoriale: l'unica soluzione alla crisi umanitaria che investe il Sud Europa sono “una Libia, una Siria e un Sudan più stabili e prosperi”. Nel frattempo, “consentire che la gente muoia in mare non può essere una politica migratoria accettabile: se l'Ue ha fatto tutto il possibile per proteggere il traffico commerciale dalla pirateria somala, può fare altrettanto per combattere il traffico di esseri umani e proteggere esseri umani dalla morte alle porte dell'Italia”.

Continua a leggere l'articolo di Bloomberg


Grecia, l'Europa si illude in merito ai rischi di contagio

New York, 22 apr - (Agenzia Nova) - Secondo l'opinionista del “Wall Street Journal”, Holman W Jenkins, le premesse con cui l'establishment e l'opinione pubblica europea guardano al confronto con la Grecia sono pericolosamente errate. E' parere comune che il nuovo premier greco e i suoi ministri stiano agendo come sconsiderati nella partita sul debito con l'Unione Europea: il governo di Atene ha inanellato una provocazione dopo l'altra e nel frattempo non ha presentato alcuna alternativa credibile per la ripresa del paese perché – questa l'argomentazione generalmente proposta anche dai media – i socialisti eletti in Grecia sono aprioristicamente contrari a molte delle misure che gioverebbero al paese nel lungo termine, come le privatizzazioni e la deregolamentazione. Atene spera che i suoi creditori stiano bluffando e alla fine staccheranno un nuovo assegno in bianco, ma l'Unione Europea – assicura Bruxelles – non ha intenzione di cedere, perché ormai la Grexit non causerebbe alcun contagio, ed anzi, l'uscita della Grecia dall'euro potrebbe fungere da ammonimento e accelerare le riforme negli altri paesi della moneta unica. Secondo Jenkins, questa narrativa auto-somministrata dall'Europa rischia di rivelarsi del tutto illusoria: il contagio, spiega l'opinionista, “può assumere diverse forme”. La Banca centrale europea “può anche offrirsi come sostituta degli investitori privati che rifiutano di acquistare il debito pubblico dei governi europei, ma non può far nulla per ovviare al rifiuto degli investitori privati di assumere il rischio e accrescere l'attività economica” in un ambiente economico-monetario giudicato non ottimale e intrinsecamente debole. La Bce “non può riciclarsi a surrogato della competizione tra capitali privati, né rimpiazzare l'ambiziosa gioventù europea che fugge in massa a Londra, a New York o nella Silicon Valley”. Draghi “può stampare euro illimitatamente per tenere a galla i governi nel breve termine”, ma “non risolverà in questo modo gli annosi problemi della crescita asfittica, del debito pubblico sempre più vasto e della sfiducia crescente”. La Grexit - ed è probabilmente questo il motivo per cui Bruxelles si è affannata a rimandare il default di un paese dall'economia tutto sommato microscopica – spingerebbe il progetto della moneta unica in acque inesplorate: “Cosa accadrebbe se i mercati guardassero al possibile default della Grecia non come alla fine meritata di un partner recalcitrante, ma (…) come al modello inesorabile della fine dell'euro?” Prima dell'euro, alcuni teorici tedeschi pro-business speravano che la moneta unica sarebbe stata una leva per riformare i welfare state europei: “Le debolezze strutturali e competitive verranno fatalmente esposte”, sostenevano. E così è stato. Senonché, denuncia l'opinionista, l'euro stesso è divenuto “una cospirazione contro le riforme di cui ha palesato la necessità”: per facilitare l'ingresso di Germania, e poi di Francia, Italia e Grecia, “l'Europa ha derogato ai suoi stessi standard fiscali”. E per conseguire l'imperativo di convincere un'opinione pubblica scettica, “le banche sono state incoraggiate a trattare l'ultrasicuro debito pubblico tedesco alla stregua di quelli italiano o spagnolo, o addirittura di quello greco”. E' questo artificio ad aver “direttamente alimentato la febbre dei consumi finanziati a debito degli anni Duemila, che ha accantonato le riforme di cui ora Bruxelles chiede a gran voce l'attuazione”. L'euro, insomma, non è mai stato né sarebbe potuto essere una scorciatoia per ottenere il consenso dei popoli al cambiamento in senso sovranazionale. E il termine “riforma”, conclude l'opinionista, “è finito col coincidere – nell'immaginario collettivo europeo - con la resa alla linea tedesca e con l'opposto di quanto era stato promesso agli elettori del Continente”.

Continua a leggere l'articolo del Wall Street Journal


Regno Unito: Goldman Sachs interviene nella campagna elettorale con un allarme sul Labour

Londra, 22 apr - (Agenzia Nova) - Goldman Sachs è intervenuta nella campagna elettorale britannica avvertendo che un governo a guida laborista innescherebbe probabilmente un'ondata di vendite da parte degli investitori. La banca statunitense, riferiscono i quotidiani "Financial Times" e "The Times", ha motivato l'allarme citando i piani del Labour sul congelamento delle tariffe energetiche, sull'aumento delle tasse e sui contratti a zero ore e l'ulteriore spostamento a sinistra che potrebbe derivare dall'appoggio del Partito nazionale scozzese (Snp).

Continua a leggere l'articolo del Financial Times

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi