I militari in Libia e il #BoycottDolceGabbana di Elton John

La rassegna della stampa internazionale a cura di Agenzia Nova sui fatti che ci riguardano da vicino. Articoli di Washington Post, New York Times, Guardian e Libération.
I militari in Libia e il #BoycottDolceGabbana di Elton John

POLITICA


 

La proposta europea di inviare militari in Libia accolta con scetticismo

New York, 16 mar 08:30 - (Agenzia Nova) - L'alto commissario per la politica estera dell'Unione Europea, Federica Mogherini, chiede ai paesi membri dell'Ue di considerare l'invio di un contingente militare in Libia, a sostegno di un potenziale governo di unità nazionale. L'ipotesi è stata accolta però con profondo scetticismo dai paesi membri, che temono i rischi di un'operazione simile in uno scenario caotico e imprevedibile qual è quello del paese nordafricano. I ministri degli Esteri dell'Ue si incontrano oggi a Bruxelles per decidere se autorizzare Mogherini ad avanzare una proposta formale di intervento in Libia, nel caso i tentativi di mediazione politica intrapresi dall'Onu dovessero portare a risultati concreti. Stando a fonti diplomatiche comunitarie citate dal “New York Times, l'Ue potrebbe optare per una missione “ibrida”, con un contingente militare impegnato a proteggere le istituzioni nazionali libiche e una presenza civile a sostegno delle operazioni di contrasto al terrorismo e ricostruzione.

Leggi l'articolo del New York Times
 


Europa: il governo greco mette in guardia, se Atene lascerà l'euro "Spagna e Italia la seguiranno"

Madrid, 16 mar 08:30 - (Agenzia Nova) - La Grecia ha giocato questo sabato contro l'Eurogruppo la carta del "contagio politico", paventando l'uscita di Spagna e Italia dall'euro se i creditori non accetteranno le condizioni di Atene, forzandone in questo modo un ritorno alla dracma. Il ministro della Difesa greco, Panos Kammenos, in una intervista al tedesco "Bild", ha avvertito che se il paese ellenico lascerà la moneta unica, la Spagna e l'Italia "la seguiranno" subito dopo, suggerendo che nei due paesi c'è già "una forte base politica" euroscettica. "Pertanto - ha spiegato Kammenos - dobbiamo trovare una strada da percorrere all'interno della zona euro", specificando che "non può trattarsi di un cammino che continua ad obbligare i greci a pagare".

Leggi l'articolo del Mundo

 

Italia: Di Battista accusa il Nord Europa di nazismo

Berlino, 16 mar 08:30 - (Agenzia Nova) - Cosa fanno veramente i 5 Stelle? Il Movimento di protesta italiano guidato dal comico Beppe Grilloè stato il grande vincitore delle elezioni parlamentari del febbraio 2013. Con la sua denuncia delle iniquità dell'euro, dello sperpero di denaro pubblico e dell'inquinamento ambientale il partito ha avuto un successo folgorante, ottenendo circa il 25 per cento dei voti. Il 2015 per i Cinque Stelle è iniziato in sordina, fino a venerdì scorso, quando il parlamentare Alessandro Di Battista ha inveito contro la Germania e altri paesi del Nord Europa. Alla conferenza dal titolo "Alba per una nuova Europa", Di Battista ha attaccato la politica economica europea pronunciando più volte la parola "nazismo". "C'è un nemico comune oggi. Il nemico è il potere dell'Europa centrale. Questo è un nazismo centrale del Nord Europa che ci distrugge", ha dichiarato Di Battista.

Leggi l'articolo del Welt


 

 

ECONOMIA


 

Italia: Padoan fiducioso nel rilancio di Monte dei Paschi e Carige

New York, 16 mar 08:30 - (Agenzia Nova) - Il ministro italiano delle Finanze, Pier Carlo Padoan, è convinto che Monte dei Paschi di Siena (Mps) e Carige, i due malati gravi del sistema bancario nazionale, riusciranno a riprendersi, ed ha escluso ulteriori interventi pubblici a sostegno dei due istituti: “Ho fiducia che entrambe le banche ne verranno fuori”, ha spiegato il ministro in una intervista a “Bloomberg”, sottolineando come entrambe stiano lavorando a un “forte programma di ricapitalizzazione” - per Mps, l'ennesimo. Quanto all'ingresso dello Stato proprio nel capitale di Mps, Padoan ha spiegato che si tratta solamente di un “meccanismo tecnico”: “L'intenzione è di uscirne in un modo morbido, prevedibile e sicuro per tutte le parti coinvolte”. Monte dei Paschi è emersa dagli stress test della Banca centrale europea con un ammanco di capitale da ben 2,1 miliardi di dollari, nonostante gli sforzi di ricapitalizzazione compiuti lo scorso anno, mentre per Carige il gap è di 810 milioni. Mps, che deve ancora rimborsare allo stato 1,1 miliardi di euro in aiuti pubblici, pacherà 243 milioni di interessi con azioni anziché in denaro, facendo dello Stato a tutti gli effetti un azionista della banca.

Leggi l'articolo di Bloomberg

 

Costo del petrolio: l'italiana Eni è la prima "major" a ridurre i dividendi

Parigi, 16 mar 08:30 - (Agenzia Nova) - Eni ha deciso di ridurre i dividendi distribuiti ai suoi azionisti ed ha sospeso un programma di riacquisto di azioni proprie, diventando così la prima grande compagnia petrolifera a prendere misure per compensare la caduta del prezzo dell'oro nero. Il gruppo petrolifero e del gas verserà quest'anno un dividendo di soli 80 centesimi di euro per azione, contro 1,12 euro nel 2014; parallelamente Eni ridurrà i suoi investimenti del 17 per cento da oggi al 2018, a circa 48 miliardi di euro e cederà attivi per 8 miliardi.

Leggi l'articolo dell'Echos


 

 

SOCIETA'


 

Elton John e gruppi Lgbt invitano al boicottaggio di Dolce & Gabbana

Londra, 16 mar 08:30 - (Agenzia Nova) - In evidenza sulla stampa britannica la polemica tra Elton John e Dolce & Gabbana sulle famiglie omosessuali con figli nati dalla fecondazione in vitro. Usando l'espressione "figli sintetici", i due stilisti italiani hanno scatenato la reazione del cantante britannico, sposato con un uomo e padre di due bambini nati da una madre surrogata. La pop star ha invitato al boicottaggio della casa di moda, appello condiviso da diversi attivisti Lgbt. Domenico Dolce e Stefano Gabbana hanno poi emesso un comunicato di chiarimento, precisando che le loro posizioni personali non implicano giudizi negativi verso altre scelte e di credere nell'amore e nella libertà.

Leggi l'articolo del Guardian

 

Dentro la moda: una Milano rinnovata

Londra, 16 mar 08:30 - (Agenzia Nova) - Un commento su "The Sunday Times", domenicale del quotidiano britannico "The Times", promuove la Settimana della moda di Milano: critiche positive per le collezioni presentate da Gucci, Prada, Armani, Dolce & Gabbana, Versace; complessivamente è emerso un nuovo look, improntato a una più raffinata sensualità; molte le novità nello sviluppo dei tessuti.

Leggi l'articolo del Times


 

 

PANORAMA INTERNAZIONALE


 

I tedeschi vogliono la Grecia fuori dall'euro

New York, 16 mar 09:39 - (Agenzia Nova) - I tedeschi sono stanchi delle rivendicazioni e delle richieste della Grecia, e si stanno convincendo che la soluzione migliore, a prescindere dal rischio di non veder rimborsati i prestiti multimiliardari al paese ellenico, sia quella di una uscita della Grecia dall'euro. Un sondaggio pubblicato venerdì dall'emittente tedesca Zdf rivela che almeno il 52 per cento dei tedeschi vogliono la Grecia fuori dalla moneta unica, rispetto al 41 per cento del mese di febbraio. L'80 per cento degli interpellati ritiene che il governo di Atene “non si stia comportando con serietà nei confronti dei suoi partner europei”. I risultati del sondaggio, sottolinea “Bloomberg”, sono importanti, perché la Germania è il maggior creditori nell'ambito del doppio piano di salvataggio da 240 miliardi concesso ad Atene negli ultimi anni. Per il cancelliere tedesco Angela Merkel, conclude la testata statunitense, far digerire all'elettorato tedesco qualunque nuova forma di compromesso con la Grecia sarà difficilissimo.

Leggi l'articolo di Bloomberg
 


Francia, l'Ump ha depositato il nuovo nome: sarà "I Repubblicani"

Parigi, 16 mar 09:39 - (Agenzia Nova) - Nonostante il segreto che il leader del partito della destra "tradizionale" francese Ump, l'ex presidente Nicolas sarkozy, vorrebbe mantenere sul nuovo nome che la sua formazione politica adotterà al prossimo congresso, si moltiplicano le indiscrezioni di stampa; e gli indizi, scrive il quotidiano "Libération", convergono tutti su "I Repubblicani". Ieri si è appreso che l'agenzia di pubblicità Aubert Storch, che in passato ha ribattezzato la banca Crédit Lyonnais in Lck, ha già depositato all'Istituto nazionale delle proprietà industriali (Inpi) il marchio "I Repubblicani" corredato da tre logo. Richiesta di commentare la notizia, l'agenzia si è trincerata dietro il segreto professionale ed ha rifiutato di svelare il nome del suo committente; da parte sua l'Ump ha smentito di aver affidato una qualsiasi commessa ad Aubert Storch. Tuttavia uno dei cofondatori dell'agenzia, Olivier Aubert, ha spiegato che "il nome Repubblicani si inscrive nella storia francese, in particolare quella della 3a Repubblica. La grande famiglia dei repubblicani", ha aggiunto, "l'abbiamo conosciuta a scuola attraverso personalità come Gambetta, Jaurès, Clemenceau e Ferry". Il nuovo nome dell'Ump sarà ufficialmente svelato nel corso del congresso che si aprirà il 30 maggio prossimo nel centro-congressi di La Villette a Parigi.

Leggi l'articolo di Libération


Crisi ucraina: Putin e il “test di Mariupol”

New York, 16 mar 09:39 - (Agenzia Nova) - L'Occidente è diviso riguardo l'opportunità di inasprire ulteriormente le sanzioni a carico della Russia, ma Hans Binnendijk, membro del Johns Hopkins Center for Transatlantic Relations ed ex direttore per le politiche della difesa al National Security Council statunitense, non ha dubbi: la tregua in corso nell'Est ucraino è soltanto una pausa tattica, e il presidente russo Vladimir Putin “sta ponderando di muovere le sue forze contro la città portuale strategica di Mariupol”, con l'obiettivo di aprire un corridoio terrestre tra il territorio della Federazione Russa e la Crimea, annessa lo scorso anno. Di fronte a questa minaccia, scrive Binnendijk sul “New York Times”, l'Occidente deve unirsi e opporre un “deterrente credibile”. Il presidente Usa Barack Obama ha approvato l'invio di altri 75 milioni di dollari in armamenti “non letali” alle forze armate ucraine, ma “la decisione non basterà a soddisfare chi a Washington e Kiev preme per l'invio di armi anticarro e antiaeree”. E' dunque necessario “un nuovo approccio”: gli Usa e l'Unione Europea devono tracciare con chiarezza una “linea rossa”, e stabilire come reagirebbero nel caso di una grave violazione del cessate il fuoco mediato a Minsk, ad esempio proprio nel caso di un attacco a Mariupol. Binnendijk non ha alcun dubbio che il conflitto riprenderà per responsabilità della Russia, che “ha già violato gli accordi impossessandosi dello snodo ferroviario di Debaltseve”. L'analista dipinge Putin come un leader “scaltro, infido, accecato dai sentimenti”, e a nome dell'istituzione di cui è membro e “di molti analisti politici a Washington”, afferma che “fornire armi letali all'Ucraina esprimerebbe la nostra solidarietà nei confronti di un paese aggredito, ostacolerebbe ulteriori mosse militari da parte della Russia e farebbe da deterrente alle aggressioni di Putin altrove”. Sulla “Washington Post” un altro analista del centro John Hopkins, Joshua Muravchik, sostiene che una guerra contro l'Iran potrebbe essere l'unica alternativa, e dunque “la migliore a nostra disposizione”, rispetto a un “pessimo accordo” sul nucleare con l'Iran che metterebbe ulteriormente a rischio la sicurezza della Regione mediorientale.

Leggi l'articolo del Washington Post


 

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